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Attualità

Il poliziotto e lo stress

I rischi del Servizio di Polizia, come gestire al meglio i fattori stressogeni e come affrontare in modo saggio e fiducioso il servizio di Polizia: convegno e aggiornamento professionale a Lecce

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“Il cittadino si aspetta che il poliziotto abbia la saggezza di Salomone, il coraggio di Davide, la forza di Sansone” , scriveva Vollmer.


E ancora oggi come cittadini ci aspettiamo, giustamente, il massimo in tutti i campi da parte degli operatori delle Forze dell’ordine. Dimenticando a volte, però, che si tratta pur sempre di esseri umani e come tali anch’essi sottoposti a continui stimoli di varia natura che ingenerano una certa soglia di stress.


Imparare a gestire al meglio i fattori stressogeni è il tema che il Sindacato di Polizia Silp Cgil con la collaborazione della Camera del Lavoro CGIL Lecce e di Associazione Cerchio Blu di Firenze affronterà nel Convegno “I Rischi del Servizio di Polizia” previsto per domani, giovedì 12 ottobre, dalle 9 alle 12, presso la Sala Riunioni della Questura di Lecce.

Il convegno (aperto a tutti) affronterà i temi dello stress correlato al lavoro in polizia, i fattori che concorrono a delinearlo e la loro gestione efficace, tramite gli interventi di Graziano Lori, Presidente dell’Associazione Cerchio Blu di Firenze; Cristina Di Loreto, psicologa fiorentina facente parte dell’affiatata squadra di Cerchio Blu (esperta in psicologia dell’emergenza tratterà gli aspetti correlati ai fattori traumatici del lavoro in polizia); Fabrizio Ciprani, medico della Polizia di Stato Direzione Centrale Sanità; Massimo Montebove, responsabile nazionale della comunicazione di Silp Cgil. I relatori affronteranno la gestione della comunicazione di cattive notizie ai familiari delle vittime e le modalità di fronteggiare il delicato ruolo di messaggeri“, spesso spettante agli operatori delle Forze dell’ordine come nel caso di decessi per incidenti stradali.


Introdurranno la giornata formativa il segretario generale provinciale Silp Cgil Antonio Ianne, il segretario nazionale Silp Cgil Pietro Colapietro e la segretaria generale provinciale Cgil Valentina Fracassi. L’evento ha validità di aggiornamento professionale.


Attualità

Gli Attivisti di Tricase senza più… le 5 Stelle!

Francesca Sodero: “In atto un processo di autodistruzione mascherato da evoluzione, innescato sol perché la leadership naturale del M5S, incarnata da figure quali Alessandro Di Battista, avrebbe creato qualche problema agli equilibrismi di palazzo! Non ho voluto essere parte di tutto questo e sono giunta alla decisione dolorosa di disiscrivermi, come molti altri hanno fatto negli ultimi mesi”

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Tempo di divisioni, distanze difficilmente colmabili e riflessioni sul futuro non solo a livello nazionale negli ambienti di quello che è o forse era il MoVimento 5 Stelle.


Non solo a livello nazionale. Ad esempio è facilmente riscontrabile come il Gruppo Attivisti di Tricase sulla propria pagina ufficiale Facebook non esponga più alcun vessillo che richiami al MoVimento 5 Stelle. Piuttosto campeggia come foto di copertina un’immagine neutra che richiama all’attivismo politico e sociale ma non dà più riferimenti ad alcuna appartenenza.


Circostanza confermata dalla ex consigliera comunale Francesca Sodero, storica e battagliera attivista dei pentastellati: “È in atto un tentativo di liquidazione dell’identità 5 stelle, nel modo più aggressivo e scorretto che si potesse pensare”, spiega la ex consigliera, “dall’estate 2020 è stato un crescendo di decisioni politiche calate dall’alto prese da un manipolo di soggetti non legittimati da alcuna elezione interna che hanno, nell’ordine: disconosciuto e contrastato le richieste dei territori di proseguire su un binario autonomo rispetto alle altre forze partitiche e in un campo post-ideologico; rinnegato il metodo della democrazia diretta, passando al mantra “la politica la fanno gli eletti” (peccato non averlo detto prima di essere votati); cancellato in un sol colpo tutto il patrimonio di principi e valori che il M5S ha portato nella politica, fino a mettere in discussione il vincolo dei due mandati, regola aurea per contrastare quel professionismo che in politica da sempre affossa il rinnovamento e crea mostri di consenso interessati solo al proprio orticello e all’auto-conservazione”.


