Connect with us

Cronaca

Tricase: assolto 34enne accusato di stalking

Pubblicato

il

Era stata richiesta una pena di un anno e mezzo di reclusione per stalking, ma il giudice monocratico ha stabilito che il fatto non sussiste.

Teatro di questa storia è Tricase. Protagonista un uomo di 34 anni, M. B., di professione cuoco, accusato di atti persecutori dalla sua ex.

La vicenda risale a fine 2014 e gli strascichi giudiziari si sono protratti sino ad oggi.


Come racconta nel dettaglio Corriere Salentino, la coppia si lascia e lei, G.C., avvia una relazione con un altro ragazzo. Nonostante i contatti tra i due in causa siano però proseguiti, come testimonia una viaggio insieme nella capitale, la donna decide di querelare il suo ex.


L’accusa, condita da un percorso di affiancamento in un centro antiviolenza, non è da poco: stalking.

La donna gli rimprovera di usare falsi profili Facebook per diffamarla e sostiene che il suo ex si apposti sotto l’abitazione del suo nuovo ragazzo.


Di quanto sostenuto dall’accusa però non c’è traccia. Serve quindi il supporto di un ingegnere informatico che dimostrerà non solo che le presunte infamazioni non siano mai esistite ma come, piuttosto, tra i due fossero intercorsi, nel periodo in questione, normali conversazioni tramite messaggistica.


L’impianto accusatorio a quel punto si sgretola e l’incubo del 34enne (difeso dall’Avv. Carlo Chiuri) si dissolve quando il giudice, constatando che il fatto non sussiste, lo dichiara innocente.


Cronaca

Uccisi con oltre 60 fendenti: continua la caccia al killer di Eleonora e Daniele

Pubblicato

il


Circa 60 fendenti inferti alle due vittime: l’assassino di Eleonora Manta e Daniele De Santis si è accanito con ferocia sui corpi di delle due vittime. E’ al momento questa l’unica certezza nota, confermata dall’autopsia e riferita dal legale di famiglia, sul duplice omicidio del giovane arbitro e della sua fidanzata uccisi lunedì sera a Lecce, nel palazzo in cui erano appena andati a vivere insieme.

È giallo, invece, sull’omicida che viene cercato da due giorni: attorno a lui sembra stringersi sempre più il cerchio delle indagini. Anche se fonti inquirenti hanno smentito le voci trapelate su un sospettato già interrogato, altre fonti vicine alle indagini parlano con insistenza di una persona che sarebbe al centro dell’attenzione degli investigatori. Si sa che oltre all’ascolto di testimoni, si sono susseguite oggi perquisizioni e acquisizioni di materiale, e che l’attività investigativa è stata particolarmente intensa in uno dei paesi della provincia di Lecce, Aradeo. Una delle tracce seguite è quella di quel nome, ‘Andrea’, gridato da Eleonora prima di venire uccisa. Lo hanno raccontato i testimoni che hanno detto agli investigatori di averla sentita gridare “Andrea no, Andrea” prima che i fendenti uccidessero entrambi e di avere visto poi fuggire un uomo con un coltello in mano, con il cappuccio di una felpa nera calato sulla testa, guanti neri e uno zainetto giallo sulle spalle.

Il delitto è avvenuto nel condominio in cui vivevano le vittime, in via Montello n.2 angolo via Martiri d’Otranto, nel rione Rudiae, nei pressi della stazione ferroviaria. L’ipotesi più probabile è che le due vittime conoscevano il loro assassino, al quale hanno aperto la porta mentre stavano cenando. Daniele indossava pantaloncini e ciabatte. Sul movente gli inquirenti non si sbilanciano e non confermano né smentiscono l’ipotesi che possa trattarsi di un delitto passionale. La sensazione però è che gli investigatori stiano seguendo una pista concreta. Dovrebbe essere chiara anche la dinamica dei fatti. L’ultimo ad essere ucciso, sulle scale al primo piano del condominio, sarebbe stato proprio Daniele, forse mentre tentava di sottrarsi alla ferocia dell’assassino. Daniele al termine di questa stagione calcistica sognava di arbitrare in serie B e di affermarsi come amministratore di condominio. Infatti, amministrava il condominio in cui viveva e dove aveva deciso di convivere con la sua ‘Elly’.

La sua fidanzata, invece, originaria di Seclì, laureata in giurisprudenza e neo assunta all’Inps, sarebbe stata uccisa per prima sul pianerottolo di casa con numerosi fendenti. Dopo aver completato la sua missione, il killer sarebbe fuggito per le scale e avrebbe imboccato via Martiri d’Otranto facendo perdere le proprie tracce. Ora si aspetta l’esame dei file delle telecamere di sorveglianza della zona per poter consolidare gli indizi raccolti dagli investigatori, basati principalmente sulle dichiarazioni dei testimoni e su qualche traccia lasciata. Quello che è certo è che non si è trattato di un delitto d’impeto, ma di un omicidio premeditato perché il killer ha agito con il volto coperto, indossava i guanti e aveva con sé un coltello che gli investigatori stanno cercando.

Continua a Leggere

Cronaca

Patù torna nella sua scuola

Dopo la ristrutturazione, il plesso riapre alle lezioni. E parte l’iniziativa “Nonno vigile”

Pubblicato

il


Il ritorno a scuola oggi, in molti Comuni della provincia, è un piccolo giorno di festa per centinaia di bambini e ragazzi.





Lo è in particolar modo a Patù dove gli studenti della scuola elementare e della scuola media di via Romano sono tornati nelle loro classi dopo un anno “in trasferta”.





Si è conclusa infatti già prima delle elezioni la ristrutturazione del plesso durata, come promesso dall’amministrazione, il tempo di un solo anno scolastico (in cui classi di Patú erano state temporaneamente trasferite a Salve).





Stamattina il taglio del nastro del sindaco Gabriele Abaterusso all’arrivo dei piccoli studenti.




Nonni vigili





Con la ripresa delle attività scolastiche a Patù, parte anche l’iniziativa “nonno vigile”. Una squadra di nonni volontari seguirà l’accesso a scuola degli studenti, accompagnandoli all’ingresso e scongiurando situazioni di pericolo date dal traffico.





Nelle foto la squadra di nonni vigili ed il taglio del nastro.






Continua a Leggere

Cronaca

Incidente sul lavoro: 45enne perde braccio

È accaduto un uomo di San Cassiano. Al suo arrivo in ospedale i sanitari non hanno potuto far altro che procedere all’amputazione dell’avambraccio sinistro

Pubblicato

il

Un incidente sul lavoro avvenuto nella tarda mattinata è costato l’amputazione dell’avambraccio sinistro ad un uomo di 45 anni.

L’operatore ecologico sarebbe incorso nell’incidente mentre era intento alla pulizia di un camion in un deposito.


Prontamente soccorso dai sanitari del 118 è stato trasportato d’urgenza in ospedale al pronto soccorso del Cardinale Panico dove i medici non hanno avuto scelta viste le condizioni del suo braccio ed hanno dovuto procedere all’amputazione dell’avambraccio sinistro completamente maciullato.

Continua a Leggere
Pubblicità

Più Letti

Copyright © 2019 Gieffeplus