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Castrignano del Capo

Bollette da mezzo milione: chiudono i Caroli Hotels

“Costi insostenibili, ci auguriamo che un ritorno alla normalità possa far ricreare le condizioni per una riapertura”

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Per “gli spropositati e insostenibili costi che hanno eroso totalmente i margini di profitto” (si parla di bollette da 500mila euro) chiudono le cinque strutture alberghiere del Caroli hotel del Salento, tre a Gallipoli e due a Santa Maria di Leuca: da ieri gli hotel non accettano più prenotazioni ma si limitano solo ad accogliere i turisti ai quali è già stato confermato il booking.


Gli spropositati ed insostenibili costi, che hanno eroso totalmente i margini di profitto rendono impossibile garantire il prosieguo dell’attività pur ricorrendo alle opportunità offerte dal sistema creditizio ed all’implementazione di impianti fotovoltaici, la cui installazione non è stata ancora autorizzata”, queste le dichiarazioni di Attilio Caputo, direttore generale delle strutture alberghiere salentine operative dal 1966, riportate dall’Ansa.


Caputo spiega di aver comunicato l’imminente chiusura alla Prefettura di Lecce e si dice “rammaricato del disservizio che creeremo ad ospiti, partner e fornitori“.


Pertanto, nel ringraziare ulteriormente i nostri collaboratori, che saranno, ahimè, i primi ad essere penalizzati dalla situazione determinatasi, ci auguriamo che un ritorno alla normalità possa far ricreare le condizioni per una riapertura“.

La Caroli Hotels è una catena che dà lavoro a 275 dipendenti.


Giancarlo De Venuto, presidente della sezione di Lecce di AssoHotel, condivide le preoccupazioni. “Invoco – dice – politiche incisive non metodi palliativi per evitare che altre imprese alberghiere gettino la spugna. Bisogna reagire immediatamente, calmierare i prezzi in maniera sensibile, per evitare il rischio di avere i turisti ma non avere le imprese dove accoglierli“.


 


Attualità

Un orizzonte di navi militari nel mare di Leuca

Lo scatto di un nostro lettore dal lungomare immortala le esercitazioni in corso questi giorni

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Una distesa di mare apparentemente tranquilla, poi all’orizzonte le sagome delle navi militari che interrompono la linea tra cielo e acqua. È l’immagine catturata da un nostro lettore, Valerio Schirinzi, dal lungomare di Santa Maria di Leuca. Uno scatto che racconta una scena insolita e che in questi giorni non è passata inosservata agli occhi di residenti e passanti.

Le unità navali presenti al largo della costa salentina fanno parte delle attività addestrative in corso nel Mar Ionio, già annunciate nei giorni scorsi attraverso le comunicazioni della Marina Militare e della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera.

La Marina Militare aveva infatti comunicato l’avvio della “Maritime Combat and Advanced Training” (MCAT26), un complesso evento addestrativo che coinvolge diversi assetti in scenari operativi simultanei distribuiti nel corso del mese. Tra le aree interessate figura anche il Mar Ionio, con attività incentrate principalmente sulla difesa aerea, insieme ad altre operazioni previste in differenti zone del Mediterraneo.

Parallelamente, erano state diffuse anche le comunicazioni della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera riguardanti esercitazioni nel Golfo di Taranto, a Brindisi e nel Mar Ionio, con l’invito rivolto a imbarcazioni e natanti a prestare particolare attenzione nelle aree segnalate.

Lo scatto inviato alla nostra redazione diventa così il racconto visivo di quanto è avvenuto in mare in questi giorni: un orizzonte diverso dal solito, punteggiato da mezzi militari impegnati nelle operazioni previste, una presenza che ha inevitabilmente richiamato sguardi e curiosità lungo la costa di Leuca.

L’immagine inviata alla redazione dal lungomare di Santa Maria di Leuca.

