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Sport

La Serie B si ferma fino a maggio

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La Serie B ad uno stop fino al mese di maggio.





Il caso Pescara, colpito da numerose positività al Covid che ne hanno stoppato il cammino, porta la Lega B, dopo il pronunciamento del giudice sportivo e l’opinione espressa dal Consiglio Direttivo (che propone di attendere il Pescara facendogli recuperare i match arretrati), a scegliere di fermarsi.




L’Assemblea di Lega Serie B ha deciso la sospensione delle prossime due giornate di campionato (martedì 20 e sabato 24 aprile) ed ha deliberato le nuove date delle ultime quattro giornate, play off e play out compresi.





Ecco quanto riportato dall’Ansa in serata:    L’assemblea, riunita in via d’urgenza oggi in videoconferenza, presenti tutte le società, ha deliberato le nuove date della 16/a, 17/a, 18/a e 19/a giornata di ritorno del Campionato Serie BKT 2020/2021, nonché delle eventuali gare di playoff e playout.
    Le date delle ultime quattro giornate: 16/a giornata di ritorno sabato 01.05.2021 anziché martedì 20.04.2021 17/a giornata di ritorno martedì 04.05.2021 anziché sabato 24.04.2021 18/a giornata di ritorno venerdì 07.05.2021 anziché sabato 01.05.2021 19/a giornata di ritorno lunedì 10.05.2021 anziché venerdì 07.05.2021 Così come previsto le partite della 18/a e 19/a giornata di ritorno si giocheranno in contemporanea, salvo poter comunque essere disputate in più blocchi, nel caso non si rendesse necessaria, ai fini della classifica, la contestualità di tutte le gare.
    Date gare playoff Turno preliminare (gara “secca”) Giovedì 13 maggio 2021; Semifinali (andata) Lunedì 17 maggio 2021, Semifinali (ritorno) Giovedì 20 maggio 2021 Finale andata Domenica 23 maggio 2021 Finale ritorno Giovedì 27 maggio 2021 Date gare playout Sabato 15 maggio 2021 (andata) Venerdì 21 maggio 2021 (ritorno).


Casarano

La storia del Casarano e di Casarano nel Museo del Calcio Rossoazzurro

Sarà allestito in un palazzo del centro della Città delle Serpi, messo a disposizione da Antonio Filograna Sergio, come annunciato dal titolare della “Leo Shoes” nel corso della speciale convention, alla presenza di Paolo Valori, bandiera dei favolosi anni Ottanta, capocannoniere nella storia del professionismo rossoazzurro

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di Giuseppe Lagna

Cosa può accomunare le oltre duecento persone, differenti per età, sesso e professione, convenute nel Chiostro del Palazzo dei Domenicani, sede del Comune di Casarano, in un tipico tardo pomeriggio infuocato salentino?

E cos’è che le fa rientrare, oltre le ventidue, ancora commosse e felici, finalmente a cena nelle rispettive abitazioni?

La risposta è semplice: il cosiddetto cuore rossoazzurro, tempratosi in decenni sugli spalti dello Stadio Giuseppe Capozza”, zeppo di memorie belle e brutte, di nomi di calciatori, allenatori e arbitri, di magiche reti realizzate o dolorosamente subite, insomma il calcio come metafora della vita.

Ora il paziente lavoro di Antonio Scarangella sarà coronato da un Museo del Calcio Rossoazzurro non più virtuale, ma realmente allestito in un palazzo del centro della Città delle Serpi, messo a disposizione da Antonio Filograna Sergio, come annunciato dal titolare della “Leo Shoes” nel corso della speciale convention, alla presenza di Paolo Valori, bandiera dei favolosi anni Ottanta, capocannoniere nella storia del professionismo rossoazzurro.

La spettacolare carrellata della storia del Casarano Calcio sfiorante ormai il secolo dalla fondazione, magistralmente condotta dall’infaticabile Bruno Conte, prende il via col filmato sulle care persone che ci hanno lasciato in questi anni, dallo sfortunato calciatore “underRaffaele Santagata allo storico segretario Franco Bellante.

