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Attualità

Area Marina Protetta, da Porto Cesareo l’ok all’ampliamento

Il “via libera” decisivo per l’inclusione in AMP del mare di fronte a Portoselvaggio. Ilo sindaco di Nardò Pippi Mellone: «Decisione storica, che ci permette di definire una questione che va avanti da quindici anni»

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«La decisione di Porto Cesareo è storica e ci permette di definire una questione piuttosto complessa, che va avanti ormai da quindici anni». Così il sindaco di Nardò Pippi Mellone commenta la recente delibera del Consiglio comunale di Porto Cesareo che ha espresso parere favorevole alla proposta di riperimetrazione dell’Area Marina Protetta “Porto Cesareo”.


Una decisione che è maturata dopo lunghi anni di confronto tecnico, politico e istituzionale, scaturito dall’iniziale contrarietà del Comune cesarino alla richiesta di riperimetrazione, formulata per la prima volta nel 2006.


La delibera, odierna, infatti, revoca contestualmente le delibere del 2009 con le quali l’assemblea dell’ente jonico manifestava il proprio parere contrario.


Si tratta di un altro, decisivo, passo in avanti sul fronte della battaglia storica sulla riperimetrazione della riserva marina, che includerà un ulteriore tratto di costa jonica i cui fondali hanno un grande valore naturalistico e necessitano di misure di tutela adeguate, cioè il tratto di mare prospiciente il Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano.


Dopo la delibera di assemblea, formalizzata a settembre scorso, il consorzio di gestione dell’area marina è al lavoro per ultimare le procedure e l’iter scientifico già avviato e per la concreta formalizzazione dell’ampliamento, finora sempre bloccato da mancati accordi tra gli enti consorziati. Il prossimo passo sarà il “via libera” del Consiglio comunale neretino, uno dei primi atti in agenda dopo l’insediamento.


L’AMP “Porto Cesareo”, così ampliata, potrà contare inoltre sul supporto tecnico e scientifico di un importante ente di ricerca, la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli,


uno dei più importanti nei settori della biologia marina e dell’ecologia, che dal 1872 svolge ricerca avanzata  nell’ambito della biologia appunto e della evoluzione degli organismi marini.


La Stazione Zoologica rileverà le quote di partecipazione della Provincia di Lecce e il suo ingresso nell’AMP è una novità dal significativo valore scientifico per l’esistenza e l’attività della stessa AMP.

«L’ampliamento» aggiunge il sindaco Mellone, «è una prospettiva che avvantaggia tutto il territorio jonico, non solo Nardò, perché aumenta i profili di tutela e quindi il valore di tutta l’area. D’altro canto, è quanto meno stravagante che il mare di fronte il parco di Portoselvaggio non sia stato compreso sino ad oggi nel perimetro dell’area protetta. I risvolti saranno molteplici: innanzitutto, tutela dell’ambiente marino, ma anche opportunità di valorizzazione a fini turistici, aumento della pescosità delle aree limitrofe come effetto della protezione e quindi vantaggi innegabili per il comparto pesca. Questo è un risultato importante e molto del merito va dato all’ex assessore Natalizio, che ringrazio».


L’area marina protetta denominata “Porto Cesareo” è stata istituita nel 1997 e la sua gestione è stata affidata a un consorzio composto dai Comuni di Porto Cesareo e Nardò e dalla Provincia di Lecce. Si estende attualmente per quasi 17mila ettari di mare e 32 km di costa, tra Punta Prosciutto e Torre Inserraglio (litorale tra Porto Cesareo e Nardò).


Sui fondali dell’area marina sono stati mappati oltre 15 habitat differenti, con un elevatissimo grado di rappresentatività dei popolamenti sommersi del Mediterraneo.


Nell’AMP, inoltre, ricadono tre siti SIC marini. Di notevole pregio ambientale anche l’entroterra, su cui insiste il Parco di Portoselvaggio e Palude del Capitano.


Finalità dell’AMP sono la protezione dell’ambiente marino, la promozione di uno sviluppo socio-eco-compatibile, la realizzazione di progetti di educazione ambientale rivolti a tutte le categorie di portatori di interesse, la promozione e realizzazione di progetti di ricerca scientifica.


