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Alezio

“È positivo al Covid ma non ha votato”: nuovo caso ad Alezio

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Il sindaco Barone di Alezio annuncia un caso di positività al Covid. “Vi informo che mi è arrivata la notizia ufficiale”, scrive.





“Si tratta di una persona adulta.
La persona è in isolamento da oltre 10 giorni, e non si è recata a votare durante le ultime votazioni”.





“Le autorità sanitarie competenti monitorano costantemente la situazione e hanno già attivato tutte le misure di tutela”.




Come da protocollo sono stati effettuati i controlli sui contatti recenti che sono risultati negativi.





Il caso dovrebbe comparire nel report Asl di oggi, sabato, dopo quello di ieri che ha visto 9 casi a Lecce. Alezio dovrebbe quindi (stando ai dati di ieri dell’Asl di Lecce) salire a 2 casi attuali.


Alezio

Ricerche archeologiche ad Alezio: nuove scoperte sulla civiltà messapica

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Una piazza cerimoniale, numerose tombe tra le quali quella di un bambino, il rinvenimento di olive quali offerte destinate ad accompagnare il viaggio nell’aldilà. Sono alcune delle scoperte della prima campagna di ricerche archeologiche effettuata nella necropoli messapica di Monte d’Elia ad Alezio, condotta dal Laboratorio di Archeologia classica dell’Università del Salento sotto la direzione dal professor Giovanni Mastronuzzi. Concluse nei giorni scorsi le operazioni di scavo, si prosegue ora con le analisi dei reperti a cura di un team di cui fanno parte i ricercatori del CNR – ISPC Ivan Ferrari e Francesco Giuri, gli archeologi professionisti formati a UniSalento Patricia Caprino e Francesco Solinas e le studentesse del corso di laurea magistrale in Archeologia Irina Bykova ed Elisa Lauri. Le indagini avvengono in regime di concessione ministeriale MIBACT (DG ABAP 1023 del 2019) e in accordo con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, con il contributo economico del Comune di Alezio e dell’Università.





«Nell’arco di alcune settimane di ricerche sono emersi nuovi fondamentali dati per la conoscenza della civiltà messapica, innanzitutto attraverso la ricostruzione topografica dell’area di Monte d’Elia e il riconoscimento dei rituali funerari lì praticati nell’antichità», spiega Mastronuzzi, «Alcuni saggi di scavo hanno permesso di recuperare informazioni sulla morfologia dell’area, ovvero sull’andamento del rilievo collinare che accoglie la necropoli di Alezio, da cui è possibile osservare, su un lato, il mare e, sull’altro, l’antico insediamento messapico. Di estrema importanza è il dato che concerne l’identificazione di una grande piazza cerimoniale intorno alla quale, all’interno di recinti costruiti con grandi massi, si concentravano i gruppi di tombe appartenenti a nuclei di famiglie o clan. Essa costituiva il punto di arrivo delle processioni che accompagnavano il defunto nell’ultimo viaggio dalla casa al luogo del seppellimento. Elementi di maggiore dettaglio provengono dallo scavo di sepolture che non furono intercettate nel corso delle indagini degli anni Ottanta dalla Soprintendenza Archeologica della Puglia. È stata infatti identificata una fossa, dotata di pavimento in blocchi di calcare e di cornice in carparo, al cui interno erano accumulati i resti di almeno 12 individui. Un ossario, insomma, collegato al funzionamento della necropoli e alla prassi del riuso delle strutture funerarie per varie deposizioni. Abbiamo rinvenuto alcuni oggetti appartenenti ai corredi: una lucerna, un piatto, una “trozzella” (tipico vaso della civiltà messapica, ndr), due pesi da telaio e un puntale di giavellotto. Con alcuni di questi oggetti veniva identificato il sesso del defunto nel corso della cerimonia di inumazione (la “trozzella” per le donne, le armi per gli uomini), e potevano indicare rango e ruolo ricoperti in vita. Un altro rinvenimento molto importante è quello della tomba di un bambino, sepolto in un piccolo sarcofago con alcuni oggetti di corredo: un bicchiere per il vino (skyphos), un’anforetta, un sonaglio e un astragalo con funzione di giocattoli, e anche uno “strigile”. Quest’ultimo è elemento che contraddistingue gli atleti, potrebbe essere quindi un dono che sottolinea il mancato raggiungimento dell’età adulta. Intorno alla tombe abbiamo poi numerose deposizioni secondarie: i resti di inumati precedentemente collocati all’interno di sarcofagi potevano essere rimossi e spostati per accogliere nuove deposizioni. Le ossa e gli oggetti di ornamento personale, come anelli e spille, venivano religiosamente raccolti e ricollocati nelle immediate vicinanze delle tombe. Un dato di straordinario rilievo è, infine, rappresentato dal rinvenimento di olive, quali offerte alimentari destinate ad accompagnare il viaggio nell’aldilà».





In questi giorni sono stati avviati il restauro e lo studio dei reperti, manufatti e reperti bioarcheologici; tali attività continueranno nei prossimi mesi parallelamente all’elaborazione della documentazione di scavo. Sulla base delle conoscenze acquisite potrà essere programmata una nuova campagna di ricerche sul campo, da effettuare a partire dalla prossima primavera in accordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Brindisi e Lecce (funzionaria responsabile la dottoressa Serena Strafella).





Deposizione con lekythos




Deposizione secondaria presso la tomba




Dettaglio del corredo della tomba del bambino



Tomba di bambino e deposizioni secondarie




Operazioni di scavo




Ossario in corso di scavo




Ossario a scavo ultimato




Microscavo nel laboratorio di archeologia classica

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Primi danni causa vento: ad Alezio vien giù l’albero di Natale

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Primi danni causati dal forte vento che sta sferzando il Salento e la Puglia intera (come da allerta meteo).





Nel pomeriggio, poco dopo il tramonto, le raffiche hanno buttato giù il grande albero di Natale che ad Alezio era stato montato in piazza. Fortunatamente nessun passante ferito.





Numerosi i centri dove il libeccio ha abbattuto alberi e divelto segnali stradali.





SuperMeteo – Centro Meteo Salento ha pubblicato la mappa della provincia riportante i picchi di velocità raggiunti dalle raffiche per zone (a fine articolo).




La costa più esposta è quella ionica dove, nella baia gallipolina, si sfiorano i 70km/h.









Foto da Facebook “Sei di Alezio se…”

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Accade di nuovo: cucciolata rinchiusa in una cassetta e abbandonata

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A distanza di pochi chilometri si ripete il vile gesto. Era successo appena 4 giorni prima, si è ripetuto ieri.





Dopo l’abbandono in campagna di una cagnolina rinchiusa, su una strada tra Taviano e Gallipoli, in una cassetta con del fil di ferro, è la volta di una intera cucciolata. Piccoli e indifesi cagnolini rinchiusi nell’angusto spazio di una cassetta di legno e mollati in mezzo ad un viale di campagna di Alezio.




Lo sdegno suscitato da tali gesti si accompagna alla manifestazione d’affetto di centinaia di persone che hanno a cuore la sorte degli animali. È bene quindi ricordare, per chi dovesse aver in mente di emulare ancora una volta l’accaduto, che lasciare al centro di una strada dei cuccioli di cane sol perché certi che passi qualcuno a prendersene cura, non è una buona idea né per garantirsi che gli stessi animali sopravvivano (tutt’altro…), né per sottrarsi alle proprie gesta e responsabilità.


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