Connect with us

Sport

Lo show dei motori sulla Pista Salentina

L’evento si svolgerà a porte chiuse ma, per dare visibilità ai piloti e far godere dello spettacolo che verrà offerto in pista, previsti dirette streaming e la realizzazione di un prodotto altamente professionale in HD

Pubblicato

il

Ritorna il rombo dei motori nel Salento. Pur nella ristrettezza dell’emergenza Covid, le auto da rally si rimettono in moto e i piloti sono pronti a sfidarsi con le insidie del percorso e con il cronometro.


L’Event Show Pista Salentina andrà in scena questo week-end, sul kartodromo di Ugento da sabato 24 dalle ore 14 a domenica 25 ottobre alle ore 19.


Per soddisfare le esigenze dei piloti e per la gioia degli appassionati la Scuderia Motorsport Scorrano, diretta da Santo Siciliano, ha realizzato un nuovo format di gara, tenendo conto delle prescrizioni anticovid.


«Le auto da gara dei rally che partecipano al Rally di Casarano o al Rally del Salento le abbiamo portate nel circuito» – annuncia Santo Siciliano, ideatore della kermesse motoristica, «e per fare questo abbiamo dovuto realizzare un regolamento ad hoc. Infatti, partendo dall’esperienza fatta con le gare di Formula Challenge abbiamo modificato il regolamento: selezionando solo le vetture da rally ed inserendo i controlli orari, tipici dei rally. Avevamo bisogno di un circuito e la famiglia Scarcia, proprietaria del Kartodromo Pista Salentina, si sono dimostrati sin da subito entusiasti dell’iniziativa, sposando il progetto, e realizzando un’integrazione al percorso. Infatti, per rendere il circuito più vicino ai rally è stato realizzato, su un piazzale adiacente alla pista, un percorso su terra inserendo un dosso, diverse esse, un tornantino e un tornante più ampio».


Il direttore di gara, Mauro Zambelli, già direttore al Motorshow di Bologna e al Rally Legend, ha realizzato 4 percorsi  da ripetere, di cui 2 che si svolgono sul circuito asfaltato e 2 che si svolgeranno su un percorso misto Terra/Asfalto.


I piloti si sfideranno su un percorso totale di 36 km. Le prove in asfalto si svolgeranno sabato sera. Mentre le prove miste si svolgeranno dalla domenica mattina.


A conclusione della giornata si svolgerà il Master ShowDGR Italia”, dove i Top 16 della classifica assoluta della gara si sfideranno in un confronto diretto su un percorso ridotto e decreterà l’equipaggio più veloce.


Gli iscritti alla gara sono 44, molti i giovanissimi al via, molti i figli d’arte. Da citare Niccolò Pezzuto, Andrea Pisacane, Sara Carra, Matteo Carra.


Le vetture al Top al via sono la Fiesta Wrc di Francesco Rizzello con Angelo Cisternino, componente del gruppo Boomdabash, alla sua prima esperienza; i fratelli Daniele Timo (con Gabriele Passaseo) e Marco Timo (con Salvatore Invidia) a bordo delle performanti Skoda R5; Fabrizio Mascia con Ilaria Puzzovio sempre su Skoda R5 e Mauro Santantonio con Cosimo Cataldi su Peugeot 208 R5.


Il supporto della gara è venuto da Aci Lecce, sempre vicina all’attività sportiva, da Mpm concessionario Ford di Massimiliano Pezzuto, campione italiano di vetture turismo, da Tecneco Filter, azienda salentina leader mondiale della produzioni di filtri per auto: Infotec, azienda leader nei software per gli studi di commercialisti e consulenti del lavoro; e Dgr Italia, azienda leader in Italia per la produzione grafica e gli allestimenti e da tanti altri partner vicini al mondo dei motori e pronti a sostenere queste iniziative.

L’evento si svolgerà a porte chiuse, come disposto dal protocollo Anti Covid di Aci Sport.


Per poter dare la visibilità ai piloti e di far godere dello spettacolo che verrà offerto in pista, l’organizzazione ha investito nelle dirette streaming, sia realizzando un prodotto altamente professionale in HD.


Diretta Streaming autogestita su pagina facebook AUTOMOTIVE IN SALENTO


Diretta Streaming autogestita su pagina facebook PISTA SALENTINA


Diretta facebook con varie angolazioni organizzata e gestita dal gruppo SSR Sud Salento Rally


Diretta facebook della testata Matti per le Corse


Diretta facebook di Luisa Rizzo, campionessa Drone Racing, che seguirà le evoluzioni delle vetture da corsa con il suo drone.