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Castrignano del Capo

Leuca senza Bandiera Blu: il commento del sindaco Petracca

Il primo cittadino di Castrignano del Capo spiega: “Attendiamo motivazioni ufficiali, ma ci aspettiamo che il mancato funzionamento del depuratore abbia inciso sulla decisione”

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Un’importante fetta del litorale del Basso Salento è assente oggi a Roma, alla consegna del riconoscimento della Bandiera Blu. I Comuni di Patù e Castrignano del Capo, che l’anno scorso l’avevano conseguita con le marine di Felloniche e San Gregorio la prima, e di Santa Maria di Leuca la seconda, non sono tra i 257 Comuni marittimi insigniti.

Apprendiamo del mancato riconoscimento della Bandiera Blu al nostro litorale“, commenta il sindaco di Castrignano del Capo Francesco Petracca, che spiega: “Attendiamo le motivazioni ufficiali della decisione, che con tutta probabilità sono legate al mancato funzionamento del depuratore che serve gli abitati di Patù e Castrignano. Non a caso, anche le marine di Patù, quest’anno, non hanno ricevuto il vessillo“.

Ad ogni modo“, conclude il sindaco, “continueremo a lavorare per il miglioramento e la crescita del nostro territorio e, non appena saranno rese pubbliche, per ovviare alle ragioni che hanno impedito il conseguimento del riconoscimento“.

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Attualità

Mare di Puglia, il Salento guida l’eccellenza

I dati Arpa confermano la straordinaria qualità delle acque lungo la costa leccese: marine cristalline, controlli costanti e una stagione balneare che si apre sotto il segno della sicurezza e della bellezza

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di Giuseppe Cerfeda

La Puglia si conferma ancora una volta ai vertici nazionali per qualità delle acque di balneazione e il Salento, con la provincia di Lecce, rappresenta uno dei punti più luminosi di questa mappa dell’eccellenza ambientale.

I dati diffusi da Arpa Puglia e dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente fotografano una situazione estremamente positiva: quasi la totalità dei tratti costieri regionali raggiunge la classificazione “eccellente”, il massimo livello previsto dalla normativa europea.

Un risultato che premia anni di monitoraggi, interventi sulla depurazione e attenzione crescente verso la tutela del mare, vero patrimonio identitario della Puglia.

Da San Cataldo a Santa Maria di Leuca, passando per Otranto, Castro, Porto Cesareo, Gallipoli e le altre marine dell’Adriatico e dello Ionio, il mare salentino si presenta limpido, balneabile e in condizioni ambientali di assoluto pregio.

LE NOSTRE TRA LE COSTE PIÙ PULITE D’ITALIA

Le analisi microbiologiche effettuate da Arpa Puglia prendono in considerazione parametri rigorosi, tra cui la presenza di Escherichia coli ed enterococchi intestinali, indicatori fondamentali per stabilire la qualità delle acque di balneazione.

I controlli vengono effettuati periodicamente durante tutta la stagione balneare e restituiscono, per la costa leccese, un quadro ampiamente rassicurante.

L’Adriatico salentino continua a distinguersi per trasparenza e ricambio delle acque.

Da Torre dell’Orso a Sant’Andrea, fino a Otranto e Santa Cesarea Terme, i campionamenti confermano standard elevatissimi.

Situazione analoga sul versante ionico, dove Porto Cesareo, Torre Lapillo, Punta Prosciutto, Rivabella e Baia Verde mantengono parametri che collocano le acque nella fascia più alta della classificazione.

OTRANTO E CASTRO, L’ADRIATICO CHE INCANTA

Tra le località simbolo della qualità marina salentina spiccano Otranto e Castro.

Le loro acque, caratterizzate da fondali rocciosi e correnti marine favorevoli, continuano a rappresentare un modello ambientale.

Le cale, le insenature e i tratti costieri a picco sul mare conservano una limpidezza che negli anni ha trasformato queste località in riferimenti del turismo balneare internazionale.

