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Cronaca

“Tricase allagata anche per negligenza”

Cantiere Civico sull’alluvione: “Non si è provveduto per tempo alla pulizia delle caditoie e delle griglie che raccolgono l’acqua piovana”

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera firmata da Carmine Zocco, Gianluca Errico e Giacomo Elia del gruppo politico Cantiere Civico – Tricase.





Giovedì a Tricase sono caduti circa 117 mm di acqua piovana. Ieri si sono contati i danni. Un triste elenco che ha coinvolto molti nostri concittadini, a cui ci sentiamo vicini.





Qualche anno fa, lo avremmo definito un evento straordinario, ma oggi non è più così.
Il cambiamento del clima ormai si tocca e si vede nei suoi effetti più dannosi. Non è una supposizione di scienziati pessimisti, ragion per cui va invertita la rotta il prima possibile nelle politiche pubbliche. Specialmente i Comuni, che sono i presidi più prossimi nella cura del territorio,vanno attrezzati per affrontare eventi improvvisi e potenti.





Anche il Comune di Tricase deve fare al meglio la sua parte. Ma ci pare, pur senza voler fare facili speculazioni, che non si stiano adottando tutte le misure più adeguate allo scopo.





Qualche considerazione: ascoltare in Consiglio Comunale, in risposta a una nostra interrogazione, che una strada appena rifatta(via Thaon del Revel) non ha avuto le risorse necessarie per permettere la raccolta dell’acqua piovana è qualcosa che non vorremmo più sentire.




Venire a conoscenza che non si è provveduto per tempo alla pulizia delle caditoie e delle griglie che raccolgono l’acqua piovana e la convogliano nella fogna bianca è intollerabile. E da quanto tempo non si compiono ispezioni per monitorare le condizioni dei grandi collettori pluviali nelle zone più esposte?





Ci sono i mezzi e le risorse per la realizzazione e la manutenzione delle opere pubbliche nel migliore dei modi!





Dietro gli allagamenti di alcune zone, non c’è solo depressione naturale e friabilità del terreno sottostante, ci sono tante piccole incurie, che poi provocano esiti esagerati. E ogni risparmio nella cura del territorio genera poi spese maggiori per riparare i danni provocati, che spesso ricadono sui singoli cittadini.





È tempo, e forse si è già in ritardo, che la politica amministrativa faccia appieno la sua parte, agisca con meno clamore e più operosità, sapendo che queste opere non portano like, ma garantiscono sicurezza!


Cronaca

Roberta, scomparsa nel 1999, la si cerca sotto un cumulo di pietre

Ora si scava sotto un cumulo di pietre, nello stesso punto indicato da una donna che, dopo aver appreso dai social della scomparsa di Roberta, l’ha ricollegata…

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E’ in corso  lungo la litoranea che collega le marine di Mancaversa e Torre Suda, in località Tabarano’, uno scavo per verificare la presenza dei resti umani di Roberta Martucci, la 28enne di Ugento scomparsa il 20 agosto 1999.

L’indagine sulla scomparsa di Roberta è stata archiviata tre volte, l’ultima nel 2022 quando era stato indagato un uomo.

Ora si scava sotto un cumulo di pietre, nello stesso punto indicato da una donna che, dopo aver appreso dai social della scomparsa di Roberta, l’ha ricollegata al fatto e a l’odore nauseabondo, riscontrato da diversi bagnanti in quel periodo, che proveniva da quel cumulo, a fine agosto 1999.

Sul posto stanno operando i carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Alfredo Manca e la sorella di Roberta, Lorella Martucci.
La famiglia Martucci aveva sollecitato, mesi fa, la Procura di Lecce e aveva chiesto, sulla base del racconto della donna, di disporre verifiche nell’area. 

Nasce da questo la decisione di avviare, il 9 marzo scorso, ricerche private assieme all’associazione Penelope con l’utilizzo di un cane molecolare.

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Copertino

Fogli di via, Daspo e avvisi orali emessi dalla Polizia

Emessi una serie di provvedimenti volti a contrastare condotte illecite e comportamenti molesti in diversi comuni della provincia, a seguito delle istruttorie condotte dalla Divisione Anticrimine della Questura di Lecce…

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Attività di prevenzione della Polizia di Stato: il Questore di Lecce emette 4 Fogli di Via, 1 DASPO e 1 Avviso Orale

​Nell’ambito del costante monitoraggio del territorio volto a garantire l’ordine e la sicurezza pubblica, la Polizia di Lecce ha intensificato le attività di prevenzione nei confronti di soggetti ritenuti pericolosi per la comunità. Il Questore Giampietro Lionetti ha emesso una serie di provvedimenti volti a contrastare condotte illecite e comportamenti molesti in diversi comuni della provincia, a seguito delle istruttorie condotte dalla Divisione Anticrimine della Questura di Lecce.

Dii seguito le misure di prevenzione adottate.

​Misure di allontanamento dal territorio (Foglio di Via Obbligatorio)

​Parabita: il Questore ha emesso un Foglio di Via Obbligatorio, con divieto di ritorno nel comune per due anni, a una donna di 34 anni originaria di San Paolo (Brasile), denunciata dai Carabinieri per procurato allarme. La donna, in evidente stato di agitazione psicofisica, aveva assunto comportamenti minacciosi impedendo a un esercente di chiudere la propria attività e costringendo all’intervento i soccorsi sanitari e le forze dell’ordine. Nonostante il rifiuto delle cure, la 34enne aveva dichiarato di aver agito con il preciso intento di creare disturbo. Data la pericolosità desunta dai suoi precedenti per reati contro la persona, ne è stato disposto l’allontanamento immediato.

