Connect with us

Cronaca

Lavori per 3 milioni dichiarati ultimati, ma l’Asl di Martano era ancora un cantiere: 2 arresti

Pubblicato

il


Avrebbero dovuto sorgervi le postazioni del 118, del Sert, della Guardia Medica e del Centro Dialisi. Ma nel Poliambulatorio di Martano non è stato realizzato nulla di tutto ciò.





Due arresti per i lavori finanziari con 4 milioni ma mai realizzati: le accuse sono di peculato, falso e abuso d’uffici.





È bufera attorno al polo sanitario della Grecìa Salentina, interessato da un progetto di ampliamento approvato già nel 2009 e poi rendicontanto in spese da 3 milioni e 200mila euro nel 2015, fino ad arrivare al 2017 quando l’Asl di Lecce presentava il tutto come “completo e funzionante” alla Regione ma nella realtà era ancora poco più che un cantiere.





Anni di indagini, di rinvii, di polemiche che han visto coinvolto il PD di Martano e che portarono anche Striscia la Notizia a puntare la lente sulla Cittadella sanitaria martanese.




Ora scattano i domiciliari per i due funzionari ritenuti responsabili della gestione del progetto e dei lavori: Antonio Leo, 57enne di Soleto, direttore dei lavori e facente parte l’Area Tecnica Asl, e Fiorenzo Pisanello, 67enne di Lecce, attualmente in pensione, precedentemente responsabile dell’Area Tecnica dell’Asl.





Il terremoto si è ripercosso anche su di una impresa edile: interdetto dall’esercizio dell’attività imprenditoriale il titolare della brindisina Atitecnica85 Francesco Reddavide, 67enne di Adelfia.





L’eco dell’accaduto ha avuto ampia risonanza a livello regionale. Sconcerto tra le principali figure istituzionali per l’assenza di controlli a livello dirigenziale nell’Azienda Sanitaria leccese.


Cronaca

A Palmariggi «ennesima tragedia in cantiere edile»

La Cgil Lecce: «Fenomeno preoccupante, subito una campagna informativa unitaria»

Pubblicato

il

Cordoglio e rabbia per la morte di Fabio Sicuro, operaio edile 39enne di Martano.

L’operaio era iscritto da anni alla Fillea, la categoria della Cgil che tutela i diritti dei lavoratori edili.

La Cgil Lecce si stringe intorno alla famiglia ed esprime rabbia e disappunto per l’ennesima morte sul lavoro.

«Le tragedie sul luogo di lavoro sono delle ferite aperte del tessuto sociale ed economico del territorio. Stavolta purtroppo siamo stati colpiti nel vivo, perché Fabio era un lavoratore iscritto alla Fillea e vicino al nostro sindacato. Esprimiamo dolore e vicinanza alla famiglia, a cui va il cordoglio più profondo da parte di tutta la Camera del lavoro territoriale e della categoria», dicono le segretarie generali provinciali di Cgil e Fillea, Valentina Fragassi e Simona Cancelli.

La tragedia di Palmariggi, dove Fabio era impegnato con altri colleghi nei lavori di manutenzione di un casolare, si somma al lungo elenco di “morti bianche” che hanno colpito la Puglia e la provincia di Lecce in particolare dall’inizio dell’anno. Un recente studio dell’Osservatorio sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre ha inchiodato il territorio alle sue responsabilità: 13 morti sul lavoro nei primi 7 mesi dell’anno nel Salento, 49 in Puglia, ben 677 in Italia (quasi 100 al mese). E purtroppo il bollettino si è aggravato ad agosto e settembre.

«Servono investimenti in informazione, formazione, sicurezza, controlli e cultura. Tutti i soggetti in campo devono fare qualcosa, sia a livello finanziario sia a livello normativo. Nel nostro piccolo faremo la nostra parte: è l’ora di lanciare sul territorio una grande campagna informativa unitaria, insieme con Cisl e Uil, perché non è accettabile uscire da casa per lavorare e non tornare più», spiega Fragassi.

Cancelli entra nel dettaglio del settore edile, che purtroppo detiene il triste primato di comparto più colpito dalle morti bianche: il su citato studio ha contato 64 vittime tra gennaio e luglio.

«Non spetta a noi esprimerci sulle cause dell’incidente, sulle quali la magistratura farà luce. Spiace constatare come non appena si percepiscono segnali di ripresa, l’edilizia fa registrare anche un aumento proporzionale degli incidenti nei cantieri. Chiediamo da anni, come Fillea, maggiore attenzione al tema della sicurezza, proponendo la patente a punti sul rispetto delle norme contrattuali e contro gli incidenti, ma abbiamo proposto anche l’introduzione del reato di omicidio sul posto di lavoro. Sono misure di impatto, anche per garantire il rispetto delle misure. Spesso i ritmi vertiginosi a cui sono sottoposti gli operai per ultimare i lavori, ma anche le economie sul costo del lavoro, che si traducono in inopinati risparmi sulla sicurezza, sono alla base dell’incidentalità nei cantieri».

Continua a Leggere

Cronaca

Crolla casolare durante lavori: muore 39enne

Tragedia nelle campagne di Palmariggi: strappato alla vita giovane padre

Pubblicato

il

Non è sopravvissuto alle gravi ferite provocate dal crollo del casolare a cui stava lavorando.

È morto così, nella giornata di oggi, Fabio Sicuro, 39enne di Martano. È morto mentre ristrutturava un rudere nelle campagne di Palmariggi.

Non era da solo: con lui i suoi colleghi, che han provato a soccorrerlo ed hanno allertato il 118. La corsa in ospedale però non è bastata. L’operaio è deceduto nel nosocomio di Scorrano, a causa delle gravi ferite riportate.

I carabinieri hanno raggiunto il luogo dell’incidente. Andranno accertate le ragioni del crollo del rudere in fase di ristrutturazione. E controlli sono in corso anche sulla natura e sulla regolarità dei lavori posti in essere. Lo Spesal ha effettuato un sopralluogo sul posto che, ora, è sotto sequestro.

La vittima era diventata padre da poco. La sua salma è stata trasportata presso la camera mortuaria del Vito Fazzi di Lecce su disposizione dell’autorità giudiziaria.

Continua a Leggere

Andrano

Incendio nell’ecocentro di Andrano

Scarti in fiamme, il Comune consiglia di chiudere le finestre. Ma fortunatamente non si tratta di rifiuti pericolosi

Pubblicato

il

Fiamme nell’ecocentro di Andrano in serata.

Lo annuncia il Comune, sulla sua pagina Facebook: un incendio ha avvolto parte del punto di smaltimento collocato in via Vecchia Comunale per Marittima.

Hanno preso fuoco diversi scarti raccolti sul posto. Intervento dei vigili del fuoco del Distaccamento di Tricase per riportare la situazione in sicurezza. Mentre il suggerimento, dall’amministrazione, è di tenere le finestre chiuse ed evitare di avvicinarsi alla zona.

Sarebbe stato un corto circuito ad un lampione a fare da innesco. Ben 4 i cassoni intaccati, a partire dalle 18. Le operazioni di spegnimento si sono concluse attorno alle 23.

Nota positiva: a bruciare, semplici sfalci di potatura. 

Continua a Leggere
Pubblicità

Più Letti

Copyright © 2019 Gieffeplus