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Tricase

Tricase: “Per ricordare il nostro Luigi”

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Quando un fratello o un amico ci lascia, è allora che comprendiamo il vero significato della vita. Il suo ricordo continua ad essere vivo nei cuori di chi l’ha conosciuto e amato, e trasforma il dolore in un bisogno più profondo: fare del bene agli altri. Luigi Musarò, scomparso il 18 dicembre 2008, ci lascia una grossa eredità. Oltre alla sua immensa gioia di vivere, alla spensieratezza, alla passione per le auto d’epoca e il ballo, ciò che colpiva di lui era la spiccata sensibilità che si concretizzava in gesti caritatevoli e fraterni. Gli amici del “Topolino Club” di Torino, di cui era socio, lo ricordano per la giovialità dimostrata verso di loro e per il suo sorriso. Nei raduni e nelle sfilate d’auto d’epoca lui arrivava con la sua Alfa 2000 carico d’entusiasmo verso chi avrebbe condiviso il suo amore per la bellezza e per la capacità creativa dell’uomo. Continuare a tenere vivo il suo ricordo significa accettare la sua eredità e farne un progetto di vita.

Maria Grazia Musarò

Attualità

Test precoci: “Efficaci, in particolare sui soggetti asintomatici”

Lo sostiene uno studio dell’Ircss di Bari. Nel 100% dei casi, a test rapido negativo corrisponde tampone negativo, nel 25% dei casi, a test rapido positivo corrisponde tampone positivo. Anche Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani ne sottolinea la validità

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“Efficaci, in particolare sui soggetti asintomatici”: è questa la definizione data ai test precoci dall’Ircss, l’Istituto Tumori Giovanni Paolo di Bari.

Ed anche al TG della Rai, oggi, Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani ne sottolineava la validità.

I test precoci o rapidi, per intenderci sono quelli di cui, burocrazia permettendo, potrebbero presto usufruire gratuitamente Tricase e Lizzanello, grazie alla collaborazione con l’Associazione “Uniti per la Vita” del dott. Mauro Minelli.

Test precoci da utilizzare in prima istanza per Forze dell’Ordine, Medici di Famiglia, Operatori Ecologici, dipendenti dei supermercati ed attività commerciali aperte al pubblico. Successivamente, poi, potrebbero essere utilizzati per le altre categorie professionali.

Alla conclusione riguardo all’efficacia soprattutto sui soggetti asintomatici l’Ircss ci è arrivato al termine di uno studio (“Clinical meanings of rapid serological tests in patients tested for SARS-Co2 rtPCR”), avviato lo scorso 24 marzo, su indicazione della Regione Puglia tramite l’acquisto di kit validati dalla Università di Singapore e autorizzati dal Ministero Italiano della Salute.

Come riporta Baritoday “sono stati eseguiti in tutto 450 test rapidi, 190 dei quali eseguiti su campioni di sangue di pazienti già sottoposti a tampone faringeo e in cui, dunque, era certa la positività o la negatività al virus. I restanti test sono stati eseguiti su campioni di sangue prelevati dal personale in servizio all’Oncologico. Il test rapido, come è noto, utilizza un metodo colorimetrico: è sufficiente un prelievo capillare, con puntura del polpastrello, per rilevare se sono presenti o meno anticorpi anticoronavirus. Il test dura appena 15 minuti”.

I risultati dei test rapidi si sono rilevati concordanti con i risultati del tampone, soprattutto nei soggetti asintomatici: nel 100% dei casi, a test rapido negativo corrisponde tampone negativo, nel 25% dei casi, a test rapido positivo corrisponde tampone positivo.

Si dimostra così l’utilità dei test rapidi per rilevare casi di positività fra la popolazione particolarmente esposta al contagio, come le categorie sopraelencate.

Il direttore generale dell’Oncologico barese, Antonio Delvino, ha sottolineato come il test sia “efficace nel rilevare la presenza di anticorpi, pur con qualche riserva su possibili positività crociate riferite ad altri virus dello stesso gruppo del COVID 19. Può essere utile nei soggetti asintomatici appartenenti alle popolazioni a rischio di contagio, come medici e infermieri, perchè permette di rilevare precocemente eventuali positività, con notevoli vantaggi di rapidità di refertazione e semplicità di esecuzione rispetto al tampone. In particolare, nei soggetti asintomatici la positività del test è molto suggestiva di presenza del virus. Allo stesso modo, un test rapido negativo fornisce forti elementi di probabilità che non ci sia il virus nel muco oro-faringeo; per altro la ripetizione del test ai medesimi soggetti a distanza di sette/dieci giorni minimizza il rischio di errore. Non da ultimo, i test rapidi possono essere certamente utili per verificare il livello di immunità acquisita nella popolazione, nella fase più avanzata dell’epidemia”.

