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Attualità

Mattanza di pesce tra Ionio e Adriatico: i pescatori locali organizzano la protesta

Al gruppo dei locali hanno già aderito molti pescatori di Santa Maria di Leuca, Torre Pali (Salve), Torre San Giovanni (Ugento), Castro e di altre marine salentine. Ora il gruppo è intenzionato a redigere una relazione con nomi, gruppi, associazioni e motivazioni da presentare quanto prima alla Capitaneria di Porto di Gallipoli

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Continua a far discutere la mattanza di pesce, in particolare ricciole ad opera di un peschereccio proveniente dalla Sicilia nella zona tra Torre Pali e Santa Maria di Leuca con la tecnica della “cianciola” o “rete da circuizione”.


Intanto i pescatori locali si stanno organizzando per esprimere il loro malcontento (foto in alto).


Al gruppo dei locali hanno già aderito molti pescatori di Santa Maria di Leuca, Torre Pali (Salve), Torre San Giovanni (Ugento), Castro e di altre marine salentine.


Ora il gruppo è intenzionato a redigere una relazione con nomi, gruppi, associazioni e motivazioni da presentare quanto prima alla Capitaneria di Porto di Gallipoli.

Va ribadito ancora una volta che quel tipo di pesca non viola le regole. Il D.P.R. 1639/68 infatti specifica come sia vietato l’uso di ciancioli (reti a circuizione a chiusura meccanizzata) “entro una distanza di 3 miglia dalla costa o all’interno dell’isobata di 50 m (quando tale profondità è raggiunta a una distanza inferiore dalla costa)”. Precisa invece che è “vietato l’uso di fonti luminose ad una distanza dalla costa inferiore ai 300 metri e nelle zone di mare entro le 3 miglia in cui la profondità sia inferiore ai 30 metri”.


Resta il dubbio se sia opportuno in un mare che si sta impoverendo come il nostro un prelievo di una quantità così ingente di pesce.


Giuseppe Cerfeda


Aradeo

Emma dopo 10 anni e il trionfo a Sanremo torna con Ogni Volta è così

A pochi giorni dall’inizio della 72ma edizione, si rincorrono i pronostici che pre-vedono la cantante salentina

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Sono trascorsi 10 anni da quando Emma sbaragliò Sanremo con il brano Non è l’inferno.

Quest’anno torna al festival d’Italia, con la canzone Ogni volta è così, un pezzo scritto insieme all’artista Davide Petrella, una musica  con melodie e suoni tradizionali uniti a quelli dell’elettronica.

Il brano sarà contenuto in un 45 giri da collezione in uscita venerdì 18 febbraio in edizione limitata, in un’esclusiva versione autografata per Amazon.

A pochi giorni dall’inizio della 72ma edizione, si rincorrono i pronostici che pre-vedono la cantante salentina tra le favorite per il podio, a questo contribuisce anche la scelta di affidare la direzione dell’orchestra alla collega Francesca Michielin che, durante la serata speciale delle cover, venerdì 4 febbraio, lascerà la direzione dell’orchestra a Carmelo Patti e si esibirà con Emma, sulle note dell’iconica Baby one more time di Britney Spears.

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Attualità

Xylella, reimpianti ulivi: «Paralisi inaccettabile»

Coldiretti Puglia sulla paralisi amministrativa che blocca i reimpianti e la salvaguardia di ulivi monumentali; al palo 43 milioni di euro

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Coldiretti Puglia scrive all’assessore regionale Donato Pentassuglia, ritendendo «ingiustificabili» i ritardi sull’istruttoria.

L’Organizzazione agricola confida in un intervento risolutivo dell’assessore regionale, a cui offre la massima collaborazione per uscire dall’impasse.

«Inaccettabile la paralisi amministrativa che rischia da far slittare di un altro anno la rigenerazione del territorio salentino, dopo che la Xylella ha fatto seccare 21 milioni di ulivi, provocando effetti più disastrosi di un terremoto con ripercussioni drammatiche di natura produttiva, ambientale, economica, lavorativa»: è la denuncia di Coldiretti Puglia, in una lettera inviata all’assessore regionale all’agricoltura, che definisce «ingiustificabili i ritardi per cui non risulta nemmeno cominciata l’istruttoria delle circa 600 domande singole per l’espianto e il reimpianto degli ulivi e chiede un decisivo intervento dell’Assessore Pentassuglia, a cui Coldiretti Puglia offre la collaborazione massima per individuare le soluzioni più appropriate per uscire dallo stato d’impasse».

