Corsano
Palpeggiamenti su scuolabus, autista rinviato a giudizio
Il processo per violenza sessuale continuata si aprirà il prossimo novembre; la vittima si è costituita parte civile
Andrà a processo nel prossimo novembre l’autista di scuolabus di Corsano indagato per presunti abusi sessuali sul lavoro ai danni di un’accompagnatrice.
Il rinvio a giudizio è arrivato nelle scorse ore, a margine dell’indagine avviata dalla Procura dopo la denuncia della vittima, che in sede civile ha richiesto un risarcimento di 100mila euro.
Il 61enne autista è accusato di violenza sessuale continuata: continue e moleste attenzioni che avrebbe riservato ad una donna che, sul bus da lui condotto, effettuava il servizio di accompagnamento in favore degli studenti trasportati.
La presunta vittima ha raccontato di aver subito, nell’autunno 2014, oltre un mese di avance e proposte nelle quali l’autista spesso e volentieri non si sarebbe fermato alle parole ma avrebbe cercato il contatto, toccandola e palpandola.
La testimonianza, a suo tempo, è stata raccolta dai carabinieri e girata alla magistratura.
Attualità
“Un maialino in palio alla sagra”: a Corsano scoppia un putiferio
Una denuncia per presunto maltrattamento di animale durante una festa di paese accende il dibattito social tra difesa delle tradizioni, accuse di eccessi animalisti e una pioggia di commenti polemici
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Una festa di paese, una denuncia per presunto maltrattamento di animali e, soprattutto, una valanga di reazioni sui social. È diventato un vero caso online quello scoppiato attorno alla “gara du porcu” organizzata a Corsano, dalla locale Pro Loco, per la Festa del Primo Maggio di S. Maura.
Al centro della polemica la presenza di un maialino vivo come premio della competizione, circostanza che ha acceso un acceso dibattito tra indignazione, difesa delle tradizioni popolari e attacchi personali.
A sollevare pubblicamente la questione è stata una donna, che attraverso Facebook ha annunciato di aver presentato un esposto richiamando gli articoli 544-ter e 544-quater del Codice Penale, norme che disciplinano rispettivamente il maltrattamento di animali e gli spettacoli o manifestazioni vietate qualora comportino sevizie o strazio per gli animali. Nel suo lungo post, pubblicato a evento ormai in corso, la donna ha spiegato di essersi documentata e di aver allegato precedenti interventi delle autorità e associazioni animaliste in casi analoghi.
Ma più della vicenda giudiziaria — sulla quale saranno eventualmente gli organi competenti a esprimersi — a dominare la scena è stato il clima che si è sviluppato sui social network. Sotto i post dedicati alla manifestazione e alla denuncia si è infatti acceso uno scontro durissimo tra utenti.
Da una parte c’è chi ha sostenuto la segnalazione, definendo “anacronistica” l’idea di utilizzare un animale vivo come premio di una gara paesana e chiedendo maggiore sensibilità sul benessere animale. Dall’altra, numerosi commentatori hanno difeso la tradizione locale, accusando l’autrice della denuncia di voler “rovinare la festa” o di esagerare per ottenere visibilità.
Il tono della discussione, però, è rapidamente degenerato. La donna infatti, ha raccontato di aver ricevuto insulti, commenti sessisti e accuse personali sotto i post collegati alla vicenda. In un successivo aggiornamento ha parlato apertamente della delusione per il silenzio di molte persone che inizialmente avevano promesso sostegno pubblico salvo poi prendere le distanze quando la polemica è esplosa.
Il caso dimostra ancora una volta come temi legati agli animali e alle tradizioni popolari riescano a dividere profondamente l’opinione pubblica, soprattutto sui social. In poche ore la discussione si è spostata dal merito della questione — cioè se sia opportuno o meno mettere in palio un animale vivo durante una festa — a una contrapposizione molto più ampia tra sensibilità moderne, identità territoriali e libertà di critica.
E proprio Facebook si è trasformato nel vero campo di battaglia: tra emoji arrabbiate, commenti indignati e prese di posizione spesso sopra le righe, la “gara du porcu” è diventata un caso mediatico locale ben oltre i confini della manifestazione stessa.
