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Capitano dei carabinieri Ettore Bianco, eroe partigiano salentino

Celebrazioni e ricordo della figura del Capitano dei Carabinieri Ettore Bianco, nativo di Corigliano d’Otranto. Era e comandante in capo nella battaglia di Bosco Martese

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L’Associazione Nazionale Partigiani D’Italia (A.N.P.I.) della provincia di Teramo, nell’80° anniversario della Resistenza Italiana organizza, nella mattinata di domani prossimo venturo, presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Teramo, le celebrazioni e ricordo della figura del Capitano dei carabinieri Ettore Bianco, comandante in capo della Battaglia di Bosco Martese, nota come primo scontro in campo aperto tra forze partigiane e nazifascisti, avvenuto il 25 settembre del 1943.


Saranno presenti dirigenti dell’ANPI nazionale, i sindaci di Corigliano D’Otranto, Dina Manti, e di Bologna, Matteo Lepore, comuni di nascita e morte di Ettore Bianco, massime autorità civili e militari di Teramo e provincia, associazioni combattentistiche, delegazioni di studenti universitari e di tutti gli istituti superiori delle scuole cittadine e provinciali.


Si segnala che, tra i relatori, figura il Comandante della Legione Carabinieri Abruzzo e Molise – Gen. B. Antonio Neosi, già direttore del Museo Storico dell’Arma, che parlerà del ruolo dei Carabinieri nelle vicende storiche della resistenza.


Capitano dei Carabinieri Ettore Bianco


Nato a Corigliano d’Otranto il 30 gennaio 1917, partigiano combattente, morto a Bologna il 31 giugno 1962, decorato di Medaglia d’Oro e Medaglia di Bronzo al Valor Militare.




  • Medaglia d’Argento al Valore Militare




Motivazione: «Comandante della Compagnia Carabinieri di Teramo all’atto dell’armistizio, con fedeltà, con decisione e con pronta iniziativa, raccoglieva forze per contrastare l’invasione tedesca. Nella località di Bosco Martese radunava militari in servizio, cittadini volontari e qualche decina di ex prigionieri alleati, organizzando un complesso di 1.500 uomini disponendo di numerosi automezzi e di una batteria. Attaccato il 25 settembre da un battaglione tedesco, volgeva in fuga il nemico, infliggendogli serie perdite e facendo prigioniero il comandante. Nei giorni successivi, respingeva nuovi attacchi di forze sempre crescenti e dotate di numerose artiglierie.  Convinto di non poter più resistere ulteriormente in battaglia campale, mutava la formazione in gruppi di guerriglia, distruggeva i materiali non trasportabili, rompeva il contatto con il nemico e gettava il seme della lunga e valorosa lotta partigiana successivamente combattuta nella zona.


Bosco Martese (Teramo), 25 – 26 e 27 settembre 1943».




  • Medaglia di Bronzo al Valore Militare




Motivazione: «Capitano dei Carabinieri, già distintosi all’atto dell’armistizio per pronta, patriottica e coraggiosa iniziativa, dopo l’occupazione della zona da parte dei tedeschi, animava e capeggiava la resistenza armata di formazioni partigiane lottando per 10 mesi in condizioni rese particolarmente difficili dal clima e da massicci rastrellamenti condotti dal nemico. Causava danni ai materiali di guerra, infliggeva sensibili perdite, insidiava efficacemente il transito sulla via Salaria. In ogni circostanza dava ripetute e belle prove di capacità e di coraggio.


Zona di Teramo e di Ascoli Piceno, 29 settembre 1943 – 13 luglio»


Un giorno di fuoco, Bosco Martese


In un articolo de “Il Centro – Edizione Pescara” del 24.9.2013, dal titolo “Un giorno di fuoco Settanta anni fa Bosco Martese” (di Costantino Di Sante), si legge che “Il combattimento di Bosco Martese fu definito da Ferruccio Parri la «prima nostra battaglia in campo aperto» a cui «tutti i resistenti italiani rendono onore». Nonostante questo riconoscimento, nel suo 70° anniversario in molti ancora ignorano cosa sia accaduto. Anche nel dibattito pubblico nazionale la battaglia continua a essere dimenticata. Eppure fu uno dei pochissimi scontri, all’indomani dell’armistizio, che vide le forze partigiane sconfiggere le truppe tedesche. Oltre l’aspetto epico, a renderla unica furono anche le circostanze che portarono centinaia di civili teramani, antifascisti, soldati italiani, prigionieri di guerra e internati stranieri a prendere parte alla battaglia. Questo fu di fatto uno dei primi esempi, sul suolo nazionale, di quell’unità d’intenti internazionale indirizzata a liberare l’Italia e l’Europa dal nazifascismo.


