Connect with us

Cronaca

Lavoro… cinese: 4 lavoratori in nero e 4 ditte sospese

Sono irregolari a vario titolo il 100% delle aziende guidate dai cinesi e l’80% dei lavoratori occupati. In provincia Su 7 aziende ispezionate 4 sono state sospese. Elevate sanzioni amministrative e ammende per un totale di centomila euro

Pubblicato

il

 Segui il canale il Gallo  Live News su WhatsApp: clicca qui


È prevalentemente in nero o sottopagato il lavoro cinese in Italia.


Sono irregolari a vario titolo il 100% delle aziende guidate dai cinesi e l’80% dei lavoratori occupati.


È quanto risulta dall’operazione svolta dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Lecce unitamente a personale dell’ITL di lecce e dell’Arma territoriale nell’ambito di un’attività svolta dal 20 al 27 aprile nella provincia di lecce ed estesa a livello nazionale, coordinata dall’europol e finalizzata al contrasto dello sfruttamento del lavoro e irregolare delle imprese gestite da cittadini extracomunitari.


Le violazioni accertate hanno visto sia l’inosservanza della normativa in materia di tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro che quelle di natura amministrativa.

Le prime riguardavano la mancata valutazione dei rischi, la mancata sorveglianza sanitaria dei dipendenti e la non conformità dei requisiti idonei sugli ambienti di lavoro e locali spogliatoi e igienici mentre, le seconde il lavoro nero, pagamento in contante di parte della retribuzione, la mancata tracciabilità della stessa e l’ inosservanza dell’ orario di lavoro previsto dai CCNL.


Le verifiche hanno interessato il settore edile, attività commerciali e la filiera della ristorazione presenti nel territorio della provincia di lecce.


Su 7 aziende ispezionate 4 sono state sospese e sono state elevate sanzioni amministrative e ammende per un totale di centomila euro.


Cronaca

Sparatoria di ottobre a Gallipoli, tre arresti per tentato omicidio

Custodia cautelare in carcere per tre uomini, due sono fratelli. Ricostruita la dinamica dell’agguato del 27 ottobre 2025. La Polizia di Stato ha eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei responsabili della sparatoria avvenuta a Gallipoli in autunno. Le indagini, coordinate dalla Procura di Lecce, hanno fatto luce su un violento regolamento di conti maturato in un contesto di contrapposizione tra famiglie legate allo spaccio di droga

Pubblicato

il

Segui il GalloLive News su WhatsApp  clicca qui 

Gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gallipoli, con il supporto della Squadra Mobile della Questura di Lecce, hanno dato esecuzione a tre ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip del Tribunale di Lecce.

I destinatari del provvedimento – tre uomini residenti a Gallipoli, tra cui due fratelli – sono indagati, a vario titolo, per tentato omicidio, detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo e munizioni, oltre che per ricettazione.

IL FERIMENTO E LA CORSA IN OSPEDALE

Il grave episodio risale alla sera del 27 ottobre 2025, quando furono esplosi diversi colpi di arma da fuoco contro un uomo del posto.

All’arrivo delle Volanti, i protagonisti si erano già dileguati.

Il ferito, colpito al torace, era stato soccorso da un giovane che lo aveva accompagnato all’ospedale di Gallipoli.

Successivamente, vista la gravità delle condizioni, era stato trasferito al Vito Fazzi di Lecce e ricoverato in rianimazione in prognosi riservata, pur non risultando in pericolo di vita.

LA RICOSTRUZIONE: UN REGOLAMENTO DI CONTI

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Lecce, si sono sviluppate attraverso l’analisi dei filmati di videosorveglianza, l’escussione di testimoni, rilievi della Polizia Scientifica, consulenze balistiche e accertamenti tecnici su traffico telefonico e dispositivi mobili.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la sparatoria sarebbe maturata nell’ambito di una accesa contrapposizione tra famiglie coinvolte nel traffico di stupefacenti. I colpi esplosi contro la vittima sarebbero stati una “risposta” a un precedente episodio di fuoco avvenuto poco prima ai danni di un familiare degli indagati.

Gli inquirenti hanno accertato che il padre di due degli arrestati si sarebbe appostato nei pressi dell’abitazione dell’uomo poi ferito, mentre uno dei figli avrebbe effettuato diversi passaggi in auto nella zona per individuarlo.

