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Diso

Amministrative a Diso: il Tar fa ricontare i voti

Non conosce soluzione di continuità la battaglia politica a Diso. Ed è come se si fosse ancora in campagna elettorale nonostante lo scorso 16 maggio il voto popolare espresse

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Non conosce soluzione di continuità la battaglia politica a Diso. Ed è come se si fosse ancora in campagna elettorale nonostante lo scorso 16 maggio il voto popolare espresse il nuovo sindaco, Antonella Carrozzo. Ma proprio il voto, anzi i voti, dovranno essere ricontati. Lo ha deciso la prima sezione del Tar di Lecce, che ha fissato per il prossimo 1° luglio il riesame di tutte le schede elettorali, accogliendo così il ricorso del candidato sindaco sconfitto, Guido Bianchi, e della sua lista “Rinnovamento Democratico per Diso e Marittima”. Il 14 luglio ci sarà poi la discussione della causa. Dovranno essere riviste tutte le schede, sia quelle valide che nulle, e le tabelle di scrutinio delle tre sezioni di Diso e Marritima. A fare la differenza a favore di Antonella Carrozzo, lo ricordiamo, sono stati appena 2 voti, ma secondo Guido Bianchi sono 23 le schede dubbie e si capisce chiaramente che tutto potrebbe essere clamorosamente modificato.

Approfondimenti

Laudes ad Astra per i SS. Filippo e Giacomo

Alla fine di una intensa attività di scavo archivistico, individuati committenti ed artisti del coro (cantoria) e pulpito settecenteschi della chiesa di Diso. Al costo di 400 ducati…

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«Sacro utriusque carmine Laudes ad astra tollimus» (traduzione «eleviamo al cielo, col sacro canto, le lodi di ambedue [gli Apostoli]»): recita così la prima strofa del Responsorio latino in onore dei Santi Apostoli Filippo e Giacomo, Patroni e Protettori di Diso.


Anche se non conosciamo con estrema esattezza l’anno di nomina e di elezione dei due Apostoli a Patroni del paese (presumibilmente dai primi decenni del Settecento) la comunità di Diso da oltre tre secoli innalza ed eleva ai loro protettori le lodi più eccelse, espresse in canti e preghiere, culminanti il 1° maggio, giorno della loro festa solenne. Canti e preghiere elevati fino al cielo, dai fedeli congregati nelle assemblee liturgiche, dal coro parrocchiale, dal clero locale e dai tantissimi oratori e panegiristi che si sono avvicendati in occasione della loro festa.

Cantoria e pulpito sono stati finora gli elementi di decoro in queste meravigliose celebrazioni.


A proposito della cantoria un balzo di gioia ed esultanza in quel giorno di ottobre 2000 per la scoperta dell’artefice dell’organo della parrocchiale di Diso.


Quel documento inedito dell’archivio diocesano di Otranto che avevo tra le mani, in attesa di essere inventariato, rivelava la paternità dell’organo tardo ottocentesco a otto registri, opera del maestro barese Giuseppe Toselli.


In realtà si trattava di un inventario analitico dei beni mobili e stabili della parrocchiale di Diso redatto dall’arciprete pro tempore don Pietro Antonio Stasi.


La preziosa segnalazione, fino ad allora sconosciuta alla bibliografia locale, ha trovato degna pubblicazione nella mia monografia «Civium Patroni», edita da Pubbligraf nel 2001, pag. 94.


Dopo venti anni un’altra sorprendente ed inattesa scoperta: quella dell’artefice del coro, del pulpito, dei finestroni e della porta principale della nuova parrocchiale di Diso, componenti realizzati tra l’ottobre 1768 e la primavera del 1769.


L’intensa e proficua attività di scavo archivistico, effettuata presso l’Archivio di Stato di Lecce nei repertori notarili delle piazze di Diso, Spongano e Poggiardo, ha portato alla individuazione di un rogito del notaio Serafino Resce di Diso, datato 9 ottobre 1768 e avente per oggetto «Obbligatio ad invicem, inter Deputatos Ecclesiae Parocchialis Terrae Disi, et Benedictum dè Francesco. Albarano tra li Signori Deputati della Chiesa di Diso, e Maestro Benedetto dè Francesco di Lecce».


