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Attualità

Banchetto per pensionamenti in municipio: polemica a Racale

Gaetani incalza il sindaco e la maggioranza: “Tutti possono sbagliare, ma dovrebbero essere da esempio. Chiedano scusa”

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E’ polemica a Racale per quanto accaduto prima di Capodanno in Municipio.


Una foto di gruppo immortala i dipendenti comunali, il sindaco e alcuni dei consiglieri di maggioranza a margine di un momento di ritrovo per celebrare il pensionamento di qualche collega prossimo alla pensione.


L’assembramento è certificato dagli scatti e l’opposizione ci va a nozze.

Non si può tacere e far passare inosservato agli occhi dei cittadini quanto è accaduto e documentato da alcune foto”, scrive Davide Gaetani di Racale Noi Ci Siamo, “postate una settimana fa da qualche assessore sul proprio profilo Facebook. Foto che ritraggono tutti i dipendenti comunali, alcuni dei consiglieri di maggioranza e il Sindaco, tutti intenti a festeggiare all’interno del Municipio dove era stato allestito un banchetto in onore di alcuni dipendenti comunali storici andati in pensione. Non è mia intenzione scatenare sterili polemiche, ma vorrei ricordare al Sindaco, che lui è il primo cittadino di Racale, quindi anche la massima autorità sanitaria. Non vorrei cadere nel reato di lesa Maestà ma mi chiedo, come può un Sindaco indossare il cappello da sceriffo, come lui stesso ha scritto, quando è il primo a non osservare ciò che la legge prevede? Come fa a far rispettare le istituzioni quando lui che le rappresenta non le rispetta?“.

Ed ancora: “Queste foto, sono una mancanza di rispetto nei confronti di tutti quei cittadini che cercano di rispettare le leggi, nei confronti di tutti quei commercianti che hanno visto chiuse le loro attività, di tutte quelle famiglie divise nei periodi festivi, di tutti quegli anziani costretti a trascorrere le feste in solitudine. Inoltre sono una mortificazione al lavoro dei medici di base che con i loro appelli cercano di far comprendere a tutti i cittadini quanto sia difficile la realtà che stiamo vivendo nel nostro Paese, sono uno schiaffo ai tanti medici ospedalieri ed infermieri che lottano 24 ore al giorno per far fronte al problema covid. Tutti possono sbagliare e nessuno è un Santo, ma non può passare il messaggio che ciò che non è possibile per i comuni mortali possa essere concesso a chi ricopre un ruolo istituzionale, ma al contrario io credo che noi dovremmo essere i primi a dare il buon esempio“.

Per questo“, conclude Gaetani, “sono certo, che il Sindaco Salsetti e i suoi consiglieri rendendosi conto dell’errore commesso, verranno “illuminati” e troveranno il modo di chiedere scusa pubblicamente a tutti i Racalini, a tutte quelle famiglie e a tutte quelle persone che hanno vissuto sulla propria pelle il problema Covid“.


La situazione Covid a Racale non è tranquillissima: i contagi registrati dall’Asl di Lecce sono 42 (163 i casi da inizio pandemia). Il report indica anche che sono stati vaccinate 37 persone (3,4 ogni mille abitanti).


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Carenza nell’organico anti-Covid di Galatina: “Situazione insostenibile”

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Personale sotto stress nel reparto anti-Covid di Galatina. Lo sostiene la Camera del Lavoro territoriale della Cgil di Lecce con un comunicato in cui si legge che “l’Unità operativa complessa (Uoc) di Malattie Infettive dell’ospedale Santa Caterina Novella è in difficoltà per le gravi carenze della pianta organica. Oggi la Fp-Cgil Lecce ha di nuovo scritto alla Asl ed al prefetto di Lecce, chiedendo assunzioni e stabilizzazione e per contrastare scelte contro intuitive, specie in questo momento storico. La richiesta è chiara – si legge ancora nel comunicato – : potenziare la pianta organica per garantire una turnazione adeguata agli standard. Servono medici ma non solo: sostituire 5 infermieri (2 assegnati ad altro reparto, 2 in malattia prolungata e 1 in pensione); assumere altri 5 infermieri (1 per turno); assumere altri 3 Oss; stabilizzare i 5 Oss il cui contratto scade il 19 marzo. A conti fatti, escludendo il fabbisogno di medici, mancano all’appello: 13 unità da assumere e 5 da stabilizzare.
Nel Padiglione “De Maria” del nosocomio galatinese, dove è dislocata l’Uoc, si contano appena 5 medici, 32 infermieri turnisti (di cui 8 godono dei benefici della Legge 104), 1 unità di personale ausiliario, 11 Operatori socio-sanitari (di cui 5 in scadenza di contratto al prossimo 19 marzo, data entro cui sono “costretti” a godere di ferie maturate e riposi compensativi). Ciò significa che operano su ogni turno un solo medico, 4/5 infermieri ed 1 o 2 Oss per 25 pazienti”. “





“Situazione insostenibile”




“È una situazione insostenibile”, spiega il segretario provinciale della Fp Cgil Lecce, Floriano Polimeno, “anche perché oltre un terzo dei pazienti ricoverati ha necessità di assistenza continua a causa di grave insufficienza respiratoria. Ogni infermiere deve operare sulle due ali del reparto, gestire le corsie, curare il trasporto di materiale e di degenti e badare contemporaneamente a 6 pazienti ciascuno, pazienti che possono essere considerati da terapia sub intensiva per le sintomatologie respiratorie. Situazione ancor più complicata se poi la Asl tarda a sostituire le 5 unità infermieristiche assenti da tempo (2 assegnate ad altro reparto, 2 in malattia prolungata e 1 pensionamento) o, peggio ancora, revoca il 22 febbraio (oggi) l’assegnazione temporanea di alcuni Oss alla Uoc decisi solo venerdì 19 febbraio”.