Coldiretti Puglia aveva già indicato l’urgenza di procedere senza indugio all’emissione dei decreti di concessione relativi all’applicazione dell’art. 6 del Decreto Interministeriale sulla Xylella con 40 milioni di euro disponibili per le imprese presenti in graduatoria in posizione utile.

«Da notizie apprese presso gli uffici dell’aAssessorato e a differenza di quanto in precedenza comunicatoci, e cioè che fosse prossima l’emanazione delle concessioni per buona parte delle domande singole», tuona il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni, «veniamo invece a conoscenza che al momento sono pronte solo parte delle cosiddette domande collettive».

L’ultima graduatoria per le domande singole (DDS n. 416 del 12/10/2021) «è stata pubblicata sul BURP in data 14 ottobre 2021», aggiunge Coldiretti Puglia, «mentre le domande collettive erano già presenti sulla prima graduatoria quella del 25 febbraio 2021 (DDS n. 86 del 17/02/2021)».

L’istruttoria delle pratiche collettive, affidata all’ARIF, risulta peraltro completata solo parzialmente – 400 circa su oltre 800 domande di adesione – mentre non è neppure iniziata l’istruttoria delle domande singole.

«È questa una situazione inaccettabile che farà ritardare ancora di un anno la ripresa olivicola del territorio colpito da Xylella. Infatti, l’olivo va piantumato», incalza Piccioni, «entro il periodo primaverile e, stando così le cose, si rischia che solo una parte limitata delle imprese saranno in grado di cominciare il reimpianto degli olivi in zona infetta con i fondi messi a disposizione dal Decreto Interministeriale. Significa, inoltre, anche continuare a perdere ulteriore reddito e lavoro in questo comparto e al suo indotto, così fortemente colpito dalla fitopatia».

«Per non parlare dell’art. 8 sulla salvaguardia degli olivi monumentali e secolari», incalza la Coldiretti pugliese, «la cui graduatoria è stata pubblicata in data 8 luglio 2021, con istruttoria sempre affidata all’ARIF, e di cui non si ha ancora nessuna notizia dello stato dell’arte delle 94 domande per 2,8milioni di euro».

«Questi ritardi sono un ulteriore messaggio negativo sulle aspettative delle imprese salentine e sono davvero ingiustificabili. Inoltre, risultano un ulteriore danno al grande lavoro che stiamo compiendo per accompagnare l’area infetta del Salento ad una rinascita e ad una ripresa sociale e produttiva», conclude il direttore Piccioni nella lettera.

5mila posti di lavoro in fumo nella filiera dell’olio

La Xylella è arrivata in Puglia portata da piante tropicali giunte dall’America latina e fino a oggi ha infettato oltre 8mila chilometri quadrati con oltre 21 milioni di ulivi colpiti, molti dei quali monumentali, frantoi svenduti a pezzi in Grecia, Marocco e Tunisia e 5mila posti di lavoro persi nella filiera dell’olio extravergine di oliva.

«Da registrare nell’intera provincia di Brindisi», aggiunge l’organizzazione agricola, «la continua avanzata della Xylella fastidiosa, con la presenza sempre più numerosa di oliveti con evidenti disseccamenti caratteristici dell’infezione dovuta al batterio. Nella parte sud del territorio provinciale tale fenomeno interessa oramai tutti gli oliveti con conseguenze anche sulla produzione ed una diminuzione del prodotto che in tali comprensori raggiunge anche il 50% rispetto alle annate precedenti».

Andate perse 3 olive su 4 in provincia di Lecce

«A causa della Xylella fastidiosa», conclude Coldiretti Puglia, «sono andate perse 3 olive su 4 in provincia di Lecce con il crollo del 70% della produzione di olio di oliva anche nell’annata 2021. Lo scenario è a tinte fosche, dove il crollo produttivo è divenuto incontrovertibile dal 2014 ad oggi».

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Appuntamenti

Usura, il cappio invisibile che soffoca le comunità

Webinar. Regione Puglia e amministrazioni comunali a confronto Lunedì 31 Gennaio 2022 dalle 18 alle 19, sulla Fan Page Facebook della Fondazione De Grisantis e in diretta streaming sulla web tv: www.radiodelcapo.it

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 Usura, il cappio invisibile che soffoca le comunità”: un incontro virtuale, organizzato dalla Fondazione De Grisantis in collaborazione con il Ministero dell’Economia e Finanze – Dipartimento del Tesoro, la Rete italiana microfinanza (RITMI) e l’European Microfinance Network (EMN).

