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Cronaca

Sequestrò la moglie in ospedale: “Scusate, non ero in me”

La spiegazione del 36enne che ha tenuto in ostaggio la compagna dopo il parto: “Avevo assunto cocaina”

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Si è scusato davanti al giudice, nel tentativo di spiegare la sua condotta, l’uomo che lo scorso sabato ha sequestrato la moglie su un balcone dell’ospedale di Tricase.


Il 36enne Italo-marocchino è tornato sull’accaduto nell’udienza di convalida odierna davanti al gip. Come riporta Corriere Salentino, ha sostenuto di essersi “sentito osservato e seguito”: “Credevo di essere in pericolo”, ha spiegato, “e pensavo che qualcuno volesse fare del male a mia moglie. Non ci ho capito nulla perché ero sotto l’effetto di cocaina”.


Una ricostruzione che escluderebbe la premeditazione, riconducendo il tutto ad un raptus. Anche il coltello, impugnato e puntato contro la moglie, 41enne di Maglie, diventata mamma poche ore prima, sarebbe stato recuperato da un tavolo dove qualcuno aveva appena fatto colazione.

Il 36enne, titolare di una clinica odontoiatrica in Marocco e studente di ingegneria in Italia, non si riconosce quindi nel gesto dello scorso sabato. Motivo per cui, nel fornire la sua spiegazione, ha voluto sottolineare le scuse a tutti per quando provocato.


Cronaca

Coltivazione e spaccio: scattano gli arresti

Colti in flagranza di reato i tre coltivatori-spacciatori di marijuana dai carabinieri di Lecce nella giornata di ieri a Monteroni

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Colti in flagranza i tre coltivatori-spacciatori di marijuana (J.B. di anni 46; Senad Ahmetovic di anni 27; S.B. anni 39) nella giornata di ieri a Monteroni dai carabinieri della compagnia di Lecce.


Gli uomini sono stati sorpresi mentre entravano chiavi in mano in un giardino privato pertinenza dell’abitazione del proprietario del terreno, anche lui denunciato.


Nel giardino è stata rinvenuta una maxi coltivazione con 206 piante di altezza varia, dai 30cm ai 2metri e mezzo, incluso materiale per la coltivazione.


Sotto sequestro tutta l’area in attesa di campionatura e successiva distruzione delle piante.

Condotti in carcere presso Borgo San Nicola i tre spacciatori.



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Cronaca

Enorme nido di vespe in casa: intervengono i vigili del fuoco

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Brutta sorpresa in un appartamento di Tricase Porto.





I proprietari di una abitazione situata nei pressi del Mamma li turchi si sono ritrovati un enorme nido di vespe in casa, nascosto nel cassonetto di una avvolgibile.




Necessario l’intervento dei vigili del fuoco del Distaccamento di Tricase per asportare il nido e rendere fruibile l’abitazione.






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Cronaca

Coppia morde i carabinieri e gli aizza il cane contro: arrestato un leccese in Emilia

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Nei guai un uomo della provincia di Lecce, arrestato ieri sera ad Argenta, in provincia di Ferrara.





Nella tarda serata i carabinieri delle stazioni di Portomaggiore e di Argenta hanno raggiunto l’abitazione dove l’uomo, P.M., 31enne, vive con G.G., 24enne originaria della provincia di Rovigo. I due erano già noti alle forze dell’ordine per i reati di violenza e minaccia aggravate, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate a pubblico ufficiale.




L’episodio di ieri riguarda una perquisizione domiciliare e personale a carico dei suddetti, delegata dalla Procura della Repubblica di Ferrara. Nel corso delle operazioni, però, i due, con il chiaro intento di sviare l’operato dei militari, hanno opposto resistenza attiva nei confronti dei Carabinieri, tanto che P.M. ne ha aggrediti due con morsi e graffi (i militari hanno riportato 5 gg di prognosi ciascuno) e G.G. ha aizzato ripetutamente il proprio cane (un molossoide di razza Dogo Argentino) contro gli operanti facendolo avventare su di loro per evitare che immobilizzassero il compagno. Una volta bloccati e messi in sicurezza, i due sono stati dichiarati in arresto e condotti in caserma dove hanno proseguito la condotta violenta nei confronti dei militari.





P.M. e G.G. nella circostanza sono stati anche denunciati in stato di libertà per il reato di ricettazione aggravata poiché nel corso della perquisizione sono stati trovati in possesso di una bicicletta provento furto (subito restituita al legittimo proprietario) e di altro materiale di dubbia provenienza (una e-bike del Comune Ferrara, tre decespugliatori/tosaerba, un’accetta, una mannaia agricola, un arco con una freccia appuntita ed un coltello) che è stato posto sotto sequestro in attesa della verifica sulla reale provenienza. Al termine delle operazioni i due arrestati sono stati sottoposti al regime degli arresti domiciliari presso la loro abitazione, in attesa del processo con rito direttissimo.


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