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Attualità

Pro Loco Tricase: Paolo Scarascia confermato presidente

Eletto il nuovo direttivo: «In continuità con il passato, ma anche con consapevole rinnovazione. Pronti a collaborare con le altre associazioni, l’Unpli, l’amministrazione comunale e tutti i cittadini, nella maniera più proficua e costruttiva possibile»

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Rinnovo degli organi sociali per la Pro Loco Tricase.


I soci si sono riuniti in assemblea lo scorso 29 luglio.


Relativamente al Consiglio direttivo, lo Statuto della Pro Loco di Tricase prevede che detto organo debba essere composto da n. 7 membri mentre le candidature pervenute risultavano essere 8.


Dopo una partecipata e serena discussione, uno dei candidati ha scelto di «fare un passo indietro» e di ritirare la propria candidatura. La scelta del predetto candidato è risultata essere ancor più apprezzabile se si tiene conto che lo stesso comunque ci ha tenuto a precisare che il fatto di non far parte del direttivo non avrebbe certamente fatto venir meno il proprio impegno per la Pro Loco di Tricase e la propria partecipazione attiva alle iniziative della stessa.


Successivamente, si sono svolte le riunioni dei singoli organi sociali per l’assegnazione delle cariche e, pertanto, gli stessi risultano oggi così composti.


Consiglio Direttivo: Paolo Antonio Scarascia, confermato presidente; Vito Sabato, eletto vice presidente; Adriana Maggiore, confermata segretaria; Antonia Ildegarda Morciano, confermata tesoriere; Marta Bramato, consigliere; Roberta Ferramosca, consigliere; Rocco Sparascio, consigliere.

Collegio dei Revisori dei Conti: Daniele Riso, eletto presidente; Giovanni Sergi Battocchio, eletto segretario; Giulio D’Aversa.


Collegio dei Probiviri: Tommaso Serrano, eletto presidente; Francesco Zocco, eletto segretario; Alberto Facchini.


«Sono onorato e gratificato dalla fiducia che, per il secondo mandato consecutivo, è stata in me riposta dal direttivo e da tutti i soci che mi hanno voluto confermare, all’unanimità, quale presidente dell’associazione», ha commentato Paolo Scarascia, «e questo mi sprona ad impegnarmi ancor di più nel ruolo conferitomi». «Particolare gratificazione», ha aggiunto il rieletto presidente, «ho ricevuto nel constatare che tutti i membri del direttivo uscente sono ancora parte attiva della nostra associazione e sono presenti nei vari organi della Pro Loco e questo a dimostrazione del clima di serenità e amicizia che si respira nel gruppo.


Alla nostra squadra si sono inoltre aggiunti anche nuovi elementi che già nel precedente mandato avevano fattivamente collaborato con la nostra Pro Loco e che, in ragione dell’entusiasmo e della volontà di concreto supporto dimostrati, non potranno che portare freschezza ed innovazione».


Per il presidente Scarascia, dunque, «il direttivo neo costituito si pone in un rapporto di continuità con il passato, ma anche di consapevole rinnovazione e sono certo che questo ci permetterà di collaborare con le altre associazioni, con l’Unpli, con l’amministrazione comunale e con tutti i cittadini, nella maniera più proficua e costruttiva possibile continuando a lavorare, con serenità e passione, per la realizzazione di nuove iniziative e per la valorizzazione e lo sviluppo del nostro territorio».


Attualità

“SS 275, una mulattiera: secondo lotto fondamentale”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera firmata del consigliere comunale di Castrignano del Capo Francesco De Nuccio

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Lettera firmata del consigliere comunale del Comune di Castrignano del Capo Francesco De Nuccio

Non si tratta di guadagnare una manciata di minuti nel tragitto Leuca-Lecce.
Il secondo lotto assolve a una duplice funzione: sicurezza stradale per chi transita e vivibilità urbana per chi risiede lungo una mulattiera di 20 km gravata da un’alta densità abitativa, commerciale e produttiva.

