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Cronaca

Bimbo in pericolo di vita: in aereo fino Roma

C-130J lo trasferisce in volo con l’ambulanza da Galatina alla Capitale. Era ricoverato al “Cardinale Panico” di Tricase

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È atterrato nella tarda serata di ieri all’aeroporto militare di Pratica di Mare un velivolo da trasporto C-130J della 46^ Brigata Aerea dell’Aeronautica Militare con a bordo un neonato di soli 20 giorni in imminente pericolo di vita, per il quale si è reso necessario il trasporto dall’aeroporto militare di Lecce-Galatina, sede del 61° Stormo allo scalo romano.


Il piccolo paziente era ricoverato presso l’Ospedale Cardinale Panico di Tricase quando, a causa dell’aggravarsi delle condizioni cliniche, si è reso necessario l’immediato trasferimento all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.


A richiedere il trasporto aereo d’urgenza è stato l’Ufficio di Gabinetto della Prefettura di Lecce, che ha coordinato l’acquisizione delle certificazioni necessarie e l’attivazione dell’operatività del volo in relazione alle documentate condizioni di pericolo in cui versava il neonato.


Ha fatto seguito l’ordine di decollo da parte del Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico (FE) che ha attivato uno degli equipaggi dell’Aeronautica Militare in prontezza d’allarme, che ogni anno effettua h24 centinaia di ore di volo per questa tipologia di interventi, ivi compresi il trasporto di organi e di equipe mediche per trapianti, con gli aerei del 31° Stormo di Ciampino, del 14° Stormo di Pratica di Mare e della 46ª Brigata Aerea di Pisa.


Nello specifico, si è reso necessario l’utilizzo dello speciale velivolo C-130J della 46^ Brigata Aerea di Pisa, idoneo ad imbarcare direttamente l’ambulanza con a bordo la specifica strumentazione sanitaria necessaria al trasferimento del piccolo paziente. Dopo lo sbarco sull’aeroporto romano, l’ambulanza si è diretta verso l’ospedale pediatrico di Roma, mentre il velivolo ha fatto ritorno alla base stanziale di Pisa per riprendere il servizio di prontezza h24.






Cronaca

Sparatoria di ottobre a Gallipoli, tre arresti per tentato omicidio

Custodia cautelare in carcere per tre uomini, due sono fratelli. Ricostruita la dinamica dell’agguato del 27 ottobre 2025. La Polizia di Stato ha eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei responsabili della sparatoria avvenuta a Gallipoli in autunno. Le indagini, coordinate dalla Procura di Lecce, hanno fatto luce su un violento regolamento di conti maturato in un contesto di contrapposizione tra famiglie legate allo spaccio di droga

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Gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gallipoli, con il supporto della Squadra Mobile della Questura di Lecce, hanno dato esecuzione a tre ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip del Tribunale di Lecce.

I destinatari del provvedimento – tre uomini residenti a Gallipoli, tra cui due fratelli – sono indagati, a vario titolo, per tentato omicidio, detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo e munizioni, oltre che per ricettazione.

IL FERIMENTO E LA CORSA IN OSPEDALE

Il grave episodio risale alla sera del 27 ottobre 2025, quando furono esplosi diversi colpi di arma da fuoco contro un uomo del posto.

All’arrivo delle Volanti, i protagonisti si erano già dileguati.

Il ferito, colpito al torace, era stato soccorso da un giovane che lo aveva accompagnato all’ospedale di Gallipoli.

Successivamente, vista la gravità delle condizioni, era stato trasferito al Vito Fazzi di Lecce e ricoverato in rianimazione in prognosi riservata, pur non risultando in pericolo di vita.

LA RICOSTRUZIONE: UN REGOLAMENTO DI CONTI

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Lecce, si sono sviluppate attraverso l’analisi dei filmati di videosorveglianza, l’escussione di testimoni, rilievi della Polizia Scientifica, consulenze balistiche e accertamenti tecnici su traffico telefonico e dispositivi mobili.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la sparatoria sarebbe maturata nell’ambito di una accesa contrapposizione tra famiglie coinvolte nel traffico di stupefacenti. I colpi esplosi contro la vittima sarebbero stati una “risposta” a un precedente episodio di fuoco avvenuto poco prima ai danni di un familiare degli indagati.

