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Corsano

Ciao Stefania, ci ricorderemo di te e di “Cinzia”

Si è spenta ad appena 35 anni la giovane di Corsano che nel 2003 stupì tutti nel film “Il Miracolo” di Edoardo Winspeare

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In molti la ricorderanno come Cinzia de “Il Miracolo” sul grande schermo.


Si è spenta ad appena 35 anni Stefania Casciaro che nel 2003 ha recitato da coprotagonista nel film di Edoardo Winspeare candidato al Leone d’Oro.


L’allora ragazza di Corsano interpretava Cinzia nel film premiato alla biennale di Venezia nel 2004.


Nel film Stefania vestiva i panni di una giovane considerata da tutti una poco di buono, ma in realtà afflitta dalla solitudine e dall’incomprensione che alla fine stringerà un’amicizia profonda con il ragazzino che ha investito per caso.

Dopo quell’esperienza la giovane corsanese non aveva dato seguito alla sue esperienza da attrice anche se, a detta di tutti, era davvero brava.


«Mi dispiace tantissimo», il commento a caldo di Edoardo Winspeare che l’ha lanciata nel mondo del cinema del 2003, «ero molto legato a lei anche se non ci vedevamo da tanto tempo».


Il regista ricorda poi un aneddoto legato a Stefania Casciaro ed al film “Il Miracolo”: «Moriz De Hadeln, storico direttore artistico della Mostra di Venezia stravedeva per lei. Era rimasto molto colpito dalla sua interpretazione, così come del resto tutta la giuria, e mi confidò che era in ballo l’opzione di assegnarle la Coppa Volpi. Poi non andò copsì ma resta l’attestato di merito per un’attrice che era al suo esordio assoluto».


Alessano

“Cari sindaci, per il recovery plan chiediamo di finanziarci la mobilità ad emissione zero”

Antonio Lia: “40 anni fa fui preso per visionario, oggi si potrebbe fare. La proposta progettuale era quella di far partire da Tricase ed Alessano un sistema circolare di mezzi di trasporto a emissione zero per raggiungere i paesi del Capo di Leuca”

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Batti il ferro quando è caldo” consigliava un vecchio adagio che si rifaceva all’antico mestiere del fabbro ferraio il quale è ben consapevole che per lavorare bene il metallo è necessario batterlo quando è arroventato in quanto è facilmente modellabile; se invece si raffredda, perde la sua flessibilità.


Così in vista degli investimenti post covid l’ex parlamentare ed ex sindaco di Specchia insiste rivolgendosi nuovamente agli amministratori salentini per non perdere l’occasione.


E bisogna appunta “battere il ferro” ora che il consiglio regionale sta preparando una proposta per indicare le priorità per la Puglia per il PNRR da inviare al Governo centrale.


Quaranta anni fa mi diedero del visionario: erano gli anni 70/80, quelli del boom edilizio, del cemento, della poca attenzione verso l’ambiente”, ricorda l’ex sindaco di Specchia, “non c’era il Ministero della Transazione ecologica ma neanche il Ministero dell’Ambiente, c’era solo un Ufficio in Piazza Venezia che iniziava ad occuparsi di ambiente”.

L’Unione europea”, prosegue, “azzardò il primo programma Life, mi incuriosii e interessai alla mia idea giovani studiosi che ora occupano posti importanti a livello nazionale. Con il loro aiuto la Ansaldo (una società per azioni italiana attiva nel settore energetico, tra i maggiori produttori di centrali elettriche al mondo) notò il nostro progetto, si mise subito a disposizione e così presentammo al Comune di Tricase, scelto come capofila, un progetto sulla mobilità periurbana e sulle piste ciclabili. Il progetto coinvolgeva tutti i paesi del Capo di Leuca ma, purtroppo, non se ne fece niente ed in quella occasione fui considerato un visionario. Con Riccardo Petrella, poi, abbiamo partecipato e fatto lotte per acqua pubblica, contro la povertà, ecc. Oggi fortunatamente esiste il “Ministero della Transazione Ecologica”. La pandemia ci ha fatto capire l’importanza della difesa dell’ambiente e l’impegno da mantenere perché entro il 2050 si arrivi ad emissioni zero”, va al punto, “e mentre il consiglio regionale sta preparando la proposta con le priorità per la Puglia per il PNRR da inviare al Governo centrale, voglio suggerire ai Sindaci di rispolverare la mi idea di 40 anni fa che dovrebbe essere ancora negli archivi del Comune di Tricase. Ritroviamola e parliamone”, l’invito di Lia, “il progetto era sulla mobilità periurbana, un problema del quale in questo momento si parla tanto, allora preveniamo il male prima che sia troppo tardi”.


