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Casarano

Casarano: non c’era esplosivo nei Babbo Natale

Falso allarme bomba. La preoccupazione era nata per dei fili che fuoriuscivano dai giocattoli e lasciavano pensare a delle micce pronte ad innescare il presunto esplosivo. Solo uno scherzo di cattivo gusto?

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Per fortuna era un falso allarme.


Tanti avevano temuto questa mattina quando all’ingresso dell’Istituto “Meucci” di Casarano avevano notato delle insolite statuette di Babbo Natale.


Quello che aveva allarmato i passanti e gli studenti era in particolare la presenza di alcuni fili che fuoriuscivano dalle mani dei due Babbo Natale giocattolo.


Subito si è pensato a delle micce pronte ad innescare una o più bombe.

Così, oltre all’intervento dei carabinieri della Compagnia di Casarano si è chiesto quello degli artificieri da Lecce che hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area, allontanare studenti e personale scolastico per poi avviare i controlli con il loro robottino.


Fortunatamente, come detto, era un falso allarme e non c’era alcuna bomba; ma i fili, forse, erano stai messi lì a posta per far pensare che vi fosse dell’esplosivo. Solo uno scherzo di cattivo gusto?


Casarano

Maltrattamenti in famiglia: arrestato 28enne a Casarano

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Arrestato a Casarano, dai carabinieri della locale stazione, un 28enne. I militari hanno dato seguito ad un provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica di Lecce – Ufficio esecuzioni penali.





Il 28enne è ritenuto colpevole di
maltrattamenti in famiglia, commessi nell’agosto 2016, per cui dovrà scontare la pena detentiva residua di anni 1 mesi 1 e giorni 9 di reclusione.




Espletate le formalità di rito, il giovane è stato tradotto presso un istituto religioso in regime di detenzione domiciliare, così come disposto dall’autorità giudiziaria.


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Attualità

Calzaturiero, Filograna rilancia

Nasce la “Antonio Filograna”: nel capannone di 6mila mq previsti produzione di calzature e di articoli di pelletteria ed una scuola di formazione: un vera Academy per il settore

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C’è chi, nei momenti di crisi, si nasconde in un angolo e spera supinamente che passi e chi invece si butta e decide di scommettere sulla ripresa; un po’ come quel servo, di evangelica memoria, che nasconde sotto terra il talento ricevuto e l’altro che invece lo investe e lo raddoppia.

Un industriale che ha deciso di non nascondersi ma che invece si è lanciato in un investimento vero ed importante c’è ed è un casaranese doc: Antonio Sergio Filograna

Erede di due importanti e impegnativi cognomi oltre che di un impero industriale calzaturiero purtroppo decaduto per colpa della crisi di alcuni decenni fa; una prima crisi, specifica di settore, che ha praticamente azzerato il distretto industriale più grande del Salento ma che, dopo alcuni lunghissimi anni, ha visto proprio Antonio Sergio Filograna avere il coraggio di scommettere sulla ripartenza, investendo capitali propri e puntando su calzature di alta qualità.

Quella scommessa in realtà è già stata vinta perché, nonostante le mille difficoltà, la rinascita produttiva di Casarano c’è stata e quindi quel giovane imprenditore ha già avuto ragione.

Ora ci riprova ma noi prima di tutto dobbiamo correggere quel termine scommessa spesso utilizzato perché in realtà non rende merito al progetto da lui stesso annunciato.

Scommessa vuol dire affidarsi esclusivamente al proprio intuito, un po’ come puntare un numero qualunque sulla roulette e affidarsi poi alla fortuna, mentre invece il progetto di cui parliamo non è frutto della temerarietà di uno sprovveduto, quanto piuttosto scaturito da un’attenta analisi del mercato, da un piano di sviluppo realizzato da una squadra di professionisti e anche, perché no, dal fiuto e dal coraggio che contraddistinguono ogni buon imprenditore.

«Nonostante la pandemia, il mondo del lusso non si è mai fermato», ha dichiarato Antonio Sergio Filograna, «e allora abbiamo riconsiderato un precedente progetto di sviluppo che stava per essere definitivamente abbandonato».

Nello specifico si tratta della costituzione di un polo di produzione che prenderà il nome di “Antonio Filograna” (in memoria dello zio e padre adottivo che ha creato un impero economico partendo dal nulla) e che sarà completamente distinto dalla Leo Shoes, con un management indipendente ed un destino tutto proprio.

Il piano di sviluppo è triennale e si concretizzerà in uno stabilimento il cui capannone (che un tempo ospitava la “Filanto Boys”) già sorge a pochi metri dalla Leo Shoes stessa. Nei suoi 6mila metri quadri, sarà organizzato in tre diversi lotti con il primo riservato alla produzione di calzature, il secondo (la vera novità per il nostro territorio) alla produzione di articoli di pelletteria ed il terzo invece sarà una vera e propria scuola di formazione: un Academy per il settore.

«L’attività relativa alla produzione di pelletteria partirà in realtà in un secondo momento», evidenzia l’imprenditore casaranese, «perché è una materia nuova per il nostro territorio e non ci sono  ancora le figure specializzate per la produzione a livello industriale. Nel solo calzaturificio puntiamo ad impiegare da subito 80 addetti che gradualmente aumenteranno sino a 190 e sono già partiti i tirocini per circa 50 risorse. È una sfida stimolante», conclude Antonio Sergio Filograna, «perché, al di là del progetto industriale, noi vogliamo formare la futura forza lavoro di questa terra».

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Casarano

Quando Maradona incantò il “Capozza” di Casarano

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Sono passati 35 anni, molti non lo ricordano più, ma Maradona fece tappa in Salento e incantò Casarano.





Era il 5 ottobre del 1985. Un gremito stadio Capozza, con circa 10mila spettatori, assistette a quello che in quegli anni era un evento: un allenamento del Napoli in cui militava El Pibe de Oro.





Maradona non avrebbe sfidato nessuno quel giorno: gli azzurri preparavano a Casarano la sfida al Lecce prevista per quel turno di campionato. Ma il vedere il 10 argentino palleggiare, giocare col pallone, sfilare sotto ai propri occhi, era già una occasione imperdibile.




Clicca qui per vedere il video.










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