Pasquale Marzotta


Attualità

È morto Diego Armando Maradona

Stroncato da un arresto cardiocircolatorio il calciatore più forte di tutti i tempi

Pubblicato

il


Il mondo del calcio, il mondo intero in lutto. Una notizia dall’argentina sconvolge il pianeta. Diego Armando Maradona è morto in seguito ad un arresto cardiaco.


È il quotidiano argentino El Clarin a dare la notizia in anteprima. Una grave crisi respiratoria lo ha stroncato all’età di 60 anni.


Per chi ha avuto la fortuna di assistere dal vivo alle sue magie, rimarrà per sempre il Dies (il 10) la cui assonanza con il Dio (del calcio) è tutto, purché casuale.





Ha segnato un epoca e fa parte di diritto, oltre che della storia mondiale del calcio, anche di quella italiana per i suoi trascorsi a Napoli, la città che l’ha amato più d ogni altro perdonandone anche gli eccessi. Che spesso, purtroppo, hanno fatto in modo che la sua vita somigliasse più a quella del protagonista di un romanzo popolare che a quella di un calciatore anche se il più forte di tutti.


Da capopopolo ha spaccato e unito intere generazioni, come quando,  alla vigilia della semifinale dei Mondiali del 1990, fra Italia e Argentina,  giocata nella sua Napoli, puntò il dito contro un Paese intero, che “si ricordava di Napoli solo quando c’era da sostenere la Nazionale azzurra”. Dunque, nel momento del bisogno. Diego, con una sola frase, divise il San Paolo, che poi era il suo regno.


Talento precoce dell’Argentinos Juniors, ha vinto meno di quanto la sua classe gli avrebbe consentito. Questo perché non ha mai scelto di far parte di un club dell’alta aristocrazia del calcio. Approdò in un Barcellona che si contrapponeva al Real Madrid e, dopo avere subito un gravissimo infortunio nella Liga (fallo durissimo di Goicoechea), venne acquistato dal Napoli. Sembrava un veterano, ma aveva solo 24 anni. Maradona arrivò ai piedi del Vesuvio e la società partenopea organizzò un saluto al pubblico il 5 luglio 1984 e fu amore a prima vista. Quel giorno, allo stadio San Paolo, a Fuorigrotta, 60 mila tifosi pagarono 3 mila lire a testa per veder palleggiare il Pibe. Con Maradona il Napoli vincerà una Supercoppa italiana, due scudetti, una Coppa Uefa, ricambiando con prodezze stilistiche l’amore di una città, che tutt’ora si tramanda da padre in figlio in una sorta di rituale e virtuale contemporaneità. Da Forcella al Rione Sanità, l’immagine di Diego è ancora stampata sui muri o nei tabernacoli ex voto del popolo. Come abbondano le statuette nei presepi. Una divinità pagana, da affiancare al patrono San Gennaro: quel campione che dice sempre quello che pensa e pensa quello che dice, senza giri di parole, è stato un Masaniello contemporaneo.

Diego aveva, ha, avrà una potenza mediatica paragonabile solo a quella di Ernesto Che Guevara o Fidel Castro, di cui è stato amico quasi inseparabile per un lungo periodo. Sposerà anche la causa palestinese, prima con Yasser Arafat, quindi con Abu Mazen. Irriverente, burrascoso, quando arrivò a Napoli godeva della stessa popolarità di Papa Giovanni Paolo II o Michael Jackson.


Altro capitolo romanzesco della sua pazzesca vita, quello che forse ricordiamo con più piacere: il capolavoro sportivo e di astuzia che realizza in Messico, proprio come Pelè nel 1970, fra i colori dello stadio Azteca, lo stesso che 16 anni prima aveva ospitato Italia-Germania 4-3.