Immensa l’emozione di chi scrive nell’aver ritrovato «l’albarano» ossia il capitolato d’appalto per la realizzazione di alcune opere importanti nella nuova chiesa parrocchiale di Diso. In precedenza altri albarani erano emersi dalle carte notarili riguardanti la costruzione della chiesa parrocchiale di Surano, la realizzazione degli stalli in legno del coro delle parrocchiali di Spongano e Poggiardo.


I protocolli di Resce invece ci consegnano la paternità del coro di Diso, quella cantoria che sorregge l’organo del Toselli, e del pulpito che finalmente oggi hanno i nomi, quelli dei committenti e quello dell’ artefice che li ha realizzati. Il tutto a beneficio della comunità parrocchiale e in onore degli Apostoli Filippo e Giacomo.


I «deputati» eletti e nominati dal clero, dalla Municipalità e dal popolo di Diso fin dal 1758 per gestire tutte le operazioni di costruzione e completamento del nuovo edificio parrocchiale, erano lo stesso arciprete don Paolo Villani e il sacerdote dottor don Romualdo Longo. Con indescrivibile impegno, costanza ed enormi sacrifici i due deputati hanno seguito quotidianamente le fasi della riedificazione della chiesa (1758-1763) e successivamente quelle di completamento e arricchimento (altari, tele, arredi, suppellettili sacre e opere d’arte).


Dopo la realizzazione degli altari laterali della navata e dei due cappelloni laterali, assegnati e poi gestiti da alcune famiglie cospicue del paese, dalle Congregazioni laicali e dalle Opere Pie esistenti nella Parrocchia, i due amministratori provvedono agli elementi indispensabili per la celebrazione liturgica: porte, finestre, vetrate, coro e pulpito.


Per questa finalità si avvalgono della maestria di Benedetto De Francesco di Lecce, capo mastro falegname di una prestigiosa bottega leccese.

Convocato a Diso per il rogito davanti al notaio Resce, il maestro De Francesco riceve l’incarico per la realizzazione delle vetrate ai sedici finestroni della chiesa, per la porta maggiore, le due porte laterali della nave dell’edificio e infine per il coro e il pulpito in legno di abete.

Naturalmente nell’atto notarile sono ben distinte e dettagliate le singole voci.


A proposito del coro viene specificato che esso deve essere realizzato «in legno di apeto, à tenore del disegno che si conserva da detto Signor Arciprete…», come anche per il pulpito si precisa di costruirlo «à tenore della larchezza, e lunghezza richiede il luogo dove detto pulpito verrà situato, e fare tutti gli ornamenti, e cartocci necessari, e colorire a color di noce detti Coro, e pulpito, e darvi la vernice…».


In questa foto il pulpito ligneo realizzato dal maestro Benedetto dè Francesco di Lecce. nella foto grande in alto il particolare del pulpito con raffigurazione dello stemma civico di Diso e la data di realizzazione 1769 (foto di Filippo Cerfeda)


Come si può notare nessun elemento tecnico, artistico ed estetico viene trascurato, persino gli ornamenti «orecchiellati» del pulpito. Tutto viene perfettamente eseguito a regola d’arte in modo conforme alle precise disposizioni contenute nell’atto notarile. Addirittura sul pulpito il maestro De Benedetto cesella, su medaglione ligneo, lo stemma dell’Universitas (lo stemma cittadino) ossia l’agnello pasquale con la bandiera in bocca e la data di realizzazione: 1769.


Quale fu il costo complessivo di questa imponente commissione di lavoro assegnata al maestro leccese? Dagli accordi stipulati tra i deputati della fabbrica della chiesa e il maestro De Francesco risulta che l’importo totale era stato fissato per ducati 400, una somma considerevole per quei tempi.


Non va dimenticato che Diso e Spongano erano le parrocchie più popolate della minuscola diocesi di Castro che comprendeva ben quindici paesi, compresa la città di Castro.


La popolazione di Diso, di circa 800 abitanti in quegli anni, poteva permettersi una somma considerevole? I deputati però non hanno alcuna esitazione; sanno benissimo di poter contare sulla generosità dei cittadini, del clero locale, della Municipalità e del sostegno economico di alcune famiglie benestanti del luogo.


Garantiscono al maestro falegname una caparra di 15 ducati, versata in moneta d’argento, ed assicurano il restante pagamento «farlo giornalmente à tenore dell’opra, che si lavorerà».


Il tutto andrà a buon fine e nella primavera dell’anno successivo la nuova chiesa era dotata di porte, finestre, coro e pulpito.


