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Cavallino

Travolto da auto mentre rientra a casa: 17enne rischia amputazione

L’incidente nella notte in pieno centro abitato a Cavallino: il conducente dell’auto sottoposto ai test di rito

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Un ragazzo di 17 anni questa notte è stato travolto da un’auto nel centro abitato di Cavallino ed è stato trasportato in ospedale in gravi condizioni.


Lo schianto alla mezzanotte: una Volkswagen Golf condotta da un 21enne sopraggiunge in via Michele Silvestro. All’improvviso il conducente ne perde il controllo e finisce contro un muro. Sulla traiettoria dell’auto uno sfortunato ragazzo che stava rincasando a piedi.


E’ il malcapitato 17enne: la macchina lo colpisce e lo schiaccia. Il 118, accorso per soccorrerlo, lo conduce d’urgenza al “Vito Fazzi” di Lecce.


Le sue condizioni appaiono subito serie: il ragazzo ha riportato diverse fratture e, secondo quanto filtra dal nosocomio, rischierebbe di perdere un piede.

Nel frattempo, il conducente dell’auto è stato sottoposto ai test di rito che avrebbero confermato la sua positività a sostanze stupefacenti.


Seguono aggiornamenti.


Cavallino

Auto in sosta danneggiate durante la notte

A Castromediano di Cavallino una strage di specchietti laterali trovati per terra la mattina dopo e fiancate di auto deformate. Proteste e denunce ai carabinieri per i “piloti di formula uno” che sfasciano le auto in sosta

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Il festival dei soliti idioti non conosce fine e la rassegna non smette di regalare sorprese.

A Castromediano di Cavallino proteste e denunce ai carabinieri per i “piloti di formula uno” che sfasciano le macchine in sosta.

Quella avvenuta della frazione di Cavallino come riporta Cesare Mazzotta di SaluteSalento, è una strage di specchietti laterali trovati per terra la mattina dopo.

Fiancate di auto deformate da ignoti automobilisti della notte.

Tutto questo è accaduto in via Vecchia San Donato, un’arteria che dall’incrocio del Forno Quarta (via Dell’Abate) arriva fino all’insediamento commerciale dove instono Tecnomat e Pezzuto Auto.

«Una via», lamenta uno dei residenti danneggiati, «che è diventata frequentatissima e pericolosa, nonostante il passaggio pedonale rialzato istituito dal Comune per scoraggiare lo sviluppo di velocità. Soprattutto dopo che è stato istituito il doppio senso di marcia in corrispondenza del restringimento della strada».

Nei giorni scorsi, riporta ancora SalentoSalute, Silvio Schito, un residente, ha inviato l’ennesima raccomandata al Comune e una denuncia ai carabinieri, con preghiera di adottare idonei provvedimenti.

«Il Comune ha fatto bene a fare collocare un dosso stradale per rallentare la velocità dei veicoli; tuttavia», sostiene il residente che ci ha rimesso lo specchietto, «il posizionamento del passaggio pedonale non ha reso meno pericolosa la circolazione a monte e a valle dello stesso, per due semplici ragioni: il dosso è stato posizionato in una zona disabitata, mentre cento metri più avanti, a sud, in corrispondenza di una zona ad alta densità abitativa, le automobili continuano a sfrecciare senza alcun rispetto del limite di velocità di 30 km/h».

«Al fine di migliorare la sicurezza e la qualità della vita dei residenti e per evitare pericolosi incidenti», propone Schito, «sarebbe auspicabile attrezzare quel tratto di Via Vecchia San Donato di ogni soluzione (compresi i controlli) finalizzata a costringere gli automobilisti a rispettare i limiti di velocità esistenti».

 

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Calimera

Mafia: pene confermate e 27 arresti

Gli arresti sono avvenuti su disposizione della Procura generale presso la Corte d’Appello di Lecce dopo che la Corte di Cassazione ha respinto e ritenuto inammissibili i ricorsi della maggior parte degli imputati coinvolti nell’operazione “Federico II”

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La Dia di Lecce ha arrestato 27 persone, 21 italiani e sei albanesi per associazione di tipo mafioso, traffico e spaccio di stupefacenti. Tutti erano stati condannate con pene dai 16 ai tre anni di reclusione. Gli arresti sono avvenuti su disposizione della Procura generale presso la Corte d’Appello di Lecce dopo che la Corte di Cassazione ha respinto e ritenuto inammissibili i ricorsi della maggior parte degli imputati nel processo nato dall’operazione “Federico II”.

L’indagine avviata nell’agosto del 2012 si è conclusa nell’agosto del 2013 e ha portato alla disarticolazione di due distinte organizzazioni, di cui una di stampo mafioso dedita alle estorsioni e al traffico di stupefacenti e un’altra italo – albanese dedita all’importazione dall’Albania d’ingenti quantitativi di eroina. Nel corso dell’indagine, oltre a numerosi arresti, furono sequestrati anche beni mobili e immobili per i quali è stata successivamente disposta la confisca, tra cui una villa, un appartamento e un box, conti correnti e aziende.