Continua con le vecchie glorie presenti in platea, sono in tanti, ognuno interviene a chiamata per donare al Museo un proprio caro ricordo: Carrassi, Bonsegna, Guida, Abbruzzese, Collura, Graziano Piccinno e Marco Carrozzo, che il patriarca Mesciu Ucciu chiamava costantemente lu vagnone nosciu”.

È il turno di Paolo Valori, con un fisico forse ancora… di categoria”, che commuove con aneddoti personali il pubblico dei più avanti negli anni, come quando va a indicare nel grande poster della formazione vittoriosa della Coppa Italia 1985 il compianto portierone Grimaldi, come un padre per lui ancora giovanissimo, e conclude autografando la sua maglia numero 9 per i posteri che visiteranno il Museo.

L’apoteosi finale giunge con l’attesissimo intervento di Antonio Filograna Sergio, il quale, nell’invitare il presidente Giampiero Maci in prima fila a riprendere il suo lavoro in Società, si porta la mano sinistra sul petto e proferisce: «Il mio cuore è di Casarano, è rossoazzurro e sempre tale rimarrà!».

Non resta che attendere quanto prima i nomi dei quadri tecnico-dirigenziali e della formazione in allestimento, per i quali rimandiamo i lettori al prossimo numero.

Nella foto grande in alto: Antonio Filograna Sergio (fra Bruno Conte, Antonio Scarangella e Paolo Valori) nell’atto di conferma del suo impegno, quale main-sponsor del Casarano Calcio

 

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Attualità

Slacklining la nuova frontiera dello sport estremo anche nel Salento

Sport estremo, a spasso nel vuoto e sotto il mare, equilibrio e concentrazione ne sono gli ingredienti principali. Il pericolo: la larga diffusione sulla rete e una miriade di video amatoriali sui social che rilanciano le acrobazie di esperti ha comportato la più classica delle emulazioni seriali soprattutto tra i giovani ed il fenomeno diventasse un vero e proprio cult per giovanissimi ed in particolare minori

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Una parola anglosassone per definire l’ultima frontiera dello sport estremo.

Si chiama “Slacklining” ed è nato negli Stati Uniti qualche anno fa diffondendosi a macchia d’olio un po’ dappertutto.

La pratica consiste  nel camminare su una slackline, ossia una sorta di fettuccia di poliestere o nylon tesa tra due punti,  nel tempo più rapido e nel modo più semplice possibile.

Detto così sembra qualcosa di banale, ma la questione è che la larga diffusione sulla rete e una miriade di video amatoriali sui social che rilanciano le acrobazie di esperti ha comportato la più classica delle emulazioni seriali soprattutto tra i giovani ed il fenomeno diventasse un vero e proprio cult per giovanissimi ed in particolare minori. Infatti, se passeggiare da una parte all’altra sospesi su una corda non un reato, è l’affrontare voli in caso di caduta anche di decine di metri che lo rende particolarmente rischioso per la salute ed uno sport al limite a causa del sentimento diffuso tra i tanti che ignorano la pericolosità del vuoto.

Così come in tanti luoghi sparsi sui cinque continenti, ovviamente, anche in Italia e nel Salento non mancano gli interpreti di questa specialità adrenalinica, che se nasce come una fettuccia tesa tra due alberi a poche decine di centimetri di altezza, tra le varie evoluzione vede la highline, probabilmente la più spettacolare e impressionante delle varianti dello slacklining, che consiste nel tendere la fettuccia ad un’altezza considerevole però sul mare turchese e smeraldo delle scogliere salentine.

Immaginatevi l’emozione che hanno potuto assistere alla performance inattesa di questo video diventato virale di una camminata sulla corda tesa tra due rocce e sotto il vuoto e poi il mare di Santa Caterina (Nardò) che fa da cornice a questa esibizione: cuore in gola e pelle d’oca nel vedere questa persona, a metà tra sportivo e artista, camminare su un filo in un ambiente ameno cercando di percorrere la sottilissima linea che univa due picchi di scoglio.

E’ bene sottolineare che non stiamo parlando di “pazzi”, ma lo slecklining è una pratica sportiva vera e propria che richiede tantissimo allenamento fisico e mentale. Tuttavia, non sempre nell’arrampicata, gli atleti si muovono in totale sicurezza indossando un’imbragatura legata con una corda alla stessa fettuccia perché privi.