Diego, ai Mondiali 1986, contro l’Inghilterra, non un avversario qualsiasi, per via del ricordo ancora fresco della guerra delle Falkland, di fronte alle telecamere di tutto il mondo, beffa Peter Shilton, insaccando il pallone con un tocco di mano. Per l’arbitro tunisino Ali Bin Nasser, il Pibe aveva segnato di testa: una decisione che fa impazzire di rabbia gli inglesi. Poi, a fine partita, l’argentino ammette che quel gol lo aveva segnato “La mano de Dios”, non lui. A legittimare il capolavoro, però, arrivò, sempre contro l’Inghilterra nella stessa partita, il gol più bello della storia del calcio, con El Pibe che, controlla con un preziosismo nella sua metà campo, parte con il pallone incollato sul magico sinistro, supera di slancio l’intera difesa inglese compreso il portiere e insacca mentre cade. Diego trascinerà l’Argentina, che peraltro ha una rosa di giocatori modesti, al titolo mondiale. Non si ripeterà a Italia ’90, perdendo in finale con la Germania per un rigore assai discutibile e che fa sciogliere in un pianto rabbioso l’eroe improvvisamente divenuto umano.



La sua parabola calcistica si conclude ingloriosamente, con una positività al doping nei Mondiali di Usa ’94.


Ma noi preferiamo ricordarlo folletto imprendibile e Dio del calcio con la maglia azzurra del Napoli o con la camiseta dell’Argentina.


La sua esistenza è rimasta in bilico, più volte, proprio per i suoi eccessi:  la cocaina, l’alcol…


Ha collezionato amori, figli illegittimi e poi riconosciuti, ha riempito giornali, ha ballato con Raffaella Carrà, è stato showman, fatto scrivere libri densi di episodi che, malgrado tutto, non oscureranno mai la luce della sua stella.


Che ora brilla da lassù, dall’Olimpo del pallone. Addio Diego, Dio del calcio.


Continua a Leggere

Casarano

Rally, Coppa Italia: trionfo del casaranese De Nuzzo    

La Casarano Rally Team indossa la corona tricolore dell’Acisport Rally Cup Italia 2020. A Como vittoria e titolo tra gli under 25 con vetture a due ruote motrici di Guglielmo De Nuzzo. Sul podio (di categoria) anche Pisacane, Liguori e Carra

Pubblicato

il

Un fine settimana da protagonista, ricco di emozioni e di prestigiosi risultati. Al Rally Trofeo AC Como, importantissima competizione che per il secondo anno consecutivo ha designato in prova unica i vincitori dell’ambita AciSport Rally Cup Italia 2020, la Scuderia Automobilistica Casarano Rally Team ha lasciato il segno, proiettandosi ancora una volta nelle alte sfere del rallysmo tricolore. Merito di una squadra coesa, competitiva, dove tutti e 5 gli equipaggi schierati hanno saputo tenere alta la concentrazione e dove nessuno si è risparmiato per ben figurare. Il bilancio finale ha visto la compagine diretta da Pierpaolo Carra apporre la propria firma sul  titolo nazionale riservato agli Under 25 per le vetture a due ruote motrici, ma anche su ben 9 podi di categoria, classificandosi quarta tra le scuderie partecipanti alla manifestazione.

Chi festeggia più di tutti è Guglielmo De Nuzzo che, affiancato da Andrea Colapietro ha giocato al meglio le proprie carte, rendendosi autore di una gara maiuscola. Partita con passo deciso, la coppia salentino-laziale si è distinta, malgrado la rottura dell’interfono sulla ps5 e un problema ai freni che ne ha condizionato l’andamento della stessa e sconsigliato azzardi sulla successiva, con riscontri cronometrici di assoluto rilievo, vincendo, tra i primi conduttori entro i 25 anni di età a bordo di vetture a due ruote motrici, tutte le speciali, portando la Renault Clio S1600 della Erreffe Rally Team al tredicesimo posto assoluto e conquistando il doppio terzo posto di Gruppo e Classe alle spalle degli imprendibili Vescovi e Aragno. Nel computo assoluto De Nuzzo si è piazzato al quarto posto tra gli Under e al quinto tra le non 4×4, ma oltre ad essersi aggiudicato lo scettro di Campione Nazionale AciSport Rally Cup Italia Under 25 2 Ruote motrici, ha acquisto di diritto la possibilità di attingere al ricco premio di 20.000 euro messo in palio da AciSport e subordinato alla partecipazione al Campionato Italiano Rally Junior della stagione prossima.

A livello assoluto il secondo equipaggio più veloce è stato quello composto da Riccardo Pisacane e Gabriele Romei che hanno incorniciato una brillante prestazione, mantenendo costantemente il terzo posto tra le R2B.