La battaglia si svolse nella località che si trova a circa 30 chilometri da Teramo, sui Monti della Laga. Questo luogo in dialetto è conosciuto come Ceppo. Si racconta che questo nome derivi dalla presenza di un tronco di un colossale albero che, malgrado un fulmine ne avesse incenerito i rami, per anni era rimasto in piedi. Cosa spinse, nel settembre del 1943, centinaia di teramani a raggiungere questo luogo a oltre mille metri di altitudine per combattere i tedeschi? Sicuramente una parte di essi, la più politicizzata, fu indirizzata dal “Comitato insurrezionale” che si era costituito a Teramo dopo l’8 settembre. Capeggiato dal medico antifascista Mario Capuani, alle sue riunioni parteciparono diversi antifascisti teramani. Tra i più attivi i comunisti guidati da Ercole Vincenzo Orsini e gli azionisti. Nei loro incontri, pur con diverse visioni, cercarono di pianificare come riorganizzare le forze disponibili per difendersi da un eventuale attacco dei tedeschi alla città, fino alla decisione del 21 settembre di concentrarsi al Ceppo.


Gli altri, non secondari protagonisti, furono alcuni dei militari che a Teramo si trovavano ancora nelle caserme. La decisione di salire in montagna fu presa in primo luogo dal capitano d’artiglieria Giovanni Lorenzini. In netto contrasto con gli ordini ricevuti dai suoi superiori, di non opporre resistenza in caso di attacco tedesco, Lorenzini iniziò a trasportare il materiale della sua batteria a Bosco Martese. Quando il 19 settembre con i suoi uomini giunse sul posto, qui trovò i fratelli antifascisti Felice e Antonio Rodomonti che vi si erano stabiliti per sfuggire a possibili ritorsioni.


Tra il 20 e il 24 settembre si verifica quasi un pellegrinaggio verso il Ceppo. Oltre ai soldati, arrivano oltre un centinaio di stranieri. Questi sono ex prigionieri di guerra e internati fuggiti dai campi di concentramento. In gran parte inglesi e jugoslavi, ma anche alcuni statunitensi, canadesi, australiani, scozzesi, indiani e neozelandesi. Circa un migliaio sono i civili, di diverse estrazioni sociali e politiche, che salgono in montagna. Gran parte di essi motivati dalla volontà di «combattere il nemico», altri vi giungono per pura curiosità.


Nel frattempo prende corpo l’organizzazione militare, il cui comando viene affidato al capitano dei carabinieri Ettore Bianco. Divisa in tre compagnie: quella del partito d’Azione, quella “Estera” e quella dei comunisti; comandate rispettivamente dall’avvocato Felice Mariano Franchi, dal tenente colonnello Dushan Matiyasevic e dal tenente di artiglieria Francesco Di Marco. Queste sono affiancate dalle formazioni Rodomonti e Ammazzalorso e da un Reparto servizi comandato dal tenente colonnello Guido Taraschi. Il 25 settembre una colonna tedesca, composta da una trentina di camion, dopo aver attraversato la città viene indirizzata da un confidente verso il luogo dove sono concentrati i partigiani. Alle 12.30, avvenne la battaglia che dura circa tre ore.


