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Cronaca

“Nessuno scambio di favori con suor Margherita”: Rollo respinge ogni addebito

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Il direttore dell’Asl di Lecce, Rodolfo Rollo, ha negato ogni addebito relativo all’inchiesta “Re Artù” che ha portato, la settimana scorsa, ad un terremoto nella sanità locale (e non solo).





Rollo nella giornata di ieri è stato ascoltato dal gip Simona Panzera, nell’interrogatorio di garanzia presso il tribunale di Lecce.





Secondo l’accusa, avrebbe ottenuto l’assunzione di suo figlio presso l’ospedale di Tricase in cambio di un “favore” dall’ASL alla medesima struttura.





Nello specifico, Rollo avrebbe concordato con la dirigente del “Panico”, suor Margherita Bramato, l’acquisizione, da parte dell’azienda sanitaria locale, delle prestazioni dialitiche della struttura “Santa Marcellina” di Castrignano del Capo, struttura di cui è proprietario proprio l’ospedale di Tricase.




In cambio, la Pia Fondazione Panico di Tricase avrebbe attivato, presso il suo nosocomio, la nuova funzione di “ingegneria clinica”, la cui direzione è stata poi affidata al familiare del dottor Rollo, con una assunzione a tempo indeterminato.





A far da tramite, sempre secondo l’accusa, l’ex senatore Totò Ruggeri, indicato dagli inquirenti come punta di diamante degli intrecci messi in risalto dall’inchiesta.





Rollo, nella giornata di ieri, ha respinto al mittente ogni addebito. Nonostante ciò, nelle ore immediatamente successive lo scoppio dello scandalo, che lo vede indagato a piede libero con l’accusa di corruzione, aveva rassegnato le dimissioni da dirigente dell’Asl di Lecce.





Tuttavia, al momento è ancora un dipendente dell’azienda sanitaria locale. Si prospetterebbe per lui la direzione di un distretto locale. Prima, però, ci sarà da attendere la pronuncia della magistratura sulla richiesta di sospensione avanzata, a suo carico, dal pm Prontera.


Cronaca

Lo spinello in strada, il resto in casa: 23enne arrestato per spaccio

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Dovrà rispondere di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, il giovane 23enne salentino che ieri è stato arrestato in flagranza di reato, a Lecce, dai Carabinieri della locale Sezione Operativa.

I militari, infatti, nel corso di uno specifico servizio finalizzato al contrasto del traffico illecito di sostanze stupefacenti, hanno proceduto al controllo del giovane che stava fumando una sigaretta artigianale meglio conosciuta come “spinello”.

Accortosi dei Carabinieri, sebbene in abiti civili, il giovane cercava inutilmente di allontanarsi. Tale atteggiamento ha attirato l’attenzione degli uomini dell’Arma che prontamente lo hanno bloccato e sottoposto ad
immediata perquisizione personale.

Le operazioni di polizia sono state successivamente estese anche all’appartamento del giovane dove, all’interno della camera da letto, occultati in alcuni sacchetti in plastica, sono stati rinvenuti circa 380 grammi di sostanza presumibilmente stupefacente del tipo “marijuana”, circa 100 grammi di altra sostanza presumibilmente del tipo “kashisb”, un bilancino di precisione e materiale vario per il confezionamento.

In un borsello in pelle, invece, è stata rinvenuta la somma di quasi 3000 euro in banconote di vario taglio. La rilevante somma di denaro nella disponibilità del giovane è stata ritenuta provento di attività illecita legata allo spaccio di stupefacenti.

Il tutto è stato sottoposto a sequestro. Al termine delle operazioni di polizia, il giovane è stato arrestato e, come disposto dal P.M. di turno presso la Procura della Repubblica di Lecce che conduce le indagini, sottoposto alla
misura cautelare personale degli arresti domiciliari.

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Cronaca

“Studia ‘Infermieristica’, ma Asl Lecce la blocca perché rifiuta 4a dose anti-Covid”

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La sua passione e il suo sogno di fare l’infermiera “professionale” potrebbero essere fermati dall’assurda richiesta di sottoporsi alla 4° dose (booster) di vaccino AntiCovid – 19.

È la storia di una studentessa d’infermieristica salentina, raccontata da Lo Sportello dei Diritti.

Una storia che parrebbe non essere caso isolato: “Nonostante la ragazza si sia sottoposta alle prime tre dosi e disponga della certificazione della carica anticorpale Sars Covid-19, che attesta la presenza di anticorpi neutralizzanti contro il famigerato virus, la giovane si sarebbe vista stoppare dal medico competente dell’ASL Lecce, rischiando di non poter continuare nel percorso di studi che l’ha vista sinora impegnata con sacrificio e dedizione”.

