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Casarano

Prova a forzare distributori automatici, fallisce e ruba una pianta

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Nella giornata di ieri, gli agenti in servizio presso il Commissariato di Galatina, hanno denunciato, a piede libero, un 38enne di Casarano, responsabile del reato di furto e danneggiamento aggravato.

I fatti riportati dalla polizia raccontano che la notte del 28 marzo scorso, una volante del Commissariato di Galatina, nel corso di un servizio di controllo del territorio, transitando in via Principe di Piemonte, notava all’interno di un locale ove sono ubicati i distributori automatici di generi alimentari, una fioriera piena di terra e pietre per terra. Fioriera che era stata palesemente usata allo scopo di forzare i distributori automatici, che risultavano danneggiati. Considerato che vi era la presenza di un sistema di videosorveglianza, venivano acquisite le relative immagini. Nella stessa zona del danneggiamento, il giorno seguente, veniva denunciato il furto di una pianta da un esercizio commerciale.
Dall’esame delle immagini, nell’orario compreso tra le ore 22:00 e le ore 22:30 del 28.3.21, si notava una persona di sesso maschile che, sebbene indossante un casco ed una mascherina sanitaria, veniva riconosciuta. Alle 22:06 entrava all’interno dell’H24 cercando di forzare con alcuni arnesi atti allo scasso i distributori automatici siti all’interno dell’esercizio, senza riuscire a portare a compimento l’azione, ma provocando un danno successivamente accertato per circa 700 euro.
L’azione del 38enne durava sino alle ore 22:28, dopodiché l’uomo, uscito dall’H24, sradicava una pianta dal vaso posto all’ingresso del negozio d’abbigliamento vicino, caricandola su di uno scooter con il quale alle ore 22:30 andava via.
Alla luce di quanto accertato, veniva indagato in stato di libertà per furto e danneggiamento aggravato.

Alessano

Artigianato tipico e imprese turistiche: contributi a fondo perduto

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Artigianato tipico e imprese turistiche: contributi a fondo perduto

 

Gal Capo di Leuca: ripubblicati i bandi a sostegno degli investimenti per la valorizzazione delle produzioni dell’artigianato e della gastronomia locali. Domande da inviare entro il 15 novembre 2021

 

Il Gruppo d’Azione Locale “Capo di Leuca” informa che, nell’ambito del PSR PUGLIA 2014 – 2020 Piano di Azione Locale “il Capo di Leuca e le Serre Salentine” – Misura 19 “Sostegno allo Sviluppo Locale Strategia di Tipo Partecipativo” – Sottomisura 19.2 ” Sostegno all’esecuzione nell’ambito degli interventi della strategia“, che sul BURP n. 119 del 16 Settembre 2021 sono stati pubblicati i bandi: Intervento 4.1 “Valorizzazioni delle produzioni tipiche locali” e Intervento 4.2 “Servizi al turismo rurale”.

L’intervento 4.1 “Valorizzazioni delle produzioni tipiche locali” sostiene gli investimenti per la valorizzazione delle produzioni dell’artigianato e della gastronomia locali. La finalità è di favorire la creazione di nuove attività e servizi nei centri urbani e nelle campagne, contrastando l’abbandono del territorio.

L’intervento 4.2 “Servizi al turismo rurale” sostiene gli investimenti per migliorare la qualità della ricettività in un contesto di paesaggio urbano e rurale riqualificato, con attività e servizi di carattere innovativo.

Possono essere beneficiari dei contributi le microimprese ai sensi della Raccomandazione della Commissione n. 2003/361/Ce del 6.5.2003, iscritte alla Camera di Commercio, Industria ed Artigianato ed Agricoltura con sede legale ed operativa nel territorio del GAL, e che svolgano la loro attività nei settori oggetto di sostegno con i codici ATECO indicati nell’Allegato A, parte integrante di ciascuno dei due bandi pubblici, e con esclusione delle aziende agricole solo per l’Intervento 4.1.

La microimpresa dovrà avere sede legale ed operativa nel territorio del GAL “Capo di Leuca”: Alessano, Alliste, Casarano, Castrignano del Capo, Corsano, Gagliano del Capo, Matino, Melissano, Miggiano, Montesano Salentino, Morciano di Leuca, Patù, Presicce-Acquarica, Racale, Ruffano, Salve, Specchia, Taurisano, Taviano, Tiggiano, Tricase e Ugento.

