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Casarano

Droga, tentata violenza privata ed evasione

I carabinieri operano tre arresti tra Casarano e Racale

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Due arresti a Casarano nelle ultime ore ad opera dei Carabinieri del posto.


A.G., 72 anni, in libertà vigilata, è stato sorpreso detenere nella sua auto due involucri contenenti complessivamente 20 grammi  di cocaina.


L’uomo ora è ai domiciliari.


In manette anche C.A., 61 anni. L’uomo è stato arrestato dai carabinieri della locale Stazione su provvedimento emesso dal Tribunale di Sorveglianza di Lecce. Il 61enne è stato riconosciuto colpevole del reato di tentata violenza privata commesso sempre a Casarano nel dicembre 2010, per cui dovrà scontare la pena definitiva residua di 8 mesi di reclusione. L’arrestato è ora in regime di detenzione domiciliare presso la propria abitazione.

A Racale, infine, i carabinieri della locale Stazione hanno arrestato su provvedimento emesso in data odierna dalla Corte d’Appello di Lecce, Sezione Unica Penale,


Vladimir Francioso, 45 anni, già sottoposto al regime degli arresti domiciliari per rapina aggravata, poiché sorpreso violare reiteratamente le prescrizioni imposte dalla misura in atto, così come accertato dagli stesso carabinieri che ne hanno chiesto l’aggravamento. Per il 45enne si sono aperte, così, le porte del Carcere di Lecce.


Casarano

“Mi ha stordita con un nebulizzatore ed ha abusato di me”: il racconto di una delle vittime dell’ortopedico arrestato

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Dal racconto di una delle pazienti, emergono alcuni raccapriccianti dettagli sulle pratiche messe in atto dall’ortopedico originario di Tricase arrestato in queste ore con l’accusa di violenza sessuale aggravata.

Il medico, Sergio Cosi, 66 anni, in servizio presso una clinica di Casarano, è stato ristretto ai domiciliari dopo una inchiesta che si è avvalsa di intercettazioni ambientali audio-video raccolte dai carabinieri in seguito alla prima denuncia.

L’attività dell’Arma prende piede dalla testimonianza di una donna di 50 anni di Casarano. Il suo racconto è riportato da LecceNews24: la paziente si reca in clinica lo scorso maggio. Durante la visita, il medico la fa adagiare su un lettino e dopo averle praticato dei massaggi le nebulizza una sostanza sul viso.

È qui che la donna inizia a sentirsi stordita. L’ortopedico poi le sussurra delle frasi del tutto fuori dal contesto medico e subito dopo le inserisce due dita in bocca, allargandole le labbra e sussurrandole: “Che bella lingua che hai”.

È qui che il professionista, approfittando della posizione ribassata del lettino, adeguatamente posizionato in precedenza, si denuda ed abusa della paziente, incapace di reagire perché ancora sotto l’effetto della sostanza inalata.

Uscita dallo studio, la donna si è allontanata senza riferire nulla al marito, che era ad attenderla all’esterno, per timore che lo stesso potesse farsi giustizia da sé.

Un paio di settimane dopo, confidatasi con un’amica, la donna trova la forza di denunciare l’accaduto ai carabinieri. È così che parte l’inchiesta che ha portato ora alla custodia cautelare del medico, ristretto ai domiciliari e ritenuto responsabile di almeno 5 episodi simili.

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Casarano

Violenza sessuale sulle pazienti: arrestato ortopedico di una clinica di Casarano

Il medico di Tricase, avrebbe costretto almeno cinque pazienti della clinica casaranese a subire atti sessuali nel corso di visite mediche effettuate presso quella clinica, abusando quindi della sua autorità

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Proprio nel giorno dedicato in tutto il mondo alla lotta contro la violenza sulle donne, scoppia un caso clamoroso a Casarano dove un medico ortopedico è stato arrestato per violenza sessuale ai danni di cinque pazienti.

I carabinieri del nucleo operativo radiomobile della compagnia di Casarano hanno posto agli arresti domiciliari in esecuzione di un provvedimento cautelare emesso dal Gip del Tribunale di Lecce su richiesta del procuratore la procura della Repubblica salentina Sergio Cosi, 66 anni, un professionista di Tricase, operante in una nota clinica di Casarano poiché ritenuto responsabile secondo l’impostazione accusatoria di violenza sessuale aggravata.

