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Alezio

Mese della prevenzione: la fontana di Alezio si tinge di rosa

Il sindaco Andrea Barone: «Informare, sensibilizzare e prevenire… Per vincere bisogna giocare d’anticipo».

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Su iniziativa dell’amministrazione comunale di Alezio, in collaborazione con la locale sezione della Lilt, e grazie al prezioso aiuto dei volontari Alessandro Romano e Michele Costantini, la fontana del parco vittime delle mafie si colora di rosa.


«Anche Alezio si tinge di rosa per sensibilizzare le donne sull’importanza della prevenzione del tumore al seno»,  dichiara il sindaco Andrea Barone, «informare, sensibilizzare e prevenire… Per vincere bisogna giocare d’anticipo».


Dal canto suo la Delegazione Lilt di Alezio ringrazia l’amministrazione comunale «per questo segno di fondata speranza, questo richiamo all’attenzione che, ricordiamo,  va mantenuta sempre alta per contrastare il cancro con più efficacia».


Alezio

Lutto ad Alezio: noto artigiano ritrovato senza vita in casa

L’allarme lanciato dai vicini che non lo vedevano da giorni: non aveva figli e non era sposato

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Si è spento tragicamente nella sua dimora in solitudine, Rocco Corciulo, 68 anni, artigiano molto noto e ben paese benvoluto di Alezio.

Non aveva figli e non era sposato. Abitava da solo, nella casa dove è stato ritrovato esanime in queste ore. A lanciare l’allarme i suoi vicini che, preoccupati dal non vederlo da alcuni giorni, hanno allertato le forze dell’ordine.

L’amara scoperta dopo l’irruzione in casa sua: era spirato già da alcuni giorni. I primi accertamenti sanitari hanno permesso di appurare che il decesso è sopraggiunto per cause naturali.

Corciulo era molto conosciuto ad Alezio per la sua arte: artigiano della terracotta, si era ritagliato un posto nel cuore di tanti suoi compaesani.

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Alezio

Crisi idrica, un tavolo per discuterne

Nel Salento pertanto è in atto uno scenario di  distruzione della risorsa idrica sempre più rara, preziosa e inquinata…

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera arrivata in Redazione a firma di molte associazioni, professionisti, imprenditori del Salento, che chiedono con urgenza un incontro: il tema è quello dell’acqua, bene comune e lo stato dei depuratori in molte città della provincia.

Lettera indirizzata a: Presidente Regione Puglia;  Assessore Regionale Ambiente; Assessore Regionale Agricoltura; Presidente AQP; Commissario Straordinario dei Consorzi di Bonifica; Presidente Autorità Idrica Pugliese; Presidente Provincia di Lecce ed ai Sindaci dei Comuni di
Gallipoli, Sannicola, Tuglie, Alezio, Tricase, Corsano, Nardò, Porto Cesareo, Parabita.

Egregi Signori, le problematiche relative allo stato dei Depuratori e alla crisi idrica nella Provincia di Lecce sono di grande attualità e  gravate  da pesanti problematiche.

Le persistenti e sempre più gravi criticità degli  invasi di approvvigionamento dell’AQP e della falda freatica ripropongono le questioni dello spreco dell’acqua;  giustamente, da parte di AQP si richiamano esempi virtuosi per risparmiare l’acqua potabile e per riciclare in agricoltura i reflui depurati.

