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Dai Comuni

Parcheggi “futuristici” per le marine di Nardò? La provocazione di Mino Frasca

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Mino Frasca, uno dei prossimi candidati sindaco a Nardò, lancia una provocazione sulla scelta che definisce al contempo tardiva e futurista di realizzare nuovi parcheggi nelle marine (clicca qui per leggere la notizia sul progetto avviato dal Comune).




“La necessità di realizzare nuovi parcheggi arriva in ritardo. La stagione estiva è iniziata e l’arrivo dei turisti è alle porte. Ho ascoltato troppo malcontento da parte dei cittadini per tutta una serie di disservizi, dalla mancanza dei trasporti, al problema dei parcheggi. Cittadini che verranno doppiamente penalizzati, oltre alla carenza di parcheggi, si aggiungerà la raffica di multe che colpirà residenti e turisti. O si parcheggia lontano dal mare, a Posto di Blocco, oppure si torna indietro e si scelgono altre destinazioni. Sono e saranno giorni di caos in un momento in cui tutto doveva essere già pronto e rodato. A quanto pare ci sarà un servizio navetta che dovrà trasportare centinaia di persone, mentre, probabilmente, altre rimarranno in attesa della corsa successiva, in un periodo storico in cui è meglio mantenere le distanze. I giovani amministratori hanno tenuto conto del numero di navette necessarie? Hanno quantificato il costo medio per ogni famiglia neretina per poter usufruire di questo servizio? E’ stata fatta un’indagine per capire quanto sarà sfruttato questo servizio?”

“Molti anziani e persone diversamente abili mi hanno manifestato disappunto per questa soluzione che non darà loro modo di arrivare al mare per vari motivi, primo fra tutti l’utilizzo dei tablet e la difficoltà nel salire sulle navette. Troppe iniziative chiaramente non attuabili per la mancanza di tempo e di approfondimento, in un territorio che resta privo di servizi. E comunque, allo stato attuale, la situazione è grave perché non ci sarà il tempo necessario per attuare, in tempi brevissimi, questo progetto troppo “futuristico”, visto che, il 4 giugno verrà visionato il progetto, e quindi, per i cittadini, il problema parcheggio rimarrà insoluto. Per ora sono solo ipotesi quelle prospettate e allo stato di fatto niente di compiuto e realizzato”.


Cronaca

“Fondazione Notte di San Rocco”, presunte truffe per ottenere denaro pubblico: si va a processo

Tre episodi contestati e due caduti in prescrizione. Imputati prosciolti dall’accusa di abuso d’ufficio

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Dopo udienza preliminare, è stato deciso il rinvio a giudizio di tre persone di Ruffano ritenute dal giudice Marcello Rizzo responsabili di truffa finalizzata all’ottenimento di finanziamenti pubblici per la “Notte di San Rocco” di Torrepaduli.

Gli imputati sono il 63enne ex assessore provinciale Pasquale Gaetani, presidente della “Fondazione Notte di San Rocco-pizzica, tamburello, scherma in ronda”, e le componenti del consiglio di amministrazione di quest’ultima, Anna Tommasina Viva, 55 anni, e Maria Ester Cardigliano, 43 anni. Assieme a loro, compare tra gli imputati anche la stessa Fondazione.

Tra gli indagati compariva anche Cesare Vernaleone, scagionato da ogni accusa per un difetto di notifica.

L’inchiesta si muoveva anche sulla scia di un presunto abuso d’ufficio. Reato dal quale sono invece stati tutti prosciolti.

I fatti per i quali si procede sono delle richieste di contributi che hanno portato la Fondazione all’ottenimento di danaro pubblico. Due al sindaco di Ruffano negli anni 2015 e 2016 (rispettivamente di 10mila euro e di 15mila euro). Ed una del 2014 alla Provincia, che avrebbe permesso di ottenere 30mila euro quale sostegno economico dal Consiglio Universitario Interprovinciale Salentino.

Nel 2018 erano stati disposti il sequestro di beni (in cui ricadeva anche una villa) per un valore di 155mila euro e la sanzione interdittiva per la Fondazione. Entrambe le misure erano state successivamente annullate dal Riesame. La somma di 155mila euro derivava al totale dei finanziamenti pubblici finiti sotto la lente della Procura, secondo la quale la medesima cifra complessiva corrispondeva ad altrettante spese giustificate con fatture fittizie emesse dalla ditta “Vernaleone Cesare – La Notizia” del signor Cesare Vernaleone.

Per raggiungere la somma di 155mila euro, bisogna sommare altri due episodi analizzati dai magistrati, e risalenti al periodo tra il 2013 ed il 2014, riguardanti altri due contributi ottenuti dalla Provincia, da 50mila euro l’uno. Questi però, ora, sono stati dichiarati entrambi prescritti.

Restano quindi gli altri tre presunti episodi di truffa per i quali, a breve, verrà indicata la data del rinvio a giudizio.