Infatti, l’uomo, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in qualità di medico ortopedico, avrebbe costretto diverse pazienti a subire atti sessuali nel corso di visite mediche effettuate presso quella clinica, abusando quindi della sua autorità.

L’attività investigativa è stata avviata dalla sezione operativa della Compagnia Carabinieri di Casarano con il coordinamento della Procura della Repubblica di Lecce nel giugno 2021 a seguito della denuncia-querela presentata da una delle vittime presso la stazione carabinieri di Casarano.

Essa, basata su tradizionali tecniche investigative corroborate di attività tecnica di intercettazione ambientale audio-video, ha consentito di documentare gli abusi del professionista su cinque pazienti, le quali dopo essere stata adagiate sul lettino presente all’interno dello studio, sono stati oggetto delle attenzioni dell’uomo che avrebbe praticato loro atti sessuali.

Il medico è anche ritenuto responsabile di lesioni personali aggravate perché, seguito delle sue manipolazioni, avrebbe procurato ad una delle pazienti lesioni personali consistite in cervicalgia, con prognosi di 7 giorni salvo complicazioni, con l’aggravante di aver commesso il fatto in occasione della commissione del delitto di violenza sessuale ed al fine di eseguirlo.

L’arrestato espletate le formalità di rito è stato accompagnato presso la propria abitazione di residenza in regime di arresti domiciliari, così come disposto dall’autorità giudiziaria.

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Appuntamenti

Casarano in marcia contro la violenza sulle donne

Il lavoro di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne dell’ambito territoriale sociale di Casarano (Parabita, Casarano, Ruffano e Supersano) dal 2012 ad oggi.  Il CAV “il Melograno”, un punto di riferimento per le donne del territorio

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Oggi ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (clicca qui per vedere tutte le inziative in provincia di Lecce), istituita dall’Onu nel 1999 per sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno e per rinnovare l’impegno su questo fronte di governi, organizzazioni internazionali, soggetti pubblici e privati a ogni livello.

Sono aggiornati a lunedì 21 novembre i dati del Viminale sui femminicidi da inizio anno: 109 le vittime, di queste 93 sono state uccise in famiglia e 63 di loro sono morte, per mano di un partner o un ex partner.

Il femminicidio è solo l’ultima e più grave manifestazione di un fenomeno ben più complesso, che, soprattutto all’interno delle relazioni, vede l’uomo esercitare forme di controllo e sopraffazione sulla donna.

Il lavoro di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne dell’ambito territoriale sociale di Casarano dal 2012 ad oggi.  Il CAV “il Melograno”, un punto di riferimento per le donne del territorio«Il nostro impegno sociale, culturale ed educativo per il contrasto e la prevenzione della violenza di genere, in sinergia con il Centro Antiviolenza “Il Melograno”, è diventato più intenso e diffuso»,  spiega la Responsabile dell’Ufficio di Piano, Gigliola Totisco, «la rete antiviolenza territoriale è compatta e coesa ed è in grado di fornire risposte concrete alle richieste di aiuto delle Donne, grazie anche alla presenza di 4 presidi antiviolenza sui territori dell’ambito (Parabita, Casarano, Ruffano e Supersano). Dal 2012 ad oggi, il lavoro fatto è stato notevole, tuttavia i dati sono allarmanti e in continua crescita. Continueremo a lavorare in direzione di un radicale cambiamento culturale, a tutti i livelli, per sensibilizzare e raggiungere non solo le donne, le ragazze e le bambine del territorio, ma anche gli uomini affinché insieme si lavori sulle relazioni, sull’accettazione del rifiuto e sul rispetto tra i generi».