Per l’intervento 4.1“Valorizzazioni delle produzioni tipiche locali” saranno ritenuti ammissibili investimenti per le tipologie di attività: artigianato tradizionale legato alle tipicità locali, per esempio: ceramica, ferro battuto, legno d’ulivo, giunco, pietra leccese, cartapesta, oggettistica, tessitura, ecc..; attività artigianali nei settori della trasformazione alimentare, liquoreria, pasticceria, prodotti da forno, pasta fresca, ecc.., con particolare riguardo ai prodotti compresi nella XVIII revisione dell’Elenco delle produzioni tipiche locali pubblicato dal MIPAAFT e con esclusione dei prodotti compresi nell’Allegato I del T.F.U.E.; ristorazione tipica e da asporto, friggitorie, utilizzando prodotti agricoli e agroalimentari tipici del territorio; commercio, riguardante le produzioni tradizionali e tipiche del territorio di riferimento, compreso anche il commercio “elettronico”.

Per l’intervento 4.2 “Servizi al turismo rurale” sono ritenuti ammissibili investimenti le seguenti attività: agenzia di servizi al turismo/punti di accoglienza turistica; potenziamento del comparto outdoor, esempio: cicloturismo, turismo equestre, trekking, aree giochi, spazi per il tiro con l’arco, punti di rifornimento e di assistenza; realizzazione di servizi direttamente connessi al turismo per famiglie, scuole e gruppi organizzati; realizzazione e potenziamento dei servizi che favoriscano l’avvicinamento del turista ai prodotti tipici del territorio (laboratori di degustazione legati all’utilizzo dei prodotti tipici locali, circuiti enogastronomici, ecc.); servizi turistico-culturali e servizi connessi al turismo rurale relativi alla realizzazione di esperienze legate alle pratiche agricole tradizionali; servizi per il benessere, fitness, percorsi vita, percorsi sensoriali; punti di osservazione del paesaggio e della fauna; servizi per il benessere degli animali.

Per entrambi i bandi saranno ammissibili le seguenti spese: ammodernamento ed adeguamento funzionale di immobili/locali preesistenti destinati allo svolgimento delle attività di impresa, ivi compresi modesti ampliamenti limitati a vani tecnici e servizi nel rispetto degli strumenti urbanistici vigenti; sistemazione di spazi esterni di pertinenza degli edifici se direttamente collegati e funzionali alle attività; acquisto attrezzature, strumenti, arredi ed impianti, funzionali all’intervento; l’acquisto di hardware, software e sviluppo di programmi informatici e costi per la realizzazione e l’aggiornamento di siti internet, con l’esclusione dei costi di gestione; le spese generali, compresi onorari di consulenti e professionisti, nel limite massimo del 12% degli investimenti previsti dal bando, ad esclusione degli “investimenti immateriali”. Solo per l’intervento 4.1, saranno ammissibili le spese: acquisto di vetrine mobili, rimorchi o carrelli autonegozio trainabili, carretti a pedali o elettrici e piccoli mezzi di locomozione motorizzati, esclusivamente utilizzati per la promozione e commercializzazione dei prodotti artigianali e per la degustazione delle produzioni agroalimentari. Solo per l’intervento 4.2 saranno ammissibili le spese per l’acquisto di piccoli mezzi di locomozione ecosostenibili, per favorire la fruibilità del territorio via terra e via mare, con le caratteristiche indicate nell’apposito Bando.

Per tutti gli investimenti ammissibili al sostegno previsti nei due interventi, l’aiuto sarà concesso nella forma di contributo a fondo perduto pari al 50% della spesa ammessa ai benefici. Il limite massimo ammissibile agli aiuti (contributo pubblico insieme a cofinanziamento privato) per intervento, non potrà essere superiore a 70mila euro.

Per ogni altra informazione farà fede il testo dei due bandi. Le domande di sostegno, con procedura dematerializzata utilizzando l’apposito portale SIAN – Sistema Informativo Agricolo Nazionale, dovranno essere inviate esclusivamente entro e non oltre il 15 novembre 2021.

La versione integrale del bando è disponibile sul sito internet del Gal Capo di Leuca.

