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Cronaca

Il Tar del Lazio fa riprendere i lavori della Tap

A San Basilio i lavori erano fermi dallo scorso luglio, data in cui il sindaco …

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Alla data della manifestazione, organizzata per stamattina, dai No Tap a Melendugno, contro l’approdo del gasdotto, il Tar del Lazio ha di fatto sbloccato i lavori nel cantiere a San Basilio, dai prossimi giorni si potrà procedere con lo scavo del microtunnel, che finirà ad 800 metri nel mare, lì verrà inserito un tubo d’acciaio che porterà il metano dall’Azerbaigian.

A San Basilio i lavori erano fermi dallo scorso luglio, data in cui il sindaco di Melendugno, Marco Potì, aveva vietato con una ordinanza ogni attività lavorativa nel cantiere e il prelievo dell’acqua dai pozzi nel raggio di 500 metri (per lo sforamento dei limiti di alcune sostanze pericolose nelle acque di falda).

Tap aveva impugnato la decisione del sindaco che, “decorsi trenta giorni dalla data di sua emissione“, come sentenziano  i giudici nel provvedimento, “ha esaurito la propria efficacia e dunque non vincola ulteriormente la parte ricorrente, ovvero Tap“.

Attualità

Calimera Città Aperta

Parte l’iniziativa di Comune, associazioni e cittadini a sostegno dei commercianti calimeresi. La sindaca De Vito: «Non dobbiamo permettere che tutta questa sofferenza trascorra invano»

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Se è possibile che un’idea innovativa si traduca in pratica solidaristica in tempi di grave crisi e ristrettezze, “Calimera Città Aperta” ne è la prova. Calimera Città Aperta è una piattaforma web creata per facilitare l’incontro di domanda e offerta nella Comunità calimerese ma con delle particolarità. Il suo lancio infatti avviene in un momento difficile della vita sociale a causa della distanza sociale indotta dalla pandemia da Covid-19 e al contempo strategico, situazione questa che potrebbe potenziarne effetti e sviluppi successivi. Infatti, la prima iniziativa della piattaforma ha uno scopo solidaristico a sostegno di artigiani, commercianti, esercenti calimeresi, in tempi di quarantena, con il simbolico titolo di “Fate i buoni se potete”.

L’idea nasce dall’illuminato post di un cittadino calimerese, intercettato e tradotto operativamente dal Comune, dalle due associazioni di Commercianti e Artigiani che insistono sul territorio calimerese, da Pro Loco Calimera e da altri volenterosi cittadini. «Un taglio di capelli non fatto, una pizza non mangiata, un pantalone non lavato… Cose a cui dobbiamo forzatamente rinunciare, ma ogni medaglia ha il suo rovescio. In questo caso è che ci stanno rimanendo in tasca i soldi destinati al parrucchiere, al pizzaiolo, alla lavandaia» scrive sul suo profilo Facebook Vittoriano D’Elia, cittadino calimerese, auspicando che i soldi risparmiati si traducano in “buoni” da spendere quando sarà possibile tornare alla vita di sempre, una sorta di impegno per il futuro che si traduce in immediata liquidità per quanti oggi, a causa della situazione determinata dall’emergenza indotta dalla pandemia, rischia un vero e proprio tracollo.

L’auspicio si declina poi in un invito all’amministrazione comunale, alle Associazioni di categoria e a Pro Loco affinché ne valutino la fattibilità operativa. Immediata la risposta: nel giro di una settimana si sono messi a lavoro Comune, ingegneri, esperti di informatica, associazioni di categoria per costruire una piazza virtuale in cui sono presenti gli esercizi commerciali che vi hanno aderito, una piazza nella quale è possibile, con un semplice click, acquistare dei buoni da spendere in futuro.

«Le idee migliori, come sempre, sono a portata di mano e, a volte, amministrare vuol dire anche saper valorizzare le potenzialità di un semplice messaggio veicolato attraverso i social», sottolinea Francesca De Vito, sindaca di Calimera, «se c’è un apprendimento da tutto quello che sta accadendo e anche un impegno per chi amministra è non permettere che tutta questa sofferenza trascorra invano. Questo vuole essere anche il nostro progetto».

Ma come funziona? L’iniziativa consiste nell’acquisto di Buoni dell’importo di libera scelta utilizzabili presso gli esercizi aderenti, successivamente alla ripresa delle rispettive attività secondo i tempi e le modalità indicate nella piattaforma. I vantaggi sono doppiamente dimostrabili. Nella “cattività” forzata di questi giorni, mentre molti cittadini godono dell’opportunità dello smart working, molti altri professionisti, artigiani e commercianti, sono gravemente penalizzati e le conseguenze saranno gravose per la tenuta dell’economia della nostra Comunità. Quindi la proposta è di prenotare un acquisto, un bene, un servizio che sarà possibile materialmente acquisire in seguito, sostenendo così il nostro mercato, in maniera solidale. Il vantaggio è duplice: si alimenta comunque il mercato in un momento così difficile e si contribuisce a riagganciare legami comunitari troppo spesso “svenduti” negli acquisti on line.

Acquisto semplice e immediato

È possibile acquistare il buono solidale mediante Bonifico bancario o carta di credito/debito tramite circuito PayPal, senza alcun obbligo di registrazione, accedendo alla piattaforma http://www.citygram.it/calimeracittaaperta, messa a disposizione dal Comune di Calimera. Nella piattaforma è possibile consultare l’elenco delle piccole Aziende calimeresi da cui acquistare il buono e visionare le condizioni di spendibilità.

