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Castrignano del Capo

Leuca, luci di Natale provocano incendio

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Fiamme a Santa Maria di Leuca.

Una abitazione di via Pisanelli è stata colpita in serata da un incendio.

Il rogo è partito da degli addobbi natalizi. Delle luci infatti hanno improvvisamente preso fuoco bruciando un gazebo e avvolgendo quanto presente al suo interno.

Il tempestivo intervento dei vigili del fuoco del Distaccamento di Tricase ha impedito alle lingue di fuoco di propagarsi e di causare ulteriori danni all’abitazione stessa ed al vicinato. Come si evince dalle foto, sotto al gazebo erano presenti delle bombole contenenti gas Gpl. L’incendio è stato domato in tempo prima che le bombole potessero alimentarlo ulteriormente.

Scongiurati anche danni a persone.

Alessano

Un ulivo in ogni paese, segno di unità e comunione

Mons. Angiuli ha benedetto un alberello per ciascuno dei paesi della diocesi. Iniziativa della Protezione Civile di Ugento

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Lo scorso 5 aprile, Domenica delle Palme, all’inizio della celebrazione eucaristica svoltasi nella Cattedrale di Ugento, S.E. Mons. Vito Angiuli, Vescovo di Ugento – Santa Maria di Leuca, su iniziativa della Protezione Civile di Ugento, ha benedetto 17 alberelli di ulivo, che qualche ora dopo sono stati consegnati in dono ai 17 sindaci dei Comuni della Diocesi, per essere collocati sulla piazza principale della propria cittadina, quale segno di unità e di comunione di tutta la Chiesa diocesana.

I 17 paesi sono: AlessanoCastrignano del Capo, Corsano, Gagliano del Capo, Miggiano, Montesano Salentino, Morciano di Leuca, PatùPresicce-Acquarica, Ruffano, Salve, Specchia, Supersano, TaurisanoTiggiano, Tricase e Ugento.

La Santa Messa, presieduta da Mons. Vito Angiuli, concelebrata da Mons. Beniamino Nuzzo, Vicario Generale diocesano, da Don Rocco Frisullo, Parroco della Cattedrale di Ugento, e da Don Davide Russo, Rettore del Seminario, è stata trasmessa in diretta dall’emittente televisiva, Antenna Sud live, su Canale 90 DGT, come accade ogni domenica, dall’inizio dell’emergenza sanitaria.

La celebrazione si è svolta nel rispetto rigoroso delle disposizioni governative circa le misure per il contenimento del contagio, all’interno della cattedrale erano presenti il sindaco di Ugento, Massimo Lecci, il presidente della Protezione Civile di Ugento, Tiziano Esposito, e una piccola rappresentanza di soci dello stesso sodalizio, che hanno opportunamente disposto gli alberelli d’ulivo all’ingresso del luogo sacro.

Il Vicario Generale diocesano, Mons. Beniamino Nuzzo, aveva comunicato l’iniziativa a tutti i sacerdoti e ai Sindaci dei 17 Comuni, invitando a considerare «il dono dell’ulivo, simbolo della pace, come un segno di speranza in questo tempo difficile e di grande sofferenza, ma anche come un augurio per un prossimo futuro più sereno e più ricco di valori umani e cristiani».

Unanime è stato il gradimento dell’iniziativa sia da parte del clero ugentino che di tutti i sindaci, i quali hanno fatto pervenire tramite social il seguente messaggio: “Grazie, eccellenza, per la lodevole iniziativa di sostegno spirituale e di speranza. Grazie per il gesto estremamente significativo, a testimonianza della premura che come pastore, non manca di assicurare continuamente a tutti i cittadini delle nostre comunità”.

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Castrignano del Capo

Sindaci salentini furiosi: “Esclusi dalle informazioni”

I black out della comunicazione hanno coinvolto e messo in difficoltà i primi cittadini di Casarano (“Abbiamo rischiato di diventare la nuova Codogno”), Soleto, Maglie, Tricase, Matino, Miggiano Castrignano del Capo…

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Apprendo anch’io come tutti voi l’aggiornamento dei contagi sul nostro territorio dal bollettino della Asl. Non ho ancora l’ufficialità di tutti i casi riportati perché i tempi di comunicazione ai sindaci vanno molto a rilento da parte della “macchina” che gestisce l’emergenza”.

Questo scriveva in un post, rivolgendosi ai suoi concittadini appena 24 ore fa, Gianni Stefàno, sindaco di Casarano che poi in tv, al TG regionale della Rai (un frame del servizio andanto in onda nella foto grande in alto) ci è andato giù pesante: “A Casarano si è sfiorata la tragedia”; ha detto, “potevamo diventare la nuova Codogno!”.

Cosa è successo? “Un nostro concittadino con parenti stretti contagiati ha continuato a fare la vita di sempre e nessuno lo aveva avvisato che doveva starsene in isolamento. Ho dovuto faticare molto e chiedere anche l’aiuto dei carabinieri, per poterlo costringere alla quarantena”.

Il sindaco Stefàno, così come la maggior parte dei suoi colleghi, è al limite e si è rivolto direttamente al governatore di Puglia Michele Emiliano (a cui i sindaci salentini avevano già fatto giungere questa ed altre richieste mediante una lettera): “Presidente, i sindaci potrebbero essere i suoi migliori collaboratori sul territorio, li consideri e li metta nelle condizioni di svolgere il loro dovere!”.

