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Cronaca

Allarme a Specchia per una nuova antenna: “Non è 5G”

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Mattinata movimentata nella zona industriale di Specchia. Alcuni tra residenti in zona e titolari di attività che insistono in loco, si son ritrovati dinanzi all’avvio dei lavori per l’installazione di una nuova antenna telefonica.





Come indicano i cartelli apposti dinanzi al cantiere, sulla strada provinciale 181, è in corso “l’installazione di una infrastruttura a servizio della rete di telefonia mobile di proprietà della Cellnex Italia Spa e l’installazione di un nuovo impianto di radio-trasmisisone per telefonia mobile di WindTre spa”. Al momento, come visibile in foto, è stata realizzata la piazzola di base in cemento su cui verrà collocata l’antenna.





Non è meglio specificata però la tecnologia del ponte che verrà a nascere. Motivo per cui è inizialmente scattato l’allarme 5G.





Spauracchio 5G





Come la stessa azienda racconta di sé, infatti, Cellnex Italia si occupa dell’installazione di opere “dall’alto valore strategico” e “per lo sviluppo delle reti mobili ultraveloci“, 5G incluso.





Per la gioia dei residenti e degli imprenditori del posto però lo spauracchio è stato presto scongiurato. La discussa tecnologia 5G, che secondo alcuni avrebbe serie ripercussioni sulla salute non ancora pienamente dimostrate, non interesserà l’area in questione.




Lo ha garantito ai diretti interessati in mattinata il responsabile dell’Ufficio Tecnico di Specchia: si tratterà di un ponte 4G (sul cui posizionamento il Comune non avrebbe voce in capitolo) a potenziamento della rete mobile già esistente.





L’amaro in bocca





Nonostante il sospiro di sollievo per aver scongiurato l’apprensione portata dalla nuova tecnologia, di cui tanto si parla a livello mondiale, resta l’amaro in bocca a chi vive in quella zona o quotidianamente ci lavora.





Tra questi Luciana Mangino, della OLC di Specchia: tra i primi ad attivarsi per far chiarezza sulla questione, la signora Mangino è andata a fondo alla ricerca di risposte ed ha interessato la stampa. Oltre allo sconforto del ritrovarsi una antenna davanti alla propria azienda, la seccatura del doverlo scoprire dall’oggi al domani senza alcun preavviso.





Lorenzo Zito


Cronaca

Duplice omicidio consumato in pochi minuti: la prima ricostruzione di quegli attimi

Eleonora aveva appena condiviso sui social la sua felicità. Quattro minuti dopo già le prime chiamate ai soccorsi. Le due vittime ferite alle mani: hanno lottato col killer

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Vi abbiamo riportato gli ultimi sviluppi ed i dettagli emersi in queste ore nell’inchiesta sulla morte di Eleonora Manta e Daniele De Santis, uccisi a Lecce una settimana fa.





Il bigliettino sporco di sangue, i frammenti di guanti in lattice, la freddezza e l’efferatezza del killer (che fanno pensare all’assunzione di stupefacenti prima del delitto), il frame che ha immortalato un uomo incappucciato con zaino in spalla allontanarsi dal luogo del delitto. Tutti elementi che ruotano attorno al lavoro di individuazione dell’identità del colpevole.





In parallelo avanza il lavoro di ricostruzione degli ultimi tragici attimi di vita dei due 33enni.





Come riporta Nuovo Quotidiano di Puglia, pochi minuti prima di affrontare il suo assassino Eleonora aveva postato una storia su Instagram. Erano le 20e49. Condivideva coi suoi follower la gioia per aver iniziato una nuova pagina della sua vita: la convivenza in quell’appartamento di via Montello dove con Daniele si era appena trasferita.





Solo 4 minuti dopo erano partite già le prime chiamate ai soccorsi.




In mezzo, in un paio di giri di lancetta, si è consumato il delitto.





La scena che ne resta racconta parte dell’accaduto: i mobili spostati, le ferite sulle mani delle vittime, la caduta di Daniele sulle scale e il decesso in una pozza di sangue.





Se sulle urla della ragazza resta il mistero (qualcuno giura di averla sentita gridare “No, Andrea no!”), sul resto prevalgono le certezze: Daniele e Eleonora hanno lottato col loro killer. Lei avrebbe provato a sottrarsi alla sua furia sulla soglia di casa. Il giovane arbitro ha invece attraversato il ballatoio che collega il suo appartamento agli altri, per poi crollare sotto i colpi di lama.





Il rumore del suo corpo, accasciatosi sordamente al suolo, è l’ultimo sentito dai vicini che, preoccupati, si sono affacciati dalle loro abitazioni. Si chiudono così quei pochi concitati minuti che hanno preceduto la chiamata ai soccorsi. E in quella forbice temporale resta un altro sospetto: quello che il killer potesse essersi già appostato in zona, magari proprio all’interno del palazzo, in attesa di colpire.


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Andrano

Colpo di sonno e schianto: mamma e figlio in codice rosso

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Un brutto incidente in serata ha visto protagonisti mamma e figlio sulla via che collega Andrano a Tricase.





La donna, 30 anni di Andrano, era alla guida della sua Ford, quando probabilmente a causa di un colpo di sonno ne ha perso il controllo andandosi a schiantare violentemente.

Sul luogo sono arrivati tempestivamente i sanitari del 118 che hanno trasportato i due coinvolti in ospedale a Lecce in codice rosso.
Il bambino, che compirà due anni tra pochi giorni, ha riportato una profonda ferita alla testa, la mamma un trauma toracico.





Nessuna altra auto coinvolta nel sinistro.


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Alliste

“Non fu estorsione”: 35enne torna in libertà dopo 7 mesi

Corte suprema di cassazione pone fine all’incubo dei domiciliari per uomo di Alliste inguaiato da cessione di un’auto

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Francesco Cazzato, 35enne di Alliste, nel febbraio scorso era finito in arresto dopo la cessione di un’autovettura. I carabinieri della stazione di Taviano, dipendenti dalla compagnia di Casarano, avevano portato avanti delle indagini secondo le quali, dopo aver pattuito un prezzo con una donna per la vendita di una macchina, avrebbe preteso ulteriori soldi. I carabinieri si presentarono anche all’appuntamento che il 35enne fissò con la donna, tendendo quella che doveva essere una vera e propria trappola.





Il tutto dopo che la signora aveva sporto querela. Cazzato finì quindi ai domiciliari: il 10 marzo, alle porte del lockdown, i giudici del Riesame confermavano l’ordinanza di arresto emessa dal giudice per le indagini preliminari il 21 febbraio.




Ora il 35enne torna in libertà dopo sette mesi.





L’accusa di estorsione per la quale era stato arrestato decade: il 23 settembre scorso i giudici della Corte suprema di cassazione hanno annullato il provvedimento senza rinvio, accogliendo la difesa dell’avvocato Francesca Conte e ritenendo che non si sia trattato affatto di estorsione.


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