«In questo momento di distanze e separazioni forzate un’idea, partita da un semplice cittadino, racconta invece di quanto si possa essere uniti anche restando lontani“, sottolinea Fabrizio Aprile, presidente di ALI, Associazione Libere Imprese di Calimera, “il pensiero rivolto a quei commercianti e artigiani che più di tutti stanno soffrendo questo terribile momento, mi ha profondamente commosso e quando la nostra amministrazione comunale ha deciso di abbracciare l’iniziativa, ho subito aderito e così tutti i soci ALI, con grande senso di comunità».

«La piattaforma Calimera Città Aperta è l’occasione per ripartire da una comunità coesa e consapevole dell’importanza delle piccole attività locali, anima e motore della vita socio-economica di un paese – chiosa Roberto Bruno presidente di ACEA, Associazione di commercianti, artigiani e professionisti calimeresi. Se il tessuto economico di un paese resta vivo, i benefici ricadono sull’intera comunità».

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Cronaca

Soleto, casa di riposo: un altro anziano non ce l’ha fatta

Salgono a quattro le vittime tra gli ospiti della Residenza RSA La Fontanella

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È arrivata, purtroppo, la notizia del quarto decesso tra gli anziani ospiti della nella RSA “La Fontanella” di Soleto rimasti contagiati dal Covid19.

La struttura, lo ricordiamo, ospitava 57 anziani e dopo l’ordinanza del sindaco Graziano Vantaggiato è gestita dall’Azienda Sanitaria Locale.

Proprio l’Asl ha fatto il punto della situazione comunicando il decesso di due persone la cui condizione di salute si è irrimediabilmente compromessa dopo il contagio da covid 19.

Gli ultimi due anziani deceduti in ordine di tempo sono una donna di Martano di 89 anni spirata ieri ed un uomo di Martignano di 91enne originario di Martignano, morto nel fine settimana.

Prima si erano già registrati il decesso della donna di 95 anni di  Serrano e quella di un altro uomo, di 87 anni, deceduto in ospedale dove era stato ricoverato.

I casi positivi che hanno a che fare con la RSA di Soleto ed accertati e ufficializzati della prefettura, sono, ad ora, 31 di cui 24 tra gli anziani ospiti (molti di loro sono asintomatici), e 7 tra gli operatori socio assistenziali.

Il numero dei contagiati, però, pare destinato a salire perché, come sottolineato dal sindaco di Soleto mancherebbero all’ancora i risultati dei i tamponi di tre giorni, quelli effettuati tra il 25 e il 27 marzo.

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Attualità

Boom di contagi in provincia di Lecce: 54!

Pesano i tamponi rimasti in sospeso nei giorni precedenti. Impennata dei contagi a Soleto che hanno superato quota 50, Gallipoli e Maglie. Primi positivi anche ad Otranto, San Donato di Lecce e Supersano

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Non volevamo essere cattivi profeti ma un po’ lo avevamo previsto ieri nel momento di dare la notizia che in provincia di Lecce non vi era stato alcun contagio.

Questo anche perché eravamo supportati dalle testimonianze di sindaci e addetti ai lavori che ci avevano confidato come vi fossero in ballo ancora molti tamponi in attesa di riscontro.

Infatti il bollettino epidemiologico di oggi recita: “La somma dei dati per provincia è superiore di 35 casi perché include le schede di ieri non ancora attribuite per provincia e che sono state nel frattempo assegnate”.

Quello di oggi resta comunque il numero più alto di contagi in provincia di Lecce dall’inizio della pandemia a conferma che non è ancora il tempo di mollare la presa e che, anzi, proprio ora dobbiamo stare attenti ad assumere comportamenti corretti in linea con le prescrizioni dei DPCM e del buon senso.

Altri tre Comuni salentini si aggiungono alla mappa del contagio: Supersano, San Donato di Lecce ed Otranto.

Come avevamo anticipato ieri si è impennato anche il numero di Soleto ormai tristemente nota per il focolaio della Residenza RSA “La Fontanella” dove ora i positivi sono oltre cinquanta; dalla mappa si evince come Gallipoli ora rientri tra i Comuni con un numero di contagiati compreso tra 11 e 20: altri quattro casi a Maglie, dove ora i positivi sono dieci.

Riassumendo il bollettino epidemiologico delle Regione Puglia diffuso oggi evidenzia che sono stati registrati 1.617 test per l’infezione Covid-19 coronavirus e sono risultati positivi 163 casi, così suddivisi:

 

76 nella provincia di Bari;

5 nella provincia Bat;

12 nella provincia di Brindisi;

28 nella provincia di Foggia;

54 nella provincia di Lecce;

22 nella provincia di Taranto;

un caso riguarda una persona residente fuori regione.

Sono stati registrati 5 decessi: 3 in provincia di Foggia (59, 93 e 75 anni), uno in provincia di Bari (62 anni) e uno in provincia di Lecce (87 anni).

Salgono a 32 i pazienti guariti.

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 13.117 test.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 1.712, così divisi:

594 nella provincia di Bari;

103 nella provincia di Bat;

164 nella provincia di Brindisi;

405 nella provincia di Foggia;

293 nella provincia di Lecce;

121 nella provincia di Taranto;

19 attribuiti a residenti fuori regione;

Per 13 casi positivi è in corso l’attribuzione della relativa provincia.

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