Quanti casi!

Anche Ernesto Toma, sindaco di Maglie, come tanti suoi colleghi ha esternato il suo “fastidio” e chiesto una maggiore sinergia fra le Asl e, quindi, la Regione Puglia e i Comuni.

Secondo Toma, nel corso di quest’emergenza sanitaria, i sindaci sono praticamente ignorati e, quindi, non messi nelle condizioni di organizzare i servizi fondamentali per i cittadini che rappresentano.

Troppo spesso i sindaci vengono informati tardivamente, rendendo complicata qualunque attività di controllo.

È successo anche a Soleto con la miccia dei contagi nella casa di riposo innescata e il “poveroGraziano Vantaggiato rimasto in attesa di comunicazioni ufficiali per lunghe ore.

Scenari simili si sono verificati a Matino, a Castrignano del Capo e in chissà quanto alti paesi.

Il caso limite di Miggiano

Clamoroso il caso di Miggiano.

Prima dal bollettino epidemiologico della Regione Puglia risulta il contagiato.

Da “prassi” il sindaco non ne sa nullaMichele Sperti riesce ad avere notizie ufficiali solo nella tarda mattina del giorno dopo.

Una volta appurato e confermato che il caso positivo è reale, che ti succede? Poche ore ed arriva il report dell’Asl Lecce che colora di bianco Miggiano, indicandolo come Comune non toccato dal contagio…

Per rimettere le cose a posto, ribadiamo che il caso positivo al covid 19 a Miggiano è confermato solo che, chissà per quale motivo, il report dell’Asl non ne fa menzione.

A Tricase mancano due positivi all’appello (forse)

A Tricase il sindaco Carlo Chiuri ci ha impiegato 12 ore, dopo aver bussato ovunque, ad ottenere una comunicazione ufficiale sul primo contagiato del suo paese. Salvo, qualche giorno dopo, ritrovarsi due nuovi contagiati nel report dell’Asl Lecce di cui ancora non è stato ufficialmente informato ma di cui, giustamente, i cittadini gli chiedono conto.

Ovviamente non per conoscere nome e cognome ma per sapere se sono stati avviati tutti i protocolli di sicurezza. Dei quali, come ha scritto in un post proprio Chiuri, si occupa il SISP (Servizio di Igiene e Sanità Pubblica) della ASL. E se per un difetto sui tempi di comunicazione (leggi ritardo), come quelli di cui in tutti questi giorni siamo stati più volte testimoni a più livelli, qualcuno che è stato vicino al contagiato e non tanto sensibile da autoisolarsi, se ne andasse in giro con il virus?

Scenario estremo? Forse ma a Casarano, come ha raccontato il sindaco Stefàno stava per accadere proprio questo!

Non vorremmo essere allarmisti ma un’eventualità del genere sarebbe un rischio enorme che non ci possiamo proprio permettere.

Giuseppe Cerfeda

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Castrignano del Capo

Poste chiuse: disagi anche a Leuca

In attesa di buone notizie per lunedì, resta il disservizio anche nella frazione di Castrignano del Capo

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Quarantena fa spesso rima con isolamento. Lo sa bene chi non abita le zone centrali di paesi e città. Lo sanno bene i più anziani. E lo sanno ancora meglio coloro che hanno difficoltà a spostarsi per ottenere servizi essenziali che, fino a ieri, erano offerti nel raggio di qualche centinaio di metri da casa.

È, ancora una volta, il caso degli uffici postali chiusi che, di frazione in frazione, si è replicato nell’ultimo mese su vasta scala.

L’emergenza coronavirus ha portato alla sospensione dell’attività di numerose sedi che, seppur periferiche, abbracciano un’utenza numericamente considerevole.

Abbiamo ricordato ieri il caso delle frazioni di Tricase, con Depressa e Lucugnano. Ma non è da meno Santa Maria di Leuca.

Dieci chilometri

Frazione di Castrignano, Leuca è in fin dei conti per molti versi un piccolo paese a sé stante. Buona parte della popolazione che vi vive 365 giorni all’anno registra una età media non più giovanissima. Motivo per cui va da sé che la chiusura della sede distaccata del suo ufficio postale con il rimando a Castrignano del Capo dei suoi utenti non sia un disagio banale.

Diversi nostri lettori in queste ore ci hanno segnalato la questione, dopo averne atteso speranzosi la soluzione nei primi giorni. Anche la Pro Loco si è interessata al problema, indirizzando un reclamo (che riportiamo a fine articolo) a Poste italiane e chiedendo l’immediata riapertura, quantomeno a giorni alterni.

Ad oggi, intanto, Leuca resta tra i centri abitati non serviti. Supponiamo che l’impegno di imminente riapertura nelle frazioni, preso 10 giorni fa dal responsabile delle filiali della provincia di Lecce, Giuseppe Stanisci (interpellato dal sindaco di Tricase, poi intervenuto sulle nostre colonne), non valesse solo per il tricasino ma anche per tutte le realtà che versano nella stessa situazione.

L’auspicio è che il nodo possa essere sciolto immediatamente. Cinque chilometri per andare e cinque per tornare (da Castrignano) non sono esattamente una passeggiata per chi non può spostarsi in auto.

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