Fevi

“Abbiamo rischiato di rimanere folgorati per colpa di un palo”

Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione di un nostro lettore da Lucugnano (Tricase):

Nella giornata di ieri, io e la mia famiglia siamo incappati in un disagio che abbiamo scoperto avrebbe potuto trasformarsi in tragedia.

La nostra abitazione, in via Vincenzo Manzini a Lucugnano (Tricase), è rimasta inspiegabilmente senza corrente. La prima cosa che abbiamo fatto, come prassi in questi casi, è stato chiedere ai vicini se fossero nella stessa condizione, per capire se si trattasse di un blackout generale.

In breve abbiamo appurato che casa nostra era l’unica senza rimasta senza luce. Pertanto abbiamo aperto una segnalazione Enel.

Giunti sul posto, i tecnici hanno constatato che il nostro contatore era danneggiato e, per trovare la causa del problema, hanno dovuto effettuare delle verifiche sui cavi che portano la corrente alla nostra abitazione. Così è emerso, per loro stupore, che il problema era dovuto ad un palo della toponomastica.

Un paradosso doppio: il palo che abbiamo atteso per tanto tempo tempo (le famiglie che vivono qui si battono per avere un indirizzo da anni) è lo stesso che, nel venire installato un mese fa, ha causato la lacerazione parziale dei cavi della corrente pubblica.

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È qui che i tecnici ci hanno dato un’altra informazione che ci ha fatto rabbrividire: se qualcuno avesse toccato il palo, sarebbe rimasto folgorato. Oltre al danno la beffa.

Ci chiediamo a questo punto di chi è la responsabilità del disagio e del pericolo arrecato? Di coloro che, per conto del Comune, hanno installato il palo o di Enel che non ha rispettato la dovuta profondità nella collocazione dei cavi? E ad ogni modo, chi vigila sull’operato di una o dell’altra parte?