Se di giorno si procede a passo d’uomo, di notte, senza traffico, le auto sfrecciano ad alta velocità nei tratti interni agli abitati in gran parte privi di marciapiedi e banchine transitabili. Ben cinque paesi sono letteralmente divisi in due dall’attuale statale, che penetra perfino in tre centri storici ostacolandone i processi di valorizzazione.

Il transito lungo questo serpentone viene interrotto da 13 incroci semaforizzati che, salvo un paio, non potranno essere rimpiazzati da rondò a meno di non voler demolire case, palazzi, chiese, scuole, strutture sanitarie.
Il superamento degli attuali attraversamenti urbani è dunque ineluttabile.

Il secondo lotto, già ridimensionato nel 2011 con l’accordo della c.d. “strada parco” che pose fine al contenzioso con la Regione Puglia, sarà ulteriormente mitigato a seguito dell’ultima revisione concordata tra i sindaci, che attesterebbe a Tricase la riduzione a due corsie.

In definitiva, esso si configura come un’unica circonvallazione di Montesano, Lucugnano, Alessano, Montesardo e Gagliano del Capo.

Vieppiù, i benefici del secondo lotto ricadranno anche su Tiggiano e Corsano, i cui centri abitati, sebbene non intercettati della statale, assorbono parte considerevole del traffico da e per il Capo di Leuca, con analoghi disagi in termini di sicurezza e inquinamento ambientale.
Del resto, solo nei comuni a sud di Tricase risiedono 30.000 abitanti che, sommando le presenze turistiche, triplicano nei mesi estivi.

Un dato, quest’ultimo, che rappresenterebbe un’opportunità di crescita per Tricase, se ben collegata, perchè il bacino di riferimento per le sue attività terziarie e commerciali è storicamente collocato a sud di questo centro, non certo a nord dove le popolazioni intrattengono maggiori relazioni con le città di Maglie e Casarano.

Senza trascurare che pure i Comuni del versante ionico, Patù, Morciano e Salve, e le loro marine, si avvantaggerebbero di questa infrastruttura per i collegamenti con Tricase, Maglie e la costa adriatica.

Anche la retorica sul fallimento del TAC, in passato strumentalizzata da chi si opponeva al raddoppio della statale per interessi localistici, si scontra oggi con un dato di realtà: importanti investimenti pubblici e privati sono in corso nelle zone PIP di Alessano, Corsano, Gagliano e Tricase, che grazie alla realizzazione del secondo lotto della SS275 saranno più interconnesse.
L’ultimo tavolo tecnico svoltosi in Provincia alla presenza del Commissario Marzi ha fatto emergere finalmente da parte di tutti i sindaci un approccio più responsabile e pragmatico rispetto a un’opera che in passato è stata lungamente ostaggio di provinciali campanilismi e derive tribunalizie.

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Attilio, 100 anni di “vita piena e bellissima”

Specchia festeggia un suo cittadino che raggiunge il secolo di vita: tra i ricordi, anche la sanguinosa battaglia di El Alamein

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Specchia in festa per un suo cittadino che compie oggi 100 anni.

La sindaca Anna Laura Remigi saluta così l’importante traguardo: “Attilio Caccetta, un dono per la nostra comunità, per la sua splendida famiglia e per lui stesso che, fin dalle prime battute, con un sorriso pieno e sincero, dopo aver parlato della guerra (ha partecipato alla sanguinosa battaglia di El Alamein), mi confida di aver vissuto una vita piena e bellissima, e che si è divertito tanto. Che spettacolo, un Uomo di altri tempi che, alla fine ha augurato a tutti i presenti tutto il meglio possibile. Grande Attilio, che Dio ti benedica”.