Corsano
Corsano, 76enne muore poco dopo una tac in ospedale
La famiglia chiede di far luce sulle responsabilità che hanno condotto alla morte dell’uomo per una reazione allergica a una TAC con mezzo di contrasto, dopo essere stato dimesso dall’ospedale nonostante i sintomi
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A Corsano un uomo di 76 anni è morto dopo una reazione allergica seguita a una TAC con mezzo di contrasto effettuata presso l’ospedale Cardinale G. Panico di Tricase.
A sporgere la denuncia è stato il figlio assistito dal suo legale che sostiene come la gravità della situazione sia stata sottovalutata dal personale sanitario.
L’episodio risale al 29 gennaio, quando L.C. si era recato all’ospedale “G. Panico” di Tricase per sottoporsi a una coronarografia TAC. Subito dopo l’esame, l’uomo aveva iniziato ad accusare malessere, con la comparsa di ponfi sulla pelle e fastidio alla gola.
Il personale sanitario aveva somministrato cortisone per contenere la reazione allergica e aveva contattato il figlio, che nel frattempo aveva raggiunto l’ospedale. Dopo circa mezz’ora, però, il 76enne sarebbe stato invitato a tornare a casa, senza ulteriori controlli o monitoraggi, secondo quanto denunciato dai familiari.
Durante il tragitto verso casa, tra Tricase e Corsano, le condizioni dell’uomo sono improvvisamente peggiorate: la guida è diventata incerta e, una volta fermatosi, ha iniziato a respirare con difficoltà, con presenza di schiuma alla bocca.
È stato quindi lanciato l’allarme al 118. L’ambulanza è arrivata inizialmente senza medico a bordo; solo in seguito è intervenuto un dottore. I tentativi di rianimazione non hanno avuto esito e, una volta giunto in ospedale, è stato constatato il decesso per arresto cardiocircolatorio dovuto a shock anafilattico.
La famiglia assistita dall’avvocato Luciano De Francesco, ha sporto ieri una denuncia in caserma, aspettandosi che venga fatta piena chiarezza sull’accaduto e sulle eventuali responsabilità.
Appuntamenti
A Corsano torna il Campionato “Mondiale” dei Puni
Il tradizionale evento in programma per il 25 aprile
Corsano si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più originali e identitari del territorio: il Campionato “Mondiale” dei Puni, in programma sabato 25 aprile alle ore 16:30 nella suggestiva Piazza Santa Teresa, nel cuore del centro storico.
Giunto alla sua decima edizione, l’evento è promosso dall’associazione Idee a Sud Est con il patrocinio del Comune di Corsano, e rappresenta un perfetto connubio tra tradizione, memoria e spirito comunitario.
Il gioco, tanto semplice quanto affascinante, consiste nel far rotolare un’arancia cercando di centrare una delle nove buche posizionate a circa dieci metri di distanza. Una sfida che unisce abilità, precisione e un pizzico di fortuna, rievocando i giochi di strada di un tempo.
A dare vita a questa iniziativa è stata proprio la volontà di un gruppo di anziani corsanesi di recuperare un passatempo della loro infanzia, trasformandolo in un evento capace di coinvolgere tutte le generazioni. Oggi, il Torneo dei Puni è diventato un appuntamento atteso, capace di raccontare l’anima più autentica della comunità.
La competizione, caratterizzata da un’atmosfera conviviale e autoironica, vedrà gli “atleti” contendersi il titolo di “Campione Mondiale”, un riconoscimento simbolico che sottolinea con leggerezza l’unicità di questo gioco, praticato esclusivamente a Corsano.
Non mancherà l’intrattenimento: la gara sarà accompagnata da una diretta ricca di commenti, interviste e momenti di coinvolgimento del pubblico, rendendo gli spettatori parte integrante.
Il torneo prevede anche una sessione dedicata alle donne di tutte le età, a conferma di una manifestazione sempre più partecipata e attrattiva.
Il “Campionato Mondiale” dei Puni non è solo una gara: è un viaggio nel tempo, dove la tradizione torna a vivere, un lancio alla volta.
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