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Cronaca

Maglie: ritrovata bomba in giardinetto

Non è da escludere che sia stata occultata nella vegetazione per essere poi utilizzata in attentati dinamitardi

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Nel corso dei servizi perlustrativi e di controllo del territorio intensificati a seguito dell’omicidio del 28enne Mattia Capocelli del 25 aprile scorso, i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Maglie hanno rinvenuto un ordigno artigianale confezionato presso un giardinetto pubblico.


L’intervento degli artificieri in forza al Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Lecce ha consentito di accertare che l’esplosivo, con innesco a miccia, era stato confezionato con polvere pirica e una bombola di gas butano, per un peso complessivo di circa mezzo chilogrammo.


L’ordigno, che era perfettamente in grado di deflagrare, è stato disinnescato.

Non è da escludere che sia stato occultato nella vegetazione al fine di essere successivamente utilizzato per attentati dinamitardi.


Sono in corso accertamenti di natura tecnico scientifica al fine di verificare la presenza di impronte o tracce biologiche e poter risalire a chi ha confezionato l’esplosivo.


Cronaca

Abusata dal padre partorisce una bambina: disposto nuovo test dna

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Prosegue l’iter giudiziario attorno alla raccapricciante storia denunciata da una donna del basso Salento che accusa suo padre di averla violentata e messa incinta.

Nelle scorse ore la Corte d’Appello di Lecce, su sollecitazione della difesa, ha disposto una seconda perizia sul dna dell’imputato per stabilire se realmente l’uomo, un 54enne del basso Salento, sia il padre della bambina che sua figlia ha partorito.

Quanto denunciato dalla vittima, oggi 30enne, è raccapricciante. Quindici anni di abusi, dal 1995 al 2010. Palpeggiamenti, molestie, minacce, violenze. Una gravidanza interrotta presso l’ospedale di Gagliano del Capo con una storia inventata, dettata dal padre stesso e dalla madre, al corrente di tutto. Poi ancora abusi ed un’altra gestazione. Stavolta il parto ed una figlia femmina, ad oggi minore ed in affido ad una casa famiglia del brindisino.

I dati raccolti dai carabinieri si basano, oltre che sul racconto della vittima, su riscontri genetici messi però in dubbio dalla difesa.

Il test sul dna eseguito nel corso delle indagini non sarebbe infatti utilizzabile. A differenza di quanto prescritto dai protocolli internazionali, che prevedono che venga prelevato con guanti in lattice e in buste non contaminate, secondo la difesa sarebbe stato fatto su un mozzicone prelevato con un fazzoletto di carta e conservato in una busta della corrispondenza. Da qui la decisione di accogliere la richiesta di reiterare il test.

L’accusa, dal canto suo, chiede 26 anni di reclusione. La prima sezione penale, lo scorso anno, ne aveva dati 30.

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Andrano

Cadavere in mare: mistero nelle acque di Andrano

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È mistero nella marina di Andrano attorno ad un ritrovamento di questo pomeriggio.

Il corpo senza vita di un uomo di mezza età è stato rinvenuto tra le onde al largo della Grotta Verde.

Non è stato ancora identificato.

I carabinieri sono al lavoro per ricostruire l’accaduto. La segnalazione è partita da un peschereccio di passaggio. 

Stanno setacciando la zona di costa limitrofa per capire se si possa trattare di un bagnante o di qualcuno che accidentalmente è caduto in acqua.

Hanno anche controllato le diverse discese a mare per verificare se vi fossero effetti personali abbandonati.

Foto: Leccesette

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Cronaca

Turista salvata in mare dai poliziotti

In vacanza nel salento rischia di annegare: salvata dagli agenti della polizia di stato in servizio presso il lido “La Terrazza – Progetto io posso” di San Foca

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Nelle prime ore di questo pomeriggio, una donna di 68 anni proveniente dall’Emilia Romagna ed in vacanza nel Salento, si è immersa nelle acque di San Foca, sottovalutando le forti raffiche di vento che, piano piano, l’hanno allontanata dalla riva.

Lo sguardo attento degli agenti del Commissariato di Gallipoli e delle Fiamme Oro della Polizia di Stato, in servizio come addetti al salvataggio presso il lido balneare “La terrazza: tutti al mare – progetto Io Posso” di San Foca, ideato dall’Assistente Capo della Polizia di Stato Gaetano Fuso, in quiescenza a seguito di una malattia invalidante, ha evitato il peggio.

La malcapitata aveva iniziato a perdere le forze e ad ingerire acqua.

I quattro poliziotti, a quel punto, si sono buttati in acqua e hanno raggiunto a nuoto la donna in evidente difficoltà, soccorrendola e portandola a riva dove è stata affidata alle cure dei sanitari del 118.

Un brutto spavento, anche per i familiari della donna, che, alla fine, hanno voluto ringraziare i poliziotti per il tempestivo soccorso.

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