Lunedì 31 gennaio 2022, dalle 18 alle 19, sulla Fan Page Facebook della Fondazione De Grisantis e in diretta streaming sulla web tv www.radiodelcapo.it, sarà possibile seguire il webinar coordinato dalla giornalista Luana Prontera.

Interverranno: Roberto Venneri, Segretario Generale Presidenza Giunta Regionale della Puglia; Antonio Decaro, Presidente ANCI e sindaco di Bari; Ettore Caroppo, vice presidente ANCI Puglia e sindaco di Minervino di Lecce; e Antonio Ciriolo, sindaco di Poggiardo.

L’iniziativa è la sesta di una serie di webinair, che hanno preso avvio nel maggio scorso, con lo scopo di affrontare argomenti diversi, tutti collegati al progetto “Supporto alle Vittime di Racket e Usura”, attuato dalla Fondazione Mons. Vito De Grisantis onlus e realizzato grazie al PON “Legalità” 2014 – 2020 in Puglia, Basilicata, Calabria e Campania.

Durante l’incontro i rappresentanti istituzionali illustreranno il ruolo della Regione Puglia e delle amministrazioni comunali, in prima fila per combattere l’indegno fenomeno dell’usura che, spesso senza alcuna risonanza mediatica, colpisce numerose famiglie, le quali terrorizzate preferiscono non denunciare e restare in balia dei malavitosi.

Con questo webinar, la Fondazione Mons Vito De Grisantis vuole ribadire che il contrasto all’usura non può essere confinato solo in un ambito giudiziario, ma deve essere visto come un grave fenomeno sociale, culturale ed economico, prima ancora che criminale.

Con questa iniziativa si vuole «avviare un percorso di collaborazione con le amministrazioni comunali delle regioni interessate al progetto, perché insieme si possano dare risposte efficaci a quanti oggi vivono situazioni economiche difficili e sono gravati da importanti esposizioni debitorie, affinché insieme agli Enti locali si possa attuare tutto ciò che è possibile per aiutare e accompagnare le persone in difficoltà, in un contesto dove le situazioni di disagio connesse alle difficoltà di ripresa economica e produttiva possono costituire l’humus per un’espansione di interessi illeciti e criminali e alimentare l’odioso fenomeno dell’usura».

Ricordiamo che, a Tricase, è attivo lo Sportello Anti Racket e Usura della Fondazione “Mons. Vito De Grisantis” onlus, presso il Centro Diocesano Caritas in Piazza Cappuccini, 15, (tel. 0833219049 – antiusura@fondazionedegrisantis.it – www.fondazionedegrisantis.it).

Lo sportello si avvale di un pool di esperti professionisti, per sostenere i piccoli operatori economici che vivono una condizione di particolare fragilità e vulnerabilità sociale ed economico-finanziaria, in quanto vittime o potenziali vittime dei reati di usura e di estorsione. Un’équipe, composta da psicologi, avvocati, commercialisti, esperti del settore creditizio, garantisce consulenza ed orientamento di tipo “giuridico – legale”, “commerciale aziendale e finanziario”, finalizzata al reinserimento delle vittime nel tessuto socio-economico.

La Fondazione Mons. Vito De Grisantis onlus è stata fondata nel 2011, assecondando la volontà e il sogno del compianto Vescovo dal quale prende il nome. Nella sua esperienza alla guida della Diocesi di Ugento – S. Maria di Leuca, Mons. Vito De Grisantis volle creare un fondo che diventasse di supporto per la creazione d’impresa, indirizzato sia ai giovani disoccupati, sia a coloro che avevano perso il lavoro.

Grazie al Fondo di garanzia “Progetto Tobia”, ad oggi sono state avviate 120 piccole attività imprenditoriali e sono state sostenute 56 famiglie con il microcredito sociale, grazie anche al Prestito della Speranza gestito dalla Conferenza Episcopale Italiana.

I numerosi contatti con imprese e famiglie, nel corso di questi anni, hanno fatto emergere l’urgenza di occuparsi anche delle problematiche legate alla prevenzione ed al contrasto all’usura. Dal 2018, la Fondazione è iscritta all’elenco provinciale delle associazioni e fondazioni antiusura, tenuto presso la Prefettura di Lecce, e dal 2019 gestisce il Fondo Speciale per la prevenzione dell’usura, con finanziamenti da parte del Ministero dell’Economia e Finanze e della Regione Puglia. La Fondazione sta collaborando fattivamente con la Prefettura di Lecce e con le associazioni di categoria, con i sindacati e le Forze dell’Ordine ed ha sottoscritto un Protocollo di Intesa per la prevenzione ed il contrasto dei fenomeni dell’usura e dell’estorsione in Provincia di Lecce.

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