La posizione degli imputati in una nota del loro avvocato difensore Giancarlo Sparascio: “Le determinazioni assunte dal Giudice dell’udienza preliminare non destano alcuna sorpresa essendo per contro ampiamente prevedibili, confortando la decisione di non costituirsi parte civile, atteso che, in relazione alle uniche contestazioni recate dalle denunce depositate nel 2014, vale a dire quelle di truffa aggravata finalizzata al conseguimento di pubbliche erogazioni quanto ai contributi di 50.000, 00 Euro concessi nel 2013 e nel 2014, provate documentalmente ed oggi dichiarate prescritte, sono trascorsi sette anni soltanto per giungere all’udienza preliminare, peraltro già fissata nella data dello scorso 3 marzo 2021 e giustamente rinviata al 16 giugno considerato che la richiesta di rinvio a giudizio allegata al decreto di fissazione d’udienza risultava addirittura illeggibile. Io stesso mi sono dovuto recare presso la Cancelleria del Gip per ottenere una copia decifrabile della stessa.
Del pari prevedibile la declaratoria di non luogo a procedere per la contestazione di abuso d’ufficio avanzata nei confronti di persone che di tanto non sono mai state denunciate: negli atti di denuncia – querela e, soprattutto, nelle plurime memorie depositate in Procura, l’ipotesi dell’abuso d’ufficio è stata diretta nei confronti di dirigenti ed esponenti della Provincia di Lecce in relazione all’erogazione degli stessi contributi, che nondimeno non sono stati attinti dalle imputazioni, circostanza che avrebbe impedito anche il superamento dei termini di durata delle indagini preliminari che, come noto, comportò la caducazione del sequestro preventivo. Non voglio nemmeno esprimermi sull’applicazione della sanzione interdittiva richiesta senza la fissazione da parte del Gip dell’epoca di un’udienza camerale come previsto dal d.lgs. 231/2001, circostanza che portò all’annullamento dell’interdittiva medesima. Occorre ribadire come l’iniziativa intrapresa dai querelanti sette anni addietro non sia mai stata preordinata al perseguimento di finalità risarcitorie, pur sussistenti, né possa ritenersi essere derivata da motivazioni di matrice giustizialista, ma è unicamente promanata dalla necessaria esigenza di ricondurre in un alveo di liceità l’elargizione di consistenti finanziamenti pubblici tanto nei riguardi dell’originaria Fondazione, mai riconosciuta e, pertanto, inesistente come persona giuridica stante la funzione costitutiva del riconoscimento, quanto a favore della seconda Fondazione omonima che indebitamente venne a sostituirsi alla prima, partecipata dalla Provincia di Lecce ed unico soggetto ad avere titolo a conseguire il contributo di cinquantamila euro che annualmente veniva stanziato nel bilancio provinciale per finanziarne l’attività, contestazioni sulle quali si sarebbe dovuto principalmente radicare il processo ed oggi invece cadute in prescrizione”.

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Corigliano

Dalle sterpaglie al deposito: fiamme lambiscono abitazioni sulla Corigliano-Galatina

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Temperature alte, una fiammella ed un pizzico di incuria possono innescare in men che non si dica incendi di grande portata e pericolosità.

Sembrerebbero questi i fatali ingredienti che han provocato il rogo divampato questo pomeriggio nelle campagne lungo la strada che da Corigliano porta a Galatina. Gli stessi che, in questi giorni, stanno carbonizzando il Salento dalla costa all’entroterra, costringendo addirittura in alcuni casi i vigili del fuoco del comando provinciale di Lecce a chiedere il supporto ai colleghi brindisini.

Nell’episodio che vi raccontiamo di quest’oggi, l’erba alta si è incendiata, dando due appezzamenti alle fiamme a poche centinaia di metri dallo stabilimento Colacem. Le lingue di fuoco, sempre più alte, sono avanzate fino a intaccare un deposito adiacente un casolare.

Minacciosa, la nube di fumo si è levata nell’aria, di un colore sempre più scuro. Dopo la vegetazione, infatti, han preso fuoco anche degli oggetti stipati sul posto. Da lì il fumo nero.

Ai vigili del fuoco ed alla protezione civile l’onere di contenere l’incendio. L’intervento, impegnativo, è durato a lungo. Apprensione per alcune abitazioni del posto. Due in particolare sono state lambite dalle fiamme. Per fortuna nessuna conseguenza per le persone.

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Cronaca

Covid, sempre meglio

Calano i contagi, ma nel leccese si conta anche un decesso

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Anche oggi in Puglia pochi casi: si sono registrati 90 casi positivi su 6.844 test, con una incidenza dell’1,3% (giù dall’1,4% di ieri), il rapporto tamponi/contagi è il più basso degli ultimi sei mesi.

I nuovi positivi in provincia di Lecce sono 24, 20 in provincia di Bari, 16 in provincia di Brindisi, 12 nella provincia Bat, 10 in provincia di Taranto, 6 in provincia di Foggia, 1 residente fuori regione, 1 caso di residenza non nota.

Sono stati registrati 2 decessi, uno in provincia di Lecce e l’altro nel Tarantino.

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 2.597.073 test, mentre sono 235.823 i pazienti guariti.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 252.651 e sono 10.231 i casi attualmente positivi.

Il bollettino epidemiologico Regione Puglia 17.6.2021 è disponibile al link: http://rpu.gl/t4l0V

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