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Alessano

Gli attualmente positivi paese per paese

Taurisano è il centro con più positivi: 112; Galatina ne ha 29, Tricase 23, Casarano 22 ed Ugento 21. Botrugno non è più covid free

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Il venerdì è anche il giorno del report dell’Asl leccese in cui vengono illustrati tutti i numeri del contagio nella provincia di Lecce.


Nel report settimanale aggiornato a oggi, 6 novembre,  emerge l’andamento dell’infezione da SARS-CoV-2 con i dati del 29 febbraio, quelli di oggi e quelli registrati nel report di una settimana fa.


Il report evidenzia la distribuzione dei casi Comune per Comune, il numero dei ricoveri e dei decessi dall’inizio della pandemia e il numero dei pazienti attualmente ricoverati, con la distinzione per genere ed età.

Il report riporta inoltre i Comuni senza contagi dall’inizio della pandemia, il numero dei tamponi complessivamente eseguiti e il numero di cittadini che hanno contratto l’infezione all’estero.


Sono 862 i cittadini presenti in provincia di Lecce attualmente Covid positivi.


Insieme a Lecce, Taurisano è il centro con più positivi: 112


Galatina ne ha 29, Tricase 23, Casarano 22 ed Ugento 21.


Bagnolo, Martignano, Otranto e Sternatia sono oggi covid free.


Mentre Botrugno, ha dovuto arrendersi al primo tampone positivo che riguarda un suo cittadino, Alessano e Palmariggi resistono e rimangono gli unici due centri senza mai un solo tampone positivo.


IL REPORT DEL 6 NOVEMBRE




 





 


Il report è a cura del Dott. Fabrizio Quarta, Direttore U.O.C. Epidemiologia e Statistica ASL Lecce.


Alessano

“Cari sindaci, per il recovery plan chiediamo di finanziarci la mobilità ad emissione zero”

Antonio Lia: “40 anni fa fui preso per visionario, oggi si potrebbe fare. La proposta progettuale era quella di far partire da Tricase ed Alessano un sistema circolare di mezzi di trasporto a emissione zero per raggiungere i paesi del Capo di Leuca”

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Batti il ferro quando è caldo” consigliava un vecchio adagio che si rifaceva all’antico mestiere del fabbro ferraio il quale è ben consapevole che per lavorare bene il metallo è necessario batterlo quando è arroventato in quanto è facilmente modellabile; se invece si raffredda, perde la sua flessibilità.


Così in vista degli investimenti post covid l’ex parlamentare ed ex sindaco di Specchia insiste rivolgendosi nuovamente agli amministratori salentini per non perdere l’occasione.


E bisogna appunta “battere il ferro” ora che il consiglio regionale sta preparando una proposta per indicare le priorità per la Puglia per il PNRR da inviare al Governo centrale.


Quaranta anni fa mi diedero del visionario: erano gli anni 70/80, quelli del boom edilizio, del cemento, della poca attenzione verso l’ambiente”, ricorda l’ex sindaco di Specchia, “non c’era il Ministero della Transazione ecologica ma neanche il Ministero dell’Ambiente, c’era solo un Ufficio in Piazza Venezia che iniziava ad occuparsi di ambiente”.

L’Unione europea”, prosegue, “azzardò il primo programma Life, mi incuriosii e interessai alla mia idea giovani studiosi che ora occupano posti importanti a livello nazionale. Con il loro aiuto la Ansaldo (una società per azioni italiana attiva nel settore energetico, tra i maggiori produttori di centrali elettriche al mondo) notò il nostro progetto, si mise subito a disposizione e così presentammo al Comune di Tricase, scelto come capofila, un progetto sulla mobilità periurbana e sulle piste ciclabili. Il progetto coinvolgeva tutti i paesi del Capo di Leuca ma, purtroppo, non se ne fece niente ed in quella occasione fui considerato un visionario. Con Riccardo Petrella, poi, abbiamo partecipato e fatto lotte per acqua pubblica, contro la povertà, ecc. Oggi fortunatamente esiste il “Ministero della Transazione Ecologica”. La pandemia ci ha fatto capire l’importanza della difesa dell’ambiente e l’impegno da mantenere perché entro il 2050 si arrivi ad emissioni zero”, va al punto, “e mentre il consiglio regionale sta preparando la proposta con le priorità per la Puglia per il PNRR da inviare al Governo centrale, voglio suggerire ai Sindaci di rispolverare la mi idea di 40 anni fa che dovrebbe essere ancora negli archivi del Comune di Tricase. Ritroviamola e parliamone”, l’invito di Lia, “il progetto era sulla mobilità periurbana, un problema del quale in questo momento si parla tanto, allora preveniamo il male prima che sia troppo tardi”.


Vi sembra normale”, si chiede, “che ogni giorno si muovono migliaia di mezzi privati e decine di mezzi pubblici oltre i motorini per raggiungere i paesi vicini per lavoro, per trovare i parenti ed altro e per raggiungere le sedi delle scuole superiori di Tricase ed Alessano, anche solo per andare al cinema o al mercato settimanale? La proposta progettuale era quella di far partire da Tricase ed Alessano un sistema circolare di mezzi di trasporto a emissione zero per raggiungere i paesi del Capo di Leuca”.