«Dall’avvio del Centro Antiviolenza ad oggi, sono 160 le donne che hanno intrapreso un percorso di fuoriuscita dal vissuto di violenza e per 13 di loro è stato necessario un ascolto in emergenza e l’allontanamento in casa rifugio ad indirizzo segreto», aggiunge Anna Moschettini, coordinatrice del Centro Antiviolenza “Il Melograno” di Parabita, gestito da Comunità S.Francesco, «il nostro lavoro si concretizza attraverso la costruzione di un patto con la Donna accolta e con tutti i soggetti coinvolti nella rete territoriale, per rispondere ai bisogni della stessa e progettare un percorso di vita alternativo alla condizione di violenza subita. Alle donne non vengono offerte soluzioni precostituite, ma sostegno specifico e informazioni adeguate, affinché possano trovare la soluzione più adatta alla propria situazione. Ogni azione viene intrapresa solo con il consenso della donna lavorando sempre per il suo vantaggio, calibrando e ridefinendo, laddove necessario, il percorso di autonomia in relazione ai nuovi bisogni emergenti e al livello di rischio, nel breve, medio e lungo termine. Poter contare su una rete istituzionale e sociale solida che condivide prassi e linguaggi è di fondamentale importanza per noi operatrici dei Centri Antiviolenza e l’apporto della Responsabile dell’Ufficio di Piano Gigliola Totisco, dei Servizi Sociali e Consultoriali e delle Forze dell’Ordine ci ha permesso di mettere a punto un modello vincente che affianca e sostiene la donna durante tutto il percorso di fuoriuscita dalla violenza».

Affianco agli interventi supportivi ed emergenziali, l’equipe del CAV, in collaborazione con i Servizi del Welfare territoriale ha realizzato numerose attività di sensibilizzazione, formazione e informazione rivolte ad alunni, insegnanti e genitori delle scuole di ogni ordine e grado dell’Ambito in particolare e alla cittadinanza in generale, in un’ottica di prevenzione e contrasto alla matrice culturale del fenomeno.

Quest’anno in occasione del 25 novembre, sono numerosissime le iniziative promosse dall’Ambito Territoriale Sociale di Casarano in collaborazione con i Comuni afferenti, il Centro Antiviolenza e le associazioni del territorio.

Due in particolare: la prima giovedì 25 novembre promossa dall’amministrazione comunale di Casarano – Politiche per le pari opportunità: alle ore 17 prenderà il via una marcia per le strade del paese che terminerà nei pressi di Via Ferrari dove sarà inaugurato un murales su una delle pareti dell’Istituto Tecnico Commerciale “A. De Vitis De Marco”.

Venerdì 26 novembre, alle ore 10,30, una rappresentanza dell’Ambito Territoriale Sociale di Casarano e le operatrici del Melograno incontreranno gli alunni e le alunne dell’I.C. Polo 2. L’iniziativa si inserisce all’interno della più ampia rassega itinerante di eventi che vede coinvolti i 10 ambiti territoriali all’interno dei quali è operativa la Rete dei Centri Antiviolenza gestita da Comunità S. Francesco (Gagliano del Capo, Casarano, Maglie, Gallipoli, Martano, Nardò, Mola di Bari, Conversano, Triggiano e la Città Metropolitana di Bari).

Ogni partecipante riceverà in dono il libro “Non fare la femminuccia!” frutto di un lavoro corale tra le operatrici della Rete dei CAV SanFra, che nel corso degli anni hanno incontrato alunni e alunne delle scuole di ogni ordine e grado delle provincie di Bari e Lecce, Manni Editori e la straordinaria capacità narrativa di Roberto Piumini, col sostegno della Regione Puglia.

L’intento è quello di fornire uno strumento per educare al rispetto e in grado di accompagnare bambini e bambine in un percorso volto alla promozione di una cultura della parità tra i sessi e rispettosa delle differenze. Da qui, l’idea di un racconto diffuso in grado di affrontare in maniera semplice e diretta temi quali la stereotipia di genere e il bullismo e di fornire risposte chiare, esaustive e calibrate all’età dei giovani lettori e delle giovani lettrici. Grazie al linguaggio semplice e diretto, il libro si rivolge agli alunni e alle alunne dell’ultimo anno delle scuole secondarie di 1° grado e agli adulti educanti (insegnanti, genitori, educatori…), per stimolarli ad una rielaborazione delle sovrastrutture che attribuiscono ruoli predefiniti in base al genere di appartenenza. Vengono proposti infatti, una serie di scenari di vita quotidiana che mettono in evidenza il narrato dell’alunno, la percezione e la lettura tradizionale rimandata dall’adulto di riferimento e l’alternativa offerta da Giovanna, basata su un ascolto empatico e libero da pregiudizi.

Questo permette al lettore di porre l’attenzione sulle molteplici implicazioni delle risposte educative fornite a ragazzi e ragazze e sulle ripercussioni che possono avere sui futuri uomini e sulle future donne di domani.

 

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