Secondo alcune relazioni partigiane, furono almeno 50 i tedeschi uccisi, 5 i camion e 2 le autovetture distrutte. Sconfitti, i tedeschi si ritirarono, prima però si vendicarono uccidendo cinque ostaggi catturati a Torricella Sicura, al Mulino di De Jacobis. Nei giorni seguenti, per rappresaglia, trucidarono 3 carabinieri e un militare nella località di Pascellata e Mario Capuani. I resistenti, temendo la reazione tedesca, decisero di organizzarsi in piccoli gruppi dando vita alla lotta di Liberazione che nel Teramano si protrasse per nove mesi. Questi primi partigiani ebbero spesso l’appoggio e l’assistenza delle donne teramane. Tra le tante che si contraddistinsero per l’attività svolta, Margherita Ammazzalorso, Clara De Ciccio, Leonilde Di Felice, Lina Melasecchi. Non ultima Wjlma Badalini, staffetta e figlia del partigiano Nicola, all’epoca capostazione a Teramo e commissario politico della formazione Rodomonti che, il 25 settembre 1945, organizzò la prima commemorazione della battaglia».


Di recente, la figura del Cap. Ettore Bianco è stata compendiata nel libro “Il partigiano salentino Ettore Bianco. 1917-1962” , di Dante Blagho, edizioni Grafiche Giorgiani – 2022.


Scrive il Prof. Mario Spedicato che: «la scelta di biografare un partigiano originario del Salento sul piano storiografico può costituire una novità non trascurabile. Il Salento non ha conosciuto questo movimento antifascista e anti-nazista non perché fuori dalla portata delle operazioni militari, ma per il semplice fatto che i tedeschi rinunciano nel Mezzogiorno d’Italia a difendere stabilmente le loro posizioni logistiche. In estrema sintesi, scelgono di ritirarsi per costruire le loro barriere difensive nel Settentrione, in zone considerate più strategiche. 


Per questa ragione la resistenza partigiana ha avuto il suo teatro operativo soprattutto nel centro-nord, dove si era ammassato l’esercito nazifascista in seguito alla risalita della penisola italiana da parte degli alleati angloamericani.


La parte orientale del Mezzogiorno d’Italia, quella che coincide grosso modo con la regione pugliese, resta, tranne isolati episodi insurrezionali seguiti da rappresaglie naziste, quella meno toccata dal fenomeno della resistenza, lasciando aperte le porte persino al re in fuga da Roma.






Attualità

Quattro giovani imprenditori salentini premiati a Milano

Al Best Financial Advisor Website Awards, evento nazionale del marketing che premia i 5 migliori siti per la consulenza finanziaria

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Un’azienda leccese di giovani imprenditori, protagonista del Best Financial Advisor Website Awards a Milano evento nazionale del marketing per la consulenza finanziaria

Un premio per un riconoscimento ai 5 migliori siti dei consulenti finanziari italiani che si è tenuto grazie all’impegno e alla collaborazione di un’azienda a marchio Lecce: la Rocktech

Si tratta di quattro giovani imprenditori, tutti leccesi: Simone Ingrosso, Marco Barchetti, Giorgio Chiriatti e Andrea Leone che hanno scommesso sul digitale mettendo insieme le competenze acquisite nelle varie esperienze internazionali, creando Rocktech, nata nel 2023 e già attestatasi come realtà affidabile nel panorama nazionale, si occupa di progettazione e realizzazione di siti internet, promozioni di brand e strategie digitali per aziende e professionisti.

La realtà salentina, è sbarcata al prestigioso premio Best Financial Advisor Website Awards a Milano non solo come partner tecnico; gli imprenditori leccesi infatti hanno anche fatto parte della giuria in quanto esperti di siti web e presenza online.

Un’attestazione di professionalità importante per uno degli eventi con maggiore risonanza nel panorama economico finanziario nazionale, che ha visto coinvolti più di 700 candidati la cui scrematura dei 35 finalisti è stata effettuata in forma digitale da più di 3.500 votanti.

Grazie alla collaborazione dei giovani imprenditori leccesi di Rocktech, sono stati i premiati i migliori 5 siti internet di consulenti finanziari italiani.

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Attualità

I duelli dei sindaci di Botrugno, Carpignano, Cursi e Martignano

Tutti i nomi dei candidati consiglieri, le liste, i candidati sindaco al centro dell’attenzione…

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BOTRUGNO

Silvano Macculi, sindaco uscente e già assessore provinciale, corre per il quarto mandato, il secondo consecutivo.

Macculi guida la lista Uniti per Botrugno e, ovviamente, mira a portare a termine le attività avviate.

La sfida al primo cittadino uscente arriva dalla lista Insieme per Cambiare Botrugno che sarà capeggiata dalla candidata sindaca Gabriella Stefanelli, architetto.