La palla è stata colta la balzo dal presidente della Regione Michele Emiliano che ha già annunciato: “Saranno la Asl di Bari e il Policlinico di Bari a dar vita alle valutazioni sulle popolazioni a rischio medio-alto di contagio rappresentate dal personale sanitario addetto alla cura dei positivi con il supporto per la raccolta dei dati dell’Istituto Oncologico di Bari Giovanni Paolo II”.

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Attualità

“Mia mamma, 90 anni, ha bisogno di cure ma con il coronavirus…”

L’S.O.S. di Antonio da Lucugnano: “Prima della pandemia veniva un ortopedico a casa ogni settimana per alleviare il dolore a gambe e spalle e permettere alla mamma di tirare avanti. Ora non sappiamo più come fare…”

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L’emergenza sanitaria lo abbiamo ribadito più volte non è solo quella solo strettamente connessa al coronavirus ma, in gran parte, ne è una diretta conseguenza.

Come nel caso di Antonio, un nostro lettore di Lucugnano che ci segnala la sua storia anzi, la storia di sua madre che, “a 90 anni è costretta a subire enormi sofferenze alle ginocchia e alle spalle e per questo avrebbe bisogno delle cure di un ortopedico”.

Cosa puntualmente accaduta fino a qualche tempo fa, con un medico dell’Asl che una volta a settimana si recava in casa dell’anziana e provvedeva a quelle operazioni necessarie (estrazione del liquido) per alleviarne il dolore per sette giorni.

Poi, però, la nostra vita è cambiata all’improvviso per colpa dell’infido virus.

Antonio sconsolato racconta: “Da un mese l’ortopedico non viene più. Dall’Asl hanno sospeso tutto. Ho provato a chiamare la Croce Rossa a Lecce ma, dopo aver spiegato la situazione, mi hanno rimbalzato al 118. Rispiego nuovamente tutto, così mi mandano un’ambulanza a casa”.

Tutto risolto? Macchè…! “Il medico giunto a bordo dell’ambulanza ci dice che non può fare granché e che ci vorrebbe un ortopedico. Intanto fa alla mamma una fisiologica contro il dolore. Telefona ad un altro medico e mi dice di richiamarlo al pomeriggio (già  questo altro medico era venuto a casa mia altre volte). A pomeriggio chiamo e il dottore mi dice che a casa non sarebbe venuto. E mi invita a portare la mamma al Pronto Soccorso, cosa che mi era stata fortemente sconsigliata dai sanitari venuti al mattino…”.

Dunque”, riflette amaro Antonio, “ora io dovrei decidere il destino di mia madre e scegliere se farla morire per l’infezione alla gamba o esporla al rischio di contrarre il coronavirus”.

Infine l’appello di Antonio: “Comprendo l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo e la situazione inedita che ha messo tutti in difficoltà. Immagino, però, che nella stessa condizione di mia madre ci siano tante altre persone che in questi giorni non sanno come uscirne. Per tutte loro e non solo per mia mamma bisogna fare qualcosa e anche subito, credo sia umanamente e moralmente doveroso”.

(foto in alto di repertorio)

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Cronaca

Asl: 3 positivi a Tricase. Interviene il sindaco

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Persistono le difficoltà di comunicazione tra ASL e enti locali, già lamentare da molti sindaci in queste settimane all’ombra del coronavirus.

Il primo cittadino di Tricase, Carlo Chiuri, stamattina è intervenuto sul nuovo dato numerico riguardante i casi Covid-19 a Tricase.

“Dai dati diffusi da Asl-Lecce, suddivisi per Comune, a Tricase vengono attribuiti tre casi totali, quindi due in più rispetto a quanto noto nei giorni scorsi”, scrive il sindaco.

“Ribadisco che, stante i tempi di comunicazione dell’esito dei test diagnostici, si tratta ancora di notizie ufficiose, delle quali sono in attesa di conferma tenendomi sempre in contatto con gli organi competenti. A prescindere da ciò, invito tutti ad evitare inutili allarmismi e a non correre alla ricerca dell’identità delle persone coinvolte. Di ciò si occupa il SISP (Servizio di Igiene e Sanità Pubblica) della ASL”.

“Il nostro impegno invece”, chiude, “deve essere quello di restare a casa!”.

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