All’esordio sulla Ford Fiesta Rally4 della JME Racing Engineering, il pilota leccese ha ampiamente dimostrato di essere un pilota veloce e di talento, mantenendosi sempre a ridosso dei migliori della categoria e mostrando un’ottima capacità di adattamento alla performante vettura della MSport “made in Poland”.

Ottimo il secondo posto di classe colto sulla ps3, anche se sulla sua prestazione complessiva, chiusa in diciassettesima posizione assoluta, pesa lo spegnimento della vettura sulla ps1 con conseguente perdita di circa 10 secondi. A consacrare l’ennesimo suo bel risultato, anche la gioia di averlo legato al giorno del suo ventitreesimo compleanno.


Prestazione degna di nota con ottimi tempi anche quella di cui si è reso protagonista l’altro giovane pilota leccese Giorgio Liguori, navigato da Camilla Carini. Poker di soddisfazioni per lui che alla guida della sua Renault Clio Rs, seguita in gara dalla Palombi Motorsport, è riuscito a cogliere il terzo gradino del podio nella classifica di Gruppo N, nella classe N3, tra i partecipanti al Trofeo Corri con Clio e nel monomarca Michelin Zone Rally Cup, risultando anche settimo tra gli Under 25, quarto tra questi ultimi alla guida di una vettura a due ruote motrici e chiudendo nella generale al ventisettesimo posto assoluto. L’equipaggio Casarano Rally Team si è particolarmente distinto sulla seconda e sulla terza ps dove ha rispettivamente colto il primo e il secondo posto di gruppo e classe.

C’era grande attesa anche per la gara della diciottenne Sara Carra, che come per tutti gli altri quattro scudieri era al debutto sugli impegnativi asfalti della gara lombarda. Insieme a Stefanie Daniela Ruecker e alla guida della Citroen C2 R2Max del team Trodella Racing, la studentessa casaranese ha dovuto presto fare i conti con un week end difficile che l’ha vista faticare per tutto l’arco della gara per via di un problema al cambio che ha reso inutilizzabile il terzo rapporto e che gli ha impedito sia di esprimersi in linea con le sue performance, costantemente cresciute in questa sua prima stagione, ma anche di riuscire ad andare oltre al sesto posto di classe R2B e al terzo nella coppa riservata agli equipaggi Femminili. La giovanissima figlia d’arte ha comunque nuovamente confermato di avere grinta, talento, tenacia e intraprendenza. Non si è fatta prendere dallo sconforto e non ha voluto arrendersi di fronte all’evidenza di un problema, sorto in avvio ma al tempo stesso irrisolvibile. Ci ha messo il massimo impegno per portare a termine la gara, trasformando l’occasione persa in un positivo ripiego per affinare ulteriormente il feeling con la vettura e per accrescere il proprio bagaglio di esperienza. Insomma, un’altra dimostrazione della sua inesauribile forza d’animo e del suo perenne spirito combattivo.

È invece finita anzitempo e in maniera sfortunata la prova di Marco Palombi e Fabrizio Mallozzi costretti al ritiro quando erano in piena bagarre per la conquista del titolo di classe N2. Sulla penultima prova, con la vetta di categoria distante solo 8 decimi, l’equipaggio di Castro dei Volsci in gara sulla Peugeot 106 Rallye 1.6 allestita e preparata dalla Palombi Motorsport, ci ha provato, prendendosi i rischi che l’inseguire il successo comporta. Purtroppo una toccata con conseguente rottura del braccetto anteriore destro, gli ha precluso ogni possibilità facendogli perdere un minuto, precipitando al quarto posto di categoria e rendendogli di fatto impossibile qualsiasi tentativo di portare a termine la gara. Restano comunque gli ottimi parziali fatti segnare dall’equipaggio laziale che era partito benissimo vincendo la prova d’apertura e rimanendo poi sempre in scia a Spagnoli che lo aveva superato per un’inerzia nella ps successiva.

Nella foto in alto (Photo Zini) Guglielmo De Nuzzo in coppia con Andrea Colapietro, vincitore dell’AciSport Rally Cup Italia 2020 Under 25 due ruote motrici.

Continua a Leggere

Attualità

Questo Lecce è da Serie A?

