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Cronaca

Madonnaro morto dopo presunta rapina: fermato un uomo

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C’è un indagato per rapina e per morte come conseguenza di altro reato per il decesso di Leonardo Vitale, il 69enne madonarro deceduto dopo una aggressione lo scorso 11 di ottobre.





È un ragazzo del Senegal, M. L., 29 anni, l’uomo ritenuto responsabile degli episodi che hanno portato l’artista di strada, originario di Oria, alla morte dopo 6 giorni di ospedale.





La sera del 5 ottobre M. L. avrebbe inseguito Vitale in via Don Bosco, a Lecce, dopo averlo visto maneggiare un malloppo di contanti all’interno di una kebabberia.





Una volta raggiunto il 69enne, M. L. avrebbe provato a sottrargli un trolley che portava con se. Vitale avrebbe reagito ed i due sarebbero finiti a terra. La maniglia del trolley si sarebbe spezzata nella colluttazione e il rapinatore si sarebbe dato alla fuga con la stessa valigia.




È lo stesso ragazzo senegalese, interrogato in questura, ad aver raccontato i fatti. Spiegando però che avrebbe seguito e aggredito l’artista di strada solo per sottrargli del denaro. “Avevo bisogno di soldi per mangiare”, avrebbe spiegato alla polizia, “non lo volevo uccidere”.





Dopo l’episodio, il 69enne è stato ricoverato ed è deceduto a distanza di alcuni giorni. Il caso è salito alla ribalta nazionale, andando in onda nella trasmissione RAI “Chi l’ha visto?”. Ora le indagini prendono una svolta con le ipotesi di reato suddette: rapina e morte come conseguenza di altro reato.





Foto di Serena Giuseppe Montagnola


Cronaca

Rabbia e dolore a Spongano: oggi i funerali di Roberto

Il sindaco: “Un ragazzo che inseguiva i propri sogni. Siamo vicini alla sua famiglia”

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È stato un sabato di sgomento e dolore quello vissuto ieri dalla comunità di Spongano svegliata da una tragica notizia, quella della scomparsa di un suo concittadino in un tremendo incidente stradale.

Oggi sarà invece il giorno della memoria e del cordoglio. Le esequie di Roberto Cozza, 24 anni, deceduto nella notte tra venerdì e sabato a bordo della sua Ford C-Max, si terranno questo pomeriggio alle 16 nelle chiesa Madre di Spongano.

Già in queste ore in tanti hanno ricordato Roberto come un ragazzo pieno di vita, di voglia fare. Un ragazzo socievole, impegnato nel sociale e rientrato a Spongano dopo qualche esperienza all’estero, sempre all’inseguimento del suo sogno: quello di diventare uno chef affermato.

Col dolore il rammarico: il tremendo incidente che lo ha portato via porta con sé tante domande. A quelle sulle cause, si aggiungono quelle sulla speranza di tenerlo in vita: in quella via vicinale, a quell’ora di notte, i primi ad accorgersi del sinistro lo avrebbero purtroppo fatto dopo tanti, lunghi minuti, rivelatisi fatali. Roberto è rimasto prigioniero delle lamiere della sua auto e i sanitari del 118, quando vi è stato estratto, non han potuto far nulla per tenerlo in vita.

La sua salma è stata trasportata presso l’Hospice Casa si Betania, dove è stata allestita la camera ardente, e oggi tornerà a Spongano per i funerali.

Il sindaco Gigi Rizzello ha descritto quella di ieri come “una giornata orrenda e tragica per Spongano”. Ed ha ricordato il giovane come “un ragazzo ben integrato nella nostra Comunità, impegnato, come è giusto che sia alla sua età, a rincorrere i propri sogni. Rimane il dolore e la rabbia per la giovane vita spezzata: stringerci attorno alla sua famiglia è l’unica cosa che al momento possiamo fare”, ha aggiunto il primo cittadino. “È ai suoi cari che rivolgo l’abbraccio virtuale dell’intera Cittadinanza che si stringe con calorosi sentimenti di affetto e cordoglio”.

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Cronaca

Evade con l’auto, si cappotta e tenta la fuga a piedi: preso

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L’incidente registrato ieri mattina, alle prime luci del giorno sulla strada provinciale 100, ha dei contorni singolari.

Una Fiat Panda è finita fuori strada, cappottandosi, sulla via Squinzano-Casalabate. Il luogo del sinistro è una delle curve della provinciale, non lontano dall’Abbazia di Cerrate che oggi sarà luogo di meta di tanti, in occasione dell’apertura per le Giornate FAI d’Autunno.

Il conducente, un 37enne di Novoli, ha perso il controllo del mezzo, per cause ignote, capovolgendolo e rimanendo ruote all’aria.

Dopo lo schianto, l’uomo è uscito autonomamente dall’abitacolo e si è allontanato a piedi. Il perché è presto spiegato: non avrebbe potuto essere lì. Il 37enne infatti, dallo scorso luglio, era ristretto ai domiciliari per reati in materia di stupefacenti. 

Sul posto sono intervenuti 118, polizia di stato e polizia locale. L’uomo, raggiunto non lontano dal luogo del sinistro, è stato arrestato e condotto in carcere presso Borgo San Nicola a Lecce.

Foto di Polizia Locale Lecce

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Cronaca

Coniugi contraggono Covid nel Capo di Leuca: deceduta la moglie

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Mentre il report settimanale dell’Asl di Lecce conferma la tendenza in discesa dei contagi Covid in provincia ed i bollettini quotidiani della regione Puglia sovente parlano di zero decessi in tutta la regione causati dal virus, purtroppo il pericolo resta dietro l’angolo.

Guai infatti ad abbassare la guardia: in settimana nel Capo di Leuca si è registrato una morte legata ad un recente contagio.

Una donna di Salve è deceduta a causa del Covid, dopo un ricovero in terapia intensiva.

Avevano contratto il virus sia lei che il marito, medico di base in pensione da pochi mesi. Per lei si è reso necessario il ricovero al Dea di Lecce. Le cure ricevute in terapia intensiva non si sono però, purtroppo, rivelate sufficienti a tenerla in vita.

La precisazione

Dai familiari della donna giunge una preziosa precisazione circa le cause del contagio, che restano tuttora ignote.

La signora aveva ricevuto ancora una sola dose di vaccino in quanto la somministrazione le era stata ritardata a causa del suo personale stato di salute. Proprio alla luce di questa condizione, la donna non avrebbe preso parte ad alcuna serata di festa o convivialità.

Le cause del contagio che ha interessato tanto lei quanto il marito restano, quindi, sconosciute.

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