Tale carenza di highline, e di spit, come quelli utilizzati nella chiodatura di vie di arrampicata sportiva, come il mancato uso di una corda di backup legata ad ancoraggi separati, che funge da assicurazione aggiuntiva nel caso di un cedimento del materiale che tiene tesa la fettuccia, rende questo sport pericoloso.

Secondo Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, in assenza di regole e precauzioni del caso, non resta che fare un appello ai genitori o ai soggetti che esercitano la potestà dei più giovani, ad esercitare un maggiore controllo per evitare che ragazzini sempre più piccoli provino l’ebrezza di uno sport non privo di pericoli.

 

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Matino

Calcio, Matino: la presidente dice basta

Cristina Costantino consegna il titolo sportivo nelle mani del sindaco:  «Da parte di questa amministrazione non è giunto il sostegno che ci era stato garantito e, a fronte delle promesse, poi disattese, nel campionato appena trascorso si sono infranti tutti i sacrifici profusi dalla sottoscritta e da tutte le persone che mi sono state vicine»

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Un comunicato ufficiale per annunciare il proprio disimpegno i cui motivi sono ben spiegati dalla presidente dell’A.S.D. Polisportiva Virtus Matino, Cristina Costantino, che ha consegnato il titolo sportivo al sindaco Johnny Toma e all’amministrazione comunale. E sarebbero state proprio alcune promesse disattese dagli amministratori locali la causa scatenante.

«Egregio Sindaco, con la presente la sottoscritta Cristina Costantino, nella qualità di Presidente della squadra di calcio A.S.D. Polisportiva Virtus Matino», si legge nel comunicato della presidente, «con grande amarezza comunica la propria intenzione di consegnare il titolo sportivo nelle Vostre mani in quanto da parte di questa amministrazione non è giunto il giusto sostegno che ci era stato garantito e, a fronte delle promesse, poi disattese, nel campionato appena trascorso si sono infranti tutti i sacrifici profusi dalla sottoscritta e da tutte le persone che mi sono state vicine, in questi ultimi cinque anni, mettendomi di fronte a questa dolorosa scelta di consegnare il titolo sportivo nelle mani dell’amministrazione comunale».

Il prossimo campionato cui dovrebbe prendere parte l’A.S.D. Polisportiva Virtus Matino, dopo l’amara retrocessione dal campionato di Serie D, è quello di Eccellenza Pugliese per il quale, intanto, incombe l’iscrizione la cui scadenza avrà come giorno ultimo utile quello del 22 luglio.

«Ad oggi nonostante i vari incontri e rassicurazioni verbali», scrive ancora Cristina Costantino, «non si ha una data certa per il termine dei lavori del campo sportivo la cui indisponibilità e inutilizzabilità, per noi e per tutte le società di calcio di Matino, significherebbe non poter neppure pensare di iniziare a programmare un futuro. Lei lo sa», aggiunge rivolgendosi direttamente al sindaco Toma, «nell’ultimo anno, e non solo, l’A.S.D. La Polisportiva Virtus Matino ha dovuto peregrinare in vari campi della provincia sopportando importanti costi di affitto, parte dei quali devono ancora essere onorati. Spero, vivamente, che tutti i sacrifici fatti fino ad ora, per tenere alti i valori della squadra del Matino, che è un bene della città, non vadano vanificati e che questa Amministrazione, nella Sua persona, riesca a trovare una soluzione, coinvolgendo anche gli imprenditori locali, per non fare spegnere i colori bianco/azzurro. Oggi, per il bene del Mio Matino, mi metto da parte e metto da parte anche i “risentimenti” per le mancate promesse e per gli aiuti che non sono mai giunti concretamente».

«Ritengo che un amministratore abbia l’obbligo, quantomeno morale, di ricerca una soluzione per salvare la squadra di calcio che appartiene “alla città di Matino”. Ad oggi, purtroppo», conclude la ormai ex presidente, «non sussistono le condizioni per fare continuare questo sogno, in quanto non c’è uno stadio, manca l’interesse dell’amministrazione e dell’imprenditoria locale, di cui ho necessità, per traghettare “la nostra squadra” verso migliori traguardi».

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