Il campionato di Serie B edizione 2020-2021 si coferma come uno dei più equilibrati e interessanti degli ultimi anni

Pubblicato

il

Nonostante l’anno passato il Lecce si fosse reso protagonista di una buona stagione, alla fine i salentini non sono riusciti a mantenere la categoria e così la società del presidente Sticchi Damiani è stata costretta a ripartire dalla cadetteria. Dopo settimane di estenuanti trattative, il rapporto tra il mister Liverani e i giallorossi si è interrotto e il nuovo tecnico è diventato Eugenio Corini, reduce da una promozione con il Brescia due anni fa, ma anche da ben due esoneri raccolti nella scorsa stagione alla guida dei Lombardi.

Come cambia il Lecce con Corini

Nei tre anni in cui è stato alla guida del progetto tecnico giallorosso, Liverani ha dato un’impronta di gioco chiara alla squadra, puntando su tanti giovani che nel tempo si sono dimostrati di categoria superiore e su giocatori che in passato non erano mai riusciti a dimostrare appieno il proprio potenziale. Mancosu, Falco, Lapadula, Petriccione, sono solo alcuni degli uomini rigenerati dalla cura Liverani e mentre i primi due hanno deciso di continuare a vestire la maglia giallorossa, gli altri hanno preso altre strade e quest’anno giocheranno in massima serie rispettivamente con le maglie di Benevento e Crotone.

Nelle due promozioni consecutive della Serie C alla Serie A, Liverani ha dimostrato di essere uno dei tecnici con le idee più interessanti di tutto il movimento calcistico italiano ma, al contempo, le sue squadre hanno sempre palesato delle fragilità difensive che alla fine si sono rivelate decisive. Corini, dal canto suo, è un allenatore che punta sì al bel gioco, ma rispetto al tecnico laziale riserva un’attenzione particolare anche alla fase difensiva. Due anni fa, alla guida del Brescia, Corini dominò il campionato di Serie BKT in lungo e in largo e anche durante la sua esperienza sulla panchina dei lombardi in Serie A è stato l’unico dei tre allenatori che si sono alternati a far giocare bene la squadra.

L’ex centrocampista di Palermo e Chievo Verona è giunto così in Salento con la convinzione di avere a disposizione una squadra in grado di vincere il campionato, ma dovrà vedersela con società che hanno tutte le carte in regola per raggiungere la Serie A.

Tra queste, al 15 di ottobre, secondo le scommesse sportive, a quota 2,20, la favorita assoluta è il Monza che grazie alla spinta propulsiva del duo Berlusconi-Galliani ha messo in piedi una rosa che pare destinata a recitare il ruolo di “ammazza campionato”.


Le altre favorite per la promozione diretta

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e in un campionato duro e lungo come quello di Serie B niente può essere dato per scontato. Certo, dopo aver portato in Brianza un calciatore del calibro di Boateng che rappresenterebbe un lusso anche per diverse squadre di Serie A, i biancorossi sono i favoriti indiscussi per il salto di categoria ma la sensazione è che anche quest’anno la nostra Serie B riserverà sorprese a non finire. Dopo quattro giornate di campionato la classifica è guidata dal Cittadella, con la squadra di Venturato che da anni si rende protagonista di stagioni incredibili ed è ormai una delle più belle realtà di tutto il nostro calcio.

Ci sono poi compagini come Frosinone ed Empoli (primo in classifica con il Cittadella) che da anni riescono a esprimersi ad alti livelli e che già la scorsa stagione era accreditate tra le favorite per la vittoria del campionato. I ciociari, dopo aver perso la finale playoff contro lo Spezia, vogliono a tutti i costi ritornare in massima serie e hanno lavorato duramente in sede di calciomercato per mettere a disposizione di mister Nesta una rosa competitiva.

Tra le neo promosse, invece, oltre al Monza di cui abbiamo già parlato, c’è enorme interesse nello scoprire cosa riuscirà a fare la Reggina del presidente Gallo e del direttore sportivo Taibi che dopo aver portato sulle sponde dello Stretto due giocatori del calibro di Ménez e Lafferty pare essere pronta per raggiungere una Serie A che manca da Reggio Calabria da ben 11 anni.

Il campionato di Serie B edizione 2020-2021 si conferma come uno dei più equilibrati e interessanti degli ultimi anni e dal canto nostro non possiamo fare altro che metterci comodi e goderci lo spettacolo che tutte e 20 le compagini metteranno in scena.

Continua a Leggere
Pubblicità

Più Letti

Copyright © 2019 Gieffeplus