Il procedimento per la riperimetrazione è iniziato nel 2006, a seguito di una richiesta inviata dal Comune di Nardò al Ministero dell’Ambiente, ed è proseguita con i vari passaggi previsti dalla istruttoria tecnica e scientifica.


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Don Tonino Bello – Nino Della Notte secondo in Italia e primo in Puglia

Fabrizio Sciuscio del Liceo Artistico ha ricevuto il secondo premio nazionale Giuliano Pini. L’Istituto primo in Puglia a Scuola Open Coesione

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Importante riconoscimento per il “Don Tonino Bello – Nino Della Notte” di Tricase, Alessano e Poggiardo.

Fabrizio Sciuscio del Liceo Artistico ha ricevuto il secondo premio nazionale Giuliano Pini.

Grazie ai docenti di graffica della nostra scuola Antonella Notaro, Barbara Stanca e Giusi De Vitis”, ha dichiarato il dirigente scolastico Anna Lena Manca, “siamo orgogliosi di Fabrizio ed orgogliosi di essere la prima scuola pugliese classificata a livello nazionale nel progetto A Scuola di Open Coesione”.

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Covid, dati di oggi e andamento nei 15 giorni

Secondo il rapporto dell’Istituto superiore della Sanità, nella settimana dal 13 al 19 maggio

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1.632, sono questi i nuovi casi di coronavirus rilevati oggi in Puglia, mentre 13.121 sono i test giornalieri registrati, (incidenza del 12,4%) .

Sono 43.853 (ieri erano 44.868) le persone attualmente positive, mentre 359 (ieri 381) sono ricoverate in area non critica e 21 in terapia intensiva, una in più di ieri.

Sono 3 i decessi che si contano oggi.

Questa la situazione dei nuovi casi per provincia: Bari: 604; Bat: 114; Brindisi: 132; Foggia: 196; Lecce: 328; Taranto: 229.

Quelli fuori regione sono 19 e 10 quelli di provincia in via di definizione.

Dimezzati i contagi in 15 giorni

Negli ultimi 14 giorni  sono quasi dimezzati i casi Covid e cala anche l’occupazione dei posti letto nei reparti di Medicina.

Secondo il rapporto dell’Istituto superiore della Sanità, nella settimana dal 13 al 19 maggio i nuovi casi sono stati 370,3 ogni 100mila abitanti contro i 640, 8 rilevati dal 29 aprile al 5 maggio.

Sotto la media nazionale la nostra regione: 375 casi ogni 100mila abitanti.

L’occupazione dei posti letto da parte di pazienti positivi al virus è scesa al 13,6%, in terapia intensiva è pari al 4,2%.

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Da Sorrento un “progetto per il sud” dimezzato

Diffusione incontrollata dell’eolico, disseminazione incontrollata del fotovoltaico, ristrutturazione rete idrica, rafforzamento rete ferroviaria, interazione fra Università e imprese: sono tanti i temi da affrontare per cambiare

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di Hervé Cavallera 

Il 13 maggio scorso a Sorrento il ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, nel Forum Internazionale del Mediterraneo ha lanciato  “Verso Sud” , un “grande piano di modernizzazione infrastrutturale per cancellare l’isolamento ‘fisico’ che ha condannato e condanna tutt’oggi all’arretratezza interi territori del Mezzogiorno”.

Precisando di trovarsi di fronte ad una svolta decisiva che mette da parte ogni riferimento al passato, il Ministro ha affermato che il Mezzogiorno è  “l’asset più importante su cui investire in questo momento”, facendolo divenire “la piattaforma logistica nel Mediterraneo”. 

Di qui, grazie al PNRR, un programma complesso che vedrà il rinforzo della rete ferroviaria, delle reti idriche, delle connessioni logistiche, della diffusione della banda ultralarga; la creazione di decine di ecosistemi dell’innovazione, con interazione tra università e imprese; l’internazionalizzazione e la competitività delle imprese meridionali; l’irrobustimento  della sanità del Sud, del suo sistema di istruzione; la digitalizzazione della sua pubblica amministrazione; la transizione ecologica ed energetica.