Gli arrestati: Giuseppino Mero, 56 anni, di CavallinoMario Accogli, 46 anni, di ScorranoOrtis Banda, 40, di origini albanesi residente a Maniago (al momento irreperibile); Antonio Leto, 30 anni, di Caprarica di LecceNicolò Capone, 27 anni, di LizzanelloFrancesca De Dominicis, 51 anni, di MerineFrancesco De Cagna, 53 anni, di ScorranoCarmelo De Pascalis, 57 anni, di Cavallino; Luca Giannone, 44 anni, di CalimeraSandrino Greco 37 anni, di LecceKlaid Hasanaj, 52enne albanese residente a LecceGabriella De Dominicis, 58 anni, di MerineAlessandro Antonucci, 30 anni, di LizzanelloMaria Valeria Ingrosso, 41 anni, di LizzanelloMario Mandurrino, 32 anni, di LecceAngelo Montinaro, 40 anni, di Caprarica di LecceBrenda Potenza, 34 anni, di TavianoCosimino Maggio, 52 anni, originario di Minervino di Lecce e residente a Reggio Emilia; Umberto Nicoletti, 43 anni, di LecceLuciano Pagano, 46 anni, di BrindisiGianluca Antonio Spiri, 45 anni, di RacalePierluigi Pierri, 32 anni, di Torre San GiovanniYuri Rosafio, 43 anni, di BrindisiEmanuele Soliberto, 42enne di Brindisi; Bilal Bocaj, 53enne albanese residente a Poggiardo.

L’operazione è stata eseguita con il supporto della Rete Operativa @on, network per il rafforzamento della cooperazione transnazionale delle forze di Polizia, con l’impiego complessivo di circa 100 unità ed il concorso di pattuglie della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.

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Attualità

Multe e Autovelox: la “Top Ten” degli incassi nel Salento

Pubblicato dal Ministero dell’Interno l’indice degli introiti per sanzioni al codice della strada. Al primo posto si conferma Melpignano con quasi 5 milioni di euro; Lecce riscuote appena 3,8 milioni, Gallipoli 1,5 milioni, Nardò oltre un milione; Melendugno oltre 600mila; Tricase 300 mila euro; Sannicola 235 mila; Porto Cesareo più di 225mila; Cavallino oltre 223mila euro. Dura la Codacons: «Un bancomat ai danni dei cittadini»

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Come ampiamente anticipato già a giugno da queste colonne (con tanto di intervista alla sindaca Valentina Avantaggiato) Melpignano è in testa alla classifica degli introiti delle amministrazioni comunali salentine per sanzioni al codice della strada.

Il piccolo centro (poco più di duemila abitanti) in un anno ha incassato quasi 5 milioni di euro (4 milioni, 986 mila, 830,85 euro) tutti dovuti alle violazioni dei limiti massimi di velocità accertate grazie all’autovelox collocato sulla SS16, mentre non risultano sanzioni per diverse violazioni del codice della strada all’interno del territorio comunale.

Se si volesse fare una media degli introiti scopriremmo che per ogni singolo residente il Comune incassa 2mila, 231 euro e rotti!

Si apprende che oltre 2,3 milioni sono stati utilizzati per cosiddette “spese correnti” Titolo 1: quasi un milione è stato investito per “manutenzione territorio e viabilità”; quasi 700mila euro per “rimborso spese di spedizione”; poco meno di un milione per “compenso ditta appalto”; poco più di 80 mila per “spese personale”; poco meno di duemila euro per “assicurazioni e telefonia” (clicca qui per vedere l’intera relazione su Melpignano)

Quello di Melpignano è il dato più rilevante dopo la pubblicazione da parte del Ministero dell’Interno degli introiti per sanzioni al codice della strada.

Nella stessa pubblicazione si aggiorna anche la situazione degli altri centri salentini.

Scopriamo così che Lecce è solo al secondo posto nonostante accertamenti di infrazioni per quasi 8,5 milioni (€8.432.184,11). A fronte di tale cifra, però, il Comune è riuscito a riscuotere appena 3,8 milioni di cui poco più di uno destinato ad interventi di sicurezza stradale e manutenzione.

E gli altri Comuni? Gallipoli incassa circa 1,5 milioni; Nardò oltre un milione; Melendugno oltre 646mila; Tricase trecento mila euro (clicca qui per la relazione su Tricase); Sannicola 235 mila euro; Porto Cesareo 225mila e 613 euro; Cavallino oltre 223mila e 600 euro (ma in territorio di Cavallino il noto autovelox è stato installato il 5 marzo 2022 ed il dato assumerà certamente una dimensione diversa al prossimo conteggio).

Sulla vicenda è intervenuto anche il Codacons che ha definito gli autovelox e altre recenti apparecchiature più che un deterrente a cattivi comportamenti in strada un «bancomat ai danni dei cittadini».

Siamo giunti al paradosso che i Comuni (molti almeno) fanno affidamento su quei soldi per rispettare gli equilibri economici e non rischiare il dissesto.

Secondo la Codacons quegli introiti sarebbero «utilizzati per coprire le inefficienze amministrative dei Comuni.

L’auspicio è che nei Comuni salentini si recuperi la serietà della buona amministrazione e si recuperi un sereno rapporto con il cittadino in cui le sanzioni siano realmente finalizzate ad offrire servizi di viabilità adeguati ed a garantire la sicurezza degli automobilisti, dei centauri e dei pedoni e cessino di essere un inaccettabile esazione a danno dei cittadini privi di benefici per la collettività».

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