Non è la prima volta che la Fp Cgil denuncia questa situazione. Il 5 gennaio scorso, dopo due mesi di solleciti alla Asl, ha scritto anche al prefetto, Maria Rosa Trio, denunciando oltre alla carenza del personale anche l’assenza di una squadra deputata alla sanificazione degli ambienti. Dopo l’intervento del prefetto sono comparse le squadre di sanificazione, ma non medici e personale sanitario. “Il sacrificio di questi lavoratori – mandati allo sbaraglio con turni massacranti in spregio ad ogni norma di legge, specie in caso di assistenza di pazienti affetti da Covid-19 -“, continuano dalla Cgil,”consente alla Asl di fregiarsi della gestione della pandemia. In realtà, senza il potenziamento dell’organico sono a rischio degenti e lavoratori: la Fp Cgil Lecce tutelerà in tutte le sedi il personale per i danni che potranno derivare dal perdurare di tale situazione”.


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Tetto scuola Materna a Specchia: l’ex vice sindaco Musio scrive al Commissario

«La Regione ha messo a disposizione 155mila euro per consentire l’intervento. Si garantisca ai nostri bambini la fruibilità della struttura già dal prossimo anno scolastico»

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L’ex consigliere comunale e vice sindaco di Specchia Roberto Musio scrive al Commissario prefettizio Claudio Sergi per chiedere il rifacimento del tetto dell’edificio che ospita la scuola materna di via Montissori.

L’ex consigliere comunale («gli ex amministratori dei piccoli Comuni, soprattutto in assenza di un’amministrazione comunale eletta, restano riferimento per i cittadini che hanno necessità di rappresentare pubbliche criticità») ricorda come nel gennaio 2020 nella veste di vice sindaco, insieme all’allora assessore ai lavori pubblici Gianluca Rizzo ed al responsabile dell’ufficio tecnico Antonio Baglivo, «ci recammo a Bari, presso l’assessorato regionale ai lavori pubblici, con la comune determinazione di risolvere il problema del rifacimento del tetto di quella scuola materna. Intervento che avevamo già incluso in precedenti bandi specifici che non furono finanziati».

«Grazie alla nostra insistenza circa la necessità di un intervento urgente e grazie anche alla sensibilità mostrata dall’allora assessore regionale ai lavori pubblici Gianni Gianni», continua Musio, «la nostra richiesta venne inclusa nelle attività da finanziare in via straordinaria a carico della Regione puglia nei cosiddetti “interventi di somma urgenza”. Come sarà noto ai competenti uffici del Comune di Specchia», sottolinea l’ex vice sindaco, «la Regione ha seguito del nostro intervento ha messo a disposizione della nostra comunità l’importo di 155mila euro per consentire l’intervento».

Musio con la sua lettera chiede al Commissario prefettizio di «porre la massima attenzione all’esecuzione della riparazione del tetto, al fine di garantire ai nostri bambini la fruibilità della struttura già dal prossimo anno scolastico».

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Il Movimento 5 Stelle: «Galatina ha perso 5 milioni di euro»

Il portavoce alla Camera M5S, Leonardo Donno e il consigliere comunale Paolo Pulli: «Un danno per la città, l’ennesimo, che non possiamo più tollerare. Galatina merita di più!».

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«Il Governo Conte aveva stanziato quasi due miliardi di euro (per il 2021) di contributi per investimenti in opere pubbliche, ma l’amministrazione comunale di Galatina non presenta la domanda e perde un’occasione da 5milioni di euro, assurdo!».

A denunciarlo sono il portavoce alla Camera dei deputati del M5S, Leonardo Donno e il consigliere comunale pentastellato di Galatina, Paolo Pulli.

«Con decreto del Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze», spiegano i penta stellati, «lo scorso 23 febbraio sono stati determinati i Comuni a cui spetta il contributo da destinare ad investimenti relativi ad opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio. I Comuni con popolazione superiore a 25mila abitanti hanno potuto richiedere fino a 5milioni di euro. Di Galatina, però, nessuna traccia! E questo perché, stando a quanto abbiamo accertato, nessuno ha presentato domanda».

«Più nel dettaglio», continuano Donno e Pulli, «le risorse del Governo sono destinate alla messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico, messa in sicurezza di strade, ponti e viadotti ed efficientamento energetico degli edifici, con precedenza per quelli scolastici. Risorse fondamentali per la crescita e lo sviluppo della nostra città, che perde la possibilità di ricevere 5 milioni a causa dell’immobilismo, ormai purtroppo noto, dell’amministrazione comunale. Noi siamo sempre disponibili a collaborare, ma evidentemente il sindaco Marcello Amante non ritiene necessario l’aiuto da parte del Movimento 5 Stelle». «Un danno per la città, l’ennesimo», concludono Donno e Pulli, «che non possiamo più tollerare. Galatina merita di più!».

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