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Attualità

Giorgia in Salento: scatti, stories e cuore su Instagram

La cantante celebra il suo ritorno immortalandosi a Galatina

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Alle spalle la Chiesa di San Pietro e Paolo di Galatina, sul volto una mascherina che nasconde la gioia di “tornare”.





Lo scrive lei stessa, in poche sillabe. “Salento. Tornare”, accompagnare da un inequivocabile cuore.





È Giorgia, la cantautrice romana, a celebrare il suo ritorno, il suo passaggio, da una terra che chiunque conosca non può che amare.




Uno scatto postato su Instagram. Poche, appunto, le sue parole. Tanti, invece, i commenti. Carichi d’affetto e di stupore. Da parte di più o meno fan. E poi anche una storia con degli effetti speciali e con lo stesso sfondo speciale.










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Ospedale Tricase: un lunedì di un giorno da cani

Assurdo: eppure dovrebbe essere chiaro a tutti in quali casi e condizioni ci si rivolge al pronto soccorso, “l’uomo smartphone” che inneggia alla tecnologia…

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pronto soccorso

Parlare di Sanità allo sbando è pura follia? Non direi, almeno stando a quanto ho appurato di persona stamane in ospedale. Siamo a Tricase, pronto soccorso, ore 9, ma potrebbe essere Lecce, Gallipoli, Casarano, Scorrano o fate voi: il colpo d’occhio è terrificante. Decine e decine di persone costrette ad attendere fuori dalla sala d’attesa causa Covid (immagino), cercano udienza, fresco e riparo dai 37 gradi che nostro Signore ha deciso di irraggiare di buon mattino per riscaldare il clima e le coscienze. 

Quattro ambulanze e 5 macchine in coda, medici e infermieri, come concierge di un 5 stelle, faticano a tenere l’onda d’urto della gente, pazienti che incalzano, pressano, istigano, chiedono di essere visitati, ascoltati, ricevuti, anche per un semplice scambio di opinioni; malati frastornati dal caldo e dall’ansia stesi su una barella, leggono nel soffio del vento una sicura divinazione e scambiano il personale medico e non per il Santo di turno (o una cartomante, una fattucchiera) che li salverà da morte sicura, li farà stare bene o quantomeno allontanerà da loro quella punizione divina dello star male. 

“Seccare” in attesa di ricevere soccorso è disumano, ma è ancora più crudele non ricevere aiuto quando si soffre e l’unico motore che gira a pieno regime, e registra ogni cosa, si sa è il cervello, ci siamo passati tutti, e senza risposte immediate e concrete è capace di tutto.

Una volta dentro cerchiamo di capire come mai tanta gente, che sembra in salute, condivide con noi quella via crucis.  Le risposte sono sconvolgenti: chi ha dovuto saltare una visita oncologica, chi è arrivato per un’emicrania, chi avverte una lieve pressione al petto, chi necessita di sfogare l’umore con qualcuno, chi non ascoltato dal proprio medico curante ha pensato bene di farsi un giro in ospedale. 

Assurdo: eppure dovrebbe essere chiaro a tutti in quali casi e condizioni ci si rivolge al pronto soccorso, “l’uomo smartphone” che inneggia alla tecnologia e ne fa uso ed abuso non riesce a digitare un semplice www ed aprire una semplice “Home” di qualsiasi servizio sanitario ed attenersi alle indicazioni?  

Voi, facebookiani di lungo corso, leoni da tastiera senza criniera, attenti alle critiche e pronti a rimarcare e correggere ogni virgola che come bava vi cade dalla bocca, non riuscite a leggere i più banali consigli di chi si appresta in un pronto soccorso, afferrare che se siete lì senza motivo usurpate il posto a qualcuno che ha più bisogno di voi? Lo faccio io per voi, questo è quanto recita la pagina di un qualsiasi servizio sanitario nazionale: “Deve rivolgersi al Pronto Soccorso: una persona che si trova in condizioni cliniche di possibile immediato pericolo di vita, chi se non sottoposta a terapie mediche specifiche in breve tempo, potrebbe incorrere in elevati rischi per la propria salute; persone con danno traumatico o con sintomi acuti che interferiscono con le normali attività. Non ci si deve rivolgere al Pronto Soccorso: per evitare liste di attesa nel caso di visite specialistiche non urgenti; ottenere la compilazione di ricette; ottenere controlli clinici non motivati da situazioni urgenti; evitare di interpellare il proprio Medico curante; ottenere prestazioni che potrebbero essere erogate presso servizi territoriali (Medico di Famiglia, Poliambulatori, Guardia Medica); per comodità, per abitudine, per evitare il pagamento di ticket”. 

Questo, sia chiaro, non per gettare la croce solo su qualcuno, ma perché se tutti rispettano i propri ruoli, assolvono il proprio dovere (anche di paziente), aiutano medici ed infermieri a far funzionare meglio la macchina, sostengono i sanitari, sotto stress, a non commettere errori, ad auscultare con pazienza i pazienti,  a regolare la loro attività senza pressione, spesso vero detrimento e causa di marchiani sbagli.