Tuttavia, di fronte alle scelte urgenti  imposte da tale situazione, sono inspiegabili quelle ambigue e contraddittorie  di alcune amministrazioni della Provincia di Lecce   e dello stesso AQP –avallate dalla Regione-  di realizzare infrastrutture che scaricano a mare i reflui depurati (vedi la situazione del Depuratore di Gallipoli e  quella analoga che si delinea per  di Nardò).  Nel Salento   la  gran parte  dei reflui, anche depurati, viene scaricato a mare o nel sottosuolo   a centinaia di metri  al  di sotto della falda freatica: viene così dissipata e distrutta   la  matrice naturale primaria,  sempre più limitata  e  quindi importante per il territorio.                                                                                                                                                                                  Nella relazione del Presidente  Di Cagno Abbrescia, del 14 maggio 2021, si afferma  la presenza in  Puglia di soli 10 impianti di  affinamento e riuso  dei reflui: 4 per  l’agricoltura, di cui Gallipoli e  Corsano in provincia di Lecce,  due  per riuso ambientale,  e altri quattro  imprecisati.  Chiediamo a tal proposito un resoconto dettagliato  relativo ai singoli depuratori  della  Provincia di Lecce, al riutilizzo  o  meno dei reflui prodotti,  alla percentuale  di reflui riutilizzati: infatti questa,  almeno per Gallipoli e Corsano, si  configura solo simbolica, quindi inadeguata per rappresentare un’alternativa significativa al prelievo e all’uso “improprio” dell’acqua  potabile. Perdura  la sconcertante  dispersione in mare  dei reflui “depurati” a Tricase, nonostante siano stati  investiti  circa sei milioni di euro per un acquedotto rurale per irrigare  seicento ettari, inutilizzato e quindi in degrado da oltre dieci anni. E’ quasi superfluo ricordare che l’agricoltura utilizza circa i due terzi di tutta la quantità di acqua potabile erogata, che dovrebbe  essere almeno in parte  sostituita  e compensata dal recupero al massimo dei reflui depurati e delle acque bianche.

Nel Salento pertanto è in atto uno scenario di  distruzione della risorsa idrica sempre più rara, preziosa e inquinata; nello stesso tempo assolutamente dannoso per la salute, per l’ambiente,  per l’economia turistica. Per la persistente  scarsità di   pioggia   la falda non è  rimpinguata   e insieme  si accentua il ricorso all’emungimento dalla  stessa. Tale prelievo è aggravato  anche  dalla  criticità del disseccamento degli ulivi  che comporta la riconversione  di vasti ex uliveti  a colture  irrigue  o  all’impianto di nuove cultivar che richiedono l’irrigazione non solo di soccorso. Ne deriva un accentuato prelievo, incontrollato anche a causa delle svariate migliaia di pozzi abusivi, che favorisce l’infiltrazione dell’acqua salmastra nella falda dolce, il cui uso salinifica e sterilizza i suoli agricoli! Un disastro ambientale in atto da decenni, che rischia di essere irreversibile.

Per questi motivi è un’opzione doverosa e prioritaria il recupero e il riutilizzo  delle acque depurate  e di quelle bianche  in agricoltura  anche in sinergia con i Consorzi di Bonifica. E’ quanto viene sollecitato dalla più recente normativa europea degli ultimi due anni; è una scelta “obbligata”: per il Salento e la Puglia sitibonde dovrebbe essere assunta con assoluta urgenza e priorità. Mentre   invece   siamo   sanzionati dall’U.E. per la cattiva gestione dei depuratori.

Varie proposte   di recupero e  di riutilizzo produttivo delle acque depurate dovrebbero essere prese in considerazione: lo spandimento nei campi attraverso la canalizzazione naturale esistente o quella dei Consorzi di Bonifica, gli impianti di fitodepurazione, l’utilizzo delle cave abbandonate quali bacini di stoccaggio, l’implementazione delle zone umide rivitalizzando quelle tradizionali.

Il recupero  idrico è comunque la precondizione   per  realizzare un grande acquedotto rurale della Puglia (proposta del Presidente Emiliano) seguendo le indicazioni della comunità scientifica e dello stesso Consiglio Regionale della Puglia (finora inattuate) che invitano ad evitare di scaricare in mare e di disperdere nel sottosuolo (al di sotto della falda) le acque depurate, utili per scopi irrigui e industriali,  importanti per il ripascimento freatico.