Copertino: un secondo Foglio di Via, della durata di tre anni, è stato emesso nei confronti di un uomo di 27 anni, residente a Monza. Il giovane era stato ripetutamente segnalato nel centro storico di Copertino per condotte moleste, quali bivaccare e dormire in luoghi pubblici o in prossimità di distributori automatici h24, causando allarme e disagio tra i cittadini. L’uomo, che a annoverava denunce per invasione di terreni o edifici, è risultato privo di legami di residenza o lavorativi con il territorio.

​Contrasto alla violenza sportiva (DASPO)

​Questa settimana, l’attività di prevenzione ha colpito anche il fenomeno della violenza negli stadi. Un DASPO (Divieto di accedere alle manifestazioni sportive) è stato emesso dal Questore nei confronti di un 19enne residente a Ruffano. Il giovane, secondo quanto documentato dai Carabinieri in servizio di ordine pubblico, durante l’incontro di calcio ASD Ruffano – ASD Atletico Carmiano-Magliano, si era posizionato in un’area sopraelevata all’esterno dello stadio, lanciando petardi e fuochi d’artificio direttamente sul terreno di gioco. Tale condotta ha messo a serio rischio l’incolumità dei calciatori e del pubblico presente. A seguito dell’istruttoria, al 19enne è stato vietato l’accesso a tutti gli stadi e impianti sportivi del territorio nazionale per la durata di un anno.

​Avviso Orale per soggetti pericolosi

​Infine, il Questore ha adottato un Avviso Orale nei confronti di un 24enne di Nardò. Il soggetto, noto alle forze dell’ordine con precedenti risalenti alla minore età — inclusi episodi legati a manifestazioni sportive — e sospettato di vivere abitualmente di proventi di attività illecite, è stato sottoposto a questa misura di prevenzione personale.

Con l’Avviso Orale, proposto dal Commissariato di Polizia di Nardò, il Questore lo invita a tenere una condotta conforme alla legge, avvertendolo che, in caso di reiterazione dei comportamenti pericolosi, potrà essere sottoposto a misure di prevenzione ancora più restrittive.

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Cronaca

Maxi truffa online da oltre 1,5 milioni di euro: coinvolto anche il Salento

Operazione coordinata dalla Procura di Salerno: 68 indagati e sequestri di conti correnti e rapporti finanziari. L’inchiesta tocca diverse province italiane, compresa quella di Lecce

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Un’operazione di vasta portata contro le truffe informatiche e il riciclaggio di denaro ha coinvolto numerose province italiane, tra cui anche Lecce e il Salento.

Nella giornata di oggi i Carabinieri della Compagnia di Battipaglia e i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari reali emessa dal G.I.P. del Tribunale di Salerno, su richiesta della Procura.

Il provvedimento ha disposto il sequestro di conti correnti e rapporti finanziari riconducibili agli indagati, con l’obiettivo di recuperare somme ritenute indebitamente percepite.

LA TRUFFA: FINTI OPERATORI BANCARI E SITI INTERNET CONTRAFFATTI

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’organizzazione operava attraverso truffe informatiche sofisticate.

I soggetti coinvolti si spacciavano per operatori bancari e riuscivano a convincere le vittime a inserire i propri dati personali e bancari su siti internet falsi, costruiti appositamente e accessibili tramite link inviati direttamente ai malcapitati.

Una volta ottenute le credenziali, i truffatori trasferivano il denaro sui conti correnti aperti da prestanome, per poi procedere rapidamente a: prelievi in contanti; conversioni in criptovalute tramite exchange esteri

Un sistema che rendeva molto più difficile tracciare i flussi di denaro.

L’INDAGINE PARTITA DA UNA DENUNCIA

L’intera attività investigativa è partita dalla denuncia di un cittadino presso la Stazione dei Carabinieri di Giffoni Valle Piana, nel Salernitano.

L’uomo aveva segnalato l’apertura fraudolenta di rapporti finanziari a suo nome.

Da quella segnalazione sono partiti gli accertamenti che hanno portato alla scoperta di una rete molto più ampia di truffe.

COINVOLTE DIVERSE PROVINCE ITALIANE

Le indagini hanno avuto un raggio d’azione molto ampio, interessando numerose province italiane.

Tra queste figurano: Salerno, Napoli, Caserta, Potenza, Lecce, Taranto, Roma e Macerata

Il coinvolgimento del territorio salentino ci ricorda come queste reti di truffa digitale abbiano una dimensione ormai nazionale, con ramificazioni che attraversano più regioni.

OLTRE 1,5 MILIONI DI EURO SOTTRATTI A 89 VITTIME

Secondo gli investigatori, il sistema avrebbe consentito di sottrarre oltre 1,5 milioni di euro a 89 vittime.

Proprio questa somma rappresenta l’importo oggetto del sequestro eseguito nelle ultime ore sui conti correnti e sulle disponibilità finanziarie riconducibili agli indagati.

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