Per la balaustra in pietra leccese che recinta tutta l’area presbiterale bisognerà attendere 30 anni.


L’ultimo pilastro in pietra leccese della balaustra reca infatti la data 1799.


Anni intensi e operosi quelli della seconda metà del Settecento, caratterizzati dalla intensità di fede e dalla fervente devozione verso i Santi Apostoli e Protettori Filippo e Giacomo ai quali, dopo la realizzazione del coro e del pulpito, si innalzarono costantemente dalla comunità di Diso «laudes ad astra».


Filippo Giacomo Cerfeda


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Alessano

Compro casa nel Salento: paese che vai prezzo che trovi

Il mercato immobiliare salentino dopo il covid: il valore al metro quadro degli immobili nelle diverse zone del Salento oggi e il raffronto col gennaio 2020, prima dell’inizio della pandemia da coronavirus

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A Lecce, a gennaio 2021 per gli immobili residenziali in vendita sono stati richiesti in media € 1.243 al metro quadro, con un aumento del 5,43% rispetto a gennaio 2020 (1.179 €/m²).


Negli ultimi 2 anni, il prezzo medio all’interno del capoluogo ha raggiunto il suo massimo proprio nel gennaio 2021.


Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato novembre 2019: per un immobile in vendita sono stati richiesti in media € 1.177 al metro quadro.


Attualmente il prezzo richiesto per gli immobili in vendita a Lecce è stato più alto nella zona centro, con € 1.495 per metro quadro.


Al contrario, il prezzo più basso è stato richiesto nelle zone Torre Chianca, Borgo Grappa, Villaggio Gelsi con una media di € 735 al metro quadro.


Il prezzo più alto per gli immobili in affitto a Lecce è stato registrato nelle zone Università, Via Taranto e Borgo Pace, con € 7,20 al mese per metro quadro. Il prezzo più basso, invece, è stato nelle zone Salesiani, Caliò, Santa Rosa e Cicalella con una media di € 6,00 al mese per metro quadro.


NEL CUORE DELLA PROVINCIA


A Galatina per gli immobili residenziali in vendita sono richiesti in media € 764 al metro quadro, con una diminuzione del 3,29% rispetto a gennaio 2020 (790 €/m²). Negli ultimi 2 anni, il prezzo medio ha raggiunto il suo massimo nel di marzo 2019, con un valore di € 844 al metro quadro. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato settembre 2020: € 736 al metro quadro.


A Cutrofiano, richiesti in media per gli immobili residenziali in vendita € 765 al metro quadro,  con una diminuzione del 8,60% rispetto a gennaio 2020 (837 €/m²). Negli ultimi 2 anni, il prezzo medio ha raggiunto il suo massimo ad agosto 2019, con un valore di € 934 al mq. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato giugno 2020: € 740 al mq.


A Maglie, per gli immobili residenziali in vendita richiesti in media € 891 al metro quadro, con una diminuzione del 1,87% rispetto a gennaio 2020 (908 €/m²). Negli ultimi 2 anni, il prezzo medio ha raggiunto il massimo a marzo 2019:  euro 928 al metro quadro. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato settembre 2019: per un immobile in vendita sono stati richiesti in media € 874 al metro quadro.


A Scorrano la richiesta, in media, è di € 706 al metro quadro, con un aumento del 13,69% rispetto a gennaio 2020 (621 €/m²). Negli ultimi 2 anni, il prezzo medio ha raggiunto il suo massimo nel marzo 2019, con un valore di € 756 al metro quadro. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato gennaio 2020 quando sono stati richiesti in media € 621 al metro quadro.


A Poggiardo il prezzo medio per gli immobili residenziali in vendita è di € 662 al metro quadro, con una diminuzione del 2,79% rispetto a gennaio 2020 (681 €/m²). Negli ultimi 2 anni il prezzo medio ha raggiunto il suo massimo a maggio 2020, con un valore di € 704 al metro quadro. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato novembre 2020: per un immobile in vendita sono stati richiesti in media € 661 al metro quadro.


LA DORSALE ADRIATICA


A Melendugno il prezzo richiesto, in media, è di € 1.340 al metro quadro, con un aumento del 1,90% rispetto a gennaio 2020 (1.315 €/m²). Negli ultimi 2 anni, il prezzo medio ha raggiunto il suo massimo a luglio 2020, con un valore di € 1.366 al metro quadro. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato dicembre 2019: per un immobile in vendita sono stati richiesti in media € 1.312 al metro quadro.