Un esempio: “Un pullman elettrico parte da Tricase e ritorna a Tricase dopo aver preso i viaggiatori da Montesano, Miggiano, Specchia, Lucugnano e torna a Tricase. Le persone che devono andare ad Alessano scendono a Lucugnano dove salgono sul pullman che parte da Tricase va a Lucugnano, Alessano, Corsano, Tiggiano, Tricase. Il sistema sarebbe completato con il collegamento con gli altri Comuni, tutti i mezzi sarebbero elettrici e funzionerebbero con batterie a ricarica solare. Sullo stesso tragitto bisognerebbe costruire anche delle piste ciclabili in sicurezza con marciapiede, illuminate e, soprattutto, divise dalla strada dei mezzi gommati per consentire alle persone che intendono servirsi della bicicletta per lavoro, per andare a scuola o per altri motivi di raggiungere i paesi vicini in tutta sicurezza. In questo modo avremmo creato un sistema di mobilità che rispetti l’ambiente ed il nostro territorio diventerebbe anche un luogo di eccellenza, turistica, culturale oltre che ambientale. Ci vuole solo la volontà di fare, i mezzi economici ci sono”, conclude Antonio Lia che poi bussa alle porte dei municipi del Capo di Leuca: “Voi Sindaci ci siete? apriamo un tavolo e parliamone”.


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Alessano

don Tonino sempre più vicino alla beatificazione e canonizzazione

A due giorni dell’anniversario della morte, la curia insieme e la Fondazione don Tonino Bello…

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Firmato l’atto di donazione dei resti mortali di don Tonino Bello alla Chiesa di Ugento-S. Maria di Leuca, e questo, secondo prassi, dovrebbe essere un altro passo verso il processo di venerabilità e della sua eventuale beatificazione e canonizzazione.


A darne notizia sarà  il vescovo della diocesi di Ugento Vito Angiuli nel corso della due giorni organizzata per il 28esimo anniversario della morte – il dies natalis – di don Tonino.


A due giorni dell’anniversario della morte, la curia insieme e la Fondazione don Tonino Bello, organizzano alcuni appuntamenti: questa sera, alle ore 19,30, un ritrovo di preghiera presso la tomba nel cimitero di Alessano; domani, alle 18.30, nella chiesa del Salvatore ad Alessano, si terrà una celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Napoli Mimmo Battaglia e concelebrata insieme al vescovo di Ugento-Leuca.

Il 23 febbraio scorso“, comunica il vescovo Angiuli, “il fratello di don Tonino, Trifone Bello, insieme ai nipoti Federica e Stefano, figli del defunto fratello Marcello, hanno firmato l’atto di donazione dei resti mortali alla nostra Chiesa ugentina con atto notarile presso il notaio di Ugento, Alessandra De Blasi. All’evento ha partecipato, come testimone, il dottor Giancarlo Piccinni che si è adoperato e ancora continua a farlo, a mantenere viva la memoria del servo di Dio e a diffondere il suo messaggio di pace“.


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Alessano

Specchia, caso Noemi: genitori di Lucio condannati per diffamazione

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Per i giudici fu diffamazione. Il Tribunale di Lecce ha ritenuto offensive nei confronti di Noemi Durini, le parole pronunciate da Biagio Marzo e Rocchetta Rizzelli, i genitori di Lucio, assassino reo confesso, durante alcune trasmissioni televisive dopo la triste vicenda conclusasi con la morte della 16enne di Specchia.


Pronunciate in tv tra il settembre 2017 e il giugno 2019 nelle trasmissioni “Chi l’ha visto?”, “La vita in diretta” e “Quarto grado”. Ecco alcune delle frasi incriminate: “Era una ragazza notturna, altro che solare…”, “Era tutt’altro che una brava ragazza…“; “Si accompagnava con delinquenti…”.


Imma Rizzo, mamma di Noemi, non aveva mandato giù quelle parole ed aveva provveduto ad inoltrare denuncia.


Oggi la condanna rispettivamente ad un anno per il papà di Lucio, e 6 mesi per la mamma con le attenuanti generiche, pena sospesa.


I genitori dell’assassino di Noemi sono stati anche condannati al pagamento ad un risarcimento di 10 mila euro.

Imma Rizzo dopo la sentenza: “È giusto che paghino per aver sfregiato la memoria di mia figlia con quello che hanno detto. Non hanno neanche mai provato a chiedere scusa, avrebbero dovuto farle subito, invece…”.


A proposito dei 10mila euro la mamma di Noemi ribadisce quel che aveva annunciato in tempi non sospetti: quei soldi “andranno in beneficenza. Serviranno ad aiutare tante famiglie, sono certa che così avrebbe voluto Noemi”.


Il legale dei genitori di Lucio intanto ha già annunciato ricorso non appena saranno rese note le motivazioni del dispositivo di condanna.


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