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Sandro Barone, sempre dalla parte dei più deboli

Con la sua associazione di volontariato, è sempre impegnato ad aiutare chi ha bisogno, senza distinzioni

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A Muro Leccese, come in gran parte della provincia, tutti conoscono bene Sandro Barone, 49 anni, che di professione prima della sua invalidità, faceva l’ambulante e che, praticamente da sempre, è impegnato nel sociale, provando con tutte le sue forze ad aiutare chi è in difficoltà senza alcuna distinzione né di etnia né di luogo.

Così è nata l’associazione il cui nome già spiega chiaramente tutta la mission: “Dalla parte dei più deboli”.
Un’associazione di volontariato che non ha fini di lucro neanche indiretto ed opera esclusivamente per fini di solidarietà sociale.
Anche se non è stato facile, abbiamo fermato per qualche minuto Sandro dal suo incedere, per fargli qualche domanda. Ha accettato ma «solo per dare visibilità ed ulteriore forza all’associazione.»

Da quanto tempo sei impegnato ad aiutare il prossimo?

«Da sempre. Chi mi conosce può confermarlo. Aiutare chi è meno fortunato di me è un valore che mi hanno insegnato i miei genitori».

Cosa ti ha spinto sulla via del volontariato?

«Aiutare il prossimo è un valore.
È un qualcosa che devi sentire dentro l’anima, nel cuore. Il resto la fa la società in cui viviamo: basti pensare allo spreco di tutto ciò che ogni giorno buttiamo via e a tutte quelle persone che, invece, sono costrette a rovistare nella spazzatura per trovare qualcosa da mangiare. A molti questo potrebbe sembrare uno scenario sconosciuto e lontano, apparentemente di altri mondi. Non è così! Accade anche dietro casa nostra, nei nostri paesi, nel nostro Salento».

Come, quando e con quali finalità è nata l’associazione “Dalla parte dei più deboli”?

«L’associazione è nata circa 11 anni fa, anche se in qualche modo il gruppo storico si è sempre adoperato per aiutare i più deboli, chi non ha voce. “Dalla parte dei più deboli” è nata per avere la possibilità di aiutare quante più persone possibile»

Quante persone collaborano con l’associazione?

«Siamo circa 80, ognuno di noi dà il suo contributo per quanto possibile, in base ai suoi impegni. Nei punti di riferimento che abbiamo sparsi per tutto il Salento, almeno una volta al mese consegniamo un pacco spesa. Ovviamente dipende anche dagli alimenti che riusciamo a recuperare. Le nostre attività, infatti, si basano sugli aiuti di prima necessità: alimenti, indumenti, ecc. Per tutto ciò che ci viene donato noi troviamo la famiglia che ne ha bisogno».

Durante il lockdown per il covid hai girato la provincia in lungo e in largo per aiutare chi era alle strette.

«È stato un periodo molto triste. Notte giorno ci chiamavano, siamo stati settimane senza riposare. Ci chiedevano di tutto: alimenti, mascherine, tamponi, igienizzanti, guanti, alcol etilico…. Davvero di tutto».

Un episodio che ti ha reso felice?

«Dopo aver aiutato la sua famiglia per anni un ragazzo è riuscito ad entrare a far parte dell’Esercito Italiano. La prima volta che ha avuto una licenza mi ha chiamato e voleva donarmi 100 euro. Abbiamo piantato il seme è questo ha dato i suoi frutti. Quello che era un ragazzo in difficoltà non ha dimenticato ed ha imparato la lezione».

Premesso che la solidarietà debba essere esercitata ogni giorno dell’anno, avete qualcosa in serbo per il prossimo Natale?

«Ogni anno per Feste chiediamo dei giochini per i bimbi e come sempre alimenti di prima necessità e non solo. Inizieremo a breve a pubblicare le richieste sulla nostra pagina facebook».

L’azione di chi promuove la solidarietà è certamente meritoria ma nulla si potrebbe senza il buon cuore di chi contribuisce.

«Dobbiamo ringraziare tutte le persone che ci aiutano ad aiutare. È grazie a loro se riusciamo a dare un pasto a chi non potrebbe mangiare o a donare un sorriso ai bimbi meno fortunati»

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