Ad Otranto per gli immobili residenziali in vendita richiesti in media € 1.924 al metro quadro, con un aumento del 2,67% rispetto a gennaio 2020 (1.874 €/m²). Negli ultimi 2 anni, il prezzo medio ha raggiunto il suo massimo nel marzo 2019, con un valore di € 1.993 al metro quadro. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato luglio 2020: per un immobile in vendita sono stati richiesti in media € 1.781 al metro quadro.


A Santa Cesarea Terme il costo medio degli immobili residenziali in vendita è di € 1.471 al metro quadro, con un aumento del 2,08% rispetto a gennaio 2020 (1.441 €/m²). Negli ultimi 2 anni, il prezzo medio nella Città delle Terme ha raggiunto il suo massimo ad aprile 2020, con un valore di € 1.516 al metro quadro. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato settembre 2019: euro 1.411 al metro quadro.


A Castro il prezzo medio degli immobili residenziali in vendita è di € 1.893 al metro quadro, con un aumento del 11,81% rispetto a gennaio 2020 (1.693 €/m²). Negli ultimi 2 anni, il prezzo medio ha raggiunto il top A dicembre 2020, con un valore di € 1.943 al metro quadro. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato marzo 2019: euro 1.660 al metro quadro.


BASSO ADRIATICO


A Diso e Marittima per gli immobili residenziali in vendita sono richiesti in media € 1.113 al metro quadro, con una diminuzione del 9,07% rispetto a gennaio 2020 (1.224 €/m²). Negli ultimi 2 anni, il prezzo medio tra Diso e la sua frazione ha raggiunto il suo massimo nel giugno 2020, con un valore di € 1.237 al metro quadro. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato dicembre 2020: per un immobile in vendita sono stati richiesti in media € 1.048 al metro quadro.

Ad Andrano il costo medio degli immobili residenziali in vendita è oggi di € 669 al metro quadro, con una diminuzione del 9,35% rispetto a gennaio 2020 (738 €/m²). Negli ultimi 2 anni, il prezzo medio ha raggiunto il top a marzo 2019, con un valore di € 831 al metro quadro. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato dicembre 2020: per un immobile in vendita sono stati richiesti in media € 650 al metro quadro.


A Tricase per gli immobili residenziali in vendita si richiedono in media € 867 al metro quadro, con una diminuzione del 2,36% rispetto a gennaio 2020 (888 €/m²). Negli ultimi 2 anni, il prezzo medio tra Tricase, Lucugnano, Depressa, Tricase Porto e Marina Serra ha raggiunto il massimo a settembre 2020, con un valore di € 905 al metro quadro. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato marzo 2019: per un immobile in vendita sono stati richiesti in media € 830 al metro quadro.


A Specchia il prezzo medio degli immobili residenziali in vendita è di € 769 al metro quadro, con una diminuzione del 15,12% rispetto a gennaio 2020 (906 €/m²). Negli ultimi 2 anni, il prezzo medio ha raggiunto il suo massimo nel marzo 2019, con un valore di € 1.002 al metro quadro. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato luglio 2020: euro 764 al metro quadro.


Ad Alessano immobili residenziali in vendita ad un prezzo medio di € 778 al metro quadro, con una diminuzione del 5,81% rispetto a gennaio 2020 (826 €/m²). Negli ultimi 2 anni, il prezzo medio ha raggiunto il suo massimo nel luglio 2019, con un valore di € 867 al metro quadro. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato marzo 2019: per un immobile in vendita sono stati richiesti in media € 758 al metro quadro.


A SUD OVEST


A Casarano per gli immobili residenziali in vendita sono richiesti in media € 765 al metro quadro, con un aumento del 6,69% rispetto a gennaio 2020 (717 €/m²). Negli ultimi 2 anni, il prezzo medio ha raggiunto il suo massimo nel gennaio 2021, con un valore di € 765 al metro quadro. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato luglio 2019: per un immobile in vendita sono stati richiesti in media € 685 al metro quadro.