   È seguita la presentazione di un  Libro bianco, volto a collocare il Sud Italia nella regioni di riferimento del Mediterraneo, rafforzando la  sua attrattività e competitività. Il Sud Italia, pertanto,  “deve affermarsi come hub energetico della regione mediterranea, mettendo in connessione la sponda Sud con l’Europa e assumendo la leadership di una strategia regionale energetica e di contrasto al cambiamento climatico”. 

   È evidente che ci si trova dinanzi ad un discorso “storico” che finalmente dice quello che il buon senso avrebbe suggerito alla politica italiana dall’Unità ad oggi: che la posizione centrale dell’Italia nel Mediterraneo avrebbe dovuto favorire, come già nell’antichità, una politica capace di sviluppare le potenzialità del Meridione verso le nazioni affacciate sul mare, senza limitarsi, come invece è stato, ad un indirizzarsi economicamente verso il Centro-Nord Europa.

E tuttavia in questa sede non si intendono analizzare gli errori del passato, sia pure recentissimo, anche perché in qualche modo il Ministro li ha ammessi. Si vuole invece riconsiderare la tesi che “Il Sud può essere la risposta alle tante questioni che interrogano la politica e la società italiana. Il Sud può essere la soluzione al problema della bassa crescita italiana”.

   Ebbene, si comprende molto bene che la realizzazione del progetto richiederà degli anni. Sarebbe peraltro allora importante in questa nuova impostazione analizzare i diversi temi, anche perché l’aspetto quantitativo non sempre corrisponde a quello qualitativo.

Ad esempio, per quanto riguarda l’istruzione non è sufficiente aprire nuove scuole; occorre invece assicurare la qualità delle stesse, la quale implica tra l’altro un avvaloramento della classe docente che risulta tra le meno retribuite dell’Unione Europea.

Cosi la transizione ecologica non deve tradursi in una diffusione incontrollata dell’eolico offshore che rischia  di deturpare la bellezza delle nostre coste, peraltro con conseguente danno turistico. Come la disseminazione selvaggia del fotovoltaico e delle pale eoliche nelle campagne ha limitato la produzione agricola.

Occorre avere misura e scegliere siti adeguati (non a caso pare che la Regione Puglia, su sollecitazione del Movimento Regione Salento, propone l’eolico offshore davanti ai porti industriali di Bari, Brindisi e Manfredonia  e non di fronte alla costa da Otranto a Tricase). 

Necessaria da tempo immemorabile è poi la ristrutturazione della rete idrica, come pure sarebbe opportuno che il rafforzamento della rete ferroviaria prendesse subito in considerazione non tanto l’asse Bari-Napoli, ma anche le parti più periferiche del Mezzogiorno. E ciò non solo per le sacrosante esigenze della popolazione, ma anche in funzione della appetibilità turistica dei territori.

Resta altresì problematica l’interazione tra università e imprese proprio per il carattere privato di queste ultime e di quello pubblico delle università. La stessa internazionalizzazione delle imprese meridionali presuppone un idem sentire europeo che non sempre vi è.

    Come si può vedere da questi rapidi cenni, se è indubbiamente positivo il progetto del ministro nella sua enunciazione generale (e a Sorrento non poteva essere diversamente), diventa fondamentale una presentazione articolata del progetto e della tempistica con conseguente coinvolgimento delle realtà territoriali, in modo che non si proceda secondo logiche aprioristiche, ma si tengano presenti le caratteristiche dei territori, favorendo sin dall’inizio le aree meno “forti” e di solito meno considerate.

Da tempo, infatti, si parla di spopolamento del Sud (del Salento in particolare), con gravi danni per la presenza di generazioni qualitativamente propulsive. Una strategia governativa veramente oculata dovrebbe servire anche a consentire un rilancio delle parti del Mezzogiorno che rischiano un consistente calo demografico, anche perché la rivitalizzazione del Sud non consiste nel farlo diventare meramente punto d’approdo di vari gasdotti. 

    Concludendo provvisoriamente il discorso, se non si possono che apprezzare le indicazioni generali del ministro, diviene poi effettivamente importante che tutto si traduca in un’articolazione operativa che possa essere, come dovrebbe avvenire in una società democratica, analizzata, discussa, verificata.

Si tratta  di una realtà in fieri, la quale, proprio per questo ha bisogno di tradursi in una pianificazione più dettagliata  in vista di corretti miglioramenti. 

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