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Attualità

A Casarano la solidarietà ripara i danni della politica

Nella difficoltà dalla città emergono grandi esempi di solidarietà: dagli imprenditori che donano al Ferrari cifre significative, a chi realizza mascherine, fino al bimbo che dona il suo soldino

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Tempi strani quelli che stiamo vivendo. Indubbiamente. Tempi sicuramente difficili e “storici” ma che sono riusciti a far riaffiorare i sentimenti delle persone, anche quelli più nobili. Come ad esempio quello della solidarietà.

Anche la comunità di Casarano non è stata da meno e, fra grandi ed importanti iniziative ed altre più piccole ma non certo meno nobili, ha dato un segno più che tangibile di disponibilità e della solita concretezza.

Il primo a dare il via a questa gara di solidarietà è stato Antonio Sergio Filograna, patron della Leo Shoes che, ancor prima che questa maledetta situazione degenerasse, cosciente (come ogni buon casaranese) che il depredato Ospedale “Ferrari”, pur rimanendo sempre un punto di riferimento per tutto il territorio, non ha oggi il numero necessario di postazioni per la terapia intensiva, ha donato all’ASL 100mila euro, affinché le medesime postazioni potessero essere incrementate in previsione di una malaugurata situazione di emergenza.

Sulla stessa scia, solo qualche giorno dopo e sempre all’ASL, altri 100mila euro sono stati donati da Antonio Raone, amministratore della “Acque Pure Italia”; imprenditore che ha eletto Casarano come sua residenza e che, soprattutto, non è nuovo ad iniziative del genere.

Continuando in questa bellissima gara di solidarietà fra imprenditori, il 21 marzo scorso si è aggiunto anche Salvatore Anastasia dell’omonimo mollificio che, ancora nelle disponibilità del Direttore Generale dell’ASL, mette altri 40mila euro, sufficienti per l’acquisto di un’ulteriore postazione completa di terapia intensiva da installare sempre al “Ferrari”.

Per esser solidati non è indispensabile essere necessariamente degli imprenditori e mettere a disposizione decine o centinaia di euro; basta darsi da fare e le idee e la collaborazione di tutti fanno il resto.

Molto bella in tal senso è stata l’iniziativa di Giovanna D’Agnello e di tutta la sua famiglia che, utilizzando la propria tabaccheria come punto di contatto e smistamento e la propria abitazione come laboratorio di produzione, hanno realizzato e distribuito (a fronte di un’offerta volontaria) centinaia di mascherine. Quest’idea ha innescato una rete di collaborazione in chi offriva la stoffa necessaria (del tipo “chirurgico”), così come gli elastici ed i legacci, fino a tutti coloro che, acquistando tali mascherine, hanno contribuito a raggiungere quasi mille euro che serviranno ora all’acquisto di dispositivi sanitari da mettere a disposizione sempre dell’ospedale.

A tutto ciò è il caso di ricordare anche la disponibilità offerta dalla Croce Rossa (Comitato di Casarano) che, oltre a tutto ciò che quotidianamente fa nell’ambito del soccorso, in questo periodo mette a disposizione i propri volontari nell’iniziativa “CRI per te!”: un servizio di spesa e farmaci a domicilio rivolto agli anziani, alle persone fragili ed immunodepresse.

Saremmo stati tutti molto più contenti se tutto questo dramma non fosse mai accaduto ma, ora che lo stiamo affrontando, fa piacere vedere che lo spirito di solidarietà, anche a Casarano, non viene mai meno.

Certo, dopo, passata la tempesta, si dovrà anche discutere del perché e come sia stato possibile che l’ottusa politica abbia depredato un Ospedale attrezzato come il “Ferrari” e che oggi non si senta nessuno ammettere le proprie responsabilità.

Adesso non è il momento; adesso è il momento di dire grazie a chi solidale lo è, a partire dai grandi fino al bimbo che regala il proprio soldino.

Antonio Memmi

Attualità

Tessitura del Salento: futuro a rischio per 113 lavoratori 

L’azienda annuncia stop all’anticipo della Cig straordinaria e assenza di prospettive lavorative. L’appello dei sindacati: “urgente la convocazione della task force regionale”

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Stop all’anticipo degli ammortizzatori sociali e futuro a rischio per i 113 lavoratori di “Tessitura del Salento Industriale”.

Nel corso della riunione da remoto convocata su richiesta dei sindacati di categoria Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil, l’azienda tessile di Melpignano ha annunciato di non essere più disponibile ad anticipare la cassa integrazione straordinaria ai dipendenti e ha anche comunicato che non ci sarebbero più le condizioni per garantire i livelli occupazionali a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Il 22 dicembre scorso, a Roma, si era raggiunto l’accordo tra azienda e sindacati, alla presenza del presidente della Task force regionale Leo Caroli, per la proroga di un anno della cig straordinaria per Contratto di solidarietà, con una riduzione dell’orario di lavoro fino ad un massimo del 60%.