La candidata ha dichiarato di credere «fermamente che ogni cambiamento, se lo vogliamo, richiede coraggio, accompagnato da determinazione, competenza e perseveranza».

Silvano Macculi, sindaco

Antonio Mariano 

Lucio Negro 

Stefania Bello 

Antonio Carlo Nicolardi

Massimo Santese

Luciana Longo

Marco Longo

Giovanni Maggio

Gerardo Manzo

Simone Stefanelli

_____________________________________

Gabriella Stefanelli, sindaco

 

Maria Simona Schiattino

Donatella Biasco

Francesca Vergari

Lucio Negro

Claudio Leuzzi

Alessandro Palma

Amedeo Coladomenico

Simone Puce

Walter Renna

Alessandro Manzo


CARPIGNANO SALENTINO

Gli elettori di Carpignano Salentino e Serrano saranno chiamati a scegliere tra l’uscente Mario Bruno Caputo e Lucia Antonazzo.

Mario Bruno Caputo, di professione avvocato, è di nuovo il candidato sindaco della lista Libertà e Democrazia e correrà per il secondo mandato.

L’opposizione uscente, rappresentata dalla lista Progetto Democratico, ha invece fatto sintesi sulla ex consigliera, l’insegnante Lucia Antonazzo.

Mario Bruno Caputo, sindaco

Giuseppe Antonazzo

Federico Bianco

Mario Bruno Calò

Daniela Carrozzo

Fabrizio Catalano

Anna D’Amico

Vincenzo Decimo 

Paola Esposito

Maria Lucia Lanzilotto

Davide Marrocco

Antonio Montinaro

Salvatore Rizzello 

_________________________________

Lucia Antonazzo, sindaco

Daniele Alfiere

Luca Blasi

Salvatore Cancelli

Eleonora Carrisi

Martino Colaci

Diego Coluccia

Ivan D’Autilia

Francesca De Blasi

Santo Fiorillo

Roberto Mangia

Federica Petrachi

Tommasa Russo


CURSI

Corre per il terzo mandato il sindaco uscente Antonio Melcore, 55 anni, funzionario pubblico: è il candidato sindaco della lista Insieme per Cursi.

Dovrà vedersela con William Santoro, 37 anni, imprenditore nel settore turistico.

Santoro, alla sua prima volta come candidato sindaco, è a capo della lista Progetto Cursi, civica inquadrabile nell’area di centrodestra.

Antonio Melcore, sindaco

Valeria Canana

Emanuela Chilla

Samanta Donno

Giovanni Epifani

Daniele Rocco Lanzilotto

Luigi Lanzilotto

Antonio Macrì

Immacolata (Tina) Martes

Annunziata (Nunzia) Mele

Giorgio Pasca

Rebecca Santoro

Andrea Toma

________________________________

William Santoro, sindaco

Davide Baglivo

Angelo Baldassarre

Daniela D’Autilia

Giovanni De Giorgi

Francesco Lanciano

Giuseppe Losurdo

Elisa Mele

Luigi Pellegrino

Maurizio Romano

Antonella Sansò

Erika Sergi

Giacomo Zezza


MARTIGNANO

Dichiarata conclusa l’esperienza da primo cittadino di Luciano Aprile.

Gli elettori di Martignano dovranno scegliere tra due candidati: Luigino Sergio, politico di lungo corso, già primo cittadino, e indicato dal gruppo locale del Partito Democratico è a capo della lista Insieme per Crescere; Antonio Orazio Corianò, capogruppo dell’opposizione uscente, invece, è il candidato sindaco di Martignano Futura , lista che, fedele al nome, punta a rilanciare il paese attraverso il coinvolgimento dei giovani.

Luigino Sergio, sindaco

Luciano Aprile 

Melissa Carcagnì 

Simone De Riccardis 

Davide Greco

Manuele Greco 

Claudia Guido

Laura Martina 

Eleonora Rosato

Roberta Rosato

Vincenzo (Enzo) Rosato

______________________________________

Orazio Antonio Corianò, sindaco

Caterina Bray

Ivan Candelieri

Maurizio Carcagnì

Carla Catalano

Ivan Candelieri

Simona Corianò

Giuseppe Martano

Giuseppe Milanese

Apollonio Giannone

Giuseppe (Pino) Rosato

Giovanni Rizzo

 

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Attualità

Chi sceglie la politica, tutti i nomi a Miggiano, Morciano, Supersano

I candidati consigliere, i sindaci, le liste e i commenti…

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MIGGIANO

Stessa sfida di cinque anni fa a Miggiano per conquistare la fascia tricolore. 