A Taviano prezzo medio degli immobili residenziali in vendita sono di € 904 al metro quadro, con un aumento del 4,03% rispetto a gennaio 2020 (869 €/m²). Negli ultimi 2 anni, il prezzo medio all’interno ha raggiunto il suo massimo nel settembre 2020, con un valore di € 931 al metro quadro. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato novembre 2019: per un immobile in vendita sono stati richiesti in media € 830 al metro quadro.


A Racale immobili residenziali in vendita al prezzo medio di € 748 al metro quadro, con una diminuzione del 14,12% rispetto a gennaio 2020 (871 €/m²). Negli ultimi 2 anni il prezzo medio ha raggiunto il suo massimo nel settembre 2019, con un valore di € 1.014 al metro quadro.


Ad Ugento per gli immobili residenziali in vendita richiesti in media € 1.195 al metro quadro, con un aumento del 6,51% rispetto a gennaio 2020 (1.122 €/m²). Negli ultimi 2 anni, il prezzo medio tra Ugento, Gemini, Torre San Giovanni e le altre marine, ha raggiunto il suo massimo nel novembre 2020, con un valore di € 1.244 al metro quadro. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato giugno 2019 con una media di € 1.060 al metro quadro.


A Taurisano immobili residenziali in vendita ad una media di € 626 al metro quadro, con una diminuzione del 0,63% rispetto a gennaio 2020 (630 €/m²). Negli ultimi 2 anni, il prezzo medio ha raggiunto il top nel luglio 2019, con un valore di € 710 al metro quadro. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato febbraio 2020: per un immobile in vendita sono stati richiesti in media € 624 al metro quadro.


A Salve immobili residenziali in vendita ad una media di € 1.557 al metro quadro, con un aumento del 6,79% rispetto a gennaio 2020 (1.458 €/m²). Negli ultimi 2 anni, il prezzo medio tra Salve e marine ha raggiunto il suo massimo nel mese di ottobre 2020, con un valore di € 1.667 al metro quadro. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato marzo 2019 con una media di € 1.301 al metro quadro.


A Morciano di Leuca per gli immobili residenziali in vendita richiesti in media € 1.205 al metro quadro, con un aumento del 6,64% rispetto a gennaio 2020 (1.130 €/m²). Negli ultimi 2 anni, il prezzo medio tra Morciano, Barbarano e Torre Vado ha raggiunto il massimo ad agosto 2020, con un valore di € 1.229 al metro quadro. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato proprio gennaio 2020 (€ 1.130 al metro quadro).


NEL CAPO DI LEUCA


A Tiggiano per gli immobili residenziali in vendita richiesti in media € 612 al metro quadro, con una diminuzione del 18,29% rispetto a gennaio 2020 (749 €/m²). Negli ultimi 2 anni, il prezzo medio ha raggiunto il suo massimo nel mese di Ottobre 2019, con un valore di € 844 al metro quadro. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato marzo 2019 con una media di € 575 al metro quadro.


A Corsano gli immobili residenziali in vendita costano in media € 710 al metro quadro, con una diminuzione del 0,28% rispetto a gennaio 2020 (712 €/m²). Negli ultimi 2 anni, il prezzo medio ha raggiunto il suo massimo nel mese di dicembre 2019, con un valore di € 766 al metro quadro. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato ottobre 2020: per un immobile in vendita sono stati richiesti in media € 693 al metro quadro.


A Gagliano del Capo gli immobili residenziali in vendita hanno un prezzo medio di € 1.719 al metro quadro, con un aumento del 9,56% rispetto a gennaio 2020 (1.569 €/m²). Negli ultimi 2 anni, il costo medio ha raggiunto il top a giugno 2019, con un valore di € 2.331 al metro quadro. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato giugno 2020, quando sono stati richiesti in media € 1.446 al metro quadro.


A Castrignano del Capo e Leuca gli immobili residenziali oggi hanno un costo medio di € 1.438 al metro quadro, con una diminuzione del 7,11% rispetto a gennaio 2020 (1.548 €/m²). Negli ultimi 2 anni, il prezzo medio tra Castrignano del Capo e la sua marina ha raggiunto il suo massimo ad aprile 2019, con un valore di € 1.776 al metro quadro. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato dicembre 2020, quando per un immobile in vendita sono stati richiesti in media € 1.427 al metro quadro.