Gli inquirenti hanno accertato che il padre di due degli arrestati si sarebbe appostato nei pressi dell’abitazione dell’uomo poi ferito, mentre uno dei figli avrebbe effettuato diversi passaggi in auto nella zona per individuarlo.

Dopo un primo confronto, sarebbe stata la stessa vittima a esplodere alcuni colpi con una pistola a salve modificata, che non avrebbero colpito il bersaglio ma un’auto parcheggiata.

Poco dopo, i figli dell’uomo avrebbero risposto al fuoco, colpendo la vittima all’emitorace posteriore sinistro.

Al termine delle formalità di rito, i tre indagati sono stati condotti nel carcere di Lecce, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

 

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Cronaca

Tricase: addio al maresciallo Taddei

Si è spento Stefano Taddei, maresciallo dei carabinieri in quiescenza. Aveva 69 anni. Giovedì 19 febbraio i funerali nella Parrocchia Madonna delle Grazie di Tutino

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Tricase piange la scomparsa di Stefano Taddei, maresciallo dell’Arma dei Carabinieri, venuto a mancare all’età di 69 anni, circondato dall’affetto dei suoi cari.

Figura stimata e rispettata, Taddei ha dedicato la propria vita al servizio dello Stato, rappresentando un punto di riferimento umano e professionale per colleghi e cittadini.

La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione nella comunità locale.

La camera ardente è stata allestita presso l’Hospice Casa di Betania, dove amici, conoscenti e quanti hanno condiviso con lui un tratto di strada, possono rendere omaggio alla sua memoria.

I funerali si terranno giovedì 19 febbraio alle ore 15,30 presso la Parrocchia Madonna delle Grazie di Tutino.

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Copertino

Ruba portafoglio e fugge contromano sulla SS 101

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Arrestato 40enne senza fissa dimora. Inseguito dai Carabinieri dopo il furto in un ristorante di Copertino. Con sé anche hashish

Il furto nel ristorante del centro

Prosegue l’attività di controllo del territorio da parte del Arma dei Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce, impegnata nel contrasto ai reati predatori e allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Nel pomeriggio di ieri, i militari della Tenenza di Copertino hanno arrestato in flagranza un uomo classe 1986, senza fissa dimora, ritenuto responsabile di furto aggravato.

L’intervento è scattato dopo la segnalazione del titolare di un ristorante del centro cittadino, che aveva appena subito il furto del proprio portafoglio, momentaneamente lasciato su un tavolino vicino all’ingresso dell’attività.

Le indagini e la fuga

Ricevuta la richiesta di aiuto, i Carabinieri hanno avviato una rapida attività investigativa, supportata dall’analisi delle immagini di videosorveglianza e dalle testimonianze raccolte in zona.

Gli accertamenti hanno consentito di risalire all’identità del presunto responsabile, che nel frattempo si era allontanato cercando di far perdere le proprie tracce.

Le ricerche si sono concentrate lungo le principali arterie stradali, fino a quando l’uomo è stato individuato sulla Strada Statale 101 Lecce–Gallipoli, nei pressi dello svincolo per Lequile.

Contromano sulla SS 101 a bordo di un velocipede

Alla vista dei militari, l’uomo stava percorrendo contromano la SS 101 a bordo di un velocipede, mettendo a rischio la propria incolumità e quella degli altri utenti della strada.

I Carabinieri sono riusciti a bloccarlo in sicurezza e a sottoporlo a perquisizione personale.

Addosso aveva ancora il portafoglio appena sottratto, contenente denaro contante e documenti di identità, successivamente restituiti al legittimo proprietario.

Anche hashish: scatta la segnalazione

Nel corso del controllo, l’uomo è stato trovato in possesso anche di circa 2 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish. Per questo motivo è stato segnalato alla competente Autorità.

Al termine delle formalità di rito, su disposizione del Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Lecce, l’arrestato è stato condotto presso la Casa Circondariale di Lecce, in attesa dell’udienza di convalida.

Come previsto dalla legge, il procedimento si trova nella fase preliminare e la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata nel corso del processo nel contraddittorio tra le parti.

Se vuoi, posso adattarlo con un taglio ancora più incisivo o più istituzionale, a seconda della linea editoriale del tuo giornale.

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