Tuttavia, spiegano i segretari generali di Filctem, Femca e Uiltec di Lecce Franco GiancaneSergio Calò Fabiana Signore, «non si comprende la ragione del ritardo, da parte del Ministero, nell’approvazione della Cigs per Tessitura del Salento. L’azienda in questi mesi ha anticipato i soldi, ma l’iter risulterebbe ad oggi bloccato, stando a quanto ci riferiscono i rappresentanti aziendali, ragione per la quale non è più disponibile ad anticipare le somme dell’integrazione salariale.  Una situazione che, se non sarà sbloccata in tempi rapidi, non ci consentirà di chiedere nemmeno la Cig ordinaria per Covid19 per tutti i lavoratori, per i quali il futuro si preannuncia molto difficile. Abbiamo quindi preso atto della decisione dell’azienda in attesa di capire le ragioni di questo ritardo da parte del Ministero, ma abbiamo chiesto che nel passaggio da azienda ad Inps non vi siano mesi di scopertura economica per i lavoratori».

«Di fatto», riferiscono ancora i sindacati, «abbiamo impiegato gli 80 minuti del video-collegamento per discutere di questo, senza avere alcuna rassicurazione rispetto alle prospettive produttive e occupazionali. Pertanto chiediamo la convocazione urgente della Task force regionale»,  concludono, «affinché siano messe in campo tutte le iniziative necessarie a salvaguardare i posti di lavoro».

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16,5 milioni per gli universitari

Udu: “Soddisfatti ma ancora non basta, la platea cui queste misure si rivolgono risulta particolarmente limitata. Saranno infatti dirette ai borsisti, soprattutto a quelli con Isee sotto i 10 mila euro”

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Ci riteniamo soddisfatti per lo stanziamento, come dichiarato dall’assessore regionale per il diritto allo studio Sebastiano Leo, di 16,5 milioni per gli studenti e le studentesse universitarie che stanno affrontando, in questo particolare momento, difficoltà economiche non indifferenti.

Di questi, 12 milioni saranno destinati al raggiungimento della copertura totale delle borse di studio Adisu per il prossimo anno accademico, dato importantissimo per garantire a tutti di poter accedere ai corsi di laurea degli atenei pugliesi, indipendentemente dalle proprie capacità economiche.

«Siamo, inoltre, particolarmente felici dello stanziamento dei restanti 4,5 milioni», fanno sapere dall’Udu, «per la realizzazione della nostra proposta di istituzione di un bonus, volto al contrasto delle problematiche scaturite da questa emergenza ed in particolare volte a supportare la didattica a distanza e la connettività di rete, che sarà di ben 500 euro a studente».

Come Studenti Indipendenti – Udu, «pur essendo indubbiamente gratificati dall’attuazione di queste misure e dal proficuo e costante dialogo con l’assessore Leo, non possiamo esimerci dal sostenere che queste misure, per quanto consistenti, non siano in grado di arginare le problematiche economiche dell’intera comunità studentesca».

«Si tratta indubbiamente di un consistente passo in avanti, ma non possiamo fermarci qui», dichiarano dal coordinamento dell’associazione, «la platea cui queste misure si rivolgono risulta particolarmente limitata. Saranno infatti dirette ai borsisti, soprattutto a quelli con Isee sotto i 10 mila euro. Una soglia davvero bassa, che non può sicuramente essere d’aiuto alla gran parte di quelle famiglie che, in questo particolare momento storico, si sono ritrovate per mesi senza introiti ed ora devono pagare le tasse universitarie e gli affitti di case di cui al momento non fruiscono. Sono necessarie misure di più ampio respiro. Il diritto allo studio non può essere garantito se per molti si profila l’ipotesi della rinuncia agli studi a causa delle difficoltà economiche. Tutelare le solo fasce di reddito più basse, per giunta i soli borsisti, non dà garanzie a quanti hanno visto a causa della pandemia il crollo dei propri redditi. Qui sta nascendo una nuova categoria di studenti, quella dei nuovi poveri, che ha bisogno di altrettante ed altrettanto urgenti tutele”.

Sono necessarie ed imprescindibili ulteriori misure, principalmente sul fronte affitti e sul fronte tassazione, entrambi ambiti per i quali abbiamo avanzato le nostre richieste agli organi competenti», dichiara Lorenzo D’Amico, portavoce Udu Lecce, «è inoltre necessaria una rimodulazione dei criteri d’accesso alle borse di studio per il prossimo anno accademico, ma anche una rimodulazione dei criteri di conferma delle borse di studio attualmente erogate. Come sindacato non ci fermeremo di fronte ai risultati ottenuti, il lavoro da fare è ancora tanto ed auspichiamo che Università e Regione ne siano consapevoli e continuino ad ascoltare le esigenze di una classe studentesca in enorme difficoltà».

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Covid: solo due nuovi positivi in tutta la Puglia

Altra giornata senza nuovi contagiati nella nostra provincia. UNo dei tre decessi con covid pugliesi, però, è residente nel leccese

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Giornata molto positiva riguardo ai dati del contagio covid in Puglia. Appena due casi, uno nella Bat e uno in provincia di Brindisi su 2.203 test registati con un tasso di incisività pari allo 0,09%.

Ancora una volta, dunque resta indenne da nuovi casi la provincia di Lecce che però registra un nuovo decesso con covid (sono tre in tutta la Puglia)

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 106.873 test.

Sono 2.436 i pazienti guariti mentre sono 1.539 i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 4.46 di cui, 511 nella Provincia di Lecce.

IL BOLLETTINO EPIDEMIOLOGICO DEL 26 MAGGIO

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