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Cronaca

Furto a Tricase: “Cos’è che puzza?!”

Lettera aperta: dopo il furto al suo calzaturificio Zaminga scrive al sindaco Coppola: “Un suo assessore ha scritto su facebook “mi puzza un po’…”: ci può spiegare cosa?”

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Dopo il furto subito nel suo calzaturificio l’imprenditore Guido Zaminga chiede spiegazioni al sindaco per un post su Facebook dell’assessore Sergio Fracasso.


Egr. sig. Sindaco, spett.le Amministrazione e Cittadinanza tutta, sono Guido Zaminga e con questa lettera aperta rompo il silenzio e la discrezione che mi hanno sempre contraddistinto, perchè quanto successo mi ha molto ferito come imprenditore ma ancor di più come persona.


Mi corre obbligo però, prima di arrivare al punto della questione, fare una presentazione su chi sono e rappresento e cioè un cittadino di Tricase che assieme ai suoi due fratelli ha creato l’omonimo Calzaturificio che opera da circa due anni nella Zona Industriale di Tricase, ove ha recuperato dal degrado una porzione dell’ex complesso industriale Adelchi, offrendo occupazione a circa 60 dipendenti che vi lavorano. Il degrado, però, continua a mortificare l’intera Zona Industriale di Tricase con una totale assenza di servizi, opere e pianificazione.


Tra le tante opportunità di collocazione logistica dell’azienda che rappresento, Io ed i miei fratelli abbiamo scelto e voluto fortemente Tricase, la nostra città a cui ci sentiamo profondamente legati e riconoscenti.


La nostra storia personale è quella di tre giovani uomini di umile famiglia, partiti dal nulla, senza un soldo in tasca, che dopo aver lavorato per molti anni come operai calzaturieri nelle aziende del Gruppo Adelchi, sia in Italia che all’estero (anche per lunghi periodi con grave sacrificio per la nostra vita privata e familiare), decidono di continuare a fare l’unica cosa che da sempre hanno fatto, cioè produrre calzature. Siamo così diventati imprenditori di noi stessi, passando dall’altra parte della barricata. Tutto sin dall’inizio è stato molto difficile, ma con il sacrificio (impegnando anche beni primari personali), la perseveranza, il prezioso aiuto e la pazienza dei nostri collaboratori – lavoratori, siamo riusciti a realizzare un sogno a Tricase, producendo oggi per prestigiosi clienti e marchi internazionali.


Abbiamo quindi ridato vita ad un settore produttivo completamente defunto nella realtà locale e non solo.


Pur tuttavia, mai un aiuto è stato chiesto a questa amministrazione, né mai questa ha manifestato alcun apprezzamento e/o interesse per quanto realizzato.


Ma va bene così; io ed i miei fratelli siamo abituati a lavorare a testa bassa, con umiltà, fuori dagli schemi politici e di palazzo che, troppo spesso, si intrecciano con un’imprenditoria solo di facciata, capace di esistere solo ed unicamente con aiuti esterni e senza alcun effettivo rischio reale.


Noi, invece, sin dall’inizio, ci abbiamo messo la faccia rischiando in prima persona le sorti della nostra azienda!


Dopo questa breve ma doverosa premessa giungo al motivo di questa lettera.


Come avrà appreso dagli organi di informazione, in data 5 marzo la nostra azienda ha subito un furto di numerose paia di calzature già pronte per la spedizione con un danno che ammonta ad oltre 200.000 euro. Questo è il secondo furto subito in poco tempo e non so se questa volta riusciremo a ripartire (comunque ci proveremo senza remore, cercando di superare prima di tutto l’amarezza e la rabbia e poi l’aspetto economico).