“Una vicenda”, continua lo Sportello dei Diritti in una nota, “che alla luce del tempo trascorso dai giorni degli obblighi vaccinali (che tante polemiche hanno destato in tutto il Paese, spaccandolo di fatto in due) dimostra che ancora non sia sopita l’esigenza da parte di un parte del mondo burocratico/sanitario, tutta ancora da dimostrare, della necessità di sottoporre ancora alcune particolari categorie ad un’ulteriore dose di vaccino anticovid, nonostante la fine accertata della pandemia dichiarata dalle autorità sanitarie non solo nazionali”.

Ecco perché, Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ritiene “utile rilanciare questo caso emblematico e chiede con voce pubblica se sia ancora realmente indispensabile ottemperare anche per gli “esposti” ad un’ulteriore dose vaccinale di un virus che ormai è sopito e non può più fare paura ad un sistema internazionale sanitario che dovrebbe aver tratto esperienza dall’ultima pandemia”.

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Cronaca

Armi, persecuzioni, evasione, furto e spaccio: sei arresti in provincia

Carabinieri in azione nelle ultime ore: il resoconto completo

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Nell’ambito del contrasto alle fenomenologie delittuose che si manifestano nel territorio
salentino, dei reati connessi al traffico di stupefacenti, contro il patrimonio e contro la
persona in genere, in ottemperanza alle determinazioni assunte in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, è stato convenuto di predisporre, in questa provincia,
mirati ed articolati servizi cd “ad alto impatto”, che hanno interessato anche il Comando Provinciale Carabinieri di Lecce in coordinamento con la Polizia di Stato.
Solo negli ultimi giorni il dispositivo straordinario di controllo ha coinvolto circa 130 Carabinieri della Benemerita delle Compagnie di Lecce, Campi Salentina, Gallipoli e Casarano, con il supporto dei colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro, del Nucleo
Antisofisticazioni e Sanità e del Nucleo Cinofili di Modugno, nonché i militari del Nucleo
Investigativo, delle Sezioni Radiomobili e Nuclei Operativi.

Eseguiti 6 arresti nei confronti di altrettanti soggetti, in particolare:
● a Sogliano Cavour è stato arrestato un 60enne per detenzione di arma clandestina e
stupefacenti ai fini di spaccio, poiché a seguito di perquisizione sono stati rinvenuti
nella sua disponibilità, ben nascosti in un magazzino a lui in uso, un fucile
modificato ad una canna, privo di matricola, materiale esplodente e 230 gr di
sostanza stupefacente tra cocaina e hashish;
● a Nardò è stato arrestato un 43enne del luogo per evasione dagli arresti domiciliari;
● ad Aradeo è stato arresto un uomo classe 87 per detenzione illecita ai fini di spaccio
di sostanze stupefacenti. Nello specifico, a seguito di perquisizione domiciliare sono
stati rinvenuti 12 gr di cocaina e 80 gr di hashish, entrambe le sostanze suddivise in
dosi nonché bilancino di precisione e materiale per il confezionamento;
● a Porto Cesareo un uomo veniva colpito da ordinanza di aggravamento della misura
cautelare emessa dal Tribunale di Lecce a seguito di reiterata condotta persecutoria
nei confronti della ex compagna.;
● a Cavallino è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del
Tribunale di Lecce su richiesta della locale Procura della Repubblica nei confronti
di un uomo per atti persecutori, minaccia e danneggiamento aggravato;
● in ultimo a Surbo, è stato eseguito nei confronti di un 40enne un ordine di
carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Lecce per furto aggravato e
ricettazione.

Serrati controlli sono stati eseguiti in tutto il Salento, dall’entroterra alle varie zone
rivierasche, ovvero sulle principali arterie in ingresso e in uscita dei centri abitati.
Nel corso delle attività di polizia sono stati controllati 548 veicoli e oltre 750 persone di
cui 79 quelle già sottoposte a misure limitative della libertà personale.


5 invece sono i soggetti segnalati alla competente autorità giudiziaria di cui 1 per guida in stato di ebrezza legata all’uso di alcool poichè sorpreso alla guida del veicolo con tasso alcolemico superiore all’1.50 g/l, 1 per guida senza patente perché sospesa, 1 per
inosservanza alle prescrizioni relative agli obblighi degli arresti domiciliari ed infine 2 per violazioni in materia di sicurezza sul lavoro.
Ulteriori 5 soggetti sono stati infine segnalati alla Prefettura del capoluogo salentino, quali
assuntori di sostanze stupefacenti.
Considerevole è stato anche il numero delle contravvenzioni per accertate violazioni al
Codice della Strada; oltre 50 le contestazioni elevate di cui 29 per il mancato uso delle
cinture di sicurezza.

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