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Cronaca

Ladri si intrufolano in asilo: via con carta e colori

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Amara sorpresa questa mattina alla riapertura dell’asilo “Montessori” di Nardò.
Nella notte, ignoti si sono intrufolati nella scuola per fare razzia di materiale da cancelleria.
Grossi pezzi di vetro, quello sfondato agli infissi per farsi strada nel plesso, sono stati la traccia evidente, sul pavimento, che qualcuno nottetempo si fosse introdotto indisturbato nelle aule scolastiche.
L’ammanco alquanto insolito: carta colorata, pastelli, colori. Materiale che forse, per pochi euro, verrà rivenduto in nero.
Un furto triste in tutti i sensi. In primis perché, dopo giorni di chiusura, avrebbe potuto dare il peggior dei bentornati ai piccoli di Nardò. Piccoli che, fortunatamente, sono stati allertati per tempo. O meglio, il personale scolastico in mattinata ha contattato le famiglie informandole dell’accaduto e bloccandole prima dell’arrivo in via Torino.
Ora alle forze dell’ordine il compito di provare a risalire ai responsabili. La zona non è certo periferica: a pochi passi insistono municipio e ospedale.

Immagine di repertorio

Cronaca

Ferito accanto alla sua bici: soccorso giovane all’alba sulla San Cassiano-Surano

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Stava percorrendo una delle tante strade provinciali del Salento come, presumibilmente, fa ogni mattina. Come, certamente, fanno centinaia di ragazzi come lui ogni giorno: stranieri, perlopiù centrafricani, che per racimolare qualche euro inforcano una bicicletta all’alba, in direzione di qualche campagna o di un centro abitato vicino alla propria dimora.

Non è ancora nota l’identità del ragazzo ritrovato stamattina riverso sul ciglio della via che collega San Cassiano a Surano.

È un ragazzo di colore. Alle 6, circa, è stato notato da alcuni passanti. Era steso sull’asfalto, accanto alla sua bici, con una grave ferita alla testa.

La chiamata al 118 di chi passava in zona ha fatto accorrere sul posto un’autoambulanza. Con i sanitari, anche i carabinieri che sono al lavoro per ricostruire l’accaduto.

Il giovane non aveva con sé i documenti. È stato trasportato in ospedale. Da capire se il giovane sia caduto da solo dalla bici o se sia stato urtato da un mezzo in transito. Non sarebbe, purtroppo, la prima volta. Già in passato episodi simili hanno trovato posto nelle pagine di nera locale.

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Cronaca

Possesso di droga: nei guai uomo di Cutrofiano

Dopo perquisizione dei carabinieri del posto insieme al Nucleo Cinofili di Modugno

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Denunciato a piede libero un uomo di Cutrofiano trovato in possesso di droga.

Durante un servizio antidroga i militari dell’Arma della locale Stazione con l’ausilio del Nucleo Cinofoli di Modugno, hanno dato vita ad una perquisizione personale e domiciliare rinvenendo: 20 dosi di cocaina per un peso complessivo di 11,56 grammi e diversi involucri contenenti marijuana per un peso complessivo  di 10,47 grammi.

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Corsano

L’addio di Caprarica del Capo a don Eugenio

Uomo di cultura, personalità forte, per qualcuno strappata alla politica. Alla storia le sue prediche ed il ponte che creò con i fratelli albanesi in difficoltà

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Questo pomeriggio a Tricase, alle 16,30, si terranno i funerali di don Eugenio Licchetta, scomparso ieri pomeriggio all’età di 84 anni.

Caprarica del Capo dirà addio al suo storico parroco (originario di Corsano) nella sua parrocchia, quella di Sant’Andrea Apostolo.

Uomo di cultura, personalità forte, per qualcuno strappata alla politica.

Una fama controversa, come quella di chi manca solo quando non c’è più.

A Caprarica del Capo, uscita negli anni dai radar della Tricase in crescita e divenuta sobborgo dormiente dell’interesse di buona parte degli stessi tricasini, don Eugenio è assente da un pezzo.

Da quando la malattia lo ha portato via a sé stesso, costringendolo a letto.

Nella sua canonica, le più accese riunioni e le più importanti pagine di politica tricasina.

I suoi infiniti pomeriggi di catechesi indispettivano e affascinavano.

Alle giovani ore tolte al pallone, faceva da contraltare il suo modo tagliato di vedere e descrivere il mondo.

Con i suoi viaggi nel Canale d’Otranto, creò un ponte con l’altra sponda che fece del Capo di Leuca, per anni, il fratello maggiore di quella Albania in difficoltà.

Alla storia le sue piccate prediche (senza peli sulla lingua), il suo polso, il suo carisma.

Il sottoscritto e i suoi coetanei, una delle ultime generazioni della sua parrocchia.

E no, non siamo diventati tutti uomini di Chiesa.

Ma vi abbiamo imparato a conoscere il mondo e oggi ci sentiamo un po’ più soli, un po’ più vecchi e, a Caprarica del Capo, un po’ più vuoti.

Lorenzo Zito

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