La criticità nella gestione della rete idrica  è ulteriormente  aggravata, non solo dalla perdite, ma anche da situazioni assurde di spreco: ne è esempio  grave e paradossale quanto da  anni avviene (si è ripresentato  nei primi di maggio) nei grandi serbatoi situati sulle serre di Parabita: molte centinaia di  mc di acqua potabile vengono dispersi in poche ore nelle campagne probabilmente, per il costante prelievo dalla falda  nonostante il riempimento degli invasi, sia quello potabile (AQP ) che quello vicino per irrigazione ( Consorzio Ugento li Foggi) tra loro interconnessi. Una  situazione  che  potrebbe evocarne altre simili!

Le associazioni del territorio non condividono i Mega-Progetti che prevedono lo scarico in mare delle acque depurate nel Salento; denunciano le diverse situazioni di spreco e di inadempienza verso impegni assunti. Le risorse finanziarie dovrebbero essere usate per impianti di recupero e fitodepurazione invece di realizzare mega-condotte ultrakilometriche a Gallipoli o a Nardò per disperdere in mare la quasi totalità della  preziosa materia prima depurata e riutilizzabile; scarichi che potrebbero “favorire” involontariamente  una depurazione meno controllata e rigorosa. Pertanto si chiede la riconversione dei progetti di sversamento delle acque reflue depurate in altri  finalizzati al conseguimento del  loro massimo recupero e riutilizzo, nonché delle acque bianche, e l’attivazione delle reti irrigue rurali  abbandonate.

Il 2021 ricorre il decennale del referendum per l’acqua pubblica: quale miglior modo di commemorarlo (nonostante sia stato insabbiato) se non con un impegno concreto e immediatamente operativo in tale direzione?

UDICON  LECCE , Biagio Malorgio; Forum provinciale  Acqua Bene comune, Marta Innocente;   LILT, Lega Italiana Lotta tumori, Lecce, pres. Carmine  Cerullo;  Forum ambiente e salute, Lecce, Giovanni Seclì;  WWF Lecce, Vittorio De Vitis; ISDE Medici per l’ambiente,Lecce,  Sergio Mangia; Turismo Verde , pres. naz, Giulio Sparascio;  ADOC Alessandro Presicce; Ambiente sano , Veglie, Dario Ciccarese ;  APS ITACA , Galatone,  Fabiano Fazi;; Biblioteca Sarajevo-Arci , Maglie , Giancarlo Costa Cesari;  Casa delle Agricolture, Andrano, Tiziana Colluto; “Catone-Basile” San Cesario, Pino Raganato; Cittadinanzattiva, Maglie, Salvatore Andreani;  Coppula Tisa, Tricase,   Carla Quaranta;  Coordinamento Verde pubblico, Lecce, Maria Cucurachi;  Diritti a sud, Nardo, Rosa Vaglio; La Luna dei Borboni, Tricase , Edoardo Winspeare;  LIDA, Nardò, Massimo Vaglio;   Manu Manu riforesta, Tricase, Vito Lisi; ;  Noi ambiente Galatina, Marcello D’Acquarica;   Officine cittadine Collepasso, Bastien Fillon; PRESIDIO RENATA FONTE  LIBERA, Nardò,  Chiara del Braco; Salento Km zero, Galatina, Francesca Casaluci; Verdesalis, Nardò,  Gianni Casaluce;  Staiterraterra, Racale,  Iolanda De Nola;  Aziende agricole:  Azienda agricola mediterranea,  Ivano Manca , Nardò;  Coop. Terrarossa, Tricase, Daniele Sperti;  Masseria didattica Fattizze, Leverano, Cosimo  Rolli;  Coop.  Agricola Caradrà,  Aradeo, Roberta Bruno;

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Alessano

Strade da rifare: ecco quanto arriva ad ognuno dei Comuni

Cento milioni per le strade pugliesi. L’ammontare del finanziamento paese per paese. Ogni Comune riceverà il contributo calcolato sulla base di due criteri: il 55% sulla base della popolazione residente; il 45% sulla base dell’estensione territoriale

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Si è spesso discusso della difficoltà (eufemismo) dei Comuni a riassestare le disastrate vie dei nostri paesi per l’assenza totale di finanziamenti dedicati dopo lo stop al contributo statale.