Quello che, però, io ed i miei fratelli non riusciamo a superare e che più di tutto ci ha ferito sono state le allusioni fatte da un noto esponente politico locale (Non lo nomina ma è chiaro il destinatario: Sergio Fracasso; Ndr), peraltro con delega assessorile al lavoro da Lei conferita, che sul suo profilo Facebook ha scritto, riferendosi alla notizia di cronaca del subito furto, “… Mi puzza un po’…”.


Ora noi tutti vogliamo chiedere al suo collaboratore per il suo tramite: cosa puzza??? Forse che la nostra azienda è fuori da logiche politiche? Forse le puzza che siamo solo degli imprenditori silenziosi e laboriosi che non fanno quotidiana anticamera nei palazzi della politica per chiedere qualcosa, preferendo realizzare ogni cosa con il proprio personale sacrificio? Forse le puzza che offriamo un dignitoso lavoro ed un reddito ad oltre 60 lavoratori?

Forse le puzza che non abbiamo mai nemmeno invitato uno dei nostri numerosi lavoratori a votare per uno o per l’altro partito politico? Forse, ancor più grave, sa qualcosa sull’accaduto di cui l’Azienda è all’oscuro?


Attendiamo una chiara risposta Sua e dell’Amministrazione che rappresenta.


Sicuramente a noi puzza solo il modo in cui una simile sciagura abbattutasi sulla nostra azienda, sia utilizzata per biechi ed inopportuni commenti ed allusioni, fatti peraltro su mezzi di massima informazione che potrebbero ingenerare false notizie oltremodo dannose per l’azienda.


E non ci si venga a dire che si è trattato solo di una battuta scherzosa, in quanto noi ed i nostri lavoratori non ci troviamo nulla da ridere, tanto più se la battuta proviene da chi dovrebbe avere a cuore i lavoratori ed il loro lavoro e, pensiamo prima ancora, gli imprenditori che tale lavoro, in fondo, creano.


Rifacendomi poi a quanto dallo stesso suo collaboratore ancora scritto, voglio affermare e ribadire che a noi non puzzano né le mani né tantomeno i “piedi“, che sono sporchi solo di duro e quotidiano lavoro e sacrificio, e come si sa, il lavoro non produce puzza, ma solo nobiltà!


Ci scusiamo per il disturbo e lo sfogo ma, dopo quanto accaduto, non potevamo più assolutamente tacere!


La attendiamo comunque assieme all’Amministrazione, se lo vorrà, presso la nostra Azienda per mostrarle il frutto del nostro duro lavoro e quotidiani sacrifici.


Cordialità


Guido Zaminga


Calzaturificio Zaminga Srl


(leggi QUI la risposta dell’assessore)


Cronaca

Violenza contro gli agenti e droga pronta per lo spaccio, minorenne nei guai

Un 17enne già noto alle forze dell’ordine è stato arrestato in flagranza di reato dalla Polizia di Stato a Gallipoli. Durante un controllo di routine, il giovane ha aggredito due agenti provocando loro lesioni ed è stato trovato in possesso di hashish e cannabis concentrata BHO, oltre a una somma di denaro ritenuta provento dell’attività di spaccio. Dopo la convalida dell’arresto, è stato collocato in una comunità penale

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La Polizia di Stato, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio disposti dal Questore di Lecce, ha proceduto al controllo di un minore già conosciuto alle forze dell’ordine.

Durante il controllo documentale, il ragazzo, che si accompagnava con un altro minore incensurato, manifestava un immotivato stato di agitazione e riluttanza, tanto da indurre gli agenti della Squadra Volanti del Commissariato di Gallipoli ad approfondire l’accertamento.

Il 17nne, però, cominciava ad aggredire verbalmente e fisicamente i due operatori.

Durante l’aggressione, allontanando gli operatori, il ragazzo riusciva ad estrarre dalle sue parti intime un contenitore in vetro che scagliava in direzione dell’altro minore per farlo allontanare con il suo contenuto e continuava a colpire al viso e al costato i due agenti che, con non poche difficoltà riuscivano a contenerlo.

