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Cronaca

Aggredì medico: dona due barelle per farsi perdonare

A distanza di 4 anni dall’aggressione per la quale si beccò una denuncia, dona attrezzature utili all’ospedale come risarcimento

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Giustizia lenta ma…inesorabile. A distanza di 4 anni viene archiviato il processo penale a carico di V.C., un giovane che era stato denunciato dalla polizia del posto fisso dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce per “interruzione di pubblico servizio e disordini”.


Il giovane aggredì un medico del pronto soccorso (il dottor G.T.) e, su consiglio del suo avvocato, non ha è mai giunto in dibattimento, preferendo chiedere scusa alla vittima.


barella da corsiaQuest’ultimo però non ha accettato denaro a titolo di risarcimento e ha invitato l’uomo a donare attrezzature sanitarie utili al pronto soccorso.


La direzione della Asl quindi, «a titolo di integrale risarcimento dei danni patiti dal dottor G.T. per i fatti di cui trattasi», ha accettato due Barelle da corsia a piano fisso con porta coperte, asta porta flebo con morsetto, materassino imbottito, porta bombola di ossigeno da 1 e da 5 litri e piano radiotrasparente, del valore complessivo di circa 1.970 euro.


I fatti

Una mattina del 2012, il sig. V.C. accompagnò la madre al pronto soccorso per un malessere da codice lieve. Alle veementi proteste per l’attesa, erano seguiti dei tafferugli, accompagnati da violente aggressioni verbali. Il poliziotto di turno non aveva potuto fare a meno di denunciare il giovane.


In seguito, l’accordo fra avvocati ha evitato il processo, ma non la quantificazione del danno (legato alla prognosi), che ha fatto il suo corso. A breve le due barelle saranno inventariate e consegnate al reparto diretto dal dottore Fracella, dove sicuramente saranno utili.


Cesare Mazzotta


Cronaca

Crolla casolare durante lavori: muore 39enne

Tragedia nelle campagne di Palmariggi: strappato alla vita giovane padre

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Non è sopravvissuto alle gravi ferite provocate dal crollo del casolare a cui stava lavorando.

È morto così, nella giornata di oggi, Fabio Sicuro, 39enne di Martano. È morto mentre ristrutturava un rudere nelle campagne di Palmariggi.

Non era da solo: con lui i suoi colleghi, che han provato a soccorrerlo ed hanno allertato il 118. La corsa in ospedale però non è bastata. L’operaio è deceduto nel nosocomio di Scorrano, a causa delle gravi ferite riportate.

I carabinieri hanno raggiunto il luogo dell’incidente. Andranno accertate le ragioni del crollo del rudere in fase di ristrutturazione. E controlli sono in corso anche sulla natura e sulla regolarità dei lavori posti in essere. Lo Spesal ha effettuato un sopralluogo sul posto che, ora, è sotto sequestro.

La vittima era diventata padre da poco. La sua salma è stata trasportata presso la camera mortuaria del Vito Fazzi di Lecce su disposizione dell’autorità giudiziaria.

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Andrano

Incendio nell’ecocentro di Andrano

Scarti in fiamme, il Comune consiglia di chiudere le finestre. Ma fortunatamente non si tratta di rifiuti pericolosi

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Fiamme nell’ecocentro di Andrano in serata.

Lo annuncia il Comune, sulla sua pagina Facebook: un incendio ha avvolto parte del punto di smaltimento collocato in via Vecchia Comunale per Marittima.

Hanno preso fuoco diversi scarti raccolti sul posto. Intervento dei vigili del fuoco del Distaccamento di Tricase per riportare la situazione in sicurezza. Mentre il suggerimento, dall’amministrazione, è di tenere le finestre chiuse ed evitare di avvicinarsi alla zona.

Sarebbe stato un corto circuito ad un lampione a fare da innesco. Ben 4 i cassoni intaccati, a partire dalle 18. Le operazioni di spegnimento si sono concluse attorno alle 23.

Nota positiva: a bruciare, semplici sfalci di potatura. 

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Cronaca

Si è spento don Eugenio Licchetta

Originario di Corsano, era stato storico parroco della parrocchia di Sant’Andrea, nel rione di Caprarica del Capo, a Tricase

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Lutto a Tricase per la morte di don Eugenio Licchetta.

Originario di Corsano, il parroco avrebbe compiuto 84 anni a dicembre. Si è spento nella sua dimora, a pochi passi dalla parrocchia di Sant’Andrea dove nel 2012 aveva celebrato 50 anni di sacerdozio.

Dopo aver preso i voti nel 1962, divenne anche docente di religione presso il Liceo Stampacchia di Tricase. Durante la sua permanenza nel rione di Caprarica del Capo, tra le altre cose, edificò la casa di accoglienza e le opere del Santuario della Madonna di Fatima e creò una rete di beneficenza per la vicina Albania, dopo gli sbarchi degli anni 90.

Una lunga malattia lo aveva costretto a letto negli ultimi anni, prima di portarlo inesorabilmente via nel pomeriggio di oggi.

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