Ora la svolta perché parlare di vie disastrose sarà anche poco… intellettuale ma è esattamente ciò in cui ci imbattiamo ogni santo giorno.

È notizia di questi giorni che la Regione Puglia, ha stanziato 100 milioni di euro da distribuire ai Comuni pugliesi con un contributo a fondo perduto.

Con quei soldi si punta a rendere più sicure le strade (almeno una parte di loro) martoriate da buche di ogni forma e dimensione, spesso anche causa di incidenti e molte volte di cadute e infortuni delle persone, con ulteriore dolore e indubbio danno ulteriore sui bilanci comunali (quando si dice la beffa oltre il danno!).

Ogni Comune riceverà il contributo calcolato sulla base di due criteri: il 55% sulla base della popolazione residente; il 45% sulla base dell’estensione territoriale.

Il contributo in euro per ognuno dei centri della provincia di Lecce

Alessano 153.063,69

Alezio 117.632,05

Alliste 145.076,34

Andrano 101.093,42

Aradeo 146.180,71

Arnesano 86.807,02

Bagnolo del Salento 40.674,99

Botrugno 59.668,70

Calimera 121.032,20

Campi Salentina 244.529,43

Cannole 70.083,25

Caprarica di Lecce 57.858,77

Carmiano 219.264,60

Carpignano Salentino 164.349,25

Casarano 363.709,89

Castrì di Lecce 68.847,50

Castrignano dei Greci 74.728,62

Castrignano del Capo 120.272, 56

Castro 43.042,22

Cavallino 227.261,63

Collepasso 109.797,90

Copertino 461.645,24

Corigliano 144.711,41

Corsano 94.421,89

Cursi 74.887,73

Cutrofiano 253.227,52

Gagliano del Capo 108.540,99

Galatina 554.851,39

Galatone 319.122,65

Gallipoli 376.525,46

Giuggianello 39.719,33

Giurdignano 59.252,83

Guagnano 165.181,63

Lecce 1.860.880,43

Lequile 204.058,50

Leverano 307.110,31

Lizzanello 221.119,42

Maglie 245.468,18

Martano 173.459,42

Martignano 37.261,14

Matino 217.478,36

Melendugno 329.756,14

Melissano 124.632,33

Melpignano 55.904,84

Miggiano 65.417,63

Monteroni 228.774,45

Montesano Salentino 56.121,83

Morciano di Leuca 75.115,80

Muro Leccese 106.303,03

Nardò 872.910,91

Neviano 108.058,81

Nociglia 56.113,05

Novoli 149.262,32

Ortelle 55.543,01

Otranto 258.849,30

Palmariggi 40.551,50

Parabita 170.857,65

Patù 42.856,13

Poggiardo 128.215,49

Porto Cesareo 167.574,19

Presicce-Acquarica 232.832,09

Racale 206.009,92

Ruffano 223.702,72

Salice Salentino 249.853,91

Salve 139.471,34

San Cassiano 47.812,32

San Cesario di Lecce 129.748,65

San Donato di Lecce 126.923,76

San Pietro in Lama 67.243,08

Sanarica 50.309,42

Sannicola 143.480,78

Santa Cesarea Terme 102.595,94

Scorrano 176.090,05

Seclì 45.845,87

Sogliano Cavour 67.478,75

Soleto 144.229,05

Specchia 122.480,87

Spongano 77.754,21

Squinzano 259.249,10

Sternatia 69.495,59

Supersano 143.100,52

Surano 42.642,69

Surbo 250.933,12

Taurisano 215.164,69

Taviano 213.988,17

Trepuzzi 249.787,37

Tricase 339.814,24

Tuglie 91.376,36

Ugento 401.134,49

Uggiano La Chiesa 93.888,07

Veglie 333.688,49

Vernole 237.686.01

Zollino 49.305,41

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