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Morte al rave: fatale un mix di droghe

Laura Lamberti, la giovane ventitreenne della provincia di Potenza, deceduta durante il rave party non autorizzato nelle campagne tra Diso e Marittima, sarebbe stata causata da un micidiale cocktail di droghe. La percentuale degli stupefacenti nel sangue ancora non si conosce (si saprà di più nei prossimi giorni), ma di certo la ragazza non si è iniettata droga nelle vene. E’ il risultato dell’esame autoptico, appena concluso dal medico legale Roberto Vaglio, predisposto dal magistrato, Angela Rotondano, sul corpo della vittima. La conferma di quanto emerso arriverà comunque nei prossimi giorni dopo ulteriori analisi.

Arriva così la conferma avanzata dalle ipotesi fatte durante la giornata di sabato, che era quella realisticamente più accreditata, visto che la povera Laura era caduta da tempo nel vortice della droga ed era stata in cura per circa due anni, in provincia di Roma, in una comunità di recupero per tossicodipendenti. Da lì era fuggita, entrando in contatto con una comitiva di «squatter» e «punkabbestia», assieme ai quali s’era recata al rave party salentino in aperta campagna, su terreni occupati abusivamente dagli organizzatori dell’evento e da oltre 2.000 giovani pronti a trascorrere 72 ore da sballo.

Proseguono intanto le indagini dei carabinieri della compagnia di Tricase, coordinati dal capitano Andrea Bettini, che per tutta la giornata di ieri hanno raccolto testimonianze tra i giovani, per far luce sulla raccapricciante vicenda di cronaca: sono state ascoltate dieci persone, per provare una ricostruzione fedele dell’accaduto. La ragazza, secondo quanto emerso dalle ricostruzioni, avrebbe perso conoscenza in prima mattinata, probabilmente intorno alle otto. A quell’ora si sarebbe accasciata sotto un albero, venendo notata da un ragazzo, che l’ha caricata sulla sua auto ed ha raggiunto una stazione di servizio, poco distante dal luogo del raduno; sul posto, ha chiesto aiuto al 118; ma, come già raccontato ampiamente, i soccorritori non hanno potuto nulla e hanno potuto solo constatare il decesso della ragazza.