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Casarano

Calcio, Casarano: pareggio (il diciottesimo!) e play off

L’avversario al primo turno uscirà fuori dallo spareggio fra le prime della classe, Cavese e Brindisi

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BITONTO-CASARANO 2-2


Reti: pt 12′ Citro (C), 33′ Strambelli (r.) (C); st 27’Maffei (B), 29′ Tangorra (B)


In coerenza con il campionato alle spalle, il Casarano pareggia anche nell’ultima giornata a Bitonto, da 0-2 a 2-2 nel giro di due minuti nella ripresa.


Conclude così la stagione regolare, portando a ben 18 (diciotto!) il totale dei pareggi conseguiti, unitamente a tredici vittorie e solo tre sconfitte (primato, ma magra consolazione).


I Rossoazzurri conquistano comunque l’accesso ai play-off dalla quinta posizione in griglia

e attendono il risultato dello spareggio fra le prime della classe, Cavese e Brindisi, per conoscere l’avversario da affrontare a casa sua, domenica 21 maggio (giornata del Santo patrono casaranese).


Nel giudicare il campionato delle Serpi, è bene confrontare il corso di Costantino con quello di Foglia Manzillo e ne vien fuori la sorprendente

continuità fra le due conduzioni: 8 vittorie, 12 pareggi e 2 sconfitte in ventidue partite (il primo),

5-6-1 in dodici partite (il secondo).

In pratica solo una lieve superiorità della media/punti dell’allenatore subentrato al giovane “trainer” esonerato: 1,83 contro 1,75.


Giunti a questo punto, cifre a parte, sussistono la possibilità e la necessità di ben comportarsi nella lotteria dei play-off, dopo aver conosciuto domenica prossima l’esito dello spareggio tra le due big del girone, è poi… “sarà quel che sarà”.


Al momento confortano i requisiti oggettivi già in possesso per il ripescaggio, manca solo il risultato utile sul campo.


Giuseppe Lagna


Casarano

Il destino del Casarano passa dalla Brianza

Play-off nazionali di Serie C contro il Renate. Gara d’andata al “Capozza” domenica 10 maggio (ore 20), ritorno a Meda (Monza Brianza) tre giorni dopo

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Dopo il trionfo di Cosenza, il sorteggio effettuato dalla Lega Pro nella tarda mattinata ha dato il seguente esito: il Casarano affronterà nella gara d’andata, al Capozza (domenica 10 maggio, alle ore 20), la compagine del Renate Calcio.

La gara di ritorno è in programma mercoledì 13 maggio a Meda (MB), sempre alle ore 20.

A beneficio dei lettori, ecco i particolari del regolamento in materia:

a) Le Società che al termine degli incontri di andata e ritorno avranno ottenuto il maggior punteggio avranno accesso al secondo turno della fase play-off nazionale.

b) In caso di parità di punteggio, avranno accesso al secondo turno le squadre con la migliore differenza-Reti nelle due gare.

c) In caso di ulteriore parità, avrà accesso al secondo turno la squadra testa di serie.

Le altre partite del primo turno della fase nazionale, venute fuori dal sorteggio, saranno Cittadella-Ravenna, Casertana-Salernitana, Campobasso-Potenza e Pianese-Lecco.

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Casarano

Da stropicciarsi gli occhi

Un sontuoso Casarano vince 5-1 a Cosenza e guadagna l’accesso ai play-off nazionali. Sorteggio oggi alle 12,30

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di Giuseppe Lagna

«Un 5-1 che non ammette repliche, una vittoria schiacciante per il Casarano che devasta il Cosenza in un “Marulla” che non crede ai suoi occhi».

«I Rossoazzurri, come un treno che esce dalla stazione, partono lentamente, ma poi avanzano come orde di barbari, schiacciando gli avversari con una condotta di gara esemplare».

Il giornalista Roberto Baduto non se la prenderà sicuramente per il copia-incolla di due passaggi del suo articolo, espressioni sontuose e piacevolissime.

È andata proprio così, il sogno continua: il Casarano, dopo il Monopoli, supera in tre giorni anche il Cosenza e si qualifica alla fase nazionale dei play-off.

Inutile sottolineare l’entusiasmo in città, l’esultanza con canti e cori dei tifosi, oltretutto privati della trasferta, con cui avrebbero potuto rifarsi della pesante sconfitta in campionato.

Mino Chiricò, Miglior calciatore del mese di aprile della Serie C Sky Wifi

«Questo Casarano non è una sorpresa, chi vede le nostre partite sa che possiamo dare fastidio a chiunque. Sono felice per i nostri tifosi, che adesso potranno assistere ad una gara in casa», declama un raggiante Vito Di Bari.

Al settimo cielo il presidente Antonio Filograna Sergio: «Serata inimmaginabile, è stata una partita meravigliosa, posso dire insperata, siamo orgogliosi».

Ora il Casarano attende i sorteggi, che saranno effettuati oggi alle dodici e trenta, per conoscere la compagine che scenderà in campo domenica al Capozza: Renate, Ravenna, Salernitana, Potenza, Lecco (teste di serie) e Casarano, Casertana, Cittadella, Pianese, Campobasso (qualificate).

Un percorso assolutamente non previsto per una squadra neopromossa e per una società alle prese con una serie C1 del tutto diversa da quella abbandonata ventisette anni fa.

Qualunque sia il prossimo futuro, resta già nella storia quanto sinora raggiunto, grazie all’abnegazione, alla passione e all’unità d’intenti tra società, staff tecnico, squadra e tifosi, in una piccola realtà del sud bramosa di riscatto.

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Attualità

Casarano, omicidio in pieno giorno. La sentenza: 27 anni per Lucio Sarcinella

Dopo l’omicidio avvenuto il 2 marzo 2024, la giustizia riconosce la premeditazione ma tiene conto della collaborazione dell’imputato, chiudendo il caso con una pena di 27 anni di reclusione con interdizione perpetua daipubblici uffici

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Il 2 marzo 2024, Antonio Amin Afendi, 33 anni, fu raggiunto da tre colpi di pistola in pieno centro a Casarano. A sparare fu Lucio Sarcinella, 29 anni, che dopo il delitto si costituì, confessando. L’omicidio riaccese tensioni e timori in un territorio già segnato da dinamiche criminali. La vittima era considerata vicina ad ambienti della criminalità organizzata.

Alla base, secondo la sua versione, un movente personale: intimidazioni rivolte alla moglie. Per l’accusa, invece, un’azione lucida e preparata.

Il processo si è concluso il 5 maggio davanti alla Corte d’Assise di Lecce.  La Procura aveva chiesto l’ergastolo, sostenendo l’aggravante della premeditazione. Nel calcolo della pena, la Corte ha riconosciuto le circostanze attenuanti generiche, valorizzando la collaborazione dell’imputato e le ha ritenute equivalenti all’aggravante contestata.

Il risultato è una condanna a 27 anni di reclusione, con interdizione perpetua dai pubblici uffici. Niente carcere a vita: pesa la confessione e la collaborazione dell’imputato.

Resta un delitto maturato tra tensioni personali e contesti opachi e una sentenza che, pur riconoscendo la premeditazione, evita l’ergastolo.

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