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Cronaca

Non rispettava i domiciliari e coltivava marijuana: 33enne condotto in carcere

Su indicazione dei carabinieri, la Procura ha emesso una sostituzione della misura cautelare per un uomo di Nardò

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Nonostante fosse ristretto ai domiciliari e fosse a conoscenza dell’attenzione su di sé dei carabinieri, custodiva in casa dello stupefacente e, sovente, si allontanava dalla sua abitazione.





I militari di Nardò, col supporto dei colleghi di Novoli, hanno trasferito in carcere un uomo di 33 anni di Nardò su disposizione dell’autorità giudiziaria. La Procura, infatti, proprio su indicazione dei carabinieri, ha fatto scattare un’ordinanza di misura cautelare sostitutiva della precedente e da effettuarsi in carcere.




Durante la perquisizione domiciliare effettuata in questo contesto, i carabinieri hanno riscontrato che in casa il 33enne custodiva 15 piante di marijuana in ottimo stato vegetativo ed in fase di fioritura, nonché del fertilizzante e del materiale atto alla coltivazione dello stupefacente. Archiviati quindi i domiciliari, si sono aperte per il 33enne le porte del carcere.


Cronaca

Ritrovato sloveno scomparso, era ad Otranto

Individuato grazie alla videocamera del bancomat. Rra in uno stato di semi coscienza e si rifiutava di parlare sia con gli operatori che con il personale sanitario del 118 intervenuto sul posto. Ora è ricoverato in osservazione all’ospedale di Scorrano

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Il 12 settembre scorso, la famiglia di un cittadino sloveno di 43 anni ne aveva  denunciato la scomparsa dando l’input per l’attivazione delle ricerche anche grazie al Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia.

Della sua scomparsa si è anche interessato anche il noto programma televisivo “Chi l’ha visto?”.

Poiché, in sede di denuncia, la famiglia aveva riferito alla polizia slovena di aver tenuto contatti telefonici con lo scomparso fino al 30 agosto, quest’ultima, ha accertato che detti contatti agganciavano le celle telefoniche di Taranto, dove la persona scomparsa aveva riferito di doversi recare per lavoro.

È stata così allertata la Squadra Mobile jonica che ha avviato un’attività di indagine ed appurato che il segnale del telefono dell’uomo dava riscontro sino all’ 8 settembre.

Inoltre, il successivo 23 settembre 2023, gli agenti della Squadra Mobile di Taranto hanno registrato un pagamento con la carta di credito dello sloveno ad Otranto, presso un discount.

È stato quindi interessato anche il Commissariato di Otranto, i cui poliziotti hanno intrapreso le indagini.

Le registrazioni del sistema di sorveglianza nel giorno 23 settembre non davano alcun riscontro della presenza della persona con le caratteristiche indicate.

Da successivi accertamenti presso l’istituto bancario che ha rilevato la transazione, i poliziotti hanno verificato come la stessa, in realtà, fosse stata effettuata il giorno precedente e con valuta del giorno successivo.

Effettivamente, visionando le riprese relative al giorno 22 settembre, hanno individuato la persona scomparsa.

Allertate le volanti del Commissariato di Otranto questa hanno rintracciato il furgone con lo straniero a bordo, il quale, alla vista dei poliziotti, si è barricato all’interno.

I poliziotti, dopo più di due ore di tentativi di mediazione, per il timore che potesse commettere gesti autolesionistici, hanno forzato l’entrata del veicolo rinvenendo i documenti che confermavano l’identità della persona rintracciata.
L’uomo era in uno stato di semi coscienza e si rifiutava di parlare sia con gli operatori che con il personale sanitario del 118 intervenuto sul posto.

A quel punto è stato accompagnato presso l’ospedale di Scorrano dove ora è ricoverato in osservazione.

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Cronaca

Picchiava la madre, 43enne fermato dalla polizia

Galatinese dovrà rispondere del reato di maltrattamenti in famiglia. Al culmine di un litigio, aveva ripetutamente colpito loa madre alla testa e al fianco provocandole lesioni

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Gli agenti del Commissariato di Polizia di Galatina ha arrestato, in flagranza del reato di maltrattamenti contro la madre, un 43enne.

La donna in passato aveva richiesto l’intervento di una pattuglia della Polizia di Stato poiché il figlio, al culmine di un litigio, l’aveva ripetutamente colpita alla testa e al fianco provocandole lesioni.

Lo stesso giorno, dopo le prime cure, la malcapitata ha sporto denuncia/querela presso il Commissariato di Galatina, descrivendo dettagliatamente l’evento ultimo che l’aveva vista vittima di violenze da parte del figlio, aggiungendo che lo stesso, in passato, si era reso già responsabile di numerosi atti di violenza verbale e in più occasioni aveva sfogato la propria ira rompendo suppellettili e arredi dell’abitazione della madre.

Per timore di ulteriori atti di violenza da parte del figlio, la signora aveva deciso di trasferirsi momentaneamente in altro luogo più sicuro e sconosciuto al figlio.

In più le Volanti hanno effettuato interventi presso l’abitazione della vittima a causa di problemi causati dal figlio.

Dopo circa un mese dalla denuncia, la vittima, fortemente preoccupata ed impaurita, ha integrato la denuncia riferendo che il figlio, che dal giorno seguente la presentazione della denuncia si era allontanato da Galatina, l’aveva chiamata più volte e, con tono minaccioso, le aveva riferito che stava per rientrare a Galatina con l’intenzione di dare fuoco alla sua autovettura e spaccare tutto quanto era in casa.

Il giorno dell’arresto, gli agenti, intervenuti dopo pochi minuti dalla segnalazione, hanno constatato come l’uomo si fosse introdotto nell’abitazione della madre forzando la porta di accesso e danneggiandola.

L’uomo sorpreso dagli agenti non ha fornito una valida motivazione sull’accesso abusivo all’abitazione, e non potendo escludere che lo stesso potesse attuare il suo disegno criminoso, è stato ritenuto responsabile del reato continuato di maltrattamenti e pertanto tratto in arresto.

Il 43enne è ritenuto persona di alta pericolosità sociale e dall’attitudine criminale, considerate le sue reiterate condotte violente e irrispettose della legge, tanto che è stata richiesta ed ottenuta l’emissione, a suo carico, della misura di prevenzione personale dell’avviso orale (è il provvedimento con il quale il Questore avvisa oralmente il soggetto, ritenuto socialmente pericoloso, che esistono indizi a suo carico, invitandolo a mantenere una condotta conforme alla legge).

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Cronaca

Vasto incendio a Santa Cesarea

La zona interessata è quella intorno al Malè e alla Cala dei Balcani: le fiamme avrebbero intaccato la vicina pineta

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Siamo in pieno autunno ma è tutt’altro che terminata la stagione degli incendi.

Triste teatro del nuovo evento ancora una volta Santa Cesarea Terme.

La zona interessata è quella intorno alla nota discoteca Malè (ingenti i danni) e alla Cala dei Balcani: le fiamme avrebbero intaccato la vicina pineta.

Complici le temperature ancora alte e il vento asciutto di tramontana il fuoco si è alimentato interessando una vasta zona.

Sul posto insieme ai vigili del fuoco, che sono al lavoro per domare l’incendio, anche un’autoambulanza del 118.

In queste ore pare si stia provvedendo ad evacuare alcune strutture e abitazioni.

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