Lo staff del GAL “Capo di Leuca” è a disposizione per maggiori e dettagliate informazioni sui due bandi, tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle ore 9,30 alle ore 13.

A fini precauzionali e per di evitare assembramenti, coerentemente con le disposizioni emanate con i vari DPCM adottati per il contenimento dell’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Coronavirus, l’accesso agli uffici sarà possibile solo previo appuntamento concordato anticipatamente.

E-mail: gal@galcapodileuca.it

Tel. 0833/542342.

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Appuntamenti

Giornate Europee del Patrimonio: la voglia di Casarano

La città partecipa con una serie di iniziative che avranno il proprio centro di gravità nella chiesa di Santa Maria della Croce in Casaranello (l’occasione apertura straordinaria dal 24 al 28 settembre)

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Un bicchiere di cultura per provare a placare la sete di Casarano. Con una similitudine potremmo infatti paragonare questa città a quei territori texani desolati e desertici e caratterizzati dal suolo pieno di crepe, dove, anche un solo bicchiere di… cultura, diviene preziosissimo. L’occasione è fornita dalle “Giornate Europee del Patrimonio 2021”, la più estesa e partecipata manifestazione culturale d’Europa: visite guidate, aperture straordinarie ed iniziative digitali, caratterizzano l’intero weekend di centinaia di luoghi in Europa.

In questo affascinante ed entusiasmante contesto, Casarano partecipa con una serie di iniziative che hanno il proprio centro di gravità nella chiesa di Santa Maria della Croce in Casaranello (che per l’occasione ha previsto un’apertura straordinaria dal 24 al 28 settembre).

Negli appuntamenti casaranesi, già purtroppo sold out da settimane, a conferma di quanto sia concreta e percepita la sete di appuntamenti come questi, venerdì 24 settembre avrà luogo la presentazione del libro di Cristina Martinelli: “Il Pitagorismo di S.M. della Croce”, moderato dal giornalista e filosofo Alberto Nutricati e con la presenza del sociologo Roberto Muci e dello storico dell’arte Giovanni Giangreco.

Domenica 26 verrà inaugurata la mostra d’arte del maestro Marcello Malandugno dal titolo “Umane sacralità”. La mostra (comunque visitabile già a partire dal 24 settembre), verrà presentata da due critici d’arte di primo piano come Cinzia De Rocco e Paolo Marzano e dal iconologo Francesco Danieli.

A chiudere il trittico di eventi, la performance artistica dal titolo “Il Santo” di Fabrizio Manco su musiche del duo Euterpe: Elisa Buffelli al flauto traverso e Federica Cataldi all’arpa.

«È bello ed è quasi commovente ricominciare ad occuparsi di eventi e di arte dopo i periodi bui di questa pandemia», ha dichiarato a “il Gallo” Cinzia De Rocco, una delle curatrici dell’intera manifestazione ed in maniera particolare, della mostra dell’artista Malandugno, «il riscontro pressoché immediato da parte del pubblico ci ha già ripagato dell’impegno profuso sino ad ora e siamo davvero mortificati di esser stati costretti a rifiutare le prenotazioni di tantissima gente che avrebbe voluto partecipare».

«L’auspicio, per gli eventi e le manifestazioni future», conclude De Rocco, «è che la cultura possa rimanere sempre estranea agli schieramenti politici; che possa sempre conservare quella trasversalità che è una delle caratteristiche fondamentali e rimanere patrimonio davvero di tutti».

Gli eventi, organizzati con la partecipazione dell’Associazione Archeo Casarano, dell’Associazione Casaranello e Presìdi del Libro e ufficializzati sul sito del Ministero dei Beni Culturali, hanno avuto il patrocinio della Città di Casarano e rispetteranno tutte le normative in materia di prevenzione della diffusione del virus Covid-19.

Antonio Memmi

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Attualità

TIM, una telefonata allunga la vita. Corre sul filo il disservizio

Il telefono, la tua voce o la tua croce? Un disservizio raccontato passo passo, durato 15 giorni fra telefonate, sms, attese al telefono…

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Premetto che in casa internet serve come il pane: 2 studenti Uni in periodo esami, due che lavorano in smart working. 

Detto questo: un forte temporale, il 24 agosto 2021, ha colpito e messo fuori uso i modem di diverse abitazioni della mia zona, compreso il mio della TIM. 

