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Cronaca

“Nessuno scambio di favori con suor Margherita”: Rollo respinge ogni addebito

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Il direttore dell’Asl di Lecce, Rodolfo Rollo, ha negato ogni addebito relativo all’inchiesta “Re Artù” che ha portato, la settimana scorsa, ad un terremoto nella sanità locale (e non solo).





Rollo nella giornata di ieri è stato ascoltato dal gip Simona Panzera, nell’interrogatorio di garanzia presso il tribunale di Lecce.





Secondo l’accusa, avrebbe ottenuto l’assunzione di suo figlio presso l’ospedale di Tricase in cambio di un “favore” dall’ASL alla medesima struttura.





Nello specifico, Rollo avrebbe concordato con la dirigente del “Panico”, suor Margherita Bramato, l’acquisizione, da parte dell’azienda sanitaria locale, delle prestazioni dialitiche della struttura “Santa Marcellina” di Castrignano del Capo, struttura di cui è proprietario proprio l’ospedale di Tricase.




In cambio, la Pia Fondazione Panico di Tricase avrebbe attivato, presso il suo nosocomio, la nuova funzione di “ingegneria clinica”, la cui direzione è stata poi affidata al familiare del dottor Rollo, con una assunzione a tempo indeterminato.





A far da tramite, sempre secondo l’accusa, l’ex senatore Totò Ruggeri, indicato dagli inquirenti come punta di diamante degli intrecci messi in risalto dall’inchiesta.





Rollo, nella giornata di ieri, ha respinto al mittente ogni addebito. Nonostante ciò, nelle ore immediatamente successive lo scoppio dello scandalo, che lo vede indagato a piede libero con l’accusa di corruzione, aveva rassegnato le dimissioni da dirigente dell’Asl di Lecce.





Tuttavia, al momento è ancora un dipendente dell’azienda sanitaria locale. Si prospetterebbe per lui la direzione di un distretto locale. Prima, però, ci sarà da attendere la pronuncia della magistratura sulla richiesta di sospensione avanzata, a suo carico, dal pm Prontera.


Cronaca

Autovelox, nuova stretta: senza omologazione multe illegittime

Sul fronte penale resta alta l’attenzione anche sugli autovelox installati e noleggiati agli enti locali come “omologati” ma in realtà soltanto “approvati”…

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Stop all’uso indiscriminato degli apparecchi solo approvati

Nuovo intervento della Corte di Cassazione sul tema autovelox e sanzioni per eccesso di velocità. Con l’ordinanza n. 8797 dell’8 aprile 2026, la Suprema Corte ha ribadito un principio già espresso in precedenti pronunce: senza regolare omologazione dell’apparecchio, il verbale di multa è illegittimo.

A sottolinearlo è l’avvocato Alfredo Matranga, che evidenzia come la decisione confermi la distinzione tra “approvazione” e “omologazione”, due procedure tecniche e giuridiche non sovrapponibili.

Circolari ministeriali non valgono come legge

Uno degli aspetti più rilevanti della nuova ordinanza riguarda il valore delle circolari o dei pareri del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Secondo la Cassazione, tali atti amministrativi non possono derogare alla legge né sostituirsi al dettato normativo previsto dall’articolo 142, comma 6, del Codice della Strada.

In sostanza, per i giudici, soltanto apparecchiature debitamente omologate possono costituire fonte di prova valida per accertare il superamento dei limiti di velocità.

La differenza tra approvazione e omologazione

La Corte distingue chiaramente le due procedure:

  • Approvazione: fase preliminare e propedeutica;
  • Omologazione: procedura tecnica più rigorosa che verifica precisione, funzionalità e conformità del prototipo, autorizzandone la produzione in serie.

Secondo i giudici, si tratta quindi di passaggi diversi e non equivalenti.

Possibili sequestri preventivi

Sul fronte penale resta alta l’attenzione anche sugli autovelox installati e noleggiati agli enti locali come “omologati” ma in realtà soltanto “approvati”.

Secondo quanto richiamato da Giovanni D’Agata, in tali casi potrebbe configurarsi il sequestro preventivo dei dispositivi, ipotizzando reati quali frode nelle pubbliche forniture e falso per induzione.

Effetti sui ricorsi

La pronuncia potrebbe rafforzare la posizione degli automobilisti che intendano contestare multe elevate tramite dispositivi privi di omologazione formale. In sede di opposizione, spetterebbe infatti all’amministrazione dimostrare non solo la taratura periodica, ma anche la regolare omologazione iniziale dello strumento.