Francesca Sodero consigliera comunale del MoVimento 5 Stelle


Per non parlare dei contenuti politici identitari, disintegrati da una miriade di giravolte”, aggiunge”, spiega la ex consigliera, “l’ultima delle quali riporta addirittura in auge il ponte sullo Stretto!”.

Oggi gli iscritti vengono trattati come sacchi di patate”, insiste la Sodero, “nell’illusione che la popolarità di Giuseppe Conte possa far apparire candida una manovra scorretta e inaccettabile, ossia quella che vuole cancellare le decisioni dal basso assunte tramite gli stati generali di fine 2020, anch’essi manipolati dall’alto e mediante la formulazione di quesiti ingannevoli”.

Per la tricasina trattasi di “un processo di autodistruzione mascherato da evoluzione, innescato sol perché la leadership naturale del M5S, incarnata da figure quali Alessandro Di Battista, avrebbe creato qualche problema agli equilibrismi di palazzo!”.

”Non ho voluto essere parte di tutto questo” spiega, “e sono giunta alla decisione dolorosa di disiscrivermi, come molti altri hanno fatto negli ultimi mesi”.


Per fortuna”, conclude Francesca Sodero, “ai territori resta l’interlocuzione con alcuni eletti che non si sono piegati a questa deriva democristiana che li condannerebbe ad essere spettatori impotenti dinanzi alla restaurazione dei personaggi e dei metodi della vecchia politica. Da questo si spera che possa nascere un movimento più simile a quello originale, seppure maturato in tanti aspetti, di cui il nostro Paese ha ancora fortemente bisogno, soprattutto nella ricostruzione post pandemia”.


Giuseppe  Cerfeda


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Approfondimenti

Tutti sani e in forma con la dieta mediterranea pugliese

Sono passati dieci anni da quando la dieta mediterranea è stata nominata Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO

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La Puglia è famosa per la sua natura incontaminata, i borghi ricchi di storia, le località turistiche, ma anche per la sua cucina. Ed è proprio qui, in questa regione, che è possibile assaporare il gusto di piatti preparati con ingredienti freschi e salutari, per ritrovare la forma fisica, ma anche per imparare cos’è la cultura del cibo e riscoprire una convivialità legata al mangiar bene. 


Il regime alimentare più famoso del mondo


Sono passati più di dieci anni da quando, nel 2010, la dieta mediterranea è stata nominata Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO. Un importante riconoscimento dovuto sia all’eccellenza degli ingredienti, che a tutto ciò che ruota intorno ad una tradizione del cibo. La dieta mediterranea, infatti, oltre ad essere apprezzata dai palati più esigenti, è anche considerata universalmente come un mezzo per prendersi cura della propria salute e migliorare la qualità della vita.


La Puglia è una regione dove la varietà e la freschezza degli ingredienti permettono di “declinare” al meglio questo regime alimentare, che si basa su un consumo elevato e regolare di frutta e verdura (sono consigliate cinque porzioni al giorno), ma anche sull’apporto bilanciato dei nutrienti di pesce, legumi, carni, latticini e, dell’olio d’oliva, come base dei condimenti.


Oltre a questo, però, ciò che rende davvero diversa la dieta mediterranea è il contesto in cui viene adottata. I pasti devono essere cucinati e consumati in modo da esaltarne i valori e i sapori, senza fretta e possibilmente in un’atmosfera conviviale. Il cibo diventa quindi condivisione di una tradizione.


In questo modo, assaporando i piaceri della tavola con i giusti tempi, sarà anche più semplice ridurre le porzioni e ritrovare, gradualmente una forma fisica più sana e in armonia con il nostro essere. La maggior parte delle diete in cui l’obiettivo è solo quello di perdere peso, sono spesso destinate a fallire. Invece, imparare a gustare il buon cibo, nelle giuste quantità, è un’abitudine che può diventare la più preziosa alleata del nostro benessere.


Gli ingredienti principali della dieta mediterranea pugliese


Una dieta equilibrata è alla base di uno stile di vita salutare. Se si mangiano cibi preparati con ingredienti buoni e genuini, ci saranno ripercussioni positive non solo sulla forma fisica, ma anche sui livelli di attenzione, concentrazione e lucidità mentale, che tenderanno ad aumentare. Ciò non può che avere positivi effetti sia in ambito lavorativo che personale.