(fonte dati immobiliare.it)


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Andrano

Minori in strutture, Comuni in difficoltà

Il Consorzio per i Servizi Sociali di Poggiardo ha incontrato il neo assessore regionale Rosa Barone. Al centro i temi riguardanti i minori: interventi indifferibili per i ricoveri dei minori in strutture su disposizione del Tribunale dei Minorenni, i cui relativi costi mettono in difficoltà i singoli Comuni, e integrazione scolastica

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Il presidente del consiglio di amministrazione del Consorzio per i Servizi Sociali dell’Ambito di Poggiardo, Fernando Antonio Minonne, ha incontrato il neo assessore alle Politiche Sociali della Regione Puglia, Rosa Barone, alla quale ha illustrato punti di forza e criticità del Consorzio, soffermandosi in particolar modo sulla problematica (comune anche ad altri Ambiti Territoriali Sociali pugliesi) relativa agli interventi indifferibili per i ricoveri dei minori in strutture su disposizione del Tribunale dei Minorenni, i cui relativi costi mettono in difficoltà i singoli Comuni.


«Desidero ringraziare l’assessore regionale per il particolare interesse e la sensibilità manifestata su temi così importanti che richiedono un notevole sforzo finanziario da parte dei Comuni», ha sottolineato Minonne, «e confidiamo che nella stesura del nuovo Piano regionale per le Politiche Sociali possano essere destinate risorse aggiuntive da parte della Regione. È stato fatto presente che per questo servizio i Comuni si sono trovati a dover far fronte a delle spese piuttosto onerose in proporzione all’esiguità dei bilanci ma che tuttavia per garantire l’incolumità e la tutela dei minori non si sono tirati indietro accollandosi tutte le spese».


«Peraltro l’Ambito di Poggiardo, nello spirito di solidarietà che lo contraddistingue», ha aggiunto il presidente del Consorzio per i Servizi Sociali, «è già intervenuto creando a tal proposito un fondo di solidarietà di 80mila euro che negli ultimi anni è stato aumentato a 90mila euro».


Negli ultimi tempi la spesa totale per gli interventi indifferibili a favore di minori ricoverati in strutture è costantemente aumentata e per quanto riguarda l’Ambito di Poggiardo ammonta a circa 250mila euro annui. Una cifra importante tanto più se si considera che dello stesso Ambito fanno parte piccoli Comuni di circa mille abitanti che per questo servizio hanno sostenuto costi talvolta anche superiori ai 100mila euro l’anno.


L’altra criticità con la quale gli Ambiti si devono misurare e che Minonne ha fatto presente nel corso dell’incontro riguarda il servizio di integrazione scolastica che il Consorzio dovrebbe garantire in compartecipazione con la ASL ma che di fatto “è costretto” a svolgere (facendo affidamento quasi esclusivamente sul proprio personale e contando su un budget all’uopo insufficiente ponendolo nell’imbarazzante alternativa di dover lasciar soli i minori disabili o di trovare una soluzione che possa dare risposte adeguate alle famiglie compromettendo tuttavia al contempo l’ottimale svolgimento dell’attività lavorativa degli operatori assistenziali).

«L’Ambito di Poggiardo», ha precisato ancora Minonne, «è quello che riceve meno risorse in quanto ha una popolazione tra le più basse della Puglia ma ciononostante continua ad assicurare l’assistenza a scuola dei bambini disabili svolgendo un servizio che doveva essere garantito in compartecipazione


con il personale della ASL assunto ex Legge Regionale n. 16/1987 il quale però, tra pensionamenti ed altri incarichi, è attualmente ridotto al lumicino tanto che in quest’ultimo periodo l’Ambito si è dovuto far carico quasi integralmente della domanda di assistenza in continua ascesa proveniente dalla scuola. Anche in questo caso si tratta di una situazione che rischia di divenire insostenibile se la Regione Puglia non dovesse intervenire con risorse adeguate».


L’ambito di Poggiardo, lo ricordiamo fa riferimento all’area che comprende i Comuni di Andrano, Botrugno, Castro, Diso, Giuggianello, Minervino di Lecce, Nociglia, Ortelle, Poggiardo, Sanarica, San Cassiano, Santa Cesarea Terme, Spongano, Surano, Uggiano la Chiesa.


Intanto l’incontro sembra aver prodotto i suoi primi effetti: c’è da registrare, infatti, una nota regionale inviata a stretto giro a tutti gli Ambiti finalizzata alla conoscenza della situazione relativa al servizio di integrazione scolastica. Chissà che non possa essere un primo passo nella direzione auspicata.


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