A Santa Cesarea Terme e Porto Badisco la situazione resta altrettanto positiva, grazie anche alla limitata pressione industriale e a un ecosistema costiero ancora fortemente integro.

BASSO ADRIATICO GIOIELLO NATURALE

Anche il tratto costiero compreso tra Andrano, Tricase, Tiggiano, Corsano e Gagliano del Capo continua a distinguersi per qualità delle acque e valore paesaggistico. Località come Marina di Andrano, Tricase Porto, Marina Serra, Novaglie e Ciolo mantengono standard elevati di balneabilità, confermando l’ottimo stato di salute del basso Adriatico salentino.

Le caratteristiche geomorfologiche di questo tratto di costa, segnato da scogliere, sorgenti marine e profonde insenature naturali, favoriscono un continuo ricambio delle acque e contribuiscono alla limpidezza del mare.

In particolare, Marina Serra e il Canale del Ciolo rappresentano da anni punti di riferimento per turismo naturalistico, immersioni e attività legate al mare.

A Tricase Porto e Marina di Novaglie i controlli confermano parametri pienamente conformi agli standard europei, mentre l’intero tratto compreso tra il territorio di Corsano e Gagliano del Capo continua a beneficiare di una pressione urbanistica relativamente contenuta rispetto ad altre aree costiere.

La costa sud-orientale leccese si conferma così uno dei segmenti più autentici e ambientalmente integri del Salento, capace di coniugare bellezza paesaggistica, biodiversità marina e qualità delle acque.

LO IONIO SI CONFERMA PARADISO BALNEARE

Sul versante ionico, Gallipoli continua a essere una delle capitali del turismo estivo pugliese anche per la qualità delle sue acque.

Da Baia Verde a Rivabella, fino alle spiagge che si allungano verso Mancaversa, i controlli Arpa confermano condizioni eccellenti.

Porto Cesareo, con il suo mare caraibico e le aree protette che ne caratterizzano il paesaggio, mantiene livelli qualitativi altissimi.

Torre Lapillo e Punta Prosciutto si confermano tra le località più apprezzate dai bagnanti proprio per la trasparenza dell’acqua e la qualità ambientale complessiva.

Anche Torre San Giovanni, Pescoluse, Torre Mozza e Santa Maria di Leuca registrano valori pienamente compatibili con la balneazione, rafforzando l’immagine di un tratto ionico sempre più competitivo sul piano turistico nazionale e internazionale.

MONITORAGGI CONTINUI E ATTENZIONE ALLA DEPURAZIONE

Il sistema di controllo predisposto da Arpa Puglia prevede verifiche periodiche lungo l’intera costa regionale.

La qualità delle acque non è soltanto il risultato delle caratteristiche naturali del territorio, ma anche degli investimenti effettuati negli anni sul sistema depurativo e sul monitoraggio ambientale.

Fondamentale resta il lavoro di prevenzione contro scarichi abusivi, criticità fognarie e pressioni antropiche che durante l’estate aumentano sensibilmente a causa della presenza turistica.

Le campagne di monitoraggio continueranno per tutta la stagione estiva, consentendo aggiornamenti costanti sullo stato del mare e garantendo ai cittadini informazioni tempestive sulla balneabilità.

PATRIMONIO DA CUSTODIRE

Il mare salentino continua, dunque, a rappresentare uno degli elementi più preziosi dell’identità pugliese.

Non soltanto attrazione turistica, ma risorsa ambientale ed economica che richiede tutela quotidiana.

La qualità eccellente certificata dai dati Arpa diventa così anche un richiamo alla responsabilità collettiva: preservare spiagge, dune, fondali e coste significa difendere il futuro stesso del territorio.

Per la stagione turistica in arrivo il Salento ripresenta uno dei suoi biglietti da visita più forti: un mare limpido, controllato e promosso a pieni voti.

 

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