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Cronaca

Divampa incendio in casa, l’antifurto scongiura il peggio

Fiamme in abitazione estiva di Castro: arriva l’allarme alla vigilanza privata ed accorrono i vigili del fuoco di Tricase

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Scatta l’antifurto ma non ci sono ladri: la casa sta andando a fuoco.


E’ quanto successo oggi a Castro, in una abitazione utilizzata dai proprietari solo nel periodo estivo e, in questi giorni, già chiusa e disabitata. L’incendio, divampato all’interno dell’appartamento sito in via Zinzulusa, ha intaccato una libreria e varie suppellettili. A quel punto il dispositivo antifurto ha mandato un segnale d’allarme all’istituto di vigilanza privata che, giunto sul posto, ha notato l’incendio.


I vigili del fuoco del Distaccamento di Tricase sono accorsi sul luogo tamponando le fiamme e scongiurandone la propagazione. Subito dopo, hanno iniziato il lavoro di ricostruzione dell’accaduto per individuare le cause del rogo.


Cronaca

Tentato furto alla Coop di Acquarica: fuggono in due, un arresto

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Nella tarda serata di giovedì 9 luglio gli agenti del Commissariato di Taurisano sono intervenuti presso il Supermercato Coop di Acquarica del Capo dove tre individui, tutti incappucciati e vestiti di nero, tentavano di scardinare una finestra a colpi di martello.

I tre malviventi, alla vista della pattuglia di polizia, si sono dati alla fuga nella vicina campagna, dopo aver abbandonato una borsa e scavalcato il muro di cinta di una casa in costruzione.

Inseguiti a piedi dai poliziotti, sebbene la campagna fosse completamente al buio e nonostante le oggettive difficoltà, uno dei tre fuggitivi veniva raggiunto, bloccato con ancora addosso guanti e passamontagna.

Una volta tolto il passamontagna, è stato riconosciuto quale P.F.N. 26enne di Taurisano, pluripregiudicato. Gli altri due sono riusciti a guadagnare la fuga dileguandosi nella notte; le indagini sono ancora in corso per dar loro un nome.

I tre, lungo il percorso di fuga, oltre alla borsa colma di arnesi atti allo scasso, si sono anche disfatti di altri attrezzi: mazzola di grosse dimensioni, scalpello, cacciaviti, mola elettrica ed altro. Tutto sottoposto a sequestro.

Il P.M. di turno ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari.

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Castrignano del Capo

Sbarco a Leuca: migranti rintracciati una volta a terra

Individuati in 29 ma potrebbero essere di più. Curdo-turchi, tranne un marocchino

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Sono arrivati sulle coste italiane nel punto più a sud del Tacco: Santa Maria di Leuca. È qui che un gruppo di migranti è stato rintracciato in serata; non in mare, ma quando era già sulla terraferma.

Spaesato e provato dalla traversata, il gruppo si era già leggermente sfaldato. I carabinieri intervenuti sul posto, infatti, hanno fermato dapprima 8 persone. Poi altri ed altri ancora in momenti separati, fino ad arrivare ad un totale di 29 che non è detto sia il numero reale di coloro che hanno affrontato il viaggio della speranza.

Sbarco in sordina

Degli altri potrebbero infatti aver trovato la via per la più vicina stazione per muovere, come nella maggior parte dei casi accade, verso mete più a nord o, ancor più probabilmente, verso l’estero.

Resta al momento un alone di mistero sulle modalità di sbarco e avvicinamento alla costa. L’imbarcazione a bordo della quale hanno viaggiato (tra loro anche 2 minori accompagnati) potrebbe aver ripreso il largo senza essere notata.

Coloro che sono stati intercettati mentre si lasciavano il mare alle spalle, sono stati poi condotti presso il Centro di prima accoglienza Don Tonino Bello di Otranto. Sarebbero tutti curdo-turchi tranne un marocchino.

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Cronaca

Dopo il piede spunta anche un femore nelle stesse acque

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A distanza di circa 24 ore, dopo il rinvenimento di un piede umano nelle acque di Roca spunta anche un femore.

È la raccapricciante scoperta di un sub immersosi nel pomeriggio di venerdì nel mare di Melendugno. Sul fondale della marina di Roca ha notato un osso umano, risultato essere un femore.

Verrà recuperato a breve da sommozzatori e trasportato al Vito Fazzi di Lecce. Qui raggiungerà il piede trovato a riva nel porto giovedì pomeriggio e verrà esaminato da medico legale.

Prende sempre più corpo l’ipotesi possa trattarsi del corpo della stessa persona, morta per annegamento.

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