Vi sembra normale”, si chiede, “che ogni giorno si muovono migliaia di mezzi privati e decine di mezzi pubblici oltre i motorini per raggiungere i paesi vicini per lavoro, per trovare i parenti ed altro e per raggiungere le sedi delle scuole superiori di Tricase ed Alessano, anche solo per andare al cinema o al mercato settimanale? La proposta progettuale era quella di far partire da Tricase ed Alessano un sistema circolare di mezzi di trasporto a emissione zero per raggiungere i paesi del Capo di Leuca”.


Un esempio: “Un pullman elettrico parte da Tricase e ritorna a Tricase dopo aver preso i viaggiatori da Montesano, Miggiano, Specchia, Lucugnano e torna a Tricase. Le persone che devono andare ad Alessano scendono a Lucugnano dove salgono sul pullman che parte da Tricase va a Lucugnano, Alessano, Corsano, Tiggiano, Tricase. Il sistema sarebbe completato con il collegamento con gli altri Comuni, tutti i mezzi sarebbero elettrici e funzionerebbero con batterie a ricarica solare. Sullo stesso tragitto bisognerebbe costruire anche delle piste ciclabili in sicurezza con marciapiede, illuminate e, soprattutto, divise dalla strada dei mezzi gommati per consentire alle persone che intendono servirsi della bicicletta per lavoro, per andare a scuola o per altri motivi di raggiungere i paesi vicini in tutta sicurezza. In questo modo avremmo creato un sistema di mobilità che rispetti l’ambiente ed il nostro territorio diventerebbe anche un luogo di eccellenza, turistica, culturale oltre che ambientale. Ci vuole solo la volontà di fare, i mezzi economici ci sono”, conclude Antonio Lia che poi bussa alle porte dei municipi del Capo di Leuca: “Voi Sindaci ci siete? apriamo un tavolo e parliamone”.


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Corsano

Lavori pubblici con tangente a Corsano? Nessuna richiesta di patteggiamento

Il Gup ha inoltre respinto la costituzione di parte civile presentata dall’associazione GAIA

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Nuovi elementi trapelano sul processo penale che vede tra gli imputati alcuni ex amministratori del Comune di Corsano, unitamente ad altri professionisti del luogo, per l’assegnazione di alcuni lavori pubblici riguardanti una scuola comunale.


La costituzione di parte civile presentata dall’associazione GAIA, sulla spinta del ruolo svolto sul territorio di Corsano nella promozione della cultura della legalità e dei diritti dei cittadini, è stata rigettata dal Gup per difetto di legittimazione processuale.


Nessuno tra gli imputati inoltre, a differenza di quanto trapelato nelle ore seguenti l’udienza, ha formulato istanza di patteggiamento. A questo gli 8 iscritti nel registro degli imputati, tra cui compare anche il nome dell’ex sindaco Martella, aspettano i prossimi sviluppi: nelle prossime settimane il giudice deciderà se e chi rinviare a giudizio.

Le indagini sono scattate per le ipotesi di reato di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale, turbata libertà degli incanti e corruzione per un atto contrario ai propri doveri d’ufficio.


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Corsano

Presunta tangente per lavori in scuola di Corsano: tenuta l’udienza preliminare

Con l’ex sindaco, indagati altri 7: alcuni chiedono patteggiamento

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L’inchiesta scattata sui lavori di riqualificazione di una scuola di Corsano ha visto in queste ore andare in scena l’udienza preliminare a carico degli indagati.




Si tratta di un bando ricaduto nel periodo di competenza dell’amministrazione guidata dall’ex sindaco Biagio Martella, nel 2017. I riflettori si sono accesi sull’assegnazione dei lavori dopo l’esposto di alcuni attivisti pentastellati e di alcuni consiglieri. Vi sarebbe una presunta tangente da 20mila euro che avrebbe pilotato la gara per l’assegnazione del bando. Il valore dei lavori sarebbe approssimativamente di 1 milione di euro.

Le indagini per le ipotesi di reato di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale, turbata libertà degli incanti, corruzione per un atto contrario ai propri doveri d’ufficio hanno interessato, oltre all’allora sindaco, in tutto 8 persone: il fratello dell’ex primo cittadino, Giorgio Martella; il dirigente dell’ufficio Tecnico di Corsano Antonio Bleve; gli architetti Fernando Zocco, 60 anni, di Lecce, e Antonio Bisanti, 59 anni, di Corsano; l’ingegnere Sebastiano Chiarello, 41 anni, di Tricase; l’architetto Chiara Chiarello, 32 anni, di Gagliano del Capo e l’ingegnere Emiliano Zampironi, 46 anni di Gagliano del Capo.

L’Associazione Gaia di Corsano, rappresentata dall’avvocato Massimo Pagliaro, ha richiesto di costituirsi parte civile durante l’udienza preliminare per il suo ruolo svolto sul territorio di Corsano nella promozione della cultura della legalità e dei diritti dei cittadini.

Come riportato da TeleRama, alcuni degli indagati avrebbero chiesto il patteggiamento. Entro il prossimo mese dovrebbe arrivare la decisione del giudice.


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