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Cronaca

Cappottamento sulla SS367: due auto coinvolte in incidente

Il sinistro nei pressi dell’uscita per Soleto, fortunatamente senza gravi conseguenze per i protagonisti

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Grande spavento nella serata di ieri, venerdì 14 dicembre, per un incidente avvenuto lungo la strada statale 367, la cosiddetta “Meridiana del Salento” che da Melpignano, dove incrocia la SS16, porta al territorio di Lequile, sulla SS101.





Due Fiat la auto coinvolte. Una 500 condotta da un 24enne ed una Panda condotta da una 29enne.





Nello scontro, avvenuto attorno alle 21 nei pressi dell’uscita per Soleto, la Panda si è cappottata, rimanendo capovolta sull’asfalto.




È stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco per recuperare le vetture. Fortunatamente nessuna grave conseguenza per i coinvolti. Lievi le ferite riportate dalla donna alla guida della Panda che, tra i due, ha avuto la peggio.






Cronaca

Nardò e Gallipoli, carcere per due

Operazione della Polizia di Stato, eseguiti due ordini di carcerazione: arrestati un 23enne e un 66enne: un giovane trasferito in carcere a Lecce, un uomo sconterà la pena ai domiciliari

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Nuova operazione della Polizia di Stato tra Nardò e Gallipoli, dove sono stati eseguiti due ordini di carcerazione, nei confronti di un 23enne residente a Nardò e di un 66enne di Gallipoli.

I provvedimenti restrittivi sono stati eseguiti dagli agenti della Questura di Lecce attraverso i commissariati territoriali competenti.

Nardò, 23enne condannato per rapina aggravata e porto abusivo di armi

Il primo provvedimento ha riguardato un giovane di 23 anni, già sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

La misura è scattata a seguito di una condanna definitiva per rapina aggravata in concorso e porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere.

I fatti contestati risalgono a diversi episodi criminosi avvenuti tra febbraio e maggio del 2022.

Dopo il prelievo da parte degli agenti del Commissariato di Nardò, il giovane è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Lecce, dove dovrà scontare la pena residua fino a settembre 2027.

Gallipoli, ordine di carcerazione per un 66enne

A Gallipoli, invece, gli agenti del locale Commissariato di Pubblica Sicurezza hanno eseguito un ordine di carcerazione emesso dal Magistrato di Sorveglianza di Lecce nei confronti di un 66enne gallipolino.

L’uomo dovrà scontare una pena di quattro mesi in detenzione domiciliare per il reato di occupazione abusiva, commesso nel 2017.

Già arrestato nel 2023 per un episodio simile

Secondo quanto riferito dalla Questura, il 66enne era già noto alle forze dell’ordine.

Nel 2023 era stato arrestato in flagranza dagli agenti del Commissariato di Gallipoli dopo essersi introdotto abusivamente in un immobile del centro cittadino con l’intento di occuparlo, aggredendo violentemente la persona presente all’interno dell’abitazione.

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Cronaca

Assistenza anziani: bancarotta fraudolenta, 4 indagati, due arresti

Indagine della Guardia di Finanza coordinata dalla Procura di Lecce: quattro misure cautelari per presunti illeciti legati a una società fallita nel 2021. Contestate distrazioni patrimoniali, fatture inesistenti e uso di prestanome

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Operazione della Guardia di Finanza in provincia di Lecce, dove i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di quattro persone, su disposizione dell’autorità giudiziaria.

Due indagati sono stati posti agli arresti domiciliari, mentre per altri due è scattata la misura interdittiva con divieto di esercitare attività imprenditoriale.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce, riguarda presunti reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale ai danni di una società operante nel settore dell’assistenza residenziale per anziani e disabili, dichiarata fallita nel 2021.

LA RETE DI SOCIETÀ E I PRESUNTI PRESTANOME

Secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe stato creato un articolato sistema societario composto da persone fisiche individuate come prestanome e da società costituite appositamente.