Dopo un primo confronto, sarebbe stata la stessa vittima a esplodere alcuni colpi con una pistola a salve modificata, che non avrebbero colpito il bersaglio ma un’auto parcheggiata.

Poco dopo, i figli dell’uomo avrebbero risposto al fuoco, colpendo la vittima all’emitorace posteriore sinistro.

Al termine delle formalità di rito, i tre indagati sono stati condotti nel carcere di Lecce, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

 

Continua a Leggere

Cronaca

Tricase: addio al maresciallo Taddei

Si è spento Stefano Taddei, maresciallo dei carabinieri in quiescenza. Aveva 69 anni. Giovedì 19 febbraio i funerali nella Parrocchia Madonna delle Grazie di Tutino

Pubblicato

il

Tricase piange la scomparsa di Stefano Taddei, maresciallo dell’Arma dei Carabinieri, venuto a mancare all’età di 69 anni, circondato dall’affetto dei suoi cari.

Figura stimata e rispettata, Taddei ha dedicato la propria vita al servizio dello Stato, rappresentando un punto di riferimento umano e professionale per colleghi e cittadini.

La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione nella comunità locale.

La camera ardente è stata allestita presso l’Hospice Casa di Betania, dove amici, conoscenti e quanti hanno condiviso con lui un tratto di strada, possono rendere omaggio alla sua memoria.

I funerali si terranno giovedì 19 febbraio alle ore 15,30 presso la Parrocchia Madonna delle Grazie di Tutino.

Segui il GalloLive News su WhatsApp  clicca qui 

Continua a Leggere

Copertino

Ruba portafoglio e fugge contromano sulla SS 101

Pubblicato

il

Arrestato 40enne senza fissa dimora. Inseguito dai Carabinieri dopo il furto in un ristorante di Copertino. Con sé anche hashish

Il furto nel ristorante del centro

Prosegue l’attività di controllo del territorio da parte del Arma dei Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce, impegnata nel contrasto ai reati predatori e allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Nel pomeriggio di ieri, i militari della Tenenza di Copertino hanno arrestato in flagranza un uomo classe 1986, senza fissa dimora, ritenuto responsabile di furto aggravato.

L’intervento è scattato dopo la segnalazione del titolare di un ristorante del centro cittadino, che aveva appena subito il furto del proprio portafoglio, momentaneamente lasciato su un tavolino vicino all’ingresso dell’attività.

Le indagini e la fuga

Ricevuta la richiesta di aiuto, i Carabinieri hanno avviato una rapida attività investigativa, supportata dall’analisi delle immagini di videosorveglianza e dalle testimonianze raccolte in zona.

Gli accertamenti hanno consentito di risalire all’identità del presunto responsabile, che nel frattempo si era allontanato cercando di far perdere le proprie tracce.

Le ricerche si sono concentrate lungo le principali arterie stradali, fino a quando l’uomo è stato individuato sulla Strada Statale 101 Lecce–Gallipoli, nei pressi dello svincolo per Lequile.

Contromano sulla SS 101 a bordo di un velocipede

Alla vista dei militari, l’uomo stava percorrendo contromano la SS 101 a bordo di un velocipede, mettendo a rischio la propria incolumità e quella degli altri utenti della strada.

I Carabinieri sono riusciti a bloccarlo in sicurezza e a sottoporlo a perquisizione personale.

Addosso aveva ancora il portafoglio appena sottratto, contenente denaro contante e documenti di identità, successivamente restituiti al legittimo proprietario.

Anche hashish: scatta la segnalazione

Nel corso del controllo, l’uomo è stato trovato in possesso anche di circa 2 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish. Per questo motivo è stato segnalato alla competente Autorità.

Al termine delle formalità di rito, su disposizione del Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Lecce, l’arrestato è stato condotto presso la Casa Circondariale di Lecce, in attesa dell’udienza di convalida.

Come previsto dalla legge, il procedimento si trova nella fase preliminare e la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata nel corso del processo nel contraddittorio tra le parti.

Se vuoi, posso adattarlo con un taglio ancora più incisivo o più istituzionale, a seconda della linea editoriale del tuo giornale.

Segui il GalloLive News su WhatsApp  clicca qui 

Continua a Leggere
Pubblicità
Pubblicità

Più Letti