Sicurezza stradale e garanzie

La decisione riaccende il dibattito tra esigenze di sicurezza stradale e tutela dei diritti dei cittadini. Da un lato il controllo della velocità resta essenziale per prevenire incidenti; dall’altro, la Cassazione richiama la necessità che gli accertamenti avvengano con strumenti pienamente conformi alla legge e tecnicamente affidabili.

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Cronaca

Tentato furto in Tribunale, arrestato 49enne

I Carabinieri impegnati nei consueti servizi di vigilanza e controllo all’interno della struttura giudiziaria, hanno notato….

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Tempestivo intervento dei Carabinieri all’interno degli uffici del Tribunale Civile di Lecce, dove un uomo di 49 anni è stato arrestato con l’accusa di evasione e tentato furto aggravato.

I Carabinieri impegnati nei consueti servizi di vigilanza e controllo all’interno della struttura giudiziaria, hanno notato il comportamento sospetto dell’uomo, originario del posto e già noto alle forze dell’ordine, mentre si aggirava nei corridoi degli uffici.

Sorpreso mentre rovistava nella borsa di una funzionaria

Secondo quanto ricostruito, il 49enne sarebbe stato sorpreso in flagranza mentre rovistava nella borsa personale di una funzionaria del Tribunale. L’immediato intervento dei militari ha consentito di bloccarlo prima che riuscisse a portare a termine il furto.

Dagli accertamenti successivi è inoltre emerso che l’uomo era sottoposto a una misura restrittiva con divieto di allontanamento dal proprio domicilio.

Dopo l’arresto, su disposizione del Pubblico Ministero di turno della Procura di Lecce, l’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

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Casarano

Scuola, cambiano i dati sulla dispersione scolastica

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Il ministro Valditara commenta i nuovi dati ISTAT sugli abbandoni scolastici

“La rilevazione ISTAT appena pubblicata sulla dispersione scolastica in Italia restituisce un quadro estremamente positivo sui progressi fatti nel nostro Paese dal 2022 a oggi.

In base ai dati ISTAT, la dispersione scolastica in Italia nel 2025 ha registrato l’8,2% (6,7% considerando soltanto gli studenti con cittadinanza italiana), un dato eccezionale che certifica un notevole miglioramento del trend: l’Italia, con ben 5 anni di anticipo, ha già superato l’obiettivo del 9% fissato da Unione Europea nell’Agenda 2030.

Nel 2020 il nostro Paese mancò l’obiettivo UE, fissato al 10%, registrando una dispersione scolastica del 14,2%, lontana oltre 4 punti percentuali rispetto al traguardo stabilito.

Il trend dal 2022 al 2025

I numeri sono eloquenti: partendo da un 11,5% nel 2022, la politica scolastica dell’attuale  Governo ha conseguito il 10,5% nel 2023, il 9,8% nel 2024 per arrivare al dato attuale dell’8,2%, che vede l’Italia in controtendenza positiva rispetto ad altri Paesi.

Ricordiamo che nel 2024 la Germania aveva un tasso di dispersione pari al 12,9% e Paesi come Estonia, nel 2024, all’11%, Danimarca al 10,4%, Finlandia al 9,6%, negli ultimi anni hanno registrato un trend negativo con un aumento della dispersione scolastica.

Focus Campania

Vi è ancora un problema di dispersione legato invece agli studenti di cittadinanza straniera, che registrano nel 2025 il 26,2% di abbandoni: nell’anno scolastico 2024/2025 sono stati recuperati circa 8.000 studenti che avevano abbandonato la scuola. In generale, i dati degli studenti di cittadinanza italiana si collocano tra le migliori performance in Europa.

Il nodo degli studenti stranieri

Vi è ancora un problema di dispersione legato invece agli studenti di cittadinanza straniera, che registrano nel 2025 il 26,2% di abbandoni: tuttavia, rispetto al 2022 – quando il dato era del 30,1% – abbiamo ottenuto una netta progressione anche in questo ambito.

La ancora alta percentuale di dispersione fra i giovani stranieri dimostra la necessità delle misure che abbiamo avviato in questo anno scolastico per potenziare l’insegnamento della lingua italiana con un investimento di oltre 13 milioni di euro e con la specializzazione di 1.000 docenti destinati a insegnare l’italiano agli studenti appena arrivati nel nostro Paese.

Il richiamo OCSE

Questi dati notevolmente positivi si accompagnano anche al riconoscimento della riforma italiana del “4+2” contenuto nel recente rapporto OCSE (“Fondamenti della crescita e della competitività 2026”): “La formazione tecnica e professionale è stata oggetto di riforma per meglio rispondere alle esigenze del mondo del lavoro”.

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