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Cronaca

Madre a processo per maltrattamenti su figlio autistico

Denunciata dal marito, avrebbe insultato, minacciato e picchiato il minore, di appena 12 anni

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Sarà rito abbreviato il prossimo 7 di settembre per una mamma della Grecìa salentina resasi protagonista di atteggiamenti violenti nei confronti del figlio invalido.





In settimana il gup Michele Toriello ha accolto l’istanza dell’avvocato Tony Indino che difende la donna dall’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati.




La vicenda giudiziaria è scattata in seguito ad una denuncia del marito della stessa. L’uomo ha riportato ai carabinieri quanto accadeva tra le mura di casa dove, secondo i suoi racconti, il figlio della coppia, appena 12enne ed autistico, affetto da patologie fisiche e psichiche, era costretto a subire calci, pugni, schiaffi e insulti dalla madre. Un’ira cieca detta, secondo denuncia, dalla non accettazione della condizione del minore.





In un secondo momento il padre del 12enne ha arricchito la sua querela con materiale audio e video a supporto di quanto raccontato in caserma. Un anno fa, nel giugno 2020, un provvedimento vietava alla donna l’allontanamento dalla casa familiare. Provvedimento poi revocato. Ora una nuova data per i prossimi sviluppi: a settembre, in tribunale, si cercherà di far definitivamente luce sulla vicenda.


Cronaca

Donna di 35 anni fornisce false generalità per evitare l’arresto mentre è ai domiciliari

La donna già sottoposta ai domiciliari per furto, è stata sorpresa per strada dalla polizia e ha fornito dichiarazioni non veritiere sulla sua identità. Scatta l’arresto

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La Polizia di Stato ha dato esecuzione a un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare, con la quale l’Autorità Giudiziaria ha disposto la sostituzione degli arresti domiciliari con la custodia cautelare in carcere nei confronti di una donna di 35 anni, nata a Galatina.

La donna si trovava già agli arresti domiciliari dal 22 aprile scorso per furto in un supermercato. Tuttavia, nella tarda serata del 28 aprile, la donna era stata sorpresa in strada in compagnia di un’altra donna, da una volante della Polizia di Stato di Galatina.

Approfittando del fatto di non essere ancora conosciuta dagli operatori — poiché sottoposta alla misura alternativa da pochi giorni e non residente in precedenza in questo comune — la donna ha fornito false generalità, nel tentativo di eludere le responsabilità derivanti dal reato di evasione ed evitare l’arresto.

Il giorno successivo, la medesima unità operativa, ha proceduto a un nuovo controllo presso il domicilio della 35enne, riconoscendola senza alcun dubbio come la persona fermata la sera precedente. La donna che era con lei al momento del controllo risultava inoltre gravata da precedenti di Polizia e destinataria della misura di prevenzione dell’Avviso Orale emesso dal Questore della Provincia di Lecce.

Alla luce degli elementi raccolti, la 35enne è stata deferita in stato di libertà per i reati di evasione e false attestazioni a Pubblico Ufficiale.

Dell’accaduto è stata informata l’Autorità Giudiziaria che ha disposto l’aggravamento della stessa, sostituendo gli arresti domiciliari con la custodia cautelare in carcere.

Al termine degli adempimenti di rito, la donna è stata condotta presso la Casa Circondariale “Borgo San Nicola” di Lecce.

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Cronaca

A dodici anni con una pistola nello zaino

Dopo l’episodio avvenuto in una scuola del sud Salento riaffiora il tema della prevenzione educativa, del ruolo delle famiglie e della crescente familiarità dei minori con simboli e linguaggi della violenza

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di Giuseppe Cerfeda

A dodici anni si dovrebbe entrare in classe con libri, paure adolescenziali e sogni ancora acerbi.

A Taviano, invece, uno studente si è presentato a scuola con una pistola scacciacani priva di tappo rosso, caricatore inserito e cartucce a salve.

Un fatto che segue un episodio analogo verificatosi pochi mesi fa nello stesso istituto.

La vicenda ha inevitabilmente acceso una riflessione che supera il singolo caso di cronaca

L’arma, anche quando non destinata a sparare proiettili veri, conserva un valore simbolico forte, soprattutto nell’immaginario dei più giovani.

La presenza di una pistola tra i banchi di scuola racconta un disagio che merita attenzione e che coinvolge famiglie, istituzioni educative e contesto sociale.

IL PESO DEI MODELLI CULTURALI

Negli ultimi anni il linguaggio della violenza è diventato sempre più familiare agli adolescenti.

Social network, videogiochi, serie televisive e contenuti digitali espongono quotidianamente i ragazzi a immagini fondate sulla forza, sulla sfida e sull’ostentazione del potere.

In questo scenario anche una scacciacani può trasformarsi in un oggetto identitario, capace di suscitare curiosità, emulazione o desiderio di apparire.

La giovane età del protagonista dell’episodio rende ancora più evidente la necessità di rafforzare il dialogo educativo. La prevenzione passa dalla capacità degli adulti di riconoscere segnali di fragilità, isolamento o disagio emotivo prima che trovino espressione in gesti pericolosi.

SCUOLA E FAMIGLIE IN PRIMA LINEA

La scuola continua a rappresentare il primo presidio sociale capace di intercettare situazioni delicate.

In questo caso sono stati i compagni ad avvisare i docenti, consentendo un intervento immediato delle forze dell’ordine.

Un elemento che dimostra quanto sia fondamentale costruire ambienti scolastici fondati sulla fiducia e sul senso di responsabilità condivisa.

Accanto al ruolo degli insegnanti resta centrale quello delle famiglie.

Vigilare sugli oggetti presenti in casa, conoscere le frequentazioni dei figli, osservare comportamenti e cambiamenti improvvisi significa contribuire concretamente alla prevenzione.

Educazione emotiva, ascolto e presenza quotidiana rappresentano strumenti decisivi per contrastare derive sempre più precoci.

CAMPANELLO D’ALLARME

Il caso di Taviano assume il valore di un campanello d’allarme che non si può ignorare.

Ogni episodio che coinvolge minori e armi impone una riflessione collettiva sul rapporto tra giovani e violenza simbolica.

La risposta richiede continuità educativa, dialogo tra scuola e famiglie e una presenza adulta autorevole, capace di accompagnare gli adolescenti in una fase della vita sempre più fragile e complessa.

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Cronaca

Spaccata nella notte a Presicce: il furto e la fuga

Ladri in azione in via Roma: vetrine distrutte a colpi di mazza e fuga con i preziosi esposti prima dell’arrivo delle forze dell’ordine

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Colpo nella notte ai danni della gioielleria Jamboree, in via Roma a Presicce-Acquarica. I malviventi sono entrati in azione prendendo di mira la vetrine dell’attività commerciale, distrutta a colpi di mazza.

Dopo aver infranto le teche espositive, i ladri si sono impossessati dei preziosi presenti in vetrina per poi dileguarsi.

Secondo quanto emerso, l’allarme sarebbe scattato immediatamente durante il raid, circostanza che avrebbe costretto la banda ad agire in fretta senza riuscire a raggiungere l’interno del negozio.

Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine che hanno avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica del colpo e identificare i responsabili.

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