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Castrì

Allarme dagli altoparlanti Tap: “Raggiungere punti di raccolta”. Panico in paese, ma era un’esercitazione

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Un messaggio di allarme ripetuto in italiano ed inglese dagli altoparlanti. L’invito, quello a dirigersi immediatamente verso i punti di raccolta.





È stato un risveglio choc per Melendugno ed alcuni paesi del circondario, tra cui Vernole, Lizzanello e Castrì.





A risuonare nel silenzio e nella calma di stamattina era un allarme proveniente dall’impianto Tap.





Il panico si è diffuso di casa in casa e di telefono in telefono, viaggiando rapido sulle app di messaggistica.




Il sindaco di Melendugno, Potì, ha mandato la polizia locale presso l’impianto Tap. Qui l’incredibile scoperta: era solo una esercitazione per i dipendenti.





Da Tap fanno sapere che si tratta di una attivita di routine, fatta più volte in un mese. Il sindaco, dal canto suo, non era stato informato e sottolinea l’importanza di far notizia di eventi di questo tipo, onde scongiurare assurde situazioni come quella di stamattina.





La domanda che resta senza risposta è una: come è possibile si tratti di una esercitazione di routine già fatta in passato se mai nessuno, a differenza di oggi, l’aveva sentita? Chissà, magari il vento ci avrà messo del suo…


Castrì

Sgomberato il rave di Castrì: doveva durare fino a mercoledì

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Il rave party iniziato la sera di sabato scorso nelle campagne di Castrì si è via via sgonfiato.

L’evento, spuntato all’improvviso e pubblicizzato via social, ha portato in zona migliaia di persone.

Polizia, carabinieri e guardia di finanza hanno lavorato per oltre 24 ore per circoscrivere l’area occupata e nel tentativo di far allontanare i presenti.

Nel pomeriggio di oggi, proprio dalle forze dell’ordine, è giunta notizia che il rave avrebbe dovuto terminare mercoledì 17 agosto.

Il lavoro di negoziazione e la pressione della polizia ha iniziato a far allontanare i presenti sin dal pomeriggio di Ferragosto.

Clicca qui per le dichiarazioni del sindaco

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Castrì

Rave party con un migliaio di persone in corso dalla notte scorsa in Salento

Forze dell’ordine tentano vanamente di disperdere le persone ritrovatesi nelle campagne di Castrì, il cui sindaco si dice non preoccupato

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Un migliaio di persone si sono radunate nelle campagne di Castrì per partecipare ad un ‘rave party’ in corso dalla scorsa notte.

Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza hanno circoscritto l’area nel tentativo di interrompere quella che la stampa ha già definito la “maratona a base di musica, alcol e droga”.

Ne parla anche l’Ansa che spiega come l’area sarebbe stata occupata senza alcuna autorizzazione.

L’evento sarebbe stato pubblicizzato attraverso canali social dedicati: sono in corso indagini per risalire all’identità degli organizzatori.

Il sindaco di Castrì, Alessandro De Pascali, tuttavia ritiene che l’unico rischio sia questi ragazzi possano “danneggiare se stessi”. Per il resto, infatti, non si dice allarmato: “Non danno fastidio a nessuno, non disturbano la quiete pubblica. Come è già successo in altre zone del territorio, quando vanno via lasciano tutto in ordine, come l’avevano trovato”, ha spiegato all’Ansa.

“Quindi”, ha aggiunto il primo cittadino, “la cosa migliore, la più logica da fare, è monitorare la situazione e lasciarli stare: io non sono per niente preoccupato”.

Immagine di repertorio

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Castrì

“Pensionato ucciso con efferatezza”: passi avanti nelle indagini a Castrì

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Le indagini sull’omicidio del pensionato di Castrì, ucciso della sua abitazione la notte tra il 10 e l’11 giugno scorso, potrebbero essere ad una svolta.

Il fascicolo istruito dalla pm Maria Consolata Moschettini sarebbe il modello 21, quello in cui confluiscono dati di persone note.

L’inchiesta potrebbe quindi muovere passi in direzione di alcuni indagati. Persone che la sera del 10 giugno sarebbero entrate in casa dell’uomo senza nemmeno forzare la porta d’ingresso e che lo avrebbero ucciso con efferatezza, come confermato dall’autopsia, e con premeditazione, come raccontano alcuni dettagli, a partire dal fatto che il volto fosse stato coperto per attutire le urla.

Le ricerche, scattate dalla mattina del ritrovamento ad opera della governante, che trovò la porta di casa aperta e la TV accesa, si sono indirizzate sulle sue conoscenze e sulle sue frequentazioni della vittima.

Informazioni importanti sarebbero emerse dal suo telefono cellulare, ritrovato in strada, probabilmente perso durante la fuga dall’omicida.

Elementi tutti che allontanano dalle primissime ipotesi di rapina finita nel sangue e che ormai sembrano confermare un delitto per vendetta. Al punto da portare l’indagine sulla pista dell’omicidio volontario.

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