Non ultima registro la voce di alcuni medici e infermieri che, meno accaldati per via dell’aria condizionata, ma paonazzi e fuori dalle grazie di Dio, operano nel pronto soccorso e che, forse, aspettavano la goccia (io) per fare traboccare il vaso delle lagnanze, per lamentare la scarsità di personale, i turni massacranti, gli orari  da stalking da lavoro, l’ansia crescente come un sonata di Rossini e l’affluenza, già sopra i limiti ed insostenibile, aumentata causa chiusure di altri pronto soccorso, le frotte di turisti arrivati in Salento, tutto questo ha fatto lievitare gli interventi quotidiani, già colmi, di un ulteriore 20%! E non se ne può più! 

Nonostante tutto la mattinata è filata liscia, panta rei, direbbe il filosofo; nel complesso nell’arco della mattinata la sfilata delle ambulanze è continuata, come rider in un pit-stop arrivavano “consegnavano” e ripartivano, tutti sono stati regolarmente assistiti, ognuno, almeno fino all’una, si è prodigato perché filasse tutto liscio, unica nota stonata il forno del clima che continuava a “cuocere” a tutte le ore e che, forse, ha contribuito si a riscaldare gli animi, ma anche a sfornare una denuncia che, diversamente, non sarebbe mai nata.

Luigi Zito

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In viaggio solo col Green Pass

Decreto in arrivo: certificazione verde necessaria per l’utilizzo di navi, aerei e treni a lunga percorrenza. Per quanto riguarda la scuola, la decisione sull’obbligo vaccinale per il personale scolastico slitterà a fine agosto

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In arrivo una nuova misura del governo per contenere le temuta “quarta ondata”. Dopo aver ufficializzato l’obbligatorietà del Green Pass a partire dal 6 agosto per tutte le attività al chiuso, inclusi ristoranti e bar per la consumazione al tavolo, è in arrivo quella per l’utilizzo di navi, aerei e treni a lunga percorrenza.

Si potrà salire a bordo soltanto con il certificato che attesti la vaccinazione completa, la prima dose di vaccino fatta almeno 15 giorni prima, la guarigione nei sei mesi precedenti, l’esito negativo di un tampone molecolare, antigenico o salivare fatto 48 ore precedenti

Dovrebbe invece rimanere libero l’accesso ad autobus, metropolitane e tram.

L’ufficialità è attesa tra domani e mercoledì 4 agosto quando è stata convocata la cabina di regia: seguirà un decreto governativo con tutte le nuove misure.

Dovesse passare, come pare, la linea del Green Pass obbligatorio da parte della cabina di regia, si porrebbe, ovviamente, la questione dei controlli e delle verifiche.

Indicativamente la verifica del Green Pass dovrebbe avvenire nel momento in cui il passeggero sale a bordo e dovrebbe essere lo stesso personale a effettuarla: esattamente come avviene in genere per documenti di imbarco e di identità.

Se il passeggero esibisce un certificato falso o contraffatto, riceverà una multa e verrà denunciato. Inoltre, il Green pass servirà anche al tracciamento qualora dovesse essere accertata la positività di uno dei passeggeri.

Al momento non sarebbero previsti controlli su autobus e metropolitane: troppo difficile verificare il Green pass di tutti i passeggeri. Il governo, però, ha già chiesto alle Regioni un piano dettagliato sul potenziamento dei mezzi pubblici che potrebbe essere discusso questa settimana insieme al piano per la ripresa della scuola.

Infatti, secondo il Cts la capienza all’80% non è sufficiente a garantire il distanziamento su bus e metropolitane, dunque in vista della riapertura delle scuole, che è prevista in presenza, sarà necessario un sostanziale aumento del numero delle corse.

A proposito di scuola, la decisione sull’obbligo vaccinale per il personale scolastico slitterà a fine agosto. Il governo  potrebbe decidere di intervenire con provvedimenti mirati poco prima dell’inizio del nuovo anno scolastico.

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Pochi casi, nessun decesso

il tasso di positività resta relativamente basso: 1,22%. 66 i nuovi positivi in Puglia, solo 4 in provincia di Lecce

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Sono 66 i nuovi casi positivi registrati in tutta la Puglia, appena 4 in provincia di Lecce.

Va detto che i test registrati complice anche il weekend appena trascorso sono stati meno rispetto alla media, 5.049 ma ciò che fa fede è il tasso di positività che resta comunque relativamente basso: 1,22%.

Nessun allarme, dunque, almeno per il  momento per la temuta variante delta che da altre parti ha già denunciato numeri decisamente più roboanti.

Altra nota positiva: nessun decesso con covid registrato in tutti il territorio pugliese.

IL RIEPILOGO

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati  2.912.103 test.

247.134 sono i pazienti guariti.

2452 sono i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 256.255, di cui 27.735 nella provincia di Lecce.

IL BOLLETTINO DEL  AGOSTO 2021

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