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Casarano

Non aprite quella finestra!

Casarano di notte: forse plastica, forse rifiuti, o la cattiva abitudine di bruciare i rimasugli delle lavorazioni agricole o forse…

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È un fantastico ottobre che ha le temperature della primavera piuttosto che autunnali e, complice anche la diminuzione delle zanzare, sarebbe bello poter passare le serate lasciando spalancate le finestre.


Sarebbe. Il condizionale è d’obbligo perché spesso le sere e le notti casaranesi sono caratterizzate da un intenso odore forte e spesso nauseante che gratta in gola e fa star male.


Forse plastica, forse rifiuti, forse la cattiva (ed antica) abitudine di bruciare i rimasugli delle lavorazioni agricole o forse… di tutto un po’! Qualunque cosa sia, stiamo parlando di un vero e proprio tormento per coloro che vivono soprattutto nella zona nord di Casarano.


In verità basta fare un giro su internet per capire che quella appena esposta non è una questione prettamente casaranese ma altri casi simili si sono già verificati a Copertino e a Leverano, tanto da indurre i rispettivi sindaci a sporgere denuncia contro ignoti per far sì che le Forze dell’ordine possano avviare formale indagine.


In realtà non è nemmeno facile intuire cosa a Casarano possa accadere perché, a differenza di quel che accade in quella zona della Campania, che un tempo era conosciuta come “terra di lavoro” e che oggi invece, anche all’estero, viene riconosciuta come “terra dei fuochi”, da noi non ci sono cumuli di spazzatura non raccolta a cui la malavita possa dare fuoco.


Così come, l’indomani mattina, non si ha notizia di ritrovamenti di tracce corpose dei falò notturni.

Nel frattempo, però, soprattutto sulle bacheche di Facebook, si rincorrono le denunce degli odori nauseabondi che costringono a chiudere le finestre. Le forze dell’ordine hanno già intensificato i controlli per individuare la causa e soprattutto gli eventuali artefici ma è un po’ come beccare il numero esatto alla roulette perché appiccare il fuoco è non attimo e poi, in assenza di una formale denuncia (in grado di dare avvio ad indagini strutturate), si può solo sperare nella flagranza del reato.


A questo punto appare ovvio come siano due le cose da mettere in pratica e che da più parti vengono sollecitate: chiedere al sindaco (responsabile principale della salute pubblica dei propri cittadini) di sporgere una denuncia contro ignoti e poi (anzi, principalmente) vigilare!


Ognuno di noi, tanto di notte quanto di giorno deve segnalare subito ai carabinieri ogni attività sospetta di piromani che, oltre che essere dei criminali che attentano alla salute pubblica, sono anche degli imbecilli che respirano la stessa aria che inquinano. Attiviamoci affinché si possano aprire serenamente le finestre e difendiamo il nostro diritto di respirare.


Antonio Memmi


Casarano

Tutti negativi i tamponi sui carabinieri entrati in contatto col sottufficiale positivo

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Sospiro di sollievo per i carabinieri entrati in contatto con il sottufficiale di Casarano positivo al Covid.





Secondo quanto riportato da Corriere Salentino tutti i tamponi effettuati a coloro che han preso parte all’incontro della Compagnia di Casarano dello scorso 10 settembre, sono risultati positivi.




Il carabiniere col Covid era invece stato contagiato ad un matrimonio di un collega cui aveva preso parte in Calabria.


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Casarano

Sottufficiale di Casarano positivo al Covid: tamponi a tutti i carabinieri entrati in contatto

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Positivo al Covid un sottoufficiale della Compagnia di Casarano che aveva partecipato, giorni fa, ad una cerimonia in Calabria.

Come riporta Telerama, è in isolamento, in buone condizioni di salute.





Appreisone per i contatti in caserma: avrebbe infatti partecipato ad un incontro con tutti i comandanti delle stazioni della Compagnia casaranese.




Il comando provinciale di Lecce ha disposto tamponi su tutti i militari di Casarano e sui comandanti delle stazioni limitrofe che hanno presenziato al suddetto incontro.


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Attualità

Feste patronali: “Un fondo per le misure anti Covid-19 è un segnale per la ripresa”

Pendinelli: “Dalla proposta di legge per salvare le feste patronali dal Salento al Gargano, agli incontri con le associazioni di categoria…”

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Il fondo stanziato nella seduta odierna della Giunta regionale pugliese a sostegno dell’organizzazione in sicurezza delle feste patronali, rappresenta un primo passo per la ripresa di uno dei comparti più significativi della Puglia delle tradizioni”. Lo afferma il consigliere regionale Mario Pendinelli, commentando la delibera approvata oggi dalla Giunta con la quale viene messo a disposizione dei Comuni interessati un contributo per affrontare i costi legati alle misure di sicurezza da attuare per fronteggiare l’emergenza Covid-19.

Ringrazio il Presidente Emiliano per il riconoscimento del lavoro realizzato sino a oggi, ma soprattutto per l’attenzione riservata alle feste patronali e alla loro futura programmazione in sicurezza. Dalla proposta di legge per salvare le feste patronali dal Salento al Gargano, agli incontri con le associazioni di categoria e con i rappresentanti dei diversi settori economici interessati, nei mesi scorsi abbiamo seguito da vicino il destino incerto di uno dei tratti identitari del nostro territorio, cercando soluzioni concrete a sostegno di quanti permettono di realizzare, direttamente o indirettamente, le feste pugliesi. Il contributo stanziato – conclude Pendinelli – rappresenta quindi un segnale per tutti gli operatori dell’indotto – dalle luminarie ai concerti bandistici, dalle ditte pirotecniche ai commercianti, dagli organizzatori dei concerti musicali alle ditte di servizi, dai luna park ai comitati dei volontari che con passione e spirito di servizio contribuiscono all’organizzazione delle feste – che possono guardare al futuro con maggiore serenità”.

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