Segnatevi questa data,  da quel giorno inizia il gioco dell’oca. 

Chiamo il 187 (com’era il claim di anni fa? una telefonata allunga la vita, e la perdita di tempo, aggiungo io), faccio presente del problema e ricevo il primo messaggio SMS (che conservo) “prevediamo la risoluzione del disservizio entro il 27-08-2021”. 

A seguire:Stiamo lavorando alla tua segnalazione sarai contattato dalla nostra assistenza”. 

E ancora:Confermiamo l’apertura della segnalazione 0065888636,  proveremo a contattarti il 2021-08–26 12:30:00”. Nessuna chiamata! Passa quell’ora e tramonta la speranza di risolvere in tempi brevi.. Trascorre anche il 27 agosto e muore la vana speranza; il 28 richiamo, perdita di tempo stimata 2 ore ca, e ricevo un altro sms: “Ci scusiamo per il protrarsi del disservizio causato da problematiche complesse e ti confermiamo massimo impegno per la risoluzione…“.

Siamo al 30 agosto altra telefonata, altro giro, altra corsa, altro msg: “Abbiamo provveduto ad inoltrare ai nostri tecnici il tuo sollecito per velocizzare la risoluzione(?)“. Nulla neanche quel giorno.

Mercoledì 1° settembre, dopo una settimana senza internet assillo ancora il 187, altro sollecito, altro sms, ore 12,51: “Abbiamo provveduto ad inviare ai nostri tecnici…“.

Nel primo pomeriggio della stessa giornata, senza avviso, arriva in casa un tecnico e mi spiega che il ritardo è dovuto al fatto che sia in ferie la maggior parte dei tecnici, che lui è venuto da Gallipoli (55 km da casa mia), che vista l’insistenza e la delicatezza del mio problema (2 figli all’Uni e lo smart working)… ecc. ecc.,  mi conferma che il modem è da cambiare.

Lui non può farlo, mi apre un ticket per modem guasto, io dovrò solo chiamare il 187 per farmi rilasciare un codice, con quel numero vado in un negozio TIM e risolvo il problema. 

Grazie, rispondo. Tempi? 24 ore (era mercoledì 1 settembre 21).

Alle 16,32 mi arriva un messaggio, che mi avvisa:Abbiamo risolto il disservizio relativo alla tua linea ecc.”.

Gioco dell’oca, tiro i dadi e ritento con gli sgarbati del 187, spiego del tecnico, del guasto, del numerino per il cambio modem, ecc..

Mi risponde una signora saccente che non funziona così, che  mi deve rimandare un tecnico per verificare che il modem non funzioni, ecc. ecc..

Basito le ribadisco che il tecnico è già stato a casa e che mi ha suggerito quello che ho scritto.

Per tutta risposta mi chiude il telefono in faccia (!) e riparte il valzer degli sms: “Gentili cliente, i nostri tecnici stanno verificando quanto ci hai segnalato nella richiesta di assistenza… prevediamo la risoluzione del disservizio il 02-09-2021”.

Il 2 settembre, ore 09,30, dopo aver invano riprovato a contattare il servizio clienti, mi arriva un altro messaggio: “Ti informiamo che stiamo lavorando alla tua segnalazione e che potresti essere contattato dalla nostra assistenza…” .

E’ impossibile, lunare, pazzesco, ragiono, dopo il danno la beffa: sono passati 10 gg dalla data del disservizio, dieci giorni di danni causatimi dalla TIM  e sono al punto di partenza??

Penso sia difficile essere ubriachi già alle 9,30! Penso che, forse, a quell’ora le sinapsi dei centralinisti non siano ancora collegate, che non abbiano seguito o non abbiano saputo impartire agli ‘sbadati’ avventori del ‘call center’ tutte le regole del bon ton e, desumo, che non sappiamo o non vogliano sapere cosa sia l’asserto: “Il cliente ha sempre ragione!”.

Impensabile per una azienda nazionale che macina soldi come la pula, che ha un esercito di yes man, non riuscire a rispondere (è un eufemismo) al telefono educatamente e fornire un servizio degno di questo nome e risolverlo. E poi, tutto questo pagando!

Non me ne faccio una ragione: vado oltre, cercando di risolvere questo maledetto problema di internet, e così ricomincia, come gli innamorati, la giravolta dei messaggini.