Recuperato il vasetto in vetro, si constatava che all’interno vi erano contenute sette dosi di hashish, confezionate in bustine di cellophane trasparente con chiusura adesiva, per un peso complessivo di gr. 8,10 pronte per lo smercio, ed un pezzo di resina solida di colore giallino del tipo “concentrato di cannabis BHO (Butane Hash Oil)” avvolto in un foglio di carta bianca traslucida.

Procedendo alla perquisizione personale e veicolare, all’interno del suo marsupio veniva rinvenuta la somma di euro 195, e, nel suo ciclomotore si rinveniva un’ulteriore scaglia di resina solida del tipo “concentrato di cannabis  BHO”.

Dopo aver informato il Magistrato di Turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Lecce, si procedeva all’applicazione della misura precautelare degli arresti per aver commesso i reati di violenza, resistenza e lesioni a P.U. e detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.

Dopo l’udienza di convalida l’arrestato è stato collocato in misura cautelare presso una comunità penale.

Successivamente, i due agenti venivano dimessi dal pronto soccorso dell’ospedale di Gallipoli con una prognosi di 8 giorni ciascuno e diagnosi di contusioni varie.

 

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Attualità

Mentre il resto d’Italia corre, il Salento resta fermo sui binari

Lecce–Gagliano del Capo in 2 ore e 50 minuti. Resta l’arretratezza del trasporto ferroviario salentino nonostante i fondi stanziati per l’elettrificazione. Un divario infrastrutturale che penalizza pendolari e turisti e certifica la distanza tra il Sud Salento e il resto d’Italia. La denuncia del consigliere regionale Paolo Pagliaro che annuncia: «In Consiglio regionale chiederemo presto una nuova audizione in Commissione Trasporti per un aggiornamento sull’avanzamento dei lavori, e non ci stancheremo di sollecitare il completamento della metropolitana di superficie del Salento per rottamare definitivamente i treni del Far West e assicurare a pendolari salentini e turisti un trasporto ferroviario locale moderno ed efficiente, con tempi di percorrenza accettabili»

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di Giuseppe Cerfeda

Da queste colonne tante volte negli anni abbiamo affrontato di petto la questione.

Quella contro il trenino dell’esasperazione è una battaglia ultradecennale de ilGallo, al pari di quella per l’adeguamento della SS275 Maglie-Leuca.

Il trasporto ferroviario nel Salento continua a rappresentare una delle più evidenti cartoline dell’arretratezza infrastrutturale del territorio, soprattutto se confrontato con i servizi offerti nel Centro e nel Nord Italia.

Una distanza che non è soltanto geografica, ma fatta di treni lenti, mezzi obsoleti e tempi di percorrenza che sembrano appartenere a un’altra epoca.

La denuncia del consigliere regionale Paolo Pagliaro riporta oggi sotto i riflettori una situazione che, nonostante annunci e finanziamenti, resta sostanzialmente immutata.

Due ore e 50 minuti per percorrere i 65 chilometri che separano Lecce da Gagliano del Capo, a bordo di un treno a gasolio delle Ferrovie Sud Est che viaggia a una velocità media di appena 50 chilometri orari.

Un viaggio che Pagliaro definisce senza mezzi termini «da Far West» e che replica, quasi identico, quello compiuto l’8 gennaio 2021 per denunciare le stesse criticità.

Cinque anni dopo, la fotografia è la medesima: disagi quotidiani per pendolari e studenti, servizi inadeguati per i turisti e un territorio che continua a pagare il prezzo di scelte rinviate.

A rendere il quadro ancora più amaro è il paradosso dei finanziamenti.

Nel 2021 la Regione Puglia ha stanziato 50 milioni di euro per l’elettrificazione della linea salentina delle Ferrovie Sud Est fino a Gagliano del Capo, una misura che avrebbe dovuto segnare una svolta decisiva.

Eppure, tra cantieri dai tempi lumaca e cronici ritardi burocratici, i benefici continuano a non arrivare.