L’uscente Michele Sperti, 46 anni, avvocato e insegnate, vice presidente vicario di Anci Puglia, è nuovamente il candidato di Uniti per Miggiano e punta alla conferma per dare continuità al lavoro avviato.

Cerca invece il colpo di mano, solo sfiorato nel 2019, Marzano, 60 anni, insegnante e capogruppo dell’opposizione uscente a capo della lista Miggiano tutta.

Michele Sperti, sindaco

Salvatore Annesi

Giuseppe Barbieri

Paolo Cacciatore 

Simona Maria Carbone 

Stefano Cosi

Gianluigi Giannelli 

Marco Lisi 

Angelo Mancarella

Maria Antonietta Mancarella

Luciana Mangino 

Mario Michele Orsi

Antonio Surano

______________________________

Santo Marzano, sindaco

Donato Carbone

Emanuele Carbone

Ilaria Carbone

Silvana Carbone

Alfredo De Pascalis

Gennaro Di Lollo

Rocco Longo

Luigi Lisi

Carmine Martella

Alberto Solda

Pasquale Solda


MORCIANO DI LEUCA

Strada spianata per Lorenzo Ricchiuti a Morciano di Leuca. Il primo cittadino uscente avrà l’unica preoccupazione di raggiungere il quorum, per indossare per altri cinque anni la fascia tricolore.

Ricordiamo che prevede che siano eletti tutti i candidati consiglieri compresi nell’unica lista ammessa e il candidato sindaco collegato, purché la lista stessa abbia riportato un numero di voti validi non inferiore al 50 per cento dei votanti, e il numero dei votanti non sia stato inferiore al 40 per cento degli elettori iscritti nelle liste elettorali del comune.

Ai fini del calcolo del suddetto quorum per la determinazione del numero degli elettori iscritti nelle liste elettorali del comune non si tiene conto degli elettori iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) che non esercitano il diritto di voto.

Lorenzo Ricchiuti, sindaco

Walter Colella 

Diego Gabriele Coppola 

Rosa Cosi 

Francesco Antonio Costantini 

Paolo De Giorgi 

Maria Cristina Gaitanaru 

Arturo Pepe 

Gabriella Renna

Sofia Renna

Ombretta Renzo

Francesco Volpe

Carmen Zichella

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SUPERSANO

Corsa a tre per la poltrona di sindaco a Supersano.  Bruno Corrado si presenta per la terza volta agli elettori: il primo cittadino uscente è il candidato sindaco della lista Obiettivo Supersano 3.0.

Sono alla loro prima corsa per la fascia tricolore invece i due sfidanti: Marco Antonazzo è il candidato prescelto per la lista Io Scelgo Supersano; e Bruno Contini è il candidato sindaco della lista Viviamo Supersano.

Bruno Corrado, sindaco

Lucia Brocca

Alessandro Cavallo

Luigi Cocco

Alessandra Deodati

Chiara Malerba

Telemaco Melcore

Paolo Antonio Negro

Sandro Negro

Giuseppe Palese

Antonio Rillo

Mauro Vincenti

Andrea Zezza

_____________________________

Bruno Contini, sindaco

Danilo Beltrante

Daniela Esposito

Pietro Esposito

Anna Giurgola

Angelo Maglie

Alberto Marzo Maggio

Luciana Negro

Sabina Preite

Mafalda Rizzo

Giuseppe Stefanelli

Angela Valentini

Michele Vizzino

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Marco Antonazzo, sindaco

Alessandra Carrozzo

Massimo Casto

Stefania Cossa

Silvia De Vitis

Giorgio Galati

Mauro Gravante 

Simona Macrì

Luigi Maglie

Angelo Marini

Andrea Tarsilla

Michele Valentini

Maria Vita Villani

 

 

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