Restare a casa modifica anche le nostre abitudini. O, talvolta, le accentua.
La “reclusione” forzata che stiamo vivendo causa coronavirus, ha portato infatti all’aumento degli acquisti online con consegna direttamente a casa e della corrispondenza (spesso per la consegna di documenti che di persona non è possibile recapitare). Un modo di restare in contatto e fare compere che abbatte al minimo il rischio di contagio tra persone.
Ma come funziona, di questi tempi, la gestione delle consegne “a firma”?
Cosa cambia col coronavirus
In molti lo avranno già notato: il postino non è più tenuto ad avvicinarsi al destinatario della spedizione o della missiva. Anzi, al contrario, deve rimanerne a distanza, come da decreto.
Pertanto compito dell’operatore che effettua la consegna è quello di assicurarsi della presenza del destinatario, per poi lasciare nella cassetta delle lettere la spedizione. E’ lo stesso operatore poi ad apporre la firma che certifica l’avvenuta consegna.
Niente firma? Si può almeno citofonare…
Più agevole resta il terreno delle consegne in assenza di firma. Anche se in questo caso, forse proprio data la minore rigidità delle regole di consegna, in molti lamentano nell’ultimo periodo la ricezione di pacchi e spedizioni senza alcuna segnalazione ad opera del postino o del corriere. Avvisi o addirittura colli lasciati davanti la porta senza nemmeno citofonare.
Chiaramente esperienze di questo tipo rientrano in quei casi di incidenti sulla consegna che non sono nè dettati nè giustificati dal coronavirus: suonare il campanello non è un rischio per la salute di nessuno. La dinamica delle consegne per le spedizioni in assenza di firma, infatti, dovrebbe rimanere la stessa a quella antecedente la pandemia.