I treni elettrici restano una promessa e le littorine a gasolio continuano a solcare i binari del Sud Salento.

Il confronto con il resto della regione è impietoso e certifica una “Puglia a due velocità”.

Mentre sulla tratta Foggia–Bari 115 chilometri vengono coperti in un’ora, nel Salento quasi tre ore non bastano per percorrere poco più della metà della distanza.

Una disparità che, come sottolinea Pagliaro, non è più tollerabile e che riflette una visione infrastrutturale che da decenni penalizza il territorio più a sud della regione.

Ma il problema non è solo tecnico.

È politico, sociale ed economico.

Un sistema ferroviario inefficiente incide sulla qualità della vita di chi si sposta ogni giorno per lavoro o studio, limita le opportunità di sviluppo e danneggia l’immagine turistica di una terra che continua a essere promossa come eccellenza, ma che nei collegamenti interni mostra tutte le sue fragilità.

Da qui l’annuncio di una nuova audizione in Commissione Trasporti per fare chiarezza sullo stato dei lavori e la richiesta di accelerare il completamento della metropolitana di superficie del Salento, indicata come l’unica soluzione strutturale per superare definitivamente l’era dei treni diesel.

L’invito rivolto all’assessore regionale alle Infrastrutture Raffaele Piemontese e al presidente della Regione a salire su uno di questi convogli non è solo una provocazione politica, ma un appello a confrontarsi con la realtà quotidiana di migliaia di cittadini.

Finché viaggiare in treno nel Salento continuerà a significare tornare indietro nel tempo, parlare di modernizzazione e di pari diritti alla mobilità resterà un esercizio retorico.

E il divario con il resto del Paese, anziché ridursi, rischierà di diventare ancora più profondo.

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Cronaca

Evasi dai domiciliari, per loro ora c’è il carcere

In due distinte operazioni, fermati dai carabinieri un 36enne sottoposto alla misura cautelare con applicazione del dispositivo elettronico di controllo e un uomo di 27 anni ai domiciliari per rapina

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Nel giro di poche ore i carabinieri, in due distinti interventi, hanno fermato due persone evase dagli arresti domiciliari. Alla Centrale Operativa 112 è risuonata la segnalazione di allarme del braccialetto elettronico per un’evasione in atto dagli arresti domiciliari da parte di un uomo di 36 anni, originario di Lecce, di fatto domiciliato a Lizzanello, sottoposto alla misura cautelare con applicazione del dispositivo elettronico di controllo.

Immediatamente attivate le ricerche, i carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Lecce, grazie a un rapido ed efficace coordinamento operativo, hanno rintracciato l’evaso nel capoluogo salentino, lungo la S.P. 241, scongiurando ulteriori violazioni della misura cautelare in un contesto di particolare delicatezza sotto il profilo della sicurezza pubblica.

L’uomo, fermato senza che opponesse resistenza, veniva condotto in caserma.

Al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato condotto presso la Casa Circondariale di Lecce, come disposto dal PM di turno della Procura della Repubblica di Lecce, che conduce le indagini.

Un’ulteriore operazione della Sezione Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Campi Salentina si è conclusa con l’arresto di un uomo di 27 anni, già sottoposto agli arresti domiciliari per rapina.

Durante un ordinario servizio di controllo del territorio nel centro abitato di Squinzano, i militari dell’Arma l’ hanno intercettato mentre si trovava ingiustificatamente fuori dalla propria abitazione, nonostante fosse ristretto ai domiciliari presso un immobile situato a Guagnano.

Accertata la violazione della misura cautelare, l’uomo è stato immediatamente dichiarato in stato di arresto per evasione.

Ultimate le formalità di rito, l’arrestato è stato condotto presso la Casa Circondariale di Lecce, come disposto dal PM di turno della Procura della Repubblica di Lecce che conduce le indagini.

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