Arriviamo a venerdì 3 settembre, ore 13:39, ne ricevo un altro: “E’stato risolto il disservizio della tua linea relativo alla tua segnalazione (??!!). Verifica nelle prox 24 ore il funzionamento…”. 

E attimi dopo un altro: “A seguito della tua verifica, i nostri tecnici hanno ripreso in carico la tua segnalazione di assistenza e stanno intervenendo per ripristinare il corretto funzionamento del disservizio…”.  

La mano destra non sa cosa fa la sinistra!

E a seguire: ore 17,10, dopo l’ennesima mia telefonata al 187: “Ti informiamo che stiamo chiudendo la segnalazione. Verifica il funzionamento dei tuoi apparati (che non sono riuscito ad avere!)…).

E due secondi dopo ancora: “A seguito della tua verifica, ti informiamo che i tecnici hanno ripreso in carico la Tua segnalazione di assistenza…”.

Mi vergogno per loro, ma non è finita, sono seguite altre telefonate, altre cornette attaccate in faccia non appena spiegavo alle zelanti signorine quanto era accaduto, che non avevo risolto nulla e che ero al punto di partenza.

E così 14 giorni dopo l’interruzione del servizio, lunedì 6 settembre, ore 18,32, ricevo l’ultimo tombale sms: “Gentile cliente ti informiamo che i nostri tecnici stanno verificando quanto ci hai segnalato nella richiesta di assistenza di cui sopra…, prevediamo la risoluzione del tuo disservizio entro il 07-09’-2021, salvo complessità (!?)”.

Una gabbia di matti! Stento a crederci anch’io che mi sia successa una cosa simile, non so se i signori del call center, svogliati, mal pagati, scocciati, accaldati, lavorino senza aria condizionata!

Non so se queste zelanti aziende nazionali, che quotidianamente ci perseguitano con telefonate indesiderate ed inopportune ai cellulari e ci propinano offerte non richieste, si rendano conto del disgusto che monta nei consumatori nei confronti del loro marchio; non so se scientemente tutta questa guerra al ribasso provochi una tale concorrenza che è meglio (più conveniente) distruggere quanto appena acquisito, facendo pagare delle penali agli ignari sottoscrittori, che tenerseli buoni e cari il più possibile.

Quello che so, e che voglio condividere con quanta più gente possibile (considerata la mia posizione di direttore di un giornale locale), con quanti non hanno una vetrina, una bacheca dove affiggere tutte le proprie lagnanze, se non quella del numero 187 (campa cavallo!), è che questi signori vanno messi alla gogna per il disservizio che offrono, vanno banditi, denunciati, smascherati, spernacchiati (anche se serve a poco), nella speranza che il coro sollevato dalle proteste scalfisca, almeno un poco, questo muro di gomma, si assumano le loro responsabilità e ci offrano un servizio (pagato) degno di questo nome.

Ah, dimenticavo: il 7 settembre, ore, 09:21, dopo una telefonata al 187 per disdire il contratto, ho cambiato gestore telefonico.

Il 9 settembre, ora di pranzo, ricevo una telefonata dalla centrale della Telecom. Una signora, con fare garbato, mi chiede come mai questa disdetta repentina dopo poco più di un mese? Mi informa (per caso), sempre con un tono di voce latte e miele, che ho sottoscritto un contratto per 24 mesi, con una tariffa che dovrò rispettare e pagare.

Spiego, cercando di trattenere la rabbia ed il disgusto di cui sopra, alla paziente e dolce signora, le mie vicissitudini.

Dopo avermi ascoltato senza profferire parola, laconica arriva la risposta: “Mi vergogno per loro, la capisco, Le chiedo scusa a nome dell’azienda; ha tutte le ragioni, ma mi raccomando ora si faccia assistere da una associazione dei consumatori e, le suggerisco di chiedere i danni”. 

Parola profetiche? messaggio subliminale? Vedremo, io vorrei solo ricevere un adeguato servizio, all’altezza di quello che queste multinazionali decantano in ogni informazione che ci arriva, spesso indesiderata, e che ci offrono.

Spero solo, e mi auguro, che il prossimo gestore telefonico non sia un copia incolla del primo. Nel caso vi terrò informati.

Luigi Zito 

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