Gli ingredienti principali della tradizione culinaria pugliese hanno un tratto in comune, ovvero la freschezza. D’altronde, questa regione produce una grande quantità di prodotti eno-gastronomici, forte di aziende radicate nel territorio e di un clima e di una conformazione territoriale che favorisce raccolti abbondanti e diversificati. 

Tra le eccellenze pugliesi troviamo, naturalmente, una grande varietà di oli d’oliva, di cui la regione è una delle principali produttrici ed esportatrici e che comprende prodotti unici come l’olio DOP Terra d’Otranto, di recente al centro di un’intensa campagna per la tutela del suo rinomato marchio. Anche nella panificazione, la Puglia si è ritagliata un posto di primo piano grazie al famoso pane di Altamura. Per quanto riguarda la frutta e la verdura, anche qui non c’è che l’imbarazzo della scelta.


Tra i più noti prodotti della terra, troviamo la varietà di cetriolo denominato “carosello, uve pregiate, il melone, le fave di Zollino e le carote di Polignano. I mari pescosi e limpidi che lambiscono la lunga costa della regione, sia sul versante ionico che su quello adriatico, permettono di acquistare praticamente ovunque dell’ottimo pesce azzurro, gustosi polpi, orate, branzini e cernie, con cui preparare freschissime zuppe o sfiziosi fritti. 


Alcune ricette deliziose per non rinunciare alla buona tavola


Chi l’ha detto che mangiare sano equivale a nutrirsi di pietanze prive di sapore? Per sentirsi bene, non c’è alcun motivo di mortificare il palato. Quindi, una volta che abbiamo a disposizione la materia prima, non resta che metterci al lavoro per preparare piatti memorabili, ma che apporteranno i giusti nutrienti e non appesantiranno l’organismo. 


Cominciamo con un primo piatto, ovvero le classiche orecchiette con le cime di rapa. Si tratta di un piatto della tradizione pugliese celebre in tutto il mondo. Si prepara cuocendo le orecchiette insieme alle cime di rapa. Poi si scola la pasta e la verdura e si ripassa nel condimento ottenuto facendo rosolare l’aglio triturato e le acciughe in un tegame. Servire con parmigiano grattugiato e un po’ di pepe. 


Per i secondi, ecco il classico polpo alla pignatta, un altro piatto che affonda le sue radici nell’antica tradizione. Si cucina lentamente, mettendo a cuocere in un po’ d’olio extravergine gli ingredienti, ovvero un polpo, qualche pomodoro spezzettato, foglie di alloro, prezzemolo, aglio, cipolla e qualche grano di pepe. Un piatto buonissimo e anche abbastanza semplice da preparare. Bisognerà solo stare attenti ai tempi di cottura, per evitare che il polpo diventi troppo duro. 


Se volete preparare un dolce semplice, che può essere consumato anche in piccole porzioni, provate con le mandorle al cioccolato. È sufficiente tostare in forno le mandorle, precedentemente scottate in acqua bollente.


Poi, si scioglie il cioccolato fondente e vi si immergono le mandorle con cura, un po’ alla volta. Successivamente, si estraggono dalla cioccolata, posizionandole su un ripiano e lasciandole freddare: intorno alle mandorle si creerà un “involucro” croccante. Si possono conservare anche per diversi giorni (se riuscirete a non mangiarle tutte!), sono uno snack sano e, naturalmente, gustosissimo. 


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Attualità

Superenalotto, “5” da 22 mila euro nel Salento

Centrato in una stazione di servizio sulla Strada Statale 16 a Cavallino

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La fortuna bacia La Puglia: nel concorso del 13 maggio del SuperEnalotto, infatti, sono stati centrati ben tre “5” del valore di 22.801,13 euro ciascuno.


La prima giocata vincente è stata registrata nella tabaccheria di via Zara 19/21 a Taranto mentre la seconda è stata convalidata presso il tabacchi di via G. di Vittorio 56 a Corato, in provincia di Bari.


L’ultima, invece, è stata centrata in provincia di Lecce, in una stazione di servizio sulla Strada Statale 16 a Cavallino.

Il Jackpot, nel frattempo, sale ancora arrivando a 152,3 milioni di euro che saranno in palio nella prossima estrazione.


L’ultima sestina vincente è arrivata il 7 luglio scorso, con i 59,4 milioni di euro finiti a Sassari, mentre in Puglia, come riporta Agipronews, l’ultimo “6” è quello da 26 milioni di euro realizzato a gennaio del 2014, sempre a Bari.


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