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Cronaca

L’addio a Papela, aveva fondato lo storico Baretto di Porto Miggiano

Il 51enne animatore salentino è deceduto in seguito ad una caduta nella sua casa di San Cesario dove viveva da solo. Ieri sera il tragico ritrovamento ad opera di un amico insospettito dal cellulare che squillava a vuoto

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Una caduta accidentale e la terribile disgrazia.


Non vogliono crederci gli amici di sempre che la vita di Alex Rizzo, per tutti Papela, sia finita così.


Il 51enne animatore salentino (modello, animatore di eventi e fondatore, insieme al fratello, dello storico baretto di Porto Miggiano, luogo culto della movida salentina fino a qualche anno fa) sarebbe deceduto in seguito ad una caduta nella sua casa di San Cesario dove viveva da solo.

L’incidente sarebbe avvenuto nella mattinata di ieri ma solo nel corso della sera è arrivata la tragica scoperta.


Non rispondeva al telefono e questo aveva fatto temere il peggio ad un suo amico, autore della tragica scoperta.


Cronaca

Avvocato positivo al Covid: sanificazione in tribunale

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Il quinto piano del tribunale penale di Lecce sarà sottoposto a sanificazione.





La procedura verrà arrivata dopo che un avvocato del foro leccese è risultato positivo al Covid.




Asintomatico, il legale si era recato in ospedale per accertamenti di altra natura. Al test per l’accesso agli ambienti ospedalieri è emersa la sua positività al Sarscov2.





Il suo passaggio in tribunale sarebbe tuttavia fugace. Avrebbe solo consultato dei fascicoli per pochi minuti senza entrare praticamente in contatto ravvicinato con nessuno.


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Alezio

Alezio: parroco ritrovato senza vita in casa propria

Don Antonio Minerba, 53 anni, sarebbe morto a causa di un malore, forse un infarto che lo fatto cadere e sbattere la testa

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Alezio sotto shock per l’improvvisa prematura scomparsa del suo parroco.

Don Antonio Minerba, 53 anni, è stato ritrovato senza vita nella sua abitazione  in via Garibaldi.

La scoperta in tarda mattinata, mentre i genitori lo attendevano per pranzo ad Aradeo, suo paese d’origine.

Secondo quanto trapela sarebbe caduto e avrebbe sbattuto il capo in seguito ad un malore, presumibilmente un infarto.

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Cronaca

Non ce l’ha fatta il ragazzo di Gallipoli ferito da gru a Bologna

È deceduto stamattina all’ospedale Maggiore, dove era ricoverato in rianimazione

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Purtroppo non ce l’ha fatta Francesco Caiffa, studente di Scienze statistiche a Bologna, 22 anni, di Gallipoli: troppo gravi le ferite riportate.

Francesco era tra i ragazzi che lo scorso 20 ottobre, improvvisamente, su una terrazza, durante i lavori di ristrutturazione in uno stabile in via del Borgo di San Pietro (foto in alto Corriere di Bologna), si erano visti travolti da un muro crollato a causa di una improvvida manovra con una gru su un cantiere adiacente.

Il 22enne gallipolino è deceduto nella mattinata di oggi all’ospedale Maggiore, dove era stato ricoverato nel reparto di rianimazione a seguito delle gravi ferite riportate.

Secondo la ricostruzione, il braccio meccanico di una betoniera avrebbe colpito un muro e quest’ultimo sarebbe crollato su una veranda dove si trovavano due ragazzi.

Entrambi erano rimasti feriti.

Ad avere la peggio è stato il 22enne salentino mentre l’altro ragazzo, un 20enne, ha riportato traumi al capo e alla gamba.

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