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Dai Comuni

Accusato di bancarotta fraudolenta, l’imprenditore Scarlino va a processo

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Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Casarano, sul fallimento di alcune aziende amministrate dal 49enne taurisanese Antonio Scarlino, porteranno a giudizio lo stesso imprenditore assieme al suo legale, Luigi Provenzano, 56 anni, di Matino.





L’accusa è per il primo di bancarotta fraudolenta. Per il secondo, mendacio e falso interno.




Nel processo che si terrà a marzo, verranno vagliate le responsabilità nella gestione della “Diciotto srl”. Scarlino, amministratore unico della società (dedita alla gestione ed all’acquisto di attività quali supermercati ed attività ristorative, tutti prettamente interessati dalla vendita di prodotti di salumeria), avrebbe secondo la Procura occultato 1 milione 670mila euro circa dai redditi dichiarati nel 2015. In più, gli sono imputate altre responsabilità quali il mancato versamento dell’Iva per oltre 200mila euro ed una serie di altre condotte volte a far sparire documentazione utile alla ricostruzione del reale patrimonio aziendale ed in gran parte collegate al giro d’affari che la stessa “Diciotto srl” aveva messo in piedi con la “Wommy srl”, altra azienda gestita da Scarlino.





Più morbida invece la posizione del legale che risponderà di mendaci e falso interno (in concorso con Scarlino) per aver presentato documentazione falsa ad istituti bancari al fine di ottenere degli accreditamenti.


Cronaca

Smaltivano scarti animali in campagna: “Nessun rispetto per la salute pubblica”

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I Carabinieri del Comando per la Tutela Ambientale e del Comando Gruppo Carabinieri Forestali di Lecce, supportati dai Comandi Provinciali dell’ Arma di Brindisi, Lecce, Latina, Roma e Napoli, hanno eseguito oggi 7 provvedimenti cautelari personali e 9 provvedimenti cautelari reali:
– 1 opificio industriale;
– 1 immobile;
– 6 automezzi;
– 1 cisterna,
disposti dal GIP presso il Tribunale di Lecce, su richiesta della Procura locale – Direzione Distrettuale Antimafia – che ha coordinato le indagini, a carico di imprenditori del settore per l’ipotesi di associazione per delinquere, attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, gestione illecita di rifiuti.
L’inchiesta, denominata “Sangue Amaro”, ha avuto inizio verso la fine di ottobre del 2018, a seguito del controllo di un impianto di magazzinaggio di sottoprodotti di origine animale, la O.R.M. s.r.l., ubicata nel Comune di Oria (BR), che si occupa dell’attività di recupero e smaltimento di scarti di origine animale (cd. SOA).
Le indagini condotte nel corso del tempo, hanno permesso di accertare che il materiale ematico, proveniente dalla macellazione degli animali, da gestire secondo una specifica filiera, veniva illecitamente smaltito. In particolare, veniva scaricato all’interno di alcuni terreni e in un pozzo nella disponibilità di uno degli indagati principali, e trasportato anche fuori dal territorio pugliese, con il concorso di 2 aziende operanti in Campania, a Caivano, e nel Lazio, a Latina. 
Al fine di conseguire un ingiusto profitto, gli indagati avevano un proprio ruolo ben definito nell’organizzazione: attraverso l’utilizzo di una cisterna, dopo aver ricevuto da numerosi mattatoi dell’area pugliese ingenti quantitativi di liquido ematico, redigendo falsi documenti di trasporto che attestavano il conferimento presso impianti autorizzati al trattamento, li smaltivano sul nudo terreno e mediante sversamento in un pozzo artesiano, ubicato all’interno di una proprietà privata di Francavilla Fontana, nel brindisino.
Nell’ambito delle indagini sono emerse reiterate condotte illecite da parte dei numerosi indagati.
A dimostrazione della gravità delle numerose condotte poste in essere e della spregiudicatezza degli indagati, il GIP presso il Tribunale di Lecce, nel suo provvedimento cautelare, nel motivare la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza riferisce come “le complessive condotte indagate attengano tutte ad un contesto di operazioni professionali e imprenditoriali per nulla incline al rispetto della normativa posta a presidio della salute pubblica, con gravi implicazioni in tema di procurato inquinamento ambientale che solo nel tempo si potranno concretamente apprezzare laddove il pericolo, concreto, che tanto si realizzi è ineluttabilmente evidente”. 
In totale sono state segnalate le posizioni di 14 soggetti direttamente riconducibili alla gestione illecita di diverse società operanti nel settore della gestione dei rifiuti di varie province d’Italia.
Circa 3 milioni di euro il valore dei beni sequestrati e 300 mila euro l’illecito profitto derivante dal non conforme smaltimento del liquido ematico. 
Nello stesso contesto il Giudice per le Indagini Preliminari disponeva, tra l’altro, il sequestro dell’opificio riconducibile alla società O.R.M. s.r.l. di Francavilla Fontana e di 1 villa nella disponibilità degli amministratori della citata società. 
Circa 60 i Carabinieri impiegati nell’operazione.

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Cronaca

Vento scoperchia rivestimento del santuario: intervento del 115 a Leverano

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Di buon’ora questa mattina i vigili del fuoco sono intervenuti a Leverano per la messa in sicurezza di un edificio.





Si tratta del santuario della Madonna della Consolazione, situato nell’omonima via. A render necessario l’intervento dei pompieri il maltempo: il vento forte, che ha soffiato imperterrito sin da ieri e per tutta la notte, ha scoperchiato una guaina collocata a protezione del tetto della chiesa.





Come si vede nella foto a fine articolo, scattata da E. Landolfo, una lunga striscia del rivestimento in guaina è stata rovesciata sulla facciata dell’edificio, rimanendo pericolosamente penzolante sull’ingresso.




Alle prime luci dell’alba, tre mezzi dei vigili del fuoco (come si vede nella foto in evidenza di William Tarantino) sono intervenuti raggiungendo il tetto del santuario e rimettendo in sicurezza la zona.










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Casarano

È ancora incubo Covid nelle Rsa: focolaio anche a Casarano

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L’incubo Covid continua a tener sveglie le Rsa salentine.





Ambienti protetti, tutelati e isolati che, purtroppo, non sempre possono reggere alla minaccia invisibile e silenziosa del virus. Virus che, talvolta, giunge così in sordina da esser scoperto per caso o da non permettere di ricostruire la catena del contagio.





Mentre a Miggiano la Rssa San Vincenzo tiene botta da ormai qualche giorno (i contagi sono aumentati, ma gran parte sarebbero asintomatici), c’è un nuovo focolaio qualche chilometro più a ovest.




È Casarano a vivere ore di apprensione. La residenza presso il plesso “Euroitalia” ha registrato una serie di positività tra anziani e personale.





Il primo giro di tamponi ha fatto emergere una ventina di casi. Perlopiù ospiti, ma anche un paio di infermieri ed almeno 4 Oss.





Anche qui non è ancora chiara l’origine del focolaio. Sono partiti isolamenti e quarantene e, al momento, per fortuna, non vi sarebbero ricoveri.


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