Il sistema costruito attorno alla gestione delle Rsa avrebbe consentito, anche tramite società ritenute compiacenti, l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, permettendo così di sottrarre risorse alla società poi dichiarata fallita.

Le indagini si concentrano in particolare in strutture di Miggiano e San Donaci, nel Brindisino, ma hanno fatto emergere collegamenti anche con realtà del Barese, tra cui Polignano e Adelfia.

L’obiettivo, secondo gli investigatori, sarebbe stato quello di svuotare progressivamente il patrimonio della società poi finita in fallimento, sottraendo risorse economiche e aggravandone la situazione debitoria.

DISTRATTI CIRCA 720MILA EURO

Tra le condotte contestate figurano l’esternalizzazione dei costi del personale, il pagamento di fatture per operazioni ritenute inesistenti, la sottrazione di denaro contante dalle casse societarie e pagamenti non collegati all’attività commerciale.

Le operazioni avrebbero causato una distrazione patrimoniale pari a circa 720mila euro, mentre l’esposizione debitoria complessiva avrebbe superato i tre milioni di euro nei confronti di Erario, Inps e lavoratori dipendenti.

IL PRESUNTO NUOVO PIANO DOPO IL FALLIMENTO

Le indagini avrebbero inoltre accertato che, dopo la dichiarazione di fallimento, gli indagati si sarebbero riorganizzati attraverso una cooperativa attiva nello stesso settore economico.

Per gli inquirenti questo elemento dimostrerebbe la volontà di proseguire il medesimo schema operativo già contestato nella precedente gestione societaria.

LA DECISIONE DEL GIP DI LECCE

Il Pubblico Ministero, ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza e il rischio di reiterazione dei reati, ha richiesto l’applicazione delle misure cautelari.

Dopo gli interrogatori preventivi svolti il 9 aprile scorso, il Gip del Tribunale di Lecce, Maria Francesca Mariano, ha emesso il provvedimento eseguito nella giornata odierna.

Resta ferma, come previsto dalla legge, la presunzione di innocenza per tutti gli indagati fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

 

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Cronaca

Marittima, perseguitata per anni dai vicini: arrestati coniugi

In manette due anziani accusati di stalking aggravato nei confronti di una pensionata di 69 anni loro vicina. Decisive le indagini dei carabinieri di Spongano

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Si chiude con un arresto una lunga vicenda di presunte vessazioni tra vicini nella frazione di Diso.

Nella serata di ieri i carabinieri della Stazione di Spongano hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due coniugi, accusati di atti persecutori aggravati ai danni della loro vicina di casa.

CHI SONO GLI ARRESTATI

In carcere sono finiti un uomo di 77 anni, originario della provincia di Potenza, e una donna di 72 anni del posto.

Il provvedimento è stato firmato dal gip del Tribunale di Lecce su richiesta della Procura della Repubblica.

ANNI DI MOLESTIE E MINACCE

Secondo quanto emerso dalle indagini, la vittima, una pensionata di 69 anni che vive sola, sarebbe stata costretta per lungo tempo a subire molestie, minacce e continui soprusi legati a questioni di vicinato.

Una situazione che avrebbe generato nella donna un costante stato di ansia e paura per la propria sicurezza.

Le criticità erano già note alle forze dell’ordine.

In precedenza, infatti, alla donna era stata assegnata una misura di tutela con vigilanza generica radiocollegata.

Nonostante questo, secondo gli investigatori, le condotte persecutorie sarebbero proseguite.

LE INDAGINI DEI CARABINIERI

Fondamentale il lavoro dei militari dell’Arma di Spongano, che attraverso testimonianze e riscontri hanno ricostruito un quadro ritenuto grave e documentato dal giudice per le indagini preliminari.

La reiterazione dei comportamenti contestati ha portato all’applicazione della misura cautelare più severa.

TRASFERITI NEL CARCERE DI LECCE

Dopo le formalità di rito in caserma, i due coniugi